Pensieri sulla sabbia
Voli di gabbiani
alla scogliera,
franger d’onde
alla battigia,
ricamate dal vento.
Solitudine:
nel tempo il volto
delle cose
come orme sulla sabbia.
Gli anni come arpie
divorano i giorni
e la bellezza.
Gelido
il vento della morte
spazza i pensieri.
Sui vetri
lacrime di pioggia
lacerano pensieri
nell’onda fragorosa
del mondo.
E’ tutta una fuga
senza posa
la vita.
Le sensazioni
fermano l’attimo:
bolle evanescenti
nella tormenta.
S’accorciano i giorni
al pensiero,
agli affetti.
Brucia il cuore
d’ansia e di luce.
Rimpianto
del tempo perduto.
Desio d’eterno
in una malinconia
di procella.
La canna
in balia del vento.
Cosa non brucia
il tempo?
Anche il respiro
dell’anima,
la giovinezza
sul tuo viso,
l’amore
nel lento declino
dei giorni.
E la memoria
vaga
senz’appigli.
Nostalgia
Il sereno
della terra natia
ti luce nell’anima.
Il cuore riscatta
la gioia perduta.
Il nostro amore
Anna,
l’amore tenero
di queste lettere
ha messo radici
profonde e ramificate:
un albero robusto.
L’albero in autunno
perde i frutti e le foglie.
I suoi rami sfidano
le ire dell’inverno,
tornano a fiorire
a primavera.
Il nostro amore nel tempo
è sempre primavera:
un sole che riscalderà
tutti i nostri giorni.
Te ne sei andata
Mamma,
tu che non ci hai chiesto
mai niente,
neanche l’amore,
te ne sei andata.
Ci sei rimasta nel cuore
come il sangue.
Furore e dolcezza
Dolce suono di campane
nella solitudine
di un mattino pensoso,
librato nei cieli
dell’eternità.
Secoli di umanità
nella mente:
dalla caverna ai grattacieli
furore e dolcezza
nel cuore dell’uomo
a strapiombo sull’abisso
tra l’angelo ed il demonio.
Cristalli di sogno
Le fronde
dei pioppi inurbati
frusciano al vento
tra ruderi antichi.
La mente tace
in una sincope
del fremito diurno.
Scintilla il fantastico
su volto bello
di donna
fresco di pioggia.
Svetta nel cielo
volo di colombo
e ti ritrovi nel marasma.
Cristalli di sogno.
Luglio in Molise
Biondeggiavan le messi
alle falci lucenti.
Solo ricordi
in campi di solitudine.
Fisarmonica gitana
Languido suono
di fisarmonica gitana
nella strada fredda:
occhi imploranti
per una monetina,
immigrati stanchi
di vita grama.
La fisarmonica singhiozza.
Malinconico il gitano
con mano tesa
sgrana le sue giornate
per la via.
All’infinito cerchiamo
Il sole dell’alba
indora mattoni pompeiani:
sulla tiepida argilla
folleggiano minuscoli
insetti voraci.
Vitali, irradiati, frenetici
cercano.
Sulla terra assolata
assetati cerchiamo.
All’infinito cerchiamo
L’onda dissacrante
Questo vento impetuoso,
dissacratore di leggi
e di umanità,
si dissolverà su roventi
scogliere.
E’ il destino dei pazzi
della storia.
Ricostruiremo
come le formiche
sfuggite al formicaio
distrutto.
La saggezza, come gemma
buttata sul mucchio di fimo,
brillerà al sole del mattino.
Come le rondini
I figli,
come le rondini,
tornano per ripartire,
lungo il cammino dei giorni.
L’ansia nel cuore
dei genitori
incalza nel tempo
che si accorcia.
Natale
Natale:
fiocchi bianchi
sulla terra fredda.
Ritorno d’emigranti.
Trepida gioia
di madri e spose.
Suoni di cornamuse
nella valle.
Sfolgorio di luci
e tanta speranza in te,
Bambino Gesù.
Or che sei nato
fiorisci nei cuori,
distruggi l’odio
e suscita l’amore.
Inonda il mondo
di Te.
E sia la pace.
Il sorriso di un bimbo
Il sorriso di un bimbo:
germoglio di vita,
primavera nascente.
Più lieve il fardello.
Leggera l’anima
come un respiro
si libra nel sogno
e riprendi il cammino.
E’ la tua voce
Granelli di sabbia
sperduti nel vento,
pensieri nell’immensità.
I giorni corruschi di sogni
già sfumano al tramonto.
Il verde muore nelle foglie
staccate dai rami.
E l’ombra sovrasta.
Un bagliore di luce.
Un’eco di dolce preghiera:
è la tua voce, o Signore,
quanta dolcezza nel mio cuore.
Il vuoto dell’anima
Sangue sull’asfalto.
Giovane vita recisa.
La gente guarda atterrita.
E’ uno dei tanti incidenti
disseminati
sulle strade del mondo.
E’ il prezzo di sangue
di giovani ebbri
di velocità e potenza.
Si muore per vincere
il vuoto dell’anima.
Mamma
Mamma,
eterno profumo
di giglio
nel cuore del figlio.
Porti sul volto
e nell’anima
le ferite d’amore
e le pene dei figli.
L’alba di un sogno
L’alba di un nuovo giorno
bussa alla tua porta.
Giovinetta,
hai nel cuor la meraviglia.
Un mistero:
l’alba di un sogno,
l’incanto della vita,
i primi sospiri d’amore.
Leggero
il respiro del vento
ti carezza.
Un lampo di luce
ti accende.
L’oceano,
mai saturo d’acqua,
il cuore
mai pago d’amore.
Un attimo fuggente
un brivido nel cuore
il sogno di una vita:
più dolore che gioia
lo spasimo dell’anima,
un cercarsi affannoso.
Momenti infiniti
nei meandri dell’anima.
E trovarsi
per donarsi
e perdersi d’amore.
I primi sospiri d’amore
li porterai nel cuore
fino alla tua sera.
Cuori lontani
Nel tuo paesello romito,
assisa sulla soglia di casa,
fissi gli occhi lontano.
Valicare oceani
per godere l’abbraccio
di lui, che sospira per te,
tra genti straniere.
Scava il cuore
degl’innamorati
la lontananza. |