Poesie di Gianmarco Congiu


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche


Candida ombra velata d'argento muto
Volando nell'aria placida si espande
Mi volto verso ciò che mai ho avuto
E mi sorride e mi travolge e prende

Volta tiepida e cerulea, di spazio grande
Sopra noi si dipinge dei più eterni colori
La luce fioca increspa le dolci onde
Mentre il vento abbraccia i baci e i cuori

Che battono vivi protetti dai raggi veri
Del Sole che rinasce ancora una volta
Anima mia, in questo momento tu speri
Che lei dalla prossima notte non venga dissolta

Ma da quest'alba non ti verrà tolta
Non svanirà come un sogno al mattino
Quello sguardo che il tuo essere rivolta
Vive e vuol seguire il tuo cammino

Al Fato ancora una volta mi inchino
Questa volta lacrimando felice
il Sole ormai è alto.. e con gli occhi lei mi dice
"Andiamo insieme.. verso il nostro destino".

Il Mostro
Soffocato dalla falce di una luna calante
Sento freddo calpestando la nuda terra
Ricurvo sotto il peso del firmamento assordante
torno a casa nella mia inutile e umida serra

Come fiore rinchiuso in gabbia argentata
giro i miei petali cercando l'astro
alla continua ricerca di alba mai nata
fuggo come spettro e insulso mostro

Il mostro che piange celato dal vento
palese ed invisibile cerca una via d'uscita
volti neri non ascoltano il mio cieco canto
e i miei respiri, sopiti dalla barba antica

Antica è l'emozione tanto quanto è sepolta
sotto un velo di roccia e rugiada
speranza maturata da illusione stolta
cala senza grida sotto il fango della strada

Che emozione e speranza si incontrino ancora
sotto il velo di rugiada e roccia
ora devi andare..anima lasciami ora
raggiungile laggiù poichè il Sonno mi abbraccia

Ottobre
Guardo la pioggia cadere leggera
In questa strana notte d'autunno
Mi ritrovo a pensare a ciò ch'era
Sotto le note di un dolce inno

Quante volte ho pensato d'aver perso il senno
Tra notte, freddo e bui passi
La testa e la mente inquiete stanno
Dove il passato rimembra ciò che vissi

Sole d'estate e roventi sassi
Sotto i miei piedi di bambino
Solo Dio sa quanto amassi
Il padre che avevo vicino

Bimbo sereno e piccolino
Muore trafitto da rovente lama
Rinasce più grande il piccino
Davanti alla lapide che lo chiama

Vita inaspettata, tremenda summa
Di forza, rabbia e dolore
Suono di antichi passi, trema
Sotto i colpi del mondo il cuore

Svanisce il sorriso ritrovato e muore
Quindici volte quindici spezzano l'anima
Ride amaro, come può sperar nell'amore
Se non è degno di nessuna stima

E sotto gli sputi sublima
Ogni personal rispetto
Era brutto e ciò proclama
La condanna a non-morte, crepa reietto!

Il reietto cresce e diventa reietto
Reietto lo sei, rassegnati, lo sei
Maledetto mondo, maledetto tutto
Ma una cosa la promette: mai mi avrai

Spero solo di ridar dolore quanto ne sopportai
Bimbo sereno diviene uomo crudele
Grazie Vita, ma non mi ucciderai
Tua sorella Morte sarà dolce come il miele.

Occhi
Sorride.
Azzurro mare che mi osserva
Non so se sto annegando o volando
Sto vivendo

Vivo
Ogni sguardo anelo
Voglio ancora volare
O forse annegare

Specchi di luce
Illuminatemi ancora
Sono fortunato
Perché ho visto due Soli

Storia
Legato come un cuore al suo desio
Camminando solo prego Iddio
Infondimi la volontà che spero
E la forza di un uomo vero

Forte com'è forte un gigante
Grande com'è grande un monte
Inizia la mia piccola crociata
Che morirà così com'è nata

La mia vita un nuovo vivere imporrà
Il mio pensiero si discosterà
Dal sentimento mortale
Figlio del Male

La retta via forse non è
Ma l'ultimo anelito di speranza per me
Vivere come vive un vivente
Comporta il terrore di torture lente

Tra amore puro e immacolato
E desiderio carnale dannato
Tra sospiri sinceri
E lussuriosi desideri

Io come Alto Giudice mi pongo
Immune ad Amore e Pianto
Sentiero fermo su cui camminare
Sarà il Sommo e il suo Poetare

"Amor ch'a nullo amato amar perdona"
Cantava il Genio nella Divina
Dal passato, egli avverte
Uomo d'oggi, l'Amor conduce a Morte.

Poesia dell'amante malinconico
Ascolto voci di silenzi assorti
Nella placida quiete della notte
Camminando i miei pensier torti
Rincorrono desideri e speranze rotte

Passo che guida il mio cammino
E mi conduce verso fredde strade
Trova la via per ricondurmi vicino
Alla felicità cui ogni uomo crede

Anelo di giungere a sicuri porti
E consultare precise carte
Chè l'amor, ha svegliato sentimenti morti
E rifuggo nella passion per l'Arte

Come il Poeta con la sua Musa
Cerco l'ispirazione nella mia anima lesa
Mi fingo un po' trovatore
E le confesso il mio amore

Ma accetto il mio destino
E la realtà che cruda accade
Al Fato ancora mi inchino
Il mio amore, come sempre, cade.


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche