Racconti di Serenella D'Amadio


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche



Natali
Belli i miei Natali da bambina, trascorsi in gran parte da nonna Maria, in un appartamento modesto e freddo di un quartiere popolare di Roma chiamato 'Quarticciolo'.
Ubicato in un piano terra rialzato, le sue finestre davano per un lato in un grande cortile e dall' altro su una strada percorsa dal tram elettrico. Passavo ore ad osservare dai vetri delle finestre quel tram, amavo quel suo essere garbato, si annunciava quando stava arrivando, si fermava, faceva salire e scendere tanta gente e poi andava e tornava di nuovo sempre con lo stesso dolce andamento.
Benchè umile, quella abitazione era stata a suo tempo una grande conquista per tutta la famiglia, infatti per molti anni avevano vissuto tutti insieme in una baracca con una sola stanza e senza acqua, gas, luce e servizi.
In occasione delle Feste Natalizie era uso trascorrervi qualche giorno riuniti , nonna, zie, zii e cugini.
Eravamo tanti, ricordo che tavoli e sedie non bastavano per tutti, eppure ciò non ci limitava
nello stare insieme durante i pasti (che venivano preparati con cura da mia madre e le sue sorelle), oppure durante la rocambolesca tombolata.
Infatti, succedeva che, vista la precarietà degli appoggi , i fagioli secchi che usavamo per segnare i numeri sulle cartelle si spostavano e quindi, il gioco veniva continuamente interrotto. Così, in una piacevole confusione, i numeri già estratti venivano annunciati ancora per innumerevoli volte.
A metà nottata, finiti i festeggiamenti ed i giochi, noi bambini ci coricavamo tutti insieme (con nostra grande gioia) in due grandi letti.
Le donne si sistemavano in giacigli di fortuna ed i poveri uomini passavano notti intere a giocare a carte, in attesa che qualcuno, la mattina seguente si destasse e cedesse il proprio letto.
In questa cornice, non c'erano regali, cibi speciali ed abiti eleganti, c' erano invece
l' allegria della festa e il calore di una grande famiglia.
Quella era la mia attesa vacanza, quelli erano momenti di divertimento, gioia e spensieratezza,
sentimenti che diventavano il bagaglio di viaggio con il quale tornavo a casa e che mi accompagnavano poi per tutto il nuovo anno.
Giuro, che per tutta la mia infanzia, non ho mai desiderato vivere quei giorni diversamente e non ho mai invidiato chi li trascorreva nel lusso e lo sfarzo, ero contenta ed apprezzavo ciò che avevo e infatti dicevo spesso alle mie sorelline "noi, non siamo povere, e non siamo neanche ricche, siamo giuste!".
Era vero, possedevamo infatti tutto ciò di cui avevamo bisogno e poi …….…ogni anno, la notte del 6 Gennaio veniva a trovarci la Befana e male che andava, ci lasciava cartocci pieni di dolci e collane di caramelle.

Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche