Poesie di Simona Del Cittadino


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Tremula nox
E' nero il sentiero
pieno di insidie celate.
Sarà la lucciola,lume acceso,
ad indicarmi la via.
La tua voce,come risacca di mare,
evoca sogni di antichi marinai
che udirono sirene di spuma
davanti a lignee polene.
Tutto tace eppure ha un fremito:
tenta l'abete con la sua punta acuta
l'ultimo orizzonte e già la sera
dischiude l'arcobaleno dei colori.
Non svegliarti:
è il rumore del tempo che passa.
Riavvolgiti nella tua eternità
e sorridi alle stelle.
Il cuculo lasciò il nido del falco
e l'aquila,sprimacciando le penne,
udì la voce di Prometeo
incatenato alla roccia.
E' velata la luna
e non si scopre
come una bella donna
al suo primo appuntamento.

Attesa
E' notte ogni giorno che ti tiene lontano.
Vuota è la stanza e sbiaditi i colori.
Chi mi porterà azalee e festoni
per ornare il vuoto del tempo?
Appenderò a pareti di vetro tutti miei sogni
e tingerò tutti i fiori per rinnovare il ricordo.
Guarda ,il mondo sta fuori,
Spingi,ti prego,la porta,non restare nel vento.
Cerca,se vuoi,quest'ultima soglia.
E son quieta come l'arabo
che sente maturare l'orzo intorno alla casa.

Questo sogno era nostro.
Navigammo in vascelli di vento
ammiccando al mistero delle onde.
Il mare lo porta nascosto nel ventre di terra
dove si pavoneggiano conchiglie bambine
innamorate di vecchi marinai
e non sanno le fatiche e i sudori sapidi
di terre brulle di sole.
E non sanno le pene e gli affanni
carpiti con mani furtive di ladri.................

.Questo sole era nostro.
tentammo spiagge assolate
isole straniere,ma i custodi marini
ci ghermirono la speranza di un approdo sicuro
Toccammo velari di nebbie mai dissolte.
Guardavano i delfini il nostro viaggio
con gli occhi tondi velati di pianto,
carezzandoci con l'umido ciglio,
gli sguardi lontani..
Questo sogno era nostro.
Scendemmo muti nell'oblio

Viaggio
Quanti viaggi ho fatto con te.
ho visto la bella Parigi
con gli occhi azzurri della Senna,
mi hai baciato a Praga,
dolce nel ricordo lontano.
A Londra mi hai chiesto:"Lo vuoi?".
"Yes,mio caro amato rimpianto!.,
eccomi a te,inventa la donna
che vedi o quella che sogni".
Io,nuda attraverso i tuoi occhi,
prendevo colori di vita
e d'amore,scordando il presente.
Ancora ti prego,amore,

prendiamo se vuoi,
quest'ultimo treno.

L’antipatia
L’'antipatia è una question di pelle:
mi sembra che ci possa dominare.
Se ne sentono spesso delle belle
ma io credo che un si debba migliorare.

Tempo fa c'avevo sui corbelli
un tizio assai vanesio e ganimede
Allor lo presi un po' per i fondelli.
Mi disse:"L'hai con me?,"Perchè si vede?

Si',ce l'ho con te,mi par palese
e se tu non l'avessi ancor capito,
ti mando d'un baleno a quel paese..
e poi dimmelo un po' se un t'ho avvertito!!!!"

Vento forte
Soffia il vento fra le fronde
monta il mare in grosse onde,
solo io son qui da sola
e non sento una parola.

Qui a Livorno c'è il libeccio
che solleva le sottane
e c'è un che di pecoreccio
se si scopron carampane.

Ieri sera sono uscita
a passeggio in riva al mare
ma un gran vento mi ha assalita
e mi piace quel soffiare....

Dedicata a Patrizio
Si appannano i ricordi nell'occhio del tempo.
Non cercare mio caro immagini perse,
libero vola sull'onda di mari lontani.
Come Icaro andrai per auree inviolate,
rinnovando l'antico dolore di Dedalo,
che vide suo figlio rapito da numi contrari.
Non perdere anche tu,se puoi,quest'ultima corsa.

Qualcuno tarpò le ali ai poeti

Ultimo incontro
S'illumina la notte se ti sento
accanto a me come premio ambito:
i tuoi occhi risplendono nel buio
ed io che morirei al primo sguardo,
sento la luce carezzar la pelle,
sì che diventa splendida e lunare.
Non voler da me promesse
di amori eterni che poi naufragheranno
al primo colpo di vento.Cerca invece
ciò che racchiude la mia mente folle,
la via percorsa dai miei nervi tesi
quando il sapiente tocco delle mani
disegna sul mio corpo cabale antiche.
Finirà la tua luce?
Come potrei orientarmi,dimmi caro,
come potrei trovare la mia strada
se la tua ombra risplendente
non mi indicasse strade già percorse?

Palpito
Caro,è appena cominciato il viaggio,
sta certo dell’antico percorso
delle coincidenze,dei cambi previsti.
Non temere ritardi: il tempo è con noi ed altre strade conosco
Come quando sono approdata a te
Nel sogno d’una notte d’estate.
Guarda,l’ulivo contorto richiama dolori sopiti
Di donne toccate da eventi epocali.
Non fermarti,riparti,carezza le vette
Sospira godendo il mio sguardo sicuro.
La risacca del ricordo poggia sull’ala del tempo.


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