Poesie di Alfonso Coscione


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Alfonso Coscione, nato a Caserta il 19 agosto 1983, vive i primi dodici anni della sua vita tra la riservatezza delle mura paterne, e lì, in questo periodo, si forma la sensibilità dell'animo di questo giovane autore. Una infanzia abbastanza normale, vissuta però con poche relazioni tra coetanei, lo portano ad una precoce maturazione che sarà la chiave di lettura di tutta la sua poetica. Marzo '95: partecipando ad un concorso scolastico, Alfonso si rende conto di riuscire, con semplicità non comune, a mettere insieme successioni di parole che suscitano emozioni tali da catapultare il lettore nel primo autore del testo che s'accinge a leggere. E da allora, il giovane autore, si diletta, "quando amor gli spira", a riportare in scripta, quello che "amor gli ditta dentro", destando gli apprezzamenti di chi lo conosce e dei critici dei concorsi cui ha partecipato, meritando sempre incentivi incoraggianti per il proseguo del suo operato. Alfonso considera la poesia "una valvola di sfogo" utile a "registrare immagini ed emozioni che altrimenti cadrebbero nel dimenticatoio, un istante dopo essere state vissute". Dopo nove anni, continua ancora a scrivere come fosse la prima volta, con la speranza di non restare anonimo e continuare a far vivere e vivere di emozioni. Cresciuto col culto di Leopardi, tratta nelle sue poesie del mal di vivere, del mal d'amare senza essere ricambiati, dell'illusione di seguire un sogno che non si tramuterà mai in realtà.

Mane.
'e mane mije,nun so' mane…
so' tenaglie pe te stregnere
forte a me…
so' catene pe te tennere
'ncoppe 'o core mije…
so' carezze quante me guarde
e me dice "t'amo"…
so' coperte quante 'e mane toje
so' fredde…
rotte d' 'a fatica…
rosse d' 'o dolore…
sempe pronte a t'arrapì 'a porte,
so' seta quante passene p' 'e capille tuoje…
Chesti mane so mie, ma 'a forza che
'e move, è 'a toja…è l'ammore…
ca' p' 'e mane toje, stregne 'e mane mije…
e ce fa forte… 

Mani.
Le mie non sono mani...
ma tenaglie per stringerti
forte a me...
son catene per tenerti
sul mio cuore...
son carezze quando mi guardi
e mi dici "t'amo"...
son coperte quando le tue mani
son fredde...
consumate dalla fatica...
arrossate dal dolore...
sempre pronte ad aprirti la porta,
son seta quando attraversano i tuoi capelli...
Queste sono le mie mani, ma la forza che
le muove è la tua...è l'amore...
che con le tue mani, stringe le mie mani...
e ci fa forti...


Seduto su granelli di sabbia
'ei m'ha donato un dì altro, e
'l d'oggi sole m'ha vissuto sino
a 'durmi qui, al momento
del suo dormire...
seduto su granelli di sabbia.
ed è come nel sogno.
il concerto. i gazebo del marco tenente.
la gente che balla, beve, si diverte.
e adunata intorno alla flebile fiammella
posata nella cavità, tu. che
stesa sul mio petto, giochi e carezzi
col mio corpo. io. che miro te e
guado tutte le sbrillucciche specchiarsi nel mare.
ma non ci sei. ma piacerebbe
se passassi di qui, anche solo per pochi attimi.
altro sogno, seduto su granelli di sabbia.

Soundtrack
Guarda che stelle ci sono stasera,
fiammiferini che sbrilluccicano nella notte.
potessi essere superman riuscirei
a toccarle, ma non è facile esserlo.
e così, guido piano, e ti vengo a cercare,
perché tu riesci a rendere l'essere mio,
immortale. tu,
uno splendido angelo,
che danzando, si muove etereo
nel suo fascio di luce. che bella scena.
tu che vieni da me e porti la cura
per le mie paure. il tuo sorriso.
lo scienziato che è in me, perde ogni ratio,
vuole solo sapere che ci sarai. per me.
per sempre.
per poter vivere il mio tempo insieme,
con te che stesa sul mio petto, prendi il mio
respiro. e, in simbiosi, farsi cullare dalle onde
che s'infrangono sulla nudità dei nostri corpi.
perché, ebbene sì, a chi mi dice. rispondo che tu non
mi basti mai. ma ora devo ripartire. 'ciò vattene
amore d'un simil idillio.
io resto dietro al vetro,
bacio la pioggia che scende copiosa,
e resto a guardare quel cielo, comunque, pieno di
stelle.

Scusami se non ti penso...
Scusa se, il sasso che mi porto dentro,
infrange, sul far di sera, i tuoi sogni...
Scusami se non ti penso... ma non ti penso...
non sto lì a condividere i miei momenti
coi tuoi... e non so su cosa burlarmi
di te... non so per cosa consolarti...
supino sul mio brando giaciglio, spendo
i momenti ultimi di questa giornata...
attimo dopo attimo... e ognuno proietta
sul mio schermo a cristallino immagini...
che rimbalzano come i finestrini della
metro... istantanee degli anni
che sin lì t'hanno segnato...
al mondo non c'è uno che vada
come tu l'hai pensato...
Scusami se non ti penso... ma nel
tepore che mi sfianca e mi trascina
seco in tal apatia, e mi lascia
sfatto nel mio sudore... sì...
perso nel riflesso... e aspetto che nella
clessidra scivoli l'ultima sabbiolina
e ciò che separa... unisca...
e poi vedremo come, 'ei che
tutto move, movrà noi sulla scacchiera,
e daracci scacco matto...
per ora scusami ma non ti penso...

Scritta pensando a noi.
Questa serata volge al termine.
Adesso quello che voglio, è amarti...
perché amarti è tutto per me.
solo ieri ero lontano anni luce da questa
dimensione, perso dietro a chi un angelo non è,
ma tu no. Tu, la mia stella gemella
che accompagna le mie stanche
membra sino all'aurora. si, adesso
ci sei tu a rendere la mia, una storia
importante. a rendere la mia vita.
una favola. dove potrei trovare
un'altra te!?. forse non hai la dimensione
di quanto amore sei. tu. piccola pietra
caduta nel lago del mio cuore, generando,
di madre in figlia, onde identiche
carche d'un'emozione che resterà per sempre.
ora non sto qui a dirti che ti sposerò.
e a dirti perché. la luce buona delle stelle
illumina i tuoi occhi pleni di speranza.
ansiosi di vivere le gioie della vita.
se bastasse una poesia a dirti ciò che sento.
come sempre t'incito a vivere la tua vita
più che puoi. e sarebbe la più bella cosa,
per me, se volessi affrontare, mano nella
mia mano, tutto ciò che ci sbatte a
destra e manca. soli io e te. sicuro,
nel buio di un futuro che c'è, ma non si vede,
d'avere il sostegno dei tuoi occhi.

Profondità nascoste d'un mare versato...
Le iridi si gonfiano, e il candido
si purpurea a ramoscelli... l'ora
crea mille volti e la
tenda si chiude a coprire le
perle... un acino d'acqua
cade a bagnare la madre terra...
e così, acqua nell'acqua, dal
primo alla fine...
ma non è acqua... è un
nettare d'emozioni che
però ha un sapore amaro...
ognuno se ne nasconde e
'l fugge... o quanto meno
cerca di coprire o prosciugare
quelle profondità nascoste d'un
mare versato... ma è invano...
è invano... perché tutto ciò
è effetto d'un qualcuno
inestinguibile... e si potrà
sfidare ogni dì tal forza... e
si potrà desister dal mostrarsi
naufragar in sì profondità...
ma non s'abbisogna delle lacrime
per piangere... a quelle
profondità, il muro ferma la ragione,
non il cuore...

La mia composizione di rose per te.
Mi levai.
L'alba rosava il cielo, ed io,
ancor affannato per la notte,
corsi fuori tra i campi a mirar
la scena. e mi trovai in
un campo di fiori, ove raccolsi
più rose e tornai a casa.
i bocciuoli socchiusi,
pleni di fresca rugiada,
similavano ai tuoi occhi,
lievi nel lungo tepore
che avvolgeva il tuo corpo.
Mi ricomposi.
presi quei fiori,
e ne feci una composizione.
pensando. e te li posai vicino
a ricordo della passione che
c'era, l'un dell'altro, presi.
sicuro che al tuo risveglio,
le avresti prese e fatte tue.
tu, con il sole che s'ergeva
dal monte e illuminava,
ormai, il cielo, eri così bella.
io, pensavo d'aver ucciso
le rose, strappandole alla
madre terra. ora credo
d'averle offerte a nuova vita,
posandole nelle tue mani.


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