Poesie di Vittorino De Zanet


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Lo spoeta sconclusionato
Lo spoeta sconclusionato
Offuscato da troppa finanza
Se ne stava assente al pub
Stravaccato su una rossa
Attendendo una romagnola.

La mia arte non è poesia
Solo versi zeppi di spoesia.

La mia esistenza non è vita
Solo quotidiana danza sfinita.

Non è filosofia semmai sfilosofia
Pensiero poco finanziario
Di spoeta assai stralunario.

Amore o meglio stranamore
Fluido micidiale d'acquario
Nel destino cinico planetario.

Pensando o meglio sragionando
Così annegava dentro le pinte
Irriverenti delle spietate tenebre.

Diceva d'essere ignorante
Lui era seduto
in disparte nell'angolo
più buio del bar

Lo chiamavano il poeta
perché scriveva i suoi versi
su fazzoletti di lacrima

Recitava le sue poesie
un po' piene d'amore
un po' piene di vino

Diceva d'essere ignorante
pertanto lasciava declamare
agli attori le poesie dei grandi.

Dialogo tra un bimbo curioso
ed un aspirante poeta


Che fa il poeta
quando non dorme?

Scrive poesie!

Come fa il poeta
a scrivere i versi?

Prende un foglio
E getta lì le sue emozioni!


Allora la poesia
è un insieme di emozioni?

Può essere, a volte,
neanche l'autore lo sa!


Il poeta più bravo
è quello che segue la metrica?

Forse sì,
forse no!


Cioè?

Coloro che lasciano il segno
ascoltano solo il cuore!


Come vive il poeta?

In povertà!

Non può essere!

Certo che sì!
Il poeta non fa moda.
Se mai diverrà famoso,
di lui resterà solo cenere.


Allora chi è?

Il poeta è colui
che piange piano
e ride lontano!

Sopra il cuscino accanto
Un'onda scivola via
Nell'urlo della notte
Senza note

Mentre un delfino
Sogna d'essere un falco
Vestito d'immenso

Sulla spiaggia un sax
Impazza in un assolo
Infuocato

Il mare occhieggia
Lentamente alla luna
Prima dell'alba

Una donna si sveglia
Con una rosa color bacio
Sopra il cuscino accanto.

Baciami
Quando sono a terra
Pensando che le cose
Del mondo siano finite

Incrocio i tuoi occhi
Allora il mio cuore
Torna a battere felice

Il delfino che c'è in me
Ritrova l'entusiasmo
Quello che ti fa volare

Di là dell'Everest
Senza bombole d'ossigeno
Senza tanti fronzoli

Nudo semplicemente
Come cuore di bimbo
Appena venuto al mondo

Incrocio i tuoi occhi
Azzurri come il cielo
Radiosi come il sole

Nell'incanto
Di un arcobaleno infinto:
Baciami!

Settanta primavere
Maggio mariano colmo di rose
Un'altra primavera sopraggiunge
Tante n'abbiamo viste passare
Insieme crescendo madre mia!

Sette è un bel numero da carte
Ora più che mai con zero vicino
Nel tempo disincantato del sorriso
Segnato da mille contrattempi

Di vita vissuta degna ed umile
Amorevolmente svolta per il bene
Di noi figli ora adulti brizzolati
Con pargoli vivaci e spensierati.

Avanzi insieme al tuo uomo
Lavoratore serio che ti ama
Silenzioso senza troppa apparenza
Nel tuo amore immenso di donna.
-A mia mamma che compie 70 anni!19 maggio 2006-  

Ti vedo danzare lieve
Piovono lacrime dal cielo
Cresce dentro di me un'emozione

Tu sei nel mio pensiero
Bella come non mai

Ti vedo danzare lieve
Avvolta nei veli della notte

Note eccitate
Si diffondono nell'aere

Pioggia e musica
S'intrecciano dovunque

Il tuo movimento armonico
M'inebria le viscere

Il mio spirito fluttua
Libero

L'universo mi prende
Nel suo vortice sovrumano

Dentro all'immensità
Urlo che ti amo.   

 Una poesia fatta di niente
Una rosa bianca sul tavolo
Nasconde una vita del cavolo
Attesa di un sogno frivolo

Panchine illuminate nella notte
Oziose coppie d'innamorati
Ed ubriachi barboni pieni di botte
Stanno a guardare le stelle timorati
Intorno al silenzio d'anime rotte
Annoiate dai quotidiani orati
Una poesia fatta di niente.


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