Poesie di Sonia Demurtas


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Nasce nel 1976, ama l’arte della poesia fin da piccolissima; esprime il suo essere con toni variopinti, ricchezza di immagini narrate che coinvolgono il lettore; ama l’arte nelle sue svariate espressioni; maestra di disegno e di arte della ceramica, dipinge, modella e plasma i suoi personaggi anche nella poesia.
Nel suo animo un incatenarsi di emozioni, che vivono, prorompendo in canto. Esprime il suo modo di essere con toni variopinti, ricchezza d’immagini narrate particolarmente coinvolgenti.
Nelle sue poesie ha la capacità di vedere cose che altri non hanno mai visto, proponendo un concerto di parole che ripercorrono i ricordi e affondano in una dolce malinconia. Altre volte canta l’amore e lo esalta come pochi sanno fare.
Tutto è incentrato su un percorso di vita pieno di esperienze; Passato e presente si intrecciano con una forza dirompente.
Una mano tesa verso l’infinito… un canto proteso al cielo verso la speranza.
Lo stile neoclassico è inconfondibile, dirompente. Vince numerosi concorsi  nazionali e regionali, riceve varie proposte di selezione opere inedite, decide così di vagliare alcune offerte per la pubblicazione del suo libro “OLTRE L’AMORE”, nasce quindi una silloge di scritti poetici, composta da liriche e pezzi di saggistica. Scoperta dal traduttore Teodoro SENNI, il suo libro è ora stato tradotto negli usa.

 

L'anima.
L'anima dimora
nell'ombra, tra le ombre...
tra quelli che mi sfiorano ignorandomi...
e quelli che io sfioro ricordandomi...
l'anima dimora,
tra soffici cuscini d'allegria,
tra i sorrisi che mi doni amandomi...
e quelli che ti dono amandoti;
L'anima dimora
nei giorni di sole...e in quelli di pioggia...
tra una lenta foschia
che abbraccia il corpo e l'anima mia.

Oceani eterni.
Rammento le ore… i minuti…i miei giorni…
in cui muti silenzi appiattirono i sogni.
Rammento le foglie…le viti, i roveti…
in cui gli uccelletti cantavano lieti.
Rammento le notti…l’estate, la luna…
quel filo di cielo che portava fortuna.
Rammento le note delle arpe nel cuore…
il tuo viso muto, distese e parole.
Ricordo l’altura di mura dormienti…
sbarre profonde…sogni suadenti…
Amori celati di oceani eterni.

Sempre.
Non una notte...
ma tante notti ti ho atteso.
Fugge la luna...
svanito è il tempo vano dell'attesa
Giunge l'aurora alla finestra...
Ma questa solitudine immensa
veglia sul cuore
ad ogni bagliore
di luna e di sole.

Era notte.
Era notte
Piangevo tra le dune del mio cuore
Sorretto il battito d’amore
Gioia insieme a fitte di dolore

L’amore soffocante che mi prese
Sostanza e sogno
Il cuore mio sorprese

Giungesti come un lampo in cuor contento.

Devoto agli occhi tuoi s’arrese
Quell’alba che di labbra e baci prese.


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