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31/12/2011
Un brevissimo saluto al vecchio anno ed un
abbraccio al nuovo ,
Ultimo giorno di un anno da dimenticare. Soltanto chi di poesia vive ha trovato, in questa, conforto ed il modo d’aprire l’anima a speranze, coinvolgendo i suoi lettori. Forse Shakspeare, affermando che “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, ai poeti si riferiva. A voi poeti. E la poesia è l’unico strumento col quale, voci consapevoli, potranno scuotere il mondo e migliorarlo. Fino all’ultimo giorno abbiamo corso su questa mirabile pagina azzurra ed anche oggi, su questa, si è riversato il vostro sentire, con poesia sempre più alta. A voi tutti i miei auguri più sinceri perché il 2012 sia l’anno della poesia. Ed assieme ai miei auguri più affettuosi, al nostro illuminato vate, la mia gratitudine.
Così, oggi, le mie emozioni:
Giusi Falleroni –Marinaio-: Benvenuta nell’azzurro Giusi. Bella poesia d’esordio, avventura, nostalgia, attesa e amore, descritte con bei versi. Piaciuta. Lorenzo Poggi –Nel bosco-: Romanticismo nordico ben narrato. Ma è metafora del nostro vivere, delle fiabe iniziali allo smarrirsi nei boschi della vita, dove qualche raggio di sole allieta ma non cancella i ricordi di “storie crudeli” vissute. Sempre affascinante il tuo modo di poetare. Sempre bravo. Enrico Tartagni –Scricchiolii nel buio della notte-: La paura del buio e dei suoi suoni inquietanti, presagio di morte. E quel volare nella stanza è esorcizzare l’uno e l’altra. Bravissimo Enrico, sempre piacevole leggerti. Diletta Giaquinto –Odio-: Giusta affermazione: l’odio è sentimento passionale, talvolta incontrollabile come lo è l’amore. Entrambi nobili sentimenti “Da specificare in che senso lo vuol interpretare”. Bene Diletta, brava. Gabriele Renda –Il paradiso-: Bella lezione di morale e di vita. Donarsi, con generosità ed amore, renderà la nostra mente paradiso immanente. Piaciuta molto. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Giorno per giorno-: Altra romantica e bellissima dichiarazione d’amore del bravissimo Giuseppe. Complimenti. Roberta Doni –Pover’uomo-: Se non ricordo male, in altra poesia, Roberta ha toccato lo stesso tema: uomo pavido, incerto, timoroso al quale indica altro tipo d’uomo, da imitare per realizzarsi ed avere diritto alla U. Piaciuta. Brava Roberta. Armando Bettozzi –Lamento-: Proprio così: “Forse è, il nostro lamentare/per noi tutti il salvagente”. E non soltanto nei confronti del clima… Qualcuno disse “è l’insoddisfazione che muove il mondo” ma Armando non parla di sviluppo, bensì dell’animo umano. Piaciuta. Paola Trombetti –Gratis-: Donarsi con generosità senza nulla pretendere, men che meno false promesse. Ed essere appagati da uno sguardo e ritenere, l’atto del dono, vita normale. Con un fondo d’amarezza…Piaciuta molto. Stefano Medel –Pochi minuti-: Il desiderio, che morde dentro, di dire, in attimi, ciò che la mente ha pensato in ore d’attesa. Ma il tempo fugge con la rapidità dei neutrini, quando arriva il momento. Che svanisce nel nulla e nella solitudine. Clelia Maria Parente –E’ Natale-: Dolcissima poesia di Natale, piena di ricordi d’un tempo. Era da molti anni che non sentivo definire le fiammelle attratte dal camino “sfavillanti monachine” . Anche questo un nostalgico ricordo e bella immagine. Piaciuta molto. Angelo Taraschi –Un altro anno-: E così è passato un altro anno di vita. Lascia “la polvere dei ricordi/a danzar lieve al sole”. E quel “Giungerà presto al fondo,/alla porta spalancata/del Cosmo rovesciato.” lascia presagire niente di buono. Amara e speriamo non sia profetica. Bella e piaciuta. Michel Cristiano Aulicino –Albivori, i mangiatori di Albe-: Il racconto di un disincantato nottambulo. Dura l’immagine dei versi “Ci riversiamo nei campi/con lo sguardo volto verso il cielo /senza parole d’amore” che dicono di solitudine. Ed ancora più dolente la conclusione che dice di bisogno d’amore, appagato soltanto dalle prime luci dell’alba, per poi, senza amore, “riguardarci negli occhi”. Bruno Amore –La bellezza del ritorno-: Il ritorno alla bellezza dunque (O. Wilde: la bellezza salverà il mondo) è l’aspirazione del poeta per il suo ultimo mattino “per poter capire/che se ci fu dolore/…” Bella riflessione e argomento degno d’essere sviluppato. Piaciuta molto. Antonietta Ursitti –Le stelle tremano-: “Assenza d’amore/ bussa alla porta” è il nocciolo di questa bella poesia. Ed è quell’assenza che fa tremare le stelle e pulsare il cuore. E’ bello il tuo poetare, azzeccate le metafore. Complimenti. Stefano Cavallini –Sentirsi piccoli-: E’ una consapevolezza (quella d’essere pronti) che svanisce di fronte a ciò che ci appare più grande di noi. Guardarsi attorno e sentirsi “…schiacciati dal peso/di quel pezzo di mondo” che chiede alla nostra impotenza ciò che non siamo capaci di dare. E la conclusione ci narra di sogni che ci accompagnano, mentre il tempo, ineluttabile, scorre… Bella decisamente, densa di immagini sulle quali riflettere. Sandra Greggio –Mattinata orientale-: Probabilmente quel punto a croce realizzava disegni di pagode e ninfee. E ritrovare quell’oggetto dà la stura a ricordi che, senza esserne consci, vivevano dentro. Anzi, si ha la sensazione, in quel momento, di non avere mai vissuto altro che di quelli. Molto bella. Antonia Scaligine –Il tempo batte … 2012-: Bellissima descrizione, alta poesia, del passaggio da un anno che si spegne all’alba del successivo. Chiusa da incorniciare con quel “stendiamo i sogni/bagnati dai ricordi/fissati con ganci d’amore.”. Applausi Antonia. Bravissima.
A tutti un caloroso saluto ed un “arrileggervi” nell’anno nuovo. Un saluto particolare al nostro Lorenzo. Piero Colonna Romano
Giusi Falleroni: un bel ritratto di marinaio che apre la pagina odierna, insieme ad un “benvenuta”, ovviamente. Lorenzo Poggi: bellissima l’immagine del bosco e, ancor più, quella della luce che filtra attraverso i rami; poesia che mi riporta indietro nel tempo delle favole, ma non crudeli, però. Enrico tartagni: è vero, nella notte ogni rumore appare amplificato,come questi scricchiolii, fino a pensare alla morte. Renda Gabriele: il paradiso lo abbiamo a portata di mano, ma non ce ne accorgiamo, vero? Applausi a questa poesia ed alla verità che essa rivela. G.G.Casarini: quale omaggio più bello paragonare la propria donna ad una rosa che mai sfiorisce? Roberta Doni: se le cose vanno male,è anche per colpa di tanti pavidi, come questo da te descritto, che stanno solo a guardare. Piaciuta e condivisa appieno. Angelo Taraschi: l’anno che finisce, l’attesa di mezzanotte ci danno ancor più il senso del passare del tempo, ineluttabile; ed ogni anno mi chiedo: “Ma perché lo festeggiamo?”. Dall’”avido Tempo” di Taraschi all’avidità di Michele Cristiano Aulicino: originale l’immagine di coloro che divorano l’alba, ritrovando solo così la pace. Antonietta Ursitti: ogni verso un’immagine bellissima, da quel cuore chiuso in una scatola a quelle nocche che non hanno risposta; complimenti! Stefano Cavallini: sentirsi incapaci di comprendere il mondo degli altri; sensazione che tutti, prima o dopo nella vita, proviamo. L’importante, però, è non soccombere. Piero Colonna Romano: musica come preghiera che sale verso un cielo indifferente; poi, dall’alto, note che ricadono come pioggia, placando ansie e donando amore, nostalgicamente. Binomio perfetto musica-poesia, cioè lirica pura, nascita della poesia (ma anche musicoterapia? Chissà). Antonia Scaligine: un vortice di pensieri e di parole per l’anno che se ne va e per quello che arriva; molto bella, specialmente nella chiusa, che trovo superba. Un sincero augurio a tutti i Sitani per un 2012 ricco di serenità, con un fuoco d’artificio speciale per Lorenzo.
Sandra Greggio AUGURI A TUTTI I SITANI Pagina azzurra festiva, in attesa della mezzanotte. Un ringraziamento particolare a chi si è soffermato sui miei scritti, in particolare a Piero Colonna Romano, a Sandra Greggio, a Diego Cocolo, a Lorenzo Poggi, ad Antonietta Ursitti , ad Antonia Scaligine e al “magnifico” che ci dona un luogo nostro ove condividere emozioni. Dedico a tutti un breve scritto di F.Colasante: “Esiste un Luogo dentro di Me/Te dove non c’è tempo, dove non c’è spazio, dove tutto è sempre adesso,dove tutto è sempre qui ,dove io esisto dove io vivo, dove io creo dove…io sono. Dove posso essere presente se non in questo Luogo?” AUGURI! Tiziana Cocolo
30/12/2011
un grandissimo grazie a Piero per
come mi appella nel suo commento a Stella polare, grazie alle
considerazioni profonde di Sandra Greggio, entrambi grandi
poeti...Antonietta Ursitti.
Iniziano i botti di fine anno ed i poeti sitani si adeguano. Oggi scoppietta la pagina azzurra di poesie coloratissime e brillanti. E dentro questo mi esplode:
Antonietta Ursitti –Stella polare-: Così Antonietta ci conduce per mano a guardare ad alfa Ursae Minoris (cioè verso l’alto nord) perché ci aiuti a guardarci dentro, perché ci dia il coraggio e la determinazione d’affrontare il futuro, archiviando il passato. E’ una bella metafora, detta con bella poesia, da una pregevole poetessa. Lorenzo Poggi –Desideri-: Desideri che divengono droga (quella scimmia…) quando non realizzati, perché non capiti dai destinatari. Che tormentano rabbiosamente (“Mi sono caduto addosso/con tutta la rabbia dentro”). Desideri irrealizzati che fanno sognare mari agitati e vedere fantasmi e sperare nelle stelle. Fino ad avere voglia di reagire con forza e “Riprendo il cammino/rotolando sulle ginocchia/fino a sfondare il muro/dell’incomprensione”. Mi spiace ripetermi, non mi è mai piaciuto, ma che altro dire di fronte a questo poetare se non un sei bravissimo ed applaudire con rispetto ? Enrico Tartagni –Relazione finale-: Triste questo tirare somme della vita. Triste e diffuso sentimento amaro. Ed alla fine ci chiederemo a che mai sia servito il vissuto ? Diletta Giaquinto –Sole…-: E’ un invito a rispettare la natura quello che ci proviene da Diletta. E c’è anche la speranza che l’attività dissennata dell’uomo non porti ad una notte eterna. Piaciuta. Gabriele Renda –Un sorriso-: Sulle orme di madre Teresa di Calcutta (se non ricordo male), Gabriele ci invita al sorriso, quello che non costa nulla e che arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona. Quella poesia la usai quale conclusione di un mio corso sulle tecniche di vendita e, ammesso la ritrovi, la riproporrò in questa pagina azzurra. Bravo Gabriele, mi piaci sempre più. Simone Magli –E’ l’illusione il pane del sogno-: Ottima domanda che mi riporta alla mente il Cidrolin de “I fiori blu” di Queneau: questi, addormentatosi, sognò d’essere farfalla ma, al risveglio, si chiese se non fosse la farfalla ad avere sognato d’essere Cidrolin. Credo che la maggior parte di noi abbia letto quel capolavoro. Mi si consente di invitare tutti alla sua rilettura (io l’ho fatto più volte) od alla sua illuminante lettura. Grazie per lo spunto, caro Simone. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Il tempo passa-: Delicata, romantica e dolcissima dedica. Bellissima e piaciuta molto. Roberta Doni –Terra terra-: Mi pareva il titolo di un romanzo di Stefano Benni ed invece Roberta immagina un monologo. Quello di chi, per giustificare i suoi atteggiamenti scorretti, afferma d’essere “terra terra” quindi nulla di più, da lui, si può attendere. Molta rabbia in questa poesia, molta delusione rassegnata. Piaciuta molto. Armando Bettozzi –Tre semi di cuori-: Omaggio ad un grande (ma quanto obliato!) della canzone italiana. Un poeta a tutto tondo le cui canzoni hanno fatto da colonna sonora agli innamorati anni ‘60/70. Mi associo. Con nostalgia. Aurelio Zucchi –Cabina fototessere all’Acqua Bullicante-Roma-: Caro Aurelio questa è bella poesia esistenziale. Ricca di significati, di domande, di compassione. Mi sfugge il senso del titolo e gradirei un chiarimento. Un caro saluto. Stefano Medel –Tramonto-: E guarda alla notte, Stefano, come al morire del giorno. Spazio d’attesa privo di progetti. Intensa e bella. Clelia Maria Parente –Il dolce suono delle nenie natalizie, inascoltate perché non scendono né scaldano i cuori, la mente obnubilata dal consumismo. Solo le anime nobili possono provare compassione. E soltanto un poeta può tradurre tutto questo in toccante poesia. Brava Clelia. Carlo Baldi –Non farmi gli auguri di buon anno-: Giusto! Usciamo dal branco e…sorprendiamo. Soltanto tu ? Piaciuta questa bella poesia. Bravo. Tiziana Cocolo -2012: sussurri nella notte-: Amore quale strumento dell’oltre. Oltre la propria stessa capacità di conoscersi. Splendida affermazione in bella poesia. Complimenti Tiziana. Angelo Taraschi –Soffice-: Quella neve e quei bianchi capelli…Ripensiamo al passato nostalgicamente, ma Angelo invita a guardare con calma serenità al futuro. Decisamente bella. S.A. Santoro –Notti di Puglia-: Bellissimo dipinto d’un paesaggio da sogno. Quegli ulivi e quei suoni della campagna, quanto ben descritti, in quei perfetti endecasillabi! E quella nostalgia, quell’abbandono che fanno risuonare le note di Fenesta Vascia… Bellissima. Bravo, bravissimo Armando. Michela Turchi –Tante idee-: Già, girare il mondo sembra appagare, con le sue tentazioni e le sue novità. Ma nulla appaga più della propria terra, del suo mare, dei suoi tramonti. Le nostre radici di questa hanno bisogno per darci linfa vitale. Brava Michela, bella questa tua riflessione che condivido. Piaciuta molto. Stefano Cavallini -1975-: Caro Stefano non commenterò questa poesia dirò soltanto che mi hai riportato, con ogni verso che hai scritto, a quello che fu il mio primo lavoro, molti anni prima del 1975 (ahimè). Feci l’istitutore in un collegio e quelle sensazioni le provai, così come tu le hai descritte. Grazie per avermele rammentate. Sandra Greggio –E’ così-: Se le poesie precedenti erano fuochi d’artificio, questa ne è il botto finale. Sandra acquista, giorno dopo giorno, sempre più grande capacità d’esprimere il proprio guardare alla vita, con poesie sempre più intense, belle e convincenti. Qui dipinge un mondo sognato, con bellissimi e colorati versi, e lo confronta con la realtà che ci costringe a versare lacrime, sbucciando cipolle. Che è metafora delle delusioni e degli impegni gravosi cui la vita ci costringe. Applausi convinti. Bravissima Sandra.
Devo un ringraziamento a Sandra Greggio per il suo gradito commento alla mia “Illusioni” di ieri.
A tutti l’augurio per un anno nuovo pieno di poesia e di serenità. A Lorenzo un grazie di cuore per la sua attività, oltre agli auguri più sentiti per un 2012 ricco di soddisfazioni. Piero Colonna Romano
Pagina densa di
emozioni, tra le più svariate, eccone alcune delle mie.
Antonietta Ursitti: affidiamo alla stella polare la nostra
incapacità in vari ambiti, molto bella. Lorenzo Poggi: desiderio
di elevarsi oltre la terra, dove le impronte sono delebili, verso
il sogno, verso paradisi artificiali, dove ci saranno sempre
impronte, ma indelebili, questa volta; poi, resi più forti,
riprendere il cammino. Questa la mia interpretazione, ma chiedo
conferma, ringraziando. Dalla stella polare di Antonietta al sole
di Diletta Giaquinto, che lo interpella, ringraziandolo di
esistere. Delizioso il sorriso che rivolgi a tutti, Gabriele,
quindi anche a me; grazie. Simone Magli fa filosofia e che
filosofia! Induce a riflettere sulla differenza tra illusione e
sogno, cosa non facile e di difficile soluzione; potrei dire che
illusione è qualcosa che porta ad alterare la percezione della
realtà, ad esempio emotivamente, mentre il sogno è un desiderio
inappagato nella realtà. Secondo me, lo scambio è reciproco. G.G.
Casarini: sempre più deliziosamente vicino ai lirici latini e
greci; vado a nozze. Aurelio Zucchi che cerca la carta dei propri
diritti, argomento coinvolgente, complimenti! Sempre attuale.
Carlo Baldi: desiderio di un "contatto inaspettato" nel silenzio
del the day after, dopo il consueto brindisi che sembra di dover
fare a tutti i costi; piaciuta e condivisa. Michela Turchi: dopo
tante idee e pensieri e strutture, ecco il Nulla , più grande di
tante idee. Un apprezzamento a Clelia Maria Parenti, anche per la
sua bravura in prosa, oltre che in poesia.
Sono stato assente qualche giorno e
ho letto soltanto ora i commenti del giorno
di buon mattino la pagina azzurra dice tante belle cose… Desideri di Lorenzo Poggi è un meraviglioso canto dei rimpianti per non aver goduto al momento giusto delle occasioni oramai perdute ma si ostina il poeta a sfondare il muro di un amore che ha chiuso le porte… enrico tartagni fa la sua Relazione Finale di un’esistenza svolta tra percorsi nascosti che non è dato di conoscere, vivere senza sapere perché, così pure morire… Diletta Giaquinto ci regala un Sole…che nonostante danneggiamo ci dà ancora la speranza che faccia giorno… Renda Gabriele invita a godere…e lasciar perdere l’asprezza che amareggia per sentire la carezza gioiosa di…Un sorriso. Simone Magli ci imbriglia in un amletico dubbio…che come un double-face si può leggere nei due versi… giuseppe gianpaolo casarini si accorge che sul volto della sua amata Il tempo passa ma i segni che lascia non disseccano il suo volto irrorato da rugiada anche al suo crepuscolo…Tenera dichiarazione d’amore. Terra terra di Roberta Doni potrebbe essere la capovolta visione con gli occhi diversi(codardi)di un uomo che rimane terra terra, e non rischia di capire la donna… Tre semi di cuori di Armando Bettozzi esprimono la triplice forza di una eterna canzone… Cabina fototessere all’Acqua Bullicante-Roma di Aurelio Zucchi è una denuncia a favore di chi non ha alcun riconoscimento dalla società: non ha per cui non è… stefano medel si sente inadeguato a vivere una notte giovane e troppo lunga…meglio lo spassionato giorno sulla via del tramonto… Natale Oggi di Clelia Maria Parente esprime il desiderio di fare una magia: un po’ di felicità per tutti…non solo a Natale… Carlo Baldi in Non farmi gli auguri di buon anno, vuol dare un bacio che non si confonda con quello di tutti alla mezzanotte… 2012: sussurri dalla mente di Tiziana Cocolo dice bene come in amore la forza del cuore quantuplichi la velocità della mente… Soffice di Angelo Taraschi esprime come la lentezza della neve stemperi le ansie del futuro… Notti di Puglia di Salvatore Armando Santoro è la morte annunciata di un amore… Michela Turchi in Tante idee esprime la grandezza dell’apparente Nulla… stefano cavallini in 1975 ricorda i sospiri e i lamenti in corridoi che assomigliano a corsie d’ospedale in cui tutto appare normalmente sempre uguale come il salutarsi al mattino e ricominciare…
Sandra Greggio in E’così esprime
tutta la poesia del trascorrere normale ( piangendo nello
sbucciar cipolle ) nel quotidiano terrestre…che rende normale
anche il trapassare là dove pipistrelli si danno il cambio con gli
angeli…Saluti cari a tutti, ovviamente prima al nostro magnifico…
Antonietta Ursitti.
29/12/2011
Ed anche oggi intensa pagina azzurra. Ed i miei ringraziamenti per la mia “Illusioni” vanno ad Antonietta Ursitti, Il Gabbiano. Lorenzo Poggi ed Il Passero. Tutti hanno colto il senso di ciò che intendevo dire. Vi leggo, cari sitani, e queste emozioni mi suscitate: S.A. Santoro –I pezzetti-: Bellissimo dipinto d’una civiltà contadina ormai sparita, con le sue abitudini, con i suoi giorni di festa, dove bastava avere poco per essere felici. Davvero bello leggere questi suoni. Bravissimo Armando ! Antonietta Ursitti –Magia di una falce-: Quanto romantico pessimismo in questa bella poesia ! Quanto ben detto lo scenario e quanto dolore in quei “Rivoli trasparenti/di bianche lacrime”. Ed il tutto è metafora della vita, forse, di tutti. Applausi Antonietta, incanti. Lorenzo Poggi –Nato con la camicia-: E da Lorenzo una lezione. Sono riflessioni su chi, dalla vita, ha avuto tutto, su chi dona e riceve gioia dalla solidarietà col compagno/a, su chi non giudica l’altro per il colore della sua pelle, per chi non attende la manna dal cielo ma si attiva per procurarsela. Ed il tutto ha il ritmo di una laica preghiera. Applausi sempre. Bravissimo Lorenzo. Paola Trombetti –Tempo-: Bello l’incipit, quasi riflessione filosofica, dei primi due versi. Il tempo, a seconda di come lo si vive, sembra eterno oppure vola in un attimo. E come non condividere l’intera tesi della poesia ? Il tempo porta lacrime e gioie d’amore, “profumi leggeri e pensieri pesanti”. Decisamente bella. Piaciuta molto. Enrico Tartagni -Uomo alternato-: E’ un uomo da fantascienza quello descritto da Enrico. Ma è metafora di ciò che è l’uomo: sviluppa tecnologia sempre più sofisticata ma “Avrà bisogno di un celeste amore/per ritornare tra i suoi sogni”. Ma questo dualismo dicotomico è rifiutato con quella chiusa da “Vivendo in armonia/in paralleli strappi” a “io non tornerò/mai più”. Bella molto. Massimo Pastore –Capolavoro-: La definirei strepitosa per come svolto il racconto di un rapporto fatto di illusioni ma con acre soluzione finale. Belli ed intensi versi, amaro umorismo a conclusione. Molto piaciuta. Bravo Massimo. Diletta Giaquinto –Solo in un luogo-: E Diletta accusa, giustamente, l’uomo d’avere violato la sacralità del mare. Bella e molto ben esposta. Gabriele Renda –Braccia-: E così Gabriele racconta, con bella metafora, dei nostri politici e della loro protervia ed ipocrisia. Purtroppo ogni popolo ha i governanti che si merita, caro Gabriele, sempre più bravo. Simone Magli –Pistoia mia mamma-: E’ una vera dichiarazione d’amore e d’ammirazione per una splendida città. Gustata, anche per i ricordi che hai fatto emergere. Un grazie per questo. Giuseppe Gianpaolo Casarini -…così scrivevo un tempo-: Se si ricorda ciò che un tempo si scriveva, quei ricordi forse sono nostalgici ma forse non sono ricordi… Molto piaciuta. Roberta Doni –Frammenti-: Dolente sequenza di sentimenti, espressi con una sintesi efficacissima. Quanto possono le parole, se concatenate con la maestria dimostrata da Roberta ! Armando Bettozzi –Solo amore vero cercasi-: Dialogo tra un lui ed una lei, attorno all’amore. Ed Armando racconta, con acutezza, di un modo di rapportarsi molto diffuso. Quella chiusa sa, vagamente, di maschilismo ma se ne possono invertire i fattori… Decisamente bella. Clelia Maria Parente –I regali sotto l’albero-: No al materialismo consumistico, si ai sentimenti veri. E Clelia lo dice con bel poetare. Brava. Carlo Baldi –La Finestra-: La finestra, sguardo sulla vita e sul tempo che passa. Passa ma non cancella ricordi e pulsioni nonostante quel “corpo di larice nero come la pece” perché d’amore si nasce, si vive e si muore. Affascinante poesia, densa di nostalgia e molto ben narrata. Bravissimo Carlo. Sandra Greggio –Eternità-: Pochi versi per dirci della fede di Sandra nella vita e nell’amore. Molto bella e delicata. Piaciuta molto.
A tutti il più cordiale saluto. A Lorenzo, magnifico per
definizione e per la sua attività, un grazie. Pagina molto intensa e ricca, quella odierna, ma il tempo mi costringe a fare una scelta, seppure di notevole difficoltà, dato l’alto livello che sempre caratterizza la pagina azzurra. Iniziamo, dunque. Dopo aver apprezzato moltissimo l’atmosfera ricreata da Santoro (mi sembra di essere lì), mi soffermo su quella che mi piace definire “lirica pura” di Antonietta Ursitti, con bellissime immagini (colgo, tra le tante, quei rivoli che rigano il monte e, naturalmente, la chiusa, che ci fa anche riflettere). La riflessione si sposta sul mare, nella bella poesia di Diletta Giaquinto, quasi un inno al mare; se lo merita, Diletta! Dolcissima la poesia che Simone Magli dedica alla sua città, mentre trionfo dell’amore nelle tre poesie seguenti: singolare quella di Armando Bettozzi, che, usando anche la forma dialogata, chiede un amore vero ed autentico; originale la forma scelta da Roberta Doni per esprimere le emozioni suscitate da questo sentimento; arma a doppio taglio, l’amore, in G.G.Casarini, amore dolce, ma anche amore che ferisce (e va la mente mia a Cavalcanti). Ci fa riflettere Lorenzo Poggi sul termine “fortunato”, offrendoci una vasta gamma di esempi, a cui aggiungo anche (consentitemelo) “fortunato chi ha l’opportunità di leggere e gustare poesie così” . Un grazie a Clelia Maria Parente per averci ricordato che esiste anche un regalo non materialista, ma anche un grazie a Piero Colonna Romano, perché non vuole farci dimenticare che nella vita si deve prima o poi fare un bilancio; il suo è “di fiele amaro”, ma c’è quel legno che lascia un varco, una maglia nella rete, per dirla con Montale, anche se poi la chiusa sembrerebbe smentire il tutto. Resto perplessa, ma solo nel contenuto, non nella bravura stilistica, innegabile. Non posso esimermi dal fare un cenno al commento di Piero Colonna Romano alla mia poesia di ieri, riguardo al cerchio ed alla retta: dico solo che, nel momento in cui ho scritto la mia poesia, non avevo in mente né l’uno né l’altra, ma solo il ripetersi di gesti tramandati da una generazione all’altra. Ma, questo è certo, ora mi documenterò al riguardo, perché il discorso è davvero interessante e ben venga se anche altri intervengono!
Termino il commento odierno con
un grazie a tutti e, come sempre, per primo al nostro vate Lorenzo.
Per Piero Colonna Romano Carissimo Piero, ho letto la tua poesia di oggi sulla“ Pagina Azzurra: l’illusione”, e mi è piaciuta molto. Ma Cos'é la vita? Una frenesia. Finzione, un'ombra, un'illusione, e il grande é in realtà piccolo; perché tutta la vita é sogno, La vita è sogno, amare se stessi Sono belli questi tuoi belli versi:Così traggo bilancio/di fiele amaro n/Tardivo pentimento/che non ripara./ Sarà sollievo un legno./ Resta aspettare. Complimenti!
Approfitto dell’occasione per inviarti gli auguri più belli di
Capo
Queste le mie estemporanee impressioni alla lettura della odierna pagina azzurra: I Pezzetti di Salvatore Armando Santoro poetica descrizione di un passato di “pezzetti” di semplicità, quando i “signori” avevano le mani solcate dai segni della sana fatica… Nato con la camicia di Lorenzo Poggi è chi non aspetta manne che cadano dal cielo e si accontenta delle scontate sorprese del quotidiano e gli basta viaggiare attraverso il racconto di chi è diverso da lui…Intensa davvero. Tempo di Paola Trombetti bell’inventario di come si può vivere il tempo, attaccandosi a momenti totalizzanti o riducendo a istanti interi anni… Uomo alternato di enrico tartagni è un super viaggio ultrastellare dal quale non vuol più fare ritorno e anche noi lettori vi partecipiamo molto volentieri… Capolavoro di massimo pastore, toccante denuncia di un falso amore-falso d’autore, ora finalmente l’ha capito…di essere lui il vero capolavoro! Solo un luogo di Diletta Giaquinto è una decantata visione di un mare-mondo in cui il mito di Ulisse è dantianamente annegato (per sempre)… Braccia di Renda Gabriele è uno sconsolato inno a tramontati ideali-ideologie di cui oggi non rimane neppure la più pallida idea… Pistoia mia mamma di Simone Magli canta la bellezza della sua città-madre-amata che ama di giorno e sogna di notte… …così scrivevo un tempo di giuseppe gianpaolo casarini in una terzina di grande effetto esprime il suo penetrante dolore di passione d’amore… Frammenti di Roberta Doni esprime la spassionata visione frammentaria di un NULLA in cui il vivere s’annienta… Solo amore vero, cercasi! di Armando Bettozzi in un divertente assai musicale duetto esprime l’incompatibilità tra i due sessi… Buio novembrino di stefano medel inveisce contro l’inverno freddo e buio eppure la desolazione lasciata da chi corre a casa gli consente di sentire finalmente la pace che gli permette di pensare-poetare… I regali sotto l’albero di Clelia Maria Parente è un semplice desiderio di scartocciare un pacco che contenga la serenità del mondo…
Illusioni di Piero Colonna Romano è un profondissimo rimpianto per sogni perduti arsi in un falò che il poeta ora-troppo tardi spera di ritrovare aspettando che il legno dei “cassetti” si ricrei, ma tanto è struggente la speranza da indurre il poeta ad anelare che finisca presto il suo tempo…
Eternità di Sandra Greggio poetico
idillio tra il Giorno e
Un saluto caro a tutti i sitani
presenti e assenti con in capo il magnifico Lorenzo…Antonietta
Ursitti.
Questo ho raccolto oggi dalla pagina azzurra:
ogni tanto ritorno e oggi parlerò di 3 poesie
per me molto belle
Grazie ancora a Piero Colonna Romano,
Sandra Greggio e Simone Magli per i loro favorevoli e graditi
commenti. 28/12/2011
L’amarezza predomina nella pagina odierna, in cui campeggia la
consapevolezza del difficile momento in cui
viviamo. Già nella poesia di apertura (benvenuta, Clelia
Maria Parente!), per continuare nel mirabile sonetto di Santoro,
mentre Lorenzo Poggi, con la consueta maestria, prepara la tavola
ugualmente, ma per brindare alla fine delle nostre certezze e con
i barbari alle porte! Gabriele Renda, con ironia, descrive uno
per uno i mesi dell’anno che sta per lasciarci, con una flebile
speranza in quello nuovo, nella chiusa. Quali allora le
alternative? O ci chiudiamo in noi stessi (stefano medel) o
citiamo il nome di Dio (enrico tartagni), inserendolo magari in un
contesto un po’ esasperato (massimo pastore) oppure, infine,
tentiamo una via di fuga nelle illusioni, ma effimere (Angelo
Taraschi:che belle immagini!). In questo mare azzurro, però, noto
due vele bianche bianche: Simone Magli, con la splendida immagine
del bianco giglio tra le rocce e Diletta Giaquinto, tenacemente
attaccata alla convinzione che si può essere contenti con poco,
senza piangerci addosso.
Pagina ridotta oggi, sarà per l’effetto di cenoni che abbioccano. Però, come si dice, pochi ma buoni viaggiano in questo azzurro che questo mi racconta:
Clelia Maria Parente –Natale-: Ben arrivata nell’azzurro Clelia. Esordio con poesia densa di speranza ed amore cristiano, ben descritti. Stefano Medel –Assenza di suono-: Ascoltare il silenzio e trovarvi pace e ristoro, questo ci narra Stefano. E lo fa con intenso sentire. S.A. Santoro –Crepuscolo-: Ovviamente nulla da aggiungere al dettagliato commento a piè di sonetto. Armando grida la sua indignazione e vorrei sottolineare che le misure anticrisi di questo governo di tecnici…d’area, in definitiva, programmano un paese che diverrà sempre più povero col passare degli anni. L’abolizione delle indicizzazioni delle pensioni, in aggiunta all’inflazione inevitabile ed alle tasse crescenti, creeranno milioni di persone che vivranno al di sotto della soglia della povertà. E, a parte flebili lamenti della Lega (in attesa di riaggregarsi alla mangiatoia berlusconiana), tutto tace. Lorenzo Poggi –Volute di fumo-: Ed ecco la conclusione del sonetto precedente. Con rassegnazione, Lorenzo ci racconta di feste e luminarie, di tavole imbandite. E di disperazione crescente, perché vuote di significato ,perché prive di progetti . Prive di speranze. Esorcizzeremo il tutto con botti e brindisi ? Ma Lorenzo è gran poeta e qualsiasi sentimento esprima, con il suo poetare, tocca le corde dell’anima di tutti. Bravissimo. Enrico Tartagni –Giurista-: Molto tempo fa qualcuno ipotizzò che si potesse amministrare la giustizia con i computer, inserendovi i reati e le rispettive pene e traendo la sentenza con un clic. Enrico così guarda, più o meno, alla figura del giudice. Massimo Pastore –La profondità di Dio-: Decisamente surreale questo modo di cercare la profondità di Dio. Vero è che, secondo gli insegnamenti delle religioni monoteiste, egli è in ogni cosa e nel profondo di ogni cosa. E la fantasia di Massimo è senza limiti… Piaciuta. Diletta Giaquinto –Un immenso pianto-: E’ un invito, intenso e sentito molto, a reagire alle avversità, a non disperare. Piaciuta. Gabriele Renda –Io uccido (il vecchio anno)-: Bell’escursus sulle… piacevolezze di quest’annus horribilis. Mi viene in mente il dialogo leopardiano di un venditore d’almanacchi e di un passeggere. Incrociamo le dita…ma temo che ce le slogheremo. Bella, Gabriele, davvero bravo. Simone Magli –Occhi aperti-: Bellissima. Quel nascere di giglio, in mezzo alle rocce, è bella metafora della speranza che non dovrebbe mai abbandonarci, nonostante le avversità. Angelo Taraschi –Illusioni-: In un momento di sconforto scrissi una poesia d’uguale titolo e non intendevo inviarla. Domani apparirà, quale seguito di questa tua bellissima riflessione. Le illusioni, i ricordi, quel che poteva essere e non è stato…Complimenti per quelle belle immagini, complimenti per come le hai esposte. Bravissimo. Sandra Greggio –Il cerchio della vita-: E’ decisamente bella questa poesia, di una Sandra sempre più brava, che descrive lo scorrere del tempo ed i suoi riti ripetitivi. Mi sia consentita una riflessione: il tempo, in numerosissimi dipinti d’epoca rinascimentale, è raffigurato da oroburo (il serpente che si morde la coda, formando un cerchio) ma non è simbolo del tempo così come lo intende la cristianità (tempo lineare, retta infinita). Come la mettiamo, Sandra ?
A tutti il più cordiale dei saluti. A Lorenzo un grazie, per ciò che ci ha consentito e consente.
Piero Colonna Romano.
La gentile signora Greggio – insieme al
signor Poggi e Colonna Romano- mi ha onorato di un suo
commento. Prendo spunto dalla delicata e un po’ malinconica
poesia, per ‘cavarne fuori’ una, dalla mia modesta raccolta, nella
quale è protagonista una finestra, anch’essa con i vetri appannati
pronti alla scrittura. Grazie Grazie.
Colgo l'occasione per ringraziare anche Salvatore Armando Santoro
per avermi fatto scoprire questo bellissimo sito e per avermi
incoraggiata a perseverare nel viaggio della scrittura, attraverso
quella via chiamata Poesia.
Diletta Giaquinto.
Grazie carissimi sitani ( in
particolare Sandra Greggio e Lorenzo Poggi ) dei bei pensieri
espressi per i miei versi...Che l'anno a venire sia ricco di tante
belle pagine azzurre...Per Piero Colonna come sempre un cenno di
gratitudine in più per il garbo sempre usato nel suo dolce
commentare...Antonietta.
27/12/2011
Ho colto qualche fiore qua e là:
E così è finito il primo tempo. In attesa della seconda maratona gastronomica, sacrificio al nuovo anno che arriva e sberleffo a quello che muore, alleggeriamoci con la lettura di quest’altra bella pagina azzurra. E questo, oggi, mi avete raccontato:
Carlo Baldi –Autoritratto ?-: Benvenuto nell’azzurro Carlo. Con linguaggio cinquecentesco (pare una commessa fatta da un prelato ad un pittore, nel rinascimento) il bravo Carlo descrive ciò che vuole ottenere al termine del dipinto. E dipinge un anima satanica e la firma. Metafora d’un guardarsi, senza piacersi molto. Al contrario, a me è piaciuta molto. Bravo Carlo, bell’esordio. Giuseppe Dabalà –Dondolava la luna-: Splendida, romantica, erotica. E quel drappo che metafora ! Versi grondanti dolcezza romantica, uno più bello dell’altro. Applausi Pino. Complimenti. Stefano Medel –A santo stefano-: E Stefano ci racconta della sua noia per la ripetitività di queste feste che, evidentemente, poco sente. Temo di dover concordare. Antonietta Ursitti –Futuro-: Sono svaniti i sogni, termina un altro anno. E tornano nostalgici ricordi, profumi di tempi passati, dolci memorie. E’ un timido raggio di sole (la speranza) quello che illuminerà il nuovo anno. Bella e piaciuta. Cara Antonietta ti ringrazio per le parole gentili che usi nei miei confronti. Spero di continuare a meritarle. Un caro saluto. Roberto Bottiroli –I miei Super Ministri-: Un bentornato al Pasquino Pavese. Era ora ! Musicali ottonari, per una filastrocca satirica sul cui contenuto si può soltanto convenire, sperando sia vero quel “non siam mica poi dementi”. Piaciuta. Lorenzo Poggi –Parole di piombo-: E’ un invito ad urlare la rabbia che si ha dentro. Rabbia contenuta che rende le parole di piombo, chiuse dentro di noi. E Lorenzo le affida al mare, così come i naufraghi le bottiglie. Bella molto e complimenti doverosi. Enrico Tartagni –L’oca di Natale-: Si, è evaso quel Babbo. Evaso dal mondo per non più vedere bianche miserie e lisi bragoni. Triste poesia che dipinge un’epoca triste. La nostra. Piaciuta molto. Aurelio Zucchi –Tagliuzzavo bucce di mandarini-: Triste descrizione del mutare del periodo natalizio. I bei ricordi si spengono nel guardare attorno e non riconoscere più, in quelle luci, il sentimento d’un tempo. La gente non fa più auguri a chi non conosce, come un tempo. Forse neppure a chi conosce. Cambiano persino i paesaggi, il mare. Ed Aurelio descrive tutto questo con grande nostalgia e bravura. Bravo Aurelio. Diletta Giaquinto –Un semplice no-: Un semplice no può tarpare le ali, spegnere entusiasmi. E Diletta su questo riflette ed invita a riflettere. Piaciuta. Brava Diletta. Gabriele Renda –L’albero spoglio-: “E passan stagioni come una giostra” ci ammonisce Gabriele e ci dice che la natura dorme ma è un attesa del prossimo risveglio (“L’albero spoglio dorme e pur sogna”). Bella e piaciuta. Bruno Amore –Generazionale (te lo dò io il natale)-: Goliardica parodia con amara morale finale. Sapessimo prima quel che ci aspetta, usciremmo di là ? Simone Magli –La vita è una grande sodomia-: Amaro e calzante aforisma alla realtà attuale. Il mondo è pieno di ottimisti che pare traggano piacere dal farsi sodomizzare. Sandra Greggio –Macedonia-: Dichiarazione d’amore e di disponibilità vagamente grandguignolesca. Decisamente divertente e piaciuta molto.
A tutti i più cordiali saluti, al nostro illuminato vate un caro saluto. Piero Colonna Romano
Alla attenzion cortese della cortese
Poetessa dal cor gentile Sandra Greggio. 26/12/2011
Grazie dell'attenzione e della opportunità
di farvi tanti AUGURI DI BUONE FESTE.
Maratona gastronomica che prosegue. Fortunatamente c’è questo azzurro che aiuta la digestione. Questo oggi il menù:
Angelo Taraschi –Ero solo-: Intima riflessione, espressa magistralmente. Belle immagini nate da un profondo sentire. Molto, molto bella e molto piaciuta. Stefano Medel –Vigilia di Natale-: Rapide pennellate a dipingere quello che oggi ci circonda. Mi associo al desiderio che il Natale non sia soltanto questo. Ed oggi, tuo giorno onomastico, tanti cari auguri Stefano. Antonietta Ursitti –Un alito giunge-: E’ l’alito della poesia quello che farà rinascere la speranza “tra rottami dorati”. Voglio leggere così questa bella poesia della brava Antonietta. Enrico Tartagni –Un Amore di Natale-: Amare l’amore per l’amore. Mi pare questo il senso di questa poesia. Il resto è fiaba, Biancaneve appunto. Piaciuta molto. Roberta Doni –Il cappotto-: Brutta faccenda, cara Roberta. Mi fa ricordare l’uomo invisibile che, per assumere materialità, ricorreva ad un abito. Poesia piena di rimpianti e piaciuta. Diletta Giaquinto –Un solo sguardo-: Riflessione profonda e condivisibile molto. Gli occhi, i gesti, l’atteggiamento del viso, tutto dice più delle parole. Brava Diletta. Ed invito tutti a leggere la biografia di questa bravissima poetessa: ne resterete stupiti. Gabriele Renda –Il presenzialista-: Carrellata molto opportunamente dissacratoria e piaciuto molto il verso “non l’hanno capito m’han rotto il marone”. Bene Gabriele! Simone Magli –Vite rubate in silenzio-: In altri termini si nasce senza speranza e la vita è una corsa, tra le intemperie, verso la fine. Ben espressa, secondo l’amaro stile di Simone, questa visione della vita. Sandra Greggio –Attore della tua vita-: E’ certamente casuale ma questa poesia pare la risposta a quella di Simone. L’ottimismo, la visione e l’amore per la vita di Sandra, espressa con molto sentimento. Farsi soggetto e non essere oggetto, è quello che ci invita ad essere. Piaciuta molto. Stefano Cavallini –una vita senza pretese-: Ed auguri anche a te, caro Stefano. Smarrimento ma anche volontà di reagire, di fronte ad una vita che ci dona contrastanti emozioni. Il poeta vive questa “altalena di sensazioni”, le esorcizza col suo poetare, talvolta vive “senza pretese”. Piaciuta molto.
A tutte le Stefania e gli Stefano presenti nell’azzurro i miei auguri più sinceri. Ed a tutti i sitani un cordiale saluto. A Lorenzo il mio grazie convinto. Piero Colonna Romano
Speciali auguri ai sitani azzurri...che
vedano realizzate le proprie attese, giusta risposta a necessità
dell'anima...Grazie a chi ha attenzione per quel scrivo...Un
particolare pensiero va al grande commentatore Piero Colonna Romano
e al magnifico Lorenzo...
25/12/2011
Voce che si eleva contro la falsità di un
certo tipo di Natale, quella di Simone; condivisa, ma mi
auguro che questa festa sia vissuta anche in modo più autentico.
Angelo Taraschi: semplicemente stupenda questa poesia, bellissimo
il ritratto di quella donna ("scialle nero di dolore"). Tiziana
Cocolo: è verissimo, alberga in noi, ma a volte la nostra casa non
ne è degna. Piaciuta molto. Giuseppe Gianpaolo Casarini: come "la
pargoletta mano", vero? Un abbraccio. Lorenzo Poggi: bilancio di
una vita, solitaria, deludente, ma, per fortuna, delle verità ci
sono ancora ed è bene farle sentire; attendo di conoscerle.
Antonietta Ursitti: miracolo di una rinascita, molto bella nella
sua semplicità, ma tale è stato il modo di nascere, semplice.
Roberta Doni: si inizia a parlare del nuovo anno ed in modo
"sfavillante": brava! Wilma Marian Certhan: una grande verità,
purtroppo e, a volte, non occorre attendere nemmeno domani (penso
a come si cerca d' ingannare il tempo già nel pomeriggio del
giorno di Natale). Bellissima la chiusa. Diletta Giaquinto
proclama la più grande verità del mondo, difficile da attuarsi,
purtroppo. Armando Bettozzi: deliziosa poesia per il Bambino,
vicina ,nel sentire,ad Antonietta; molto bella. Un grazie di cuore
a Gabriele Renda per i suoi auguri così deliziosamente porti. Una
richiesta, quella di bruno amore, venata di polemica (vicina, se
mi è concesso, a Simone Magli), anzi, tante domande, come è nella
natura umana porle. Credo che sia compito di quella divina
rispondere, anche se si vorrebbe subito.
Azzurro natalizio quello odierno, quindi ridondante bontà, gentilezza e amore. Vado a vedere che cosa mi narrate e questo sento:
Simone Magli –Riflettendo sulle feste e sulla fede-: Iniziamo male! Piena di verità, purtroppo, la poesia di Simone. Il dito puntato sull’ipocrisia, con efficace poetare, ci dice di come omuncoli gretti festeggiano la nascita dell’Uomo. Concordo. Angelo Taraschi –La casa in collina-: E’ come un sereno quadro quello che Angelo ci narra. Ma in questo quadro risalta il dolore e la rassegnazione di una donna sola. Bella, per il bel ritmo. Bella per il contenuto. Piaciuta. Tiziana Cocolo –Alberga in noi-: E’ fede profonda quella che ha ispirato questa intesa poesia. Invito a riflettere sul divino che c’è in ognuno di noi,” togliendo i lucchetti dal nostro cervello”, che è metafora d’un invito ad altro vivere e capire. Piaciuta. Paola Trombetti –Donna-: In effetti l’osservare donna su tacchi a spillo difficilmente fa pensare a quando faceva capriole sull’erba. Più probabile pensare ad altre capriole. O non mi è chiara la metafora ? Giuseppe Gianpaolo Casarini –Come una foglia-: Bellissima similitudine. Tristezza e nostalgia espresse con gran sentimento e bella poesia. Lorenzo Poggi –Cosa avrò da raccontare alla fine ?-: E’ un ribellarsi a questo tipo di società dalla quale ci si sente avulsi e nemici. Nel contempo, la consapevolezza di non riuscire a lasciare in eredità i propri ideali, suscita il bisogno di urlare la propria rabbia. E Lorenzo invita a riflettere sempre. Bella e piaciuta molto. Antonietta Ursitti –Rinascere-: Basterebbe poco per cambiare questo mondo: un gesto d’amore, il fiato di un bue e di un asinello per. appunto. Rinascere. Piaciuta. Roberta Doni –New Year-: E Roberta ci invita ad agire ed esporsi, a non girare gli occhi pavidamente. Soltanto così si avvererà l’augurio d’un anno scoppiettante. Bella ed intensa. Wilma Marian Certhan –Natale-: Già, sarà così. Sarà così fino a quando ogni giorno non diverrà un natale. Diletta Giaquinto –Il volere di una bambina-: Quanta saggezza nel tuo invito, cara Diletta. E come non concordare su questo? Intenso il tuo auspicio, espresso con bella poesia. Daniele Campanari –Momenti-: Daniele ci dice dell’alternarsi d’umori, come ruota che gira. Ma quando questa tocca il fondo può soltanto risalire, verso momenti più appaganti. Armando Bettozzi –Natale-: Quella chiusa “Canta i ricordi,/il cuore/e si fanno polvere/che scende dagli occhi bagnati.” Fa pensare che l’intera poesia sia un nostalgico ricordo. Piaciuta molto. Gabriele Renda –Buon Natale-: Simpatica idea, espressa con divertente poesia. Da parte mia un grazie per l’augurio che contraccambio. Piaciuta. Diventi sempre più bravo, Gabriele ! Bruno Amore –Natale Ambientale-: Una panoramica sui mali peggiori del mondo ed un non più sentirsi fatti ad immagine e somiglianza di un dio muto, cieco ed assente. E’ sconsolato il guardare di Bruno e bella la poesia che lo esprime. Stefano Cavallini –Mi porterò via un pezzetto d’amore-: Descritto, con molto dolore, il ricordo di una perdita ed il dolore di una madre. Coinvolgente molto e piaciuta. Sandra Greggio –Natale nel cuore-: Così Sandra ci ammonisce: l’amore divino va cercato dentro i nostri cuori e bene faremmo a non lasciarci abbagliare e sviare da illusioni consumistiche, per non divenire, noi pure, pacchi regalo. Piaciuta.
A tutti rinnovo l’augurio di un felice natale. A Lorenzo un caro
saluto.
Fa meditare la bella poesia di Wilma Certhan.
Un Natale pieno di malinconica realtà, specialmente per chi
"crede".
"La casa in collina" di Angelo Taraschi,
un bel ritratto, in particolare mi è piaciuta la figura della
donna con lo scialle. 24/12/2011
Tanti Auguri di serenità ai sitani
azzurri e al Magnifico.
E così ci siamo: vigilia di grandi festeggiamenti e di colesterolo in crescita esponenziale. Fortunatamente ci depura la splendida pagina azzurra perché, sì, abbatte trigliceridi e colesterolo il leggerla. Così oggi mi decolesterolizza:
Bruno Amore –De profundis Natale-: Hanno ucciso l’uomo ragno e, con lui, i buoni sentimenti. Bruno ci invita a tendere la mano, con spiritosa ma amara poesia. Bella davvero. Simone Magli –Il vecchio pescatore- Nostalgia e speranza per il futuro. Bella l’atmosfera creata da Simone, bello quel “per salpare verso l’alba/guidato dal vento/e dai bianchi gabbiani di domani.” Piaciuta molto. Giuseppe Stracuzzi –Natale-: E da Giuseppe l’invito a sciogliere quei lacci d’egoismo che soffocano i sentimenti. E vinca l’amore. Bella molto, donataci da un Giuseppe sempre più bravo. Il Passero –Natale- : Il Passero medita, come tutti dovremmo fare, sul messaggio del Cristo uomo e Dio. E si chiede se la chiesa (le chiese) ne abbiano diffuso il vero significato. Lunghe discussioni si potrebbero fare sul senso di questa bella poesia. Piaciuta molto. Antonio Teni –Dove finimmo ?-: Bellissime e metaforiche immagini nostalgiche, qualche accento dannunziano, per riguardare indietro nei propri sogni, nelle proprie illusioni. Tutto un vissuto, al quale si guarda con rimpianto, nel confrontarlo con l’oggi. Chiusa struggente che sottolinea la sparizione di quei sogni, con amara domanda finale. Applausi. Aurelia Tieghi –Ho bisogno di calore sulla schiena-: Un bisogno d’amore da dare e ricevere, detto con intensa poesia. E quell’attesa del risveglio del karma (causa/effetto) quale unica soluzione possibile per realizzare tutto ciò. Bellissima ed intensa. Bravissima Aurelia. Paola Trombetti –Grazie-: E’ un rinchiudersi in se stessi quello che ci narra Paola. Un rinchiudersi di fronte all’indifferenza d’opportunisti. Ed in quel “Grazie” quanta amara ironia ! Ed allora anche le fusa o i graffi di una gatta sono da preferire, con gratitudine. Enrico Tartagni –Sogni nelle mani-: Aforisma sull’effimero dei sogni, che sono simili, nella loro consistenza, all’inutilità del colorare le onde. Stefano Medel –Sole pallido tra i vetri-: Un rapido e dolente vivere, osservando ciò che accade attorno, con indifferenza e fastidio. E la notte quale unico rifugio salvifico. Lorenzo Poggi –Poesia di Natale-: Lorenzo descrive, con pena, le mancate realizzazioni di un sogno. Quello dell’eguaglianza, quello della mancanza d’egoismi, quello di un amore universale. E quel sogno era legato ad un uomo i cui insegnamenti non sono stati realizzati. Ed ancora, di quelle realizzazioni, restiamo in attesa. Bella e fonte di riflessione. Antonietta Ursitti –Superbamente-: Non ci si conosce mai abbastanza, infatti. E le nostre pene sono uniche e, certamente, le più intense. E la chiusa è quanto di più drammatico possa accadere: quel niente che, in effetti, è dentro noi. Consapevolmente. Roberta Doni –E quando penso a te-: Ripensare, nel tempo, a scelte fatte, rende chiari gli errori, al di là di contingenti emozioni che ci avevano illusi. E’ un insegnamento universale quello che Roberta ci regala. Diletta Giaquinto –Un barlume di speranza che si spegne-: Panta rei e verità mutevoli e multiformi. Bella riflessione filosofica, molto ben descritta. Claudia Leo –Amore-: E’ una sequenza di speranze ed illusioni distrutte. E quel che resta “In terra raccoglie/crepe dolenti/da tiepide mani fasciate”. Molto bella e piaciuta molto. Daniele Campanari –Il cerino acceso-: Per associazione d’idee: mi tornano alla mente quei cerini di Paris at night di Prevert. Ma qui, in effetti, tutto svanisce: non c’è un “en te tenand dans me bras”, quale conclusione. Bella e molto sentita. Gabriele Renda –Ceppi-: Semplicemente deliziosa. Questo ricordare è espresso con grande nostalgia ed efficacia dal bravissimo Gabriele. Antonia Scaligine –Mistero che incanta-: Pennellate rapide per descrivere quello che tutti abbiamo vissuto in questo periodo. Sembra lo stereotipato dipinto di un natale comune a tutti. Ma Antonia va oltre: quel “lungo e fallace governo” è la storia di duemila anni d’inganni. E possiamo soltanto fare una richiesta, per salvarci: “Onestà per salvare questo mondo”, sperando che il presagio si avveri. Bravissima. Molto piaciuta. Stefano Cavallini –Il mondo che non conosco-: Sembra il viaggio fatto, con spirito nuovo, nuove curiosità. E, trovandosi in luogo ignoto, ci si smarrisca. “Sono pensiero”, afferma il poeta e, con la mente, esplora nuovi mondi immaginari, non sapendo quale sia la sua meta. Piaciuta. Il Gabbiano –Haiku-: Non credo ai miei occhi! Ti hanno sgridato per la lunghezza dei tuoi bei poemi ? Hai fatto un fioretto natalizio ? Però, anche nella sintesi, hai disegnato, bene, un paesaggio. E’ proprio nel tua DNA l’agenzia viaggi! Un caro saluto ed auguri di cuore Il Gabbiano.
Alcune (tante per la verità) delle poesie di oggi erano zeppe di metafore. Le ho interpretate come qualcuno di voi ha letto. Se ho sbagliato correggetemi.
Un caro saluto a tutti ed a tutti i miei auguri più sinceri. Ed a
Lorenzo, splendida guida, agli auguri unisco un caldo grazie.
23/12/2011
Gabriele Renda –Metereopatia-: Ironia e rimpianti sul passare del tempo. Spassosa quella ceralacca sui sexi pensieri. Bello il rimare. Bravo Gabriele, Auguri di cuore. Simone Magli –La piena consapevolezza della verità delle parole-: Verità sacrosanta in questo aforisma. Penso a Bach, per esempio. Se fossimo più attenti ai geni che si esprimono e li valorizzassimo in vita, forse avremmo una vita migliore tutti. Ottima la riflessione di Simone. Giuseppe Stracuzzi –Inverno-: anche questo sembra un aforisma. Ma quanta verità, espressa con dolcezza ! Bella e piaciuta molto. Il Passero –Affinità-: Fortunatamente non parli di quelle di Goethe. Ma dici il vero. A pelle a volte, mentali più spesso. Bella poesia ed invito a riflettere. Renzo Montagnoli –Sei tu Gesù-: Pulita e bellissima poesia, detta con lo stile limpido di Renzo. Mi ha fatto ricordare un vecchissimo libro di Og Mandino : Il più grande miracolo del mondo. Piaciuta molto. Angelo Taraschi –Sotto la neve-: Sono bei flash malinconici questi versi. Belli e piaciuti. Fabio Sangiorgio –Tre cuori-: Una tricotomia insomma. Riuscissimo tutti a potere scegliere ! E correrei il rischio d’un inciampo. Poesia molto bella, musicale e sognante. Piaciuta molto. Complimenti Fabio. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Somnium-: Si torna indietro con la memoria a giovanili amori. E questo tornare indietro Giuseppe lo concretizza usando la lingua studiata a quei tempi. (ed immagino successivamente). Complimenti per la poesia e per la memoria. Stefano Medel –La mia piccola libertà-: La volontà di difendere la propria intimità espressa con molta determinazione da Stefano. Ed è un po’ il desiderio di noi tutti. Piaciuta. Lorenzo Poggi –Solitudine_6-: Disperata e disperante. L’isolamento voluto (quel “da quando ho perduto l’udito”) per mancanza, forse, di affinità, forse per una visione di una vita integra moralmente che si scontra con altro vivere, porta a quel drammatico finale. Lorenzo dà lezioni di vita e fa riflettere sempre. Bella molto, molto piaciuta. Antonietta Ursitti –Vivere-: E’ un tenero e dolce guardarsi. Osservare la natura nel silenzio che ne precede il risveglio ed è un po’ un identificarsi con lei. Bella la chiusa che dice di ottimismo e speranza. Bella molto, molto piaciuta. (ho gradito molto la tua riflessione sul senso di ciò che scriviamo. Talvolta sfugge anche a noi perché ispirati non è ben chiaro da che o da chi. Pollock, al termine del suo lavoro, realizzato con action painting, si chiedeva cosa mai volesse dire quel suo quadro. Torme di critici glielo spiegavano e lui Armando Bettozzi –Me chiamo Spread!-: Travolgente analisi ed accusa. Abbiamo un nuovo nemico (per la verità ce ne siamo accorti solo in questi ultimi mesi…) ed Armando ne parla diffusamente e con amaro umorismo. Già, caro Armando, abbiamo consentito troppo spazio a chi si arricchiva. Speravamo di fare parte della congrega. Ed in effetti i professori che oggi ci manipolano stanno facendo il lavoro sporco per i prossimi governi. Tanto Monti &C. non chiederanno voti agli elettori… Michael Santhers –Insonnia-: Decisamente spassoso racconto di una notte agitata. Per più versi. Ottima la vendetta. Piaciuta molto. Complimenti Michael. Claudia Leo –Stagioni-: Delicato acquerello che descrive l’autunno, con un romanticissimo finale. Piaciuta. Daniele Campanari –Il tizio senza nome-: E’ la descrizione di un badante e delle sue incombenze. E del suo essere poco gradito da questa ottusa società. Aurelio Zucchi –Francesco-: Bella l’immagine del cielo che si inchina a quell’uomo. Bella la chiusa. Piaciuta molto. Il Gabbiano –La Dea del mare-: Un volo dalla Sicilia alla Liguria, intessuto d’immagini mitologiche, descritte con sentimento. Bella come belle tutte le tue descrizioni di paesaggi, miti. E storia. Molto piaciuta, anche per i ricordi che mi ha fatto nascere dentro. Bravo Il Gabbiano. Stefano Cavallini –Paura di chi-: E’ la descrizione del ritorno di chi stava per superare la soglia tra vita e morte. Quel tunnel di luce ed il vedersi dall’alto per poi riappropriarsi del proprio corpo. Detta con molta efficacia e piaciuta.
Devo un imbarazzato grazie ad Antonio Teni, Renato Bellin e Giuseppe Stracuzzi per il loro apprezzamento dei miei commenti, assieme ad un affettuoso augurio di felici festività. Ed aggiungo che voi ne siete gli ispiratori, voi assieme a tutti i magnifici poeti che frequentano questo bellissimo sito.
A tutti il mio grazie, i miei auguri, il mio saluto. Un particolare grazie al nostro illuminato vaste.
Piero Colonna Romano
"Inverno" di Giuseppe Stracuzzi,
spontanea e pura, questi i migliori versi a mio parere:
Auguro a tutti un felice Natale
molto intensa e ricca la pagina oggi ma di 3
poesie parlerò 22/12/2011 Ed oggi l’azzurro impazza. Sempre più bravi i sitani, sempre più numerosi e con nuovi arrivi di grande qualità, quasi giornalmente. Vi leggo e questo mi dite:
Daniele Campanari –Ho venduto l’anima al diavolo-: Benvenuto nell’azzurro, Daniele. Goethe, Hoffenbach, Gounod, ed altri, per un verso o per l’altro ce ne hanno proposto l’affascinante tema. Mi piacerebbe trovarmi davanti al dilemma che tu poni. Hai l’indirizzo ? Piaciuta molto. Michael Santhers –Anomalo presepe-: Surreale descrizione del tempo della santa notte. Magritte e Dalì ne avrebbero dipinto, leggendoti. Ma dentro vi leggo amarezza per questa confusione e questo smarrimento di sentimenti. Molto bella. Piaciuta molto. Bruno Amore –Sulle ginocchia i segni-: E’ un ammonimento metaforico dunque: guardare in alto, perseguire ideali, comporta lo sbucciarsi le ginocchia, inciampando nelle norme. Di contro sicura è la strada di casa se non avrai tanti grilli per la testa e andrai tenendola bassa. Rimarrà soltanto il volo dei nostri sogni. Bella molto. Bravo sempre Bruno. Gabriele Renda –San Raffaè-: Complimenti Gabriele. Sempre attento alle porcheriole italiche, continua a fustigare. Piaciuta molto. Simone Magli –Quando la grandine incessante delle mie paure-: Il desiderio che si plachino le avversità della vita, il trovarne conforto nella poesia ed il bisogno di cieli puliti, emerge, con forza, da questa poesia. Intensa e piaciuta. Giuseppe Stracuzzi –Avvento-: Proprio così. “allaga di poesia/questi tempi spinosi”. Peccato che si tratti di un giorno all’anno. Belle immagini ricche e luminose, molto ben descritta l’atmosfera Piaciuta. Con quel rimpianto. Il Passero –Giudizio-: Drammatica riflessione quel “Se fui creato a tua immagine e somiglianza/sarò, nel bene e nel male, una tua proiezione”. Nel bene e nel male, appunto. E chi crede dovrebbe soltanto concordare.- Ma, già, c’è il libero arbitrio… Bella poesia, molto ben sviluppata. Renzo Montagnoli -Febbre d’amore-: La malinconia che ci assale vedendoci passare. Quella sensazione di freddo che soltanto dolci ricordi della nostra giovinezza può attenuare. Bella questa poesia, bella e magistralmente detta. Credo che molti di noi abbiano provato quelle sensazioni. E Renzo, col suo bel poetare le narra. Piaciuta molto. Angelo Taraschi –I dubbi-: Aforisma carico di saggezza. Da Cartesio in poi. E Angelo fa bene a rammentarcelo. Paola Trombetti –A Nord-Ovest dell’infinito-: Non mi è chiaro dove sia il nord ovest dell’infinito. Forse è infinito pur esso. Ma Paola dice altro: dice che l’amore si realizza con la completa identificazione nell’amato. E lo dice con maestria e sentimento. Piaciuta molto. Brava Paola. Ida Guarracino –Natale: profumo di calore umano-: Piena di buoni sentimenti, ben espressi. Bella la chiusa e pienamente condivisa: ogni giorno sia natale! Bentornata Ida. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Vada il saluto-: Non c’è da commentare questo bel saluto. I destinatari ringrazieranno ed io, commentatore tra commentatori, ringrazio e ricambio auguri di gioia e letizia. Enrico Tartagni –En espoir Dieu-: Enrico esprime i dubbi di molti di noi. Dal titolo alla chiusa, sperando dio. Chissà se riusciremo a fare mai un vero esame di coscienza ? Chissà se… Fata Morgana –E tu sorridi-: Bentornata Fata Morgana, era tempo ! Speranza rinnovata, purtroppo (e non dovunque) una volta l’anno. Una volta l’anno, che tristezza. Piaciuta molto per come detta e per il sentimento che la pervade. Buon Natale. Federica Cavalera –Il respiro della solitudine-: Si può amare la solitudine, se ne possono gustare i silenzi, può essere la difesa vivendo frenetiche giornate. “Alleggerisci il cuore e l’anima/mia cara compagna”. Credo ne abbiamo bisogno tutti, ogni tanto e, magari, frequentemente.. Piaciuta molto. Stefano Medel –Voglia di solitudine-: Pare fatto apposta ed ecco la risposta di Stefano. Intensamente detta. Lorenzo Poggi -: Alla cinque della sera-: Già, potevano essere anche altre le ore perché non c’è orario adatto ad avere dubbi, a cercare solidarietà, a sentire la nostra impotenza. E Lorenzo, con i suoi versi sintetici e taglienti esprime tutto questo. Magistralmente sempre, sempre efficace. Sempre bravo. Antonietta Ursitti –Sfera-: E’ il simbolo della perfezione la sfera, eppure, per Antonietta, racchiude imperfezioni ed incertezze. E però si vede nella sua perfezione la speranza. Sufficiente a lei affidarsi. Hai ragione, cara Antonietta, non sempre le esegesi sono conformi alle intenzioni del poeta e. forse, anche in questa occasione sono fuori strada. Tempo fa scrissi una parodia del leopardiano Dialogo di un venditore d’almanacchi. Per metter le mani avanti… Un caro saluto ed affettuosi auguri di serene festività. Diletta Giaquinto –A un’amica dimenticata-: Insomma è meglio farle fare la fine del grillo di Pinocchio ! Ed è ciò che Diletta suggerisce. Piaciuta molto, per l’ironia espressa ma, credo, sia impossibile la sua realizzazione. Ben descritta e piaciuta molto. Roberta Doni –Indifferenza-: Proprio così, viviamo avulsi dagli altri. Ci sfioriamo senza vederci, estranei gli uni agli altri. E temo che pochi sentano quella punta di freccia. Decisamente piaciuta per l’insegnamento che ce ne può derivare. Stefano Cavallini –Come fanno a non divertirsi-: E’ la realtà d’oggi, vista con gli occhi di un bimbo e col suo stupore. E la maturità che, poi, ci porta la consapevolezza che le strade intraprese hanno un solo traguardo: quello della povertà morale. Mantenessimo sempre quegli occhi di bimbi ! Bella e piaciuta.
Leggo anche i vostri commenti, cari sitani, e li vorrei sempre più numerosi. Oggi mi ha divertito (e lo ringrazio) quello dello spassoso Giuseppe Dabalà. Bella l’idea d’istituire un trofeo e concordo su quel primo premio assoluto attribuito allo splendido Lorenzo De Ninis. Per il resto, caro Giuseppe, consentimi di dividerlo con chiunque altro esprima i suoi commenti in questo splendido sito. Lo meritano. Un caro saluto ed i miei auguri per delle splendide festività.
A tutti i sitani un grazie ed un a rileggervi presto. A Lorenzo
un caro saluto.
Necessario ritornare al 21 dicembre ed alle belle poesie sullo sfondo del nostro azzurro. E questo, leggendovi, mi avete detto:
Armando Bettozzi –Bum.burubum-bumbù-: Squilli di trombe e rombi di tamburo, per accogliere il salvatore della patria…capitalistica. Una volta si sarebbe detto ha da venì baffone! All’orizzonte c’è, purtroppo, un baffino che rima con Casini. Mi associo alla delusione ed alla rabbia. Gabriele Renda –Bambinello 2011-: Fanno bene gli ebrei ad attendere ancora la venuta del sommo profeta. E magari non la vogliono proprio, loro, assieme ai capitalisti del resto del globo: pensa cosa vedrebbe il Profeta e quanti rischi correrebbero i manipolatori della finanza, con un ramazzatore del tempio ! (per evitare equivoci: amo gli ebrei, mi disgustano gli attuali israeliani). Simone Magli –In questo freddo notturno-: Per la verità si era capito. Ma trattandosi di mini saggio e non di poesia, vedrò di studiarlo e di coglierne gli aspetti utili a tutti, riflettendoci. Giuseppe Stracuzzi –Dicembre incalza-: Temo tu abbia ragione, caro Giuseppe, nel dire “Ogni luce abbagliante/senza amore/la cometa conduce/in certi luoghi/dove scorre il fiume/dell’abbondanza/e lascia la capanna/al suo destino”. Che fine hanno fatto i S. Francesco, i S. Martino ? Ma è tempo di rompere le catene e di rimettere ordine. A quando le trombe ? Piaciuta molto e complimenti. Aurelia Tieghi –Amo-: E’ una splendida visione della vita. L’amore è salvifico e Aurelia in questo ci invita a sperare e praticare. Piaciuta molto. Bravissima. Il passero -Un vecchio-: Bellissima descrizione di chi, nel ricordo del suo passato ricco di giuste rivolte, ritrova la luce dei suoi occhi. Piaciuta decisamente molto. Aurelio Zucchi –Le nuove emozioni-: Emozioni, sale della vita. Rimpiangiamo quelle passate. Nel corso della vita ci “ingegniamo non più sognatori./E, ciò nonostante, che vengano/le nuove emozioni!” perché senza esse mancherebbe sale e gusto. Bella poesia, belle immagini. Piaciuta. Carlo Chionne –Apologo-: Applausi scroscianti per questo concentrato di insegnamenti morali. La Pazzia, personaggio guida del poemetto, è quella osannata da Erasmo. Quella che guida e talvolta genera persino l’amore. Olà per il grande Carlo Chionne ! Maddalena Gatto –Alle sei-: Bei versi che mi dicono di noia e rimpianti. Piaciuta. Antonio Teni –Nulla di nuovo sotto il cielo-: Terribile visione del vivere, detta con forti immagini che inducono a riflettere sulle diversità. Credo non si possa esprimere, meglio di quanto ha fatto Antonio con i versi “che la povertà/è della ricchezza/l’imprescindibile involucro” il senso dell’egoismo umano. E quella drammatica conclusione “ma non ci resta che il sogno/per non alzare/bandiera bianca!” è sconfortante e segno di resa. Questo sentire è di molti, forse di tutti, ma soltanto un poeta, quale il grande Antonio, può, questi sentimenti, rendere vivi e palpitanti, regalandoci una grande poesia. Applausi. Paola Trombetti –Per il Mondo-: C’è sconforto in ogni verso, sconforto ed un interrogarsi, nonostante l’affermazione, sulla solitudine, sull’indifferenza dell’uomo e di quella della natura nei suoi confronti (“e non si cura delle sfere celesti/che non si curano di lui”. Densa di significato la chiusa con quel “su cui poggiamo i piedi senza colpa/senza peccato/senz’averlo domandato.”. Piaciuta molto. Brava Paola. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Senza rancore si senza rimpianti-: Il timore di un giudizio, che dopo cinquant’anni riemerge con prepotenza. Temo che, tra titolo e testo, si sia creato un ossimoro. Poesia interessante e, spesso, universale. Dario Santel –O terra mia, o mio dolce paese.: Dolcemente e nostalgicamente descritti questi ricordi. Bella e piaciuta. Massimo Pastore –Le parole che ti hanno già detto-: E’ una dolente riflessione, è un ricordare ed un tentare di dimenticare (quei denti lavati con rabbia…). E c’è una nostalgia di fondo, in ogni verso. Piaciuta. Antonio Di Mauro –Prendo il coraggio e ti scrivo-: Il dolore per una perdita, detto con intensità. Lorenzo Poggi –Un natale diverso-: Anche in occasione di queste festività, nonostante i surreali preparativi di rito, c’è incomunicabilità. Ognuno si chiude in se stesso. Amara descrizione, nel più bello stile poggiano. Piaciuta molto. Diletta Giaquinto –Amore venduto-: Già, cara Diletta, non potevi descrivere meglio l’amore mercenario. Ed hai ragione chiedendoti se, per quell’atto, giusto sia il termine amore. Bella e molto piaciuta. Roberta Doni –Ovunque-: La leggo come metafora di una vita alla quale si guarda. E se ne vedono gli sprazzi luminosi ed i vuoti di lunghi ed inutili corridoi percorsi. Nostalgica e desolata visione. Piaciuta. Sandra Greggio –Natale-: Un albero addobbato di ricordi. E sono quelli che daranno luce alla nostra vita. Sintetica ed intensa molto. Piaciuta.
A tutti un caro saluto ed ancora auguri per delle serene festività. A Lorenzo riconoscenza e gratitudine.
Piero Colonna Romano
Oggi piatto ricchissimo. Vale la pena giocare. Per Sandra Greggio: 21/12/2011
Mi ritengo onorata di conoscere un poeta ed un
uomo di cultura come Carlo Chionne. La recensione al mio
libro, apparsa oggi nel sito, mi ha sorpreso ma soprattutto commosso
e penso di non meritare tanto. Essa rivela l'indubbia capacità di
cogliere appieno il significato della mia silloge, sia a livello
contenutistico che stilistico, ma tale analisi non sarebbe nulla
senza la dote di saper comprendere l'animo umano. Nel mio caso,
Carlo Chionne ha fatto centro, e non è da tutti. Desidero esprimere
quindi la mia stima ed il mio ringraziamento.
Ringrazio per i commenti Piero Colonna Romano,
Lorenzo Poggi, Simone
Per Piero Trofeo “ Auguri di Natale – Pagina Azzurra Anno 2011 “
Classifica Finale
:
Classifica Commentatori
:
A
Tutti il mio più affettuoso e sincero augurio
di Buon Natale
Un abbraccio a tutti.
Mi sento in dovere di ringraziare
innanzitutto il nostro prof. Lorenzo per aver creato questo
bellissimo sito. Non è improbabile che se non ci fosse
stato Poetare.it assai difficilmente avrei avuto il
coraggio di esporre le mie poesie agli occhi altrui; inoltre il
mio ringraziamento va a chi mi legge, a chi mi commenta e anche a
chi non mi legge, ma frequenta questa piazza di poesia,
un’occasione per saziare l’anima.
Cari sitani, purtroppo oggi altri impegni mi impediscono di godere delle vostre belle poesie e dovrò rinviare questo piacere. Doverosamente, però, devo un risposta al bravo Simone Magli.
Caro Simone mi spiace avere urtato la tua sensibilità, pur tuttavia ritengo opportuno chiarire ciò che intendo per poesia e, conseguentemente, il senso dei miei commenti. La poesia è moto dell’anima, espressione di stati d’animo. E, talvolta, vi è l’esigenza di esternarli ad altri o a se stessi e/o per se stessi. E l’argomento può essere l’amore, i problemi esistenziali, la politica, la fantascienza, la filosofia, la chimica, ecc. In altri termini tutto il sentire e lo scibile dell’uomo.
Ma una volta che il poeta avrà messo su carta questi moti del suo animo che cosa ne dovrà fare ? Credo abbia tre scelte possibili: 1) Bruciare immediatamente ciò che ha composto (ed il senso di questa azione potrebbe essere il non gradimento per la composizione o il non gradimento nei confronti di se stessi). 2) Conservarla in un nascosto cassetto, sperando od immaginando che, prima o poi, qualcuno le trovi (timidezza? Forse. Speranza di riconoscimento futuro ? Forse) 3) Renderle pubbliche e, quindi, assoggettarsi al giudizio, morale e/o tecnico, di chi le leggerà. E non vedo dove sia la violazione dell’intimo, in questo caso, essendo, appunto, pubbliche.
Navigando in altri siti di poesia ne ho trovato uno che consente ai poeti di scegliere se le proprie opere possano, o meno, essere soggette ai commenti dei lettori. Potrebbe essere un’idea da proporre al nostro vate, ma riterrei la scelta di escludersi dai commenti un atto istrionico ed esibizionista. Oltre che di grande presunzione.
Per quanto riguarda i commenti che faccio, avrai notato che mai (credo d’averlo fatto un paio di volte, perché molto provocato) giudico di metrica e di ritmi (per lo meno quando questi sono assenti). E questa è una scelta dovuta all’inopportunità d’entrare in un campo spinoso, fonte di polemiche, sterili sempre. Dovrei quindi leggere e dormire tranquilli sonni ? No, caro Simone, io provo davvero emozioni leggendovi, mi pongo problemi, quelli che le vostre poesie (le tue in particolare) fanno sorgere. E se vi trovo un’anima che nuda si espone, come spessissimo accade, tento di capire e scrivo ciò che ho capito. Forse, a volte, sbagliando esegesi, ma errare humanum est e molto gradita sarebbe la rettifica da parte del poeta di turno.
Spero d’essere stato sufficientemente chiaro e ti rinnovo la mia stima.
Un caro saluto, con la speranza di
poterti leggere e commentare ogni giorno ma, qualora tu non
gradissi i miei commenti, ti prego di informarmi ed io mi asterrò
dal farli.
20/12/2011
Autocommento.
Desidero complimentarmi con tutti i poeti
e ringraziare tutti coloro che hanno espresso il loro
parere sulle mie poesie. A tutti giunga il mio augurio di Buon
Natale e di un anno ricco di salute e serenità. In particolare, il
mio augurio non può che essere rivolto al nostro vate Lorenzo. Ricca pagina ,anche oggi, del vostro poetico sentire che dona emozioni. Vi racconto le mie: Roberta Doni -Bell'amico-: Benvenuta nell'azzurro Roberta. E che esordio ! Intensa serie di anafore che ci dicono di quanto illusoria possa essere l'amicizia. Diletta Giaquinto -Il tempo-: Ottima riflessione, bene espressa. Noi passiamo e lui, il tempo, ci guarda passare. E sghignazza. MIchael Santhers -Dieta-: Forse i Maya prevedevano questo: la fine causata da La Grande Abbuffata. Ecco perchè Monti ci fa stringere la cinghia: perchè ci vuole bene. Deliziosa e spiritosa poesia di uno strepitoso Michael. Piaciuta molto. Bruno Amore -Veterani (voglia di vivere ancora)-: Bel racconto dove l'erotismo fa da accessorio a sentimenti più profondi. Malinconica e decisamente bella. Gabriele Renda -Frutti dell'odio-: Mi spiace ripetermi ma è inevitabile: Camus lo aveva detto a chiare lettere , ed i topi sono riemersi dalle loro fogne. Simone Magli -Le segrete del passato-: Macerarsi in se stessi e rifiutare il mondo. Forse rinunciare anche a quell'ora d'aria, ch'è metafora di un'anima prigioniera. Molto intensamente descritto questo dramma esistenziale. Dico bravo ed aggiungo un apri le finestre Simone! Giuseppe Stracuzzi -Natale Natale-: Inno a questo periodo, pieno di bontà ed amore per il prossimo, molto ben descritto con poetiche immagini. E speriamo sia veritiero il suo significato. il passero -La mia gattina-: Delizioso quadretto d'una amica fedele. Piaciuta. Filippo Pistrore -Come un pettirosso-: Similitudine tra la fine di un pettirosso e le asperità della vita. Ben descritta. Aurelio Zucchi - Del rosso di questo Natale- Rapida pennellata sul simbolo del Natale (il colore rosso) e sul suo effetto. Bella e piaciuta. Paola Trombetti -Antimondo-: Gli odori ed i loro ricordi. Da qualche parte ho letto che la memoria degli odori, quella che riporta a sentimenti provati, è quella più persistente e Paola, con questa bella poesia, lo conferma. Brava Paola. Enrico Tartagni -I dirigenti-: Chi ci è gerarchicamente superiore e talvolta decide della nostra vita, visto da Enrico nella sua quotidianità, con acrimonia. In mutande siamo tutti uguali, vero ? Giuseppe Gianpaolo Casarini -Un palloncino alato colorato-: Bella similitudine tra palloncini gonfiati ad elio ed i sogni. La loro carcassa sgonfia è metafora delle illusioni svanite. Piaciuta per i bei colori usati e per il senso. Stefano Medel -Seduto accanto a te-: Appagamento, amore e rispetto. Ma tempus fugit... Detta con sentimento e piaciuta. Massimo Pastore -La speranza non tace quasi mai-: Più o meno è l'immagine dell'uomo oggetto. "maaa.../sopra l'avorio sottile non muore il becco di metallo di tutti i miei se...". E per fortuna che resta la speranza. Quasi mai. Allegria ! Detta con passione e rabbia. Piaciuta. Lorenzo Poggi -Comporre fonemi-: Applausi a questa riflessione di un poeta a corto di versi. Applausi per come espressa, altro che accartocciare il foglio ! Piaciuta molto. Antonietta Ursitti -Per vivere morire-: Incomunicabilità dunque. Drammatico quel "vede al di là/di silenzi/muri di cinta". Quanto è diffusa questa narrazione ! Decisamente piaciuta. Il Gabbiano -S. Rocco d'Acquaro-: Non conoscevo S. Rocco d'Acquaro fino ad oggi. Oggi l'ho visto attraverso i tuoi versi. Ho trovato bellissima quella canzone, l'ho sentita dentro. Mi ha fatto tornare in Calabria. E che si può chiedere di più ad una poesia ? Bravo Il Gabbiano. Maria Rosa Cugudda -inno alla vita-: Risuonerebbe vagamente il Bacco e Arianna, se non fosse per quel "che al Cosmo/unicamente il tributo/dovrai rendere/consapevole sarai" che invita alla riflessione. A tutti i sitani un cordiale saluto. A Lorenzo un caloroso grazie.
Piero Colonna Romano
Grazie ai commentatori Piero Colonna Romano,
Sandra Greggio, Lorenzo Poggi e Simone Magli. Fa piacere
ricevere apprezzamenti da poeti che stimo moltissimo.
Per Piero Colonna Romano e Simone -
Carissimi amici, vi ringrazio infinitamente per il magnifico
commento che avete fatto alla " Poesia: In questo nostro tempo
consumistico" Nel salutarvi, vi invio gli auguri di un Buon Natale,
unitamente al nostro carissimo prof Lorenzo -
Il Gabbiano
Anche oggi poesie ricche di ide e sentimenti. Ne cito qualcuna.
Un benvenuto a "Roberta Doni" che in
"Bell'amico" si sfoga di un abbandono imprevisto.
19/12/2011 Stefano Cavallini -Un racconto-: Benvenuto nell'azzurro Stefano. Esordio con bel racconto intimo molto ben narrato. Piaciuto molto. Antonietta Ursitti -Il vento assale-: Intensa e bella poesia che ci dice d'angosciosi ricordi che tornano e addolorano. Decisamente bella. Diletta Giaquinto -Mappa della vita-: E' bello quel definire i ricordi mappa della vita. Di una vita fatta di gioie e dolori ed il leggere quella mappa porta a riflettere e la vita segnano, cambiano, rendono diversa. Piaciuta molto. S.A. Santoro -I perbenisti-: Ed Armando ci parla di presunzione ed egoismi, di supponenza ed incultura, col suo bel poetare. Piaciuta molto. Michael Santhers -In chiesa-: Bel quadro di una società dove l'apparire conta e l'essere è ignorato. Dove l'ipocrisia ed il disinteresse per i più deboli è totale. Ottima denuncia di questo stato di cose, narrata ,con pulito ed efficade stile, da un Miachel in gran forma. Bruno Amore -Vissuto duro-: Pare un epitaffio ed è il riassunto di una vita, duramente vissuta e della quale siamo appagati. Bella ed intensa poesia. Gabriele Renda -L'hobby di Mario-: Già, tanto, ma tanto, guttalax. Questa la cura di supermario. Peccato che i destinatari siano i soliti noti. Come affermava Petrolini... Simone Magli -I pensatori-: Bella riflessione: avulsi dalla realtà e timorosi di questa, ci si rifugia in voli pindarici che chiamiamo pensiero. Angelo Taraschi -Le strade della vita-: Bella descrizione d'uno stato d'animo, bella riflessione sulla propria vita e belle metafore. Ed apre al sorriso speranzoso quella chiusa finale. Ben narrata e piaciuta decisamente. Paola Trombetti -Incidente informatico-: Paola fa la storia della scrittura ed al suo epilogo che trova ? Un cursore lampeggiante che pare ci interroghi. Abbiamo rimpianti ? Enzo Tartagni -Messaggio d'inverno-: Enrico ha la capacità d'usare termini derivanti dall'informatica ed umanizzarli. E ci regala immagini poetiche, piene di nostalgia e domande. Bella davvero. Giuseppe Gianapolo Casarini -Così è...variazioni sul tema-: E' la storia del potere ed il suo subirlo quello che ci narra Giuseppe e, con intensità, lancia accuse ed invita alla riflessione, sorattutto su quei due versi finali. Stefano Medel -Presto-: Il turbinio della vita ,con i suoi mal digeriti impegni e delusioni, rendono la notte oasi di pace. Massimo Pastore -La bellezza di due-: Dramma esistenziale che si risolve così: "e con una forcina di ferro si legarono pelo dopo pelo/l'uno all'altra". alla ricerca di certezze. Lorenzo Poggi -Impantanato-: Decisamente sconfortante questo guardarsi dentro. Ma Lorenzo è magistrale, nell'uso delle parole e delle metafore, per renderlo e coinvolgere. Bravo molto sempre. Complimenti. Maria Rosa Cugudda -Oltre il deserto-: Pare quasi la risposta alla poesia di Lorenzo. Sintetica ed efficace. Piaciuta. Sandro Sermenghi -A capofitto nell'anno bisestile 2012-: Intanto un grazie per la traduzione che ha reso ancora più musicale (perchè capita e gradita) la versione originale in dialetto. Ci narra, Sandro, del suo guardare al prossimo anno, con apprensione ma con una certezza : "con la forza sovrumèna/ch'i an i Pur" "Sanpr in èlt i é i Poveta". E, ma poteva mancare ? "e sugnànd piò giosst/turtlen". Bella molto.
A tutti i bravissimi poeti di questo splendido sito, il mio
augurio più sincero per un buon Natale ed un felice anno nuovo. A
Lorenzo, l'inimitabile, un grazie riconoscente, un abbraccio ed
auguri di cuore.
Complimenti a tutti i poeti, per
l'incisività dei versi e la toccante emozione che provo nel
leggerle.
Sempre ricco il piatto del giorno. Questo ho piluccato qua e
là:
18/12/2011 Dalle mie parti brilla il sole. Altrove pare di no. Immutato il clima della pagina azzurra che oggi mi emoziona così:
Lorenzo Poggi –Un eruzione marina notturna alle isole eolie-: Pennellate rapide a disegnare un paradiso. Riempiono occhi ed anima quei luoghi e la penna di Lorenzo ce li rende con forte emozione. Bella e molto apprezzata. Armando Bettozzi –Vita-: Commovente omaggio alle madri, espresso con la solita maestria del nostro Armando. Diletta Giaquinto –Raccomandato-: Gli eterni secondi dunque. Ma è uno stato del sentire e dell’anima questo e fa venire voglia di fuggire. Piaciuta. S.A. Santoro –Nonne moderne-: Nostalgie per tempi passati. Ma le avranno le nonne moderne ? Io trovo divertenti quelle di oggi, descritte con humor dal bel sonetto di Armando. Michael Santhers –Posture e pasture-: Ecco una sconsolata visione del nostro popolo di gaudenti appecoronati. Michael ne descrive, con efficacia, tutte le nobili qualità. Piaciuta molto. Gabriele Renda –Il trenino di Cotrone-: Tranquillo Gabriele, il prossimo governo ci darà il ponte Silvio e gli asini voleranno. Tommaso Pemontese –Sarà il gioco-: Delicata poesia che, con dolci versi, ci narra un poetico sogno. Piaciuta. Simone Magli –Abbiamo imparato tutto- Lunga lezione è l’imparare a vivere, infatti. E pochi imparano. Angelo Taraschi –Notte Santa-: E gli auguri si sprecano con ipocrisia. E santa sarebbe quella notte, assieme a tutti gli altri giorni dell’anno, se sparisse l’egoismo. Paola Trombetti –Terra e Sassi-: Ottima riflessione sull’eguaglianza e sull’egoismo, detta con bel poetare ed efficaci metafore. Enrico Tartagni –Ballerini di Tiblisi-: Il pensiero letterario su cui si spendono parole lievi e vacue, appunto come quelle danze. Elio Roberto Rinaldi –Perché ?-: Straziante domanda detta con bella e commovente poesia. Resta quel perché. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Il primo poeta-: Risposta alla domanda di sempre sulla divinità, quella di Giuseppe: Dio, signore dell’universo, ha potuto fare tutto questo perché poeta. Massimo Pastore –Che dopo tanto succhiare- Immagini forti per una poesia arrabbiata. Ottima la chiusa con quel “perché non ho amato l’amore, ma l’esultanza”. Sandra Greggio –Individualità-: E’ un rinchiudersi in se stessi quello che ci racconta Sandra. E quei piumini di neve sono metafora delle tentazioni che non possiamo realizzare, per mancanza di metaforiche scarpe. E così ci consoliamo col tempo, che è solo nostro e che nessuno ci potrà togliere. Piaciuta. Il Gabbiano –In questo nostro tempo consumistico-: Così Il Gabbiano ci dice della frenesia di questa vita che non lascia spazio neppure al nobile sentimento dell’amore. E ci dice del suo amare la solitudine nell’incanto di monti e mari. Decisamente piacevole e fonte di meditazioni questa bella poesia. Maria Rosa Cugudda –Respiro-: Avversità che svaniscono per un sorriso. E si asciuga quella lacrima e si torna alla vita. Belle immagini, belle metafore.
Il mio grazie, per il loro bentornato, a Il Passero, Il Gabbiano e Giuseppe Dabalà. Di cuore. A tutti gli splendidi poeti del sito un caro saluto. Al nostro Lorenzo un sentito grazie.
Piero Colonna Romano
"Un'eruzione sottomarina notturna alle isole
eolie" di Lorenzo Poggi, grande forza poetica e descrittiva.
17/12/2011 17 è numero che, a seconda delle latitudini, porta fortuna o iella. Ininfluente sulla nostra splendida pagina azzurra che, oggi, questo mi racconta:
Massimo Pastore –Per me la notte significava toccare le parti intime di una città-: Titolo alla Wertmuller e dichiarazione d’amore ad una città dove, in assenza d’altro, “mangia e sputa fuoco dei deserti sessuali”. Antonietta Ursitti –Spirale-: Guardare a noi stessi come fossimo una spirale lungo la quale si avviluppa e svolge la vita. Vita che è vortice che cattura “la vista, l’udito e il tatto” e che ci dà l’illusione “di sentire il mondo/nella giusta dimensione” ma che è “scherzo di paradossale/sorte toccata all’uomo”. Bella decisamente questa filosofica riflessione espressa magistralmente. Lorenzo Poggi –Un giorno da leone-: E’ quello cui aspiriamo per dimenticare i cento giorni da pecora che viviamo. Lorenzo usa immaginifico racconto per dirci della pesantezza della vita dove, consapevoli, “la rabbia che monta/la ragione che frena”. Sempre piacevole leggere questi asciutti ed intensi versi che portano a riflettere sempre. Bravissimo Lorenzo. Diletta Giaquinto –Il primo a perdere-: Altra riflessione sul vivere. I dolori sono personali, nessuno può intenderli come chi li prova. Inutile cercare conforto. Sconsolata conclusione e bella poesia. S.A. Santoro –Pietre e sassi-: Già, “l’asfalto per l’anima/non è stato ancora inventato”. Ma dobbiamo avere la forza d’andare controvento, di vincere le difficoltà. Questo ci racconta Armando col suo pulito ed intenso poetare. Michael Santhers –L’impostore-: Racconto di un trapassato del quale padre e nipote parlano davanti alla sua lapide. Chissà, su quella lapide, che c’è scritto. Pasquale Di Meo –Dolce amore mio-: Romanticissima dichiarazione d’amore. Francesco Mitrano –Perdonaci mare-: Fonte di vita, scrigno di ricordi il mare. Bellissime immagini che fanno vedere e sentire quel mare. Quel mare che abbiamo violentato ed al quale Francesco chiede perdono. Piaciuta molto. Giuseppe Dabalà –Canto di un vecchio poeta (parte seconda)-: E’ bellissima questa descrizione delle sensazioni, dei sentimenti, dei ricordi di un poeta giunto al termine della sua strada. Belle immagini, molto ben porte. Bella e toccante poesia e bellissima la chiusa. Complimenti Giuseppe. Gabriele Renda –Oh mio bio !-: E Gabriele punta il dito accusatore su altra truffa che ci avvelena. La truffa degli alimenti biologici. E lo fa con amarezza ed ironia. Tommaso Piemontese –Sarà il gioco-: Bei versi, ricchi di poesia, per raccontare di un incontro voluto dal destino. E ricordi di primavere passate e di rose, quelle di quaranta anni prima. Piaciuta molto. Simone Magli –Passione ribelle-: Ci si può sentire inadatti a vivere questo tempo e si rimpiange il non aver vissuto in un passato che riteniamo più consono al nostro sentire. Là la nostra “brama di grandezza” avrebbe avuto giusto riconoscimento. Questa la tesi di Simone. Bella la poesia di questo bravissimo poeta. Carlo Chionne –Appello-: Carlo esprime il sentire di molti poeti. A volte (forse spesso) illuminano la mente versi e sono flash che si smarriscono nell’aria e volano chissà dove. Spiritosa poesia di questo bravissimo poeta che usa metrica e rima, magistralmente. Complimenti. Renzo Giordani –le masni-: Pare un canto mistico. Il conforto che può dare la fede è qui espresso con quella delicatezza che sempre Renzo riversa nelle sue poesie. Molto bella e piaciuta. Zenone Drisoli – Lo stress dei docenti-: Tutta la mia solidarietà ai docenti stressati da “pravi alunnacci ciarlieri”. E’ molto ben disegnato quel docente, con le sue rudezze, i suoi rimpianti ed il suo intenerirsi, sentendo l’atmosfera d’amore del natale. Piaciuta molto. Complimenti Zenone. Paola Trombetti –Libertà-: Libertà che è un bisogno ed è essenza e desiderio di volare. Ma che è anche irraggiungibile. E questa la conclusione, tristissima, della brava Paola. Piaciuta molto. Enrico Tartagni –Riparo dalla tempesta-: Amore salvifico raccontato con intensi versi. Piaciuta molto ma mi sia consentita una riflessione molto personale: tradurre in italiano da lingue straniere fa perdere musicalità (ed anche intensità) alla poesia. E mi pare sia accaduto anche in questo caso, invertendo la traduzione. Stefano Medel –La notte di fronte a me-: E’ il rifugio salvifico la notte. Nella sua assenza di luce e di rumori consola e si vorrebbe non finisse mai. Stefano ce lo rammenta con poesia accorata. Maria Rosa Cugudda –Bimbo al freddo-: Scarso è il sentire lo spirito di queste festività, da parte di Maria Rosa e ce lo dice con amara poesia. Bei versi con dura conclusione. Piaciuta molto. Complimenti.
A tutti i sitani l’augurio per una splendida domenica. Al nostro illuminato vate un caloroso saluto.
Piero Colonna Romano Oggi, cogliendo la significativa metafora di Antonietta Ursitti della spirale della vita (quanto è vero!), inserisco in questo vortice i miei commenti. Andando in ordine, la “notte” di massimo pastore, che coglie di essa solo l’aspetto più intimo, carnale, ma mi auguro che ben presto ce ne mostrerà anche altri. Possibilità di scelta tra “un giorno da leoni” oppure “cento da pecore”, vero, Lorenzo( Sisifo)? Ben delineati entrambi, ma chi aveva dei dubbi in proposito? Superba la chiusa. Una grande verità quella di Diletta Giaquinto: chi soffre, è meglio che tenga per sé il proprio dolore perché non verrà capito o, il che è peggio, soffrirà ancora di più. Salvatore Armando Santoro: bella l’intera poesia, ma affascinata dalla metafora finale dell’asfalto per l’anima. Un vero e proprio canto quello di Giuseppe Dabalà, andrebbe musicato! Simone Magli: la tua poesia fa sentire anche la sua voce “ribelle” nella nostra epoca, stai sicuro. Povero Carlo Chionne! Prometto che cercherò il tuo verso, ma intanto mi delizio con questi tuoi e mi sembra di sentirteli recitare. Sei sempre originale, davvero. Che bel messaggio e come è reso bene, con quelle metafore, quello di Renzo Giordani. Poesia che culla, come una nenia. Zenone Drisoli: è vero che a Natale si è tutti più buoni, quindi insegnanti compresi, tanto stressati, ma ciò non toglie che, almeno alcuni di loro, sorridano anche in altri momenti dell’anno. Un applauso a Paola Trombetti, che ci offre una sua originale interpretazione del concetto di libertà, cimentandosi, con bravura, in un’ardua impresa. Maria Rosa Cugudda: desiderio (condiviso) di un Natale che sia più essenza e meno apparenza, e non importa se ti senti il cuore di ghiaccio, almeno l’intenzione c’è ed è questo che conta. Molto apprezzata.
Augurando a tutti, in primis a
Lorenzo, una buona domenica pre-natalizia, saluto cordialmente.
Ben tornato carissimo Piero, ne
abbiamo sentito la tua mancanza, Ti ringrazio molto per il commento
alla Poesia “La Luce”A tutti l’augurio per un sereno weekend.
Unitamente al nostro prof Lorenzo Al nostro Lorenzo delle grazie ed
un saluto Il Gabbiano
Caro Lorenzo Poggi
per tutti: buon Natale e buon anno
Tento un recupero d’emozioni correndo sulle pagina azzurra del 16 dicembre. Ci trovo queste:
Il Passero –Tra tele e musei-: Sensazioni celesti date dalle arti. Stendhal così definì ciò che Il Passero ci descrive con intensa poesia. Piaciuta molto. Massimo Pastore –Danza e mimica-: Surreali immagini, sequenza di bei versi, per darci una poetica conclusione, con quell’ultimo verso da incorniciare. Bravissimo. Diletta Giaquinto –Tagliente più di una spada-: Saggia riflessione. Tempo fa, in un mio manuale sulla comunicazione scrissi “parola arma letale” e Diletta ha tradotto, poeticamente, quell’affermazione. Piaciuta. Ovviamente. Bruno Amore –“NY by night-: Bella descrizione e di luci e d’umanità frenetica di una New York notturna. E Bruno ha la capacità di farcele sentire quelle luci, vedere quella gente. Bravo davvero molto. S. A. Santoro –Scrivere-: Il sito quale panacea ad un doloroso ricordo. Finalmente (era da tanto che non accadeva) un bel sonetto del bravissimo Armando. Piaciuta molto. Gabriele Renda –La leva pensionistica classe 1952-: Petrolini, con la sua ironica saggezza, tempo fa ci lasciò una frase che suona più o meno così: tutti devono pagare molto ma i poveri sono tanti di più… Era prevedibilissimo, caro Gabriele, che, per quanto competente e carismatico, il senatore Monti tosasse dal basso. Scontato il gradimento alla tua poesia. Tommaso Piemontese -Polvere d’argento-: Decisamente bella, colorata e ricca di suoni. Accostamento musicale di parole che creano immagini. Molto bravo Tommaso. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Furbi e minchioni- Bella e amara descrizione dell’italica furbizia. Paola Trombetti –Come un uomo-: La livella, quella di Totò, accomuna tutti, uomini ed animali. Se questo ne è il senso, possiamo rispondere alla domanda su cosa sia mai il significato della vita. Con un ultimo verso, denso di significato, piaciuta interamente. Enrico Tartagni –Wireless-: Senza fili e, quindi, senza contatti (umani). Amara riflessione sul senso della vita in quei tre versi iniziali. Il seguito è un narrare di solitudine e sconforto. Piaciuta molto. Antonia Scaligine –Natale ! L’amore di Cristo all’uomo-: Rispetto per una fede così salda. Bella poesia che ben descrive quella certezza. Quella che, nonostante ciò che ci circonda, “Riluce d’oro il Natale”. Non credo di potere condividere ma apprezzo la tua poesia. Michela Turchi –Se uscissi ora di casa-: Il corpo sa tutto e l’amore discioglie la nebbia. E Michela usa metafore per raccontarci che non c’è ostacolo che possa fermarci. Più veloci della luce, per raggiungere mete d’amore. Bella molto. Brava Michela. Lorenzo Poggi –Oltre la luce-: Belli i versi “C’è solo, dietro le aiuole,/un mondo sommerso/di false_vere_verità”. E sono il cuore di questa poesia che è una riflessione su questo nostro vivere. Bravo sempre, Lorenzo ! Sandra Greggio –Nel guscio-: Così Sandra ci racconta di rinunce. Quelle che nascono dall’egoismo. Quelle che ci fanno isolare per non vedere le pene d’altri. E quelle che portano ad una “quiete disperazione della vita”. Particolarmente bella questa poesia, anomala nel panorama di quelle alle quali ci aveva abituati. Il Gabbiano –La Luce-: La leggo quale metafora della vita di tutti. Asperità da superare, attimi di gioia e di dolore. E la luce del Cristo che illumina e conforta. Il tutto detto col bello stile solito. Maria Rosa Cugudda –Quanto male-: E’ un grido questo domandare. Intensa e molto sentita. Piaciuta.
A tutti l’augurio per un sereno weekend. Al nostro Lorenzo un
grazie ed un saluto.
Adesso che ci avevo preso gusto
Piero è tornato. Ma io insisto.
16/12/2011
Innanzitutto complimenti per il sito, che
non conoscevo.
Cari sitani spero che la mia assenza sia giunta al termine. Riprendo oggi a rileggervi ed a provare emozioni. Queste, per ciò che qualche giorno fa ha riempito la bella pagina azzurra:
12 dicembre Paola Trombetti –Bisogna-: Già, cara Paola, bisogna riflettere sulla vita e sul suo evolversi. E quel sentire voglia d’uva gialla, quando s’avvicina l’ora di cadere, è un avere nostalgia del passato. Decisamente bella e coinvolgente, malinconicamente. Michele Cristiano Aulicino –Sera d’Autunno-: E che accadrà mai quando arriverà L’inverno del nostro scontento ? Anche qui una riflessione sul tempo che passa, anche qui rimpianti per le stagioni passate. Espressi con intenso poetare. Enrico Tartagni –Fosse nere-: Una pessimistica (ma quanto veritiera!) visione di questo mondo, di questo modo d’essere violenti e violentati. Piaciuta molto. Stefano Medel –Mentre il giorno và-: Un amore che è panacea di tutti i mali, di ogni nostalgia, di ogni malinconia. Questo ci racconta Stefano, con molto sentimento. Antonietta Ursitti –Fitta una fitta-: Filosofica riflessione sul dolore quell’ “Accettare il dolore/rende più forti/a contrastar/…”. e quell’”Accettare il male/fa forte il corpo/…”. E dura la chiusa. Intensamente scritta, fa riflettere. Piaciuta molto. Brava Antonietta e grazie per quanto mi hai scritto in un tuo recente commento. Massimo Pastore –Villon-: Audace accostamento tra La ballata degli impiccati ed un bacio…con la lingua. Lasciamoci andare, ogni tanto. Piaciuta decisamente. Aldo Fontanazza –Il raggio di sole-: Canto disperato e di speranza. Belle immagini, ben narrate. Piaciuta molto. Carlo Chionne –Natale-: Già, caro Carlo, ha seminato sulla pietra. Un amore che difficilmente scioglie cuori. Bei settenari nobili. Piaciuta. Anileda Xeka –raccontami di me-: Delicata poesia d’amore. Di un amore che porta a profonda conoscenza reciproca. Di un amore che fa desiderare che sia l’altro/a a narrarci di noi. Decisamente bella e detta con gran sentimento. Lorenzo Poggi –Un sogno, un viaggio-: Lorenzo ci narra di un desiderio, di un sogno che dura una vita. E i suoi bei versi sono pieni di nostalgia e di desiderio di libertà. Che dire, se non bravissimo ? Simone Magli –Formicaio-: Dicotomia di un’ anima detta con sintesi efficacissima. Piaciuta molto. Tiziana Cocolo –Auto bianche-: La purezza del bianco di un mezzo che Tiziana identifica con se stessa. E quell’andare nella vita, faticoso, è alleggerito e sopportato e ce lo narra con i versi: “guardare oltre il varco/del soffice muro,/di mani egoiste/e per noi le conquiste/dell’esser felici/son quei sacrifici/del giorno qualunque”. Brava Tiziana. Maddalena Gatto –A te che sei gentile-: Gentilezza e comprensione che assolvono peccati e danno sollievo. Piaciuta. Diletta Giaquinto –Una porta oscura-: Esame di coscienza amaro. Meglio non vedere, non vedersi ? Eppure quell’entrare nella nostra stanza oscura è ineluttabile. Davvero bella e ben narrata. Aurelio Zucchi –E’ la solita storia-: Bello quell’alternare fesse e defesse, vecchie e nuove ed il confronto tra “manzi residui” ed i romantici che siamo. Pulito poetare di Aurelio, sempre apprezzabile ed apprezzato. Bravo. Gabriele Renda –Il pianetino-: Bello questo sogno, caro Gabriele. Quello di noi tutti. Piaciuta molto. Davvero bravo. Cristina Bove –La donna a due dimensioni-: Credo sia una delle più pessimistiche e rassegnate poesie della splendida Cristina. Quella conclusione (il nagual che ride…) è terribile. Ma c’è anche la rivolta della donna contro chi le nega la terza dimensione (“l’intero fogliodonna è ripiegato”). E la poesia è magistrale ed emoziona come tutto il poetare di Cristina. Bravissima. Maria Rosa Cugudda –L’incontro-: Quella conclusione è dichiarazione di un dualismo che è di noi tutti. Apparteniamo al reale ed al sogno aspiriamo. Né potremmo vivere se non con entrambi. Bellissima poesia. Complimenti Maria Rosa. Renato Bellin –Esonda-: Desiderio di libertà e, nel contempo, il timore che il realizzarla possa essere di nocumento alla vita che, comunque, accettiamo (“…sollevato/da una serena costrizione”). Eppure…esonda. Piaciuta molto. Sandra Greggio –Vita nascosta-: Rassegnata analisi del proprio vivere. Aspirazione alla libertà, tarpata dalla quotidianità di tende della cucina giallo/arancio (bella similitudine). Complimenti Sandra. Sempre più brava.
Devo un ringraziamento (ma quanto mi imbarazzate !) a tutti coloro che, in questi miei giorni di forzata assenza, hanno avuto parole d’apprezzamento per i miei commenti. Faccio quello che posso, cari sitani e, credetemi, con molto piacere e sono io che ringrazio voi per il vostro bel poetare che rasserena l’animo.
A tutti il più cordiale dei saluti. Al nostro illuminato vate un
grazie. Piero Colonna Romano
Ecco qua. Anche oggi ho estratto qualche perla dalla collana azzurra.
15/12/2011
Oggi non ho avuto nemmeno il tempo per leggere
le poesie della pagina azzurra; ne ho soltanto per fare una
precisazione, che ritengo necessaria. Ammetto che la mancanza di
Piero Colonna Romano si avverta in modo palpabile, ma, secondo me,
non vanno dimenticate due cose: la prima è che , oltre che
validissimo commentatore (si dice così? O meglio critico?), egli è
anche un poeta di grande elevatezza culturale e stilistica (chi non
si è accorto dei suoi versi in metrica e della loro musicalità?); di
conseguenza, dovremmo avvertirne la mancanza anche in tal senso e
sottolinearlo. In secondo luogo, non credo che ci voglia molto per
commentare alcune poesie (a volte ne basta una soltanto); come si è
in grado di scriverle, si possono (devono?) anche esprimere le
emozioni che esse suscitano in noi. Sbagliamo? Abbiamo timore di non
comprenderne l'esatto significato? Ma la poesia ha un valore
universale ed è soggettività, quindi, ognuno di fronte ad essa prova
qualcosa. Come ci fa piacere essere commentati e leggere che cosa
gli altri (e non solo "un altro") dicono di noi, la stessa cosa
dovremmo fare noi per gli altri. Per prima la sottoscritta, che fa
quello che il tempo le consente e chiede scusa a tutti i sitani ,
che giustamente potrebbero dire: "Perchè, invece di perdere tempo a
scrivere questo, non hai commentato?" E avrebbero anche ragione. Lo
ammetto. Ma oggi il cuore e la mente mi hanno dettato queste parole.
Caro Lorenzo
Per Sandra Greggio ,Carissima Sandra,
ti ringrazio per il commento di ieri della mia poesia e sono
contento che ti é piaciuta, come posso dire della tua poesia di oggi
i Il " Mistero della amore- , é molto bella e significativa-
bravissima. Un caro saluto a tutti i poeti della " Pagina Azzurra"
unitamente al nostro carissimo prof Lorenzo.
Il Gabbiano
Commentare, non è da tutti, occorre
compartecipazione e dedizione, dunque mi limito ad apprezzare gli
sforzi di Lorenzo Poggi ma continuo a non cimentarmi
nell'interpretare versi che tutti e di tutti i poeti sono il frutto
di un lavorio interiore che va rispettato per se stesso...In attesa
del ritorno di Piero saluto Lorenzo e i sitani tutti.
Antonietta.
Eccoci ancora a commentare.
14/12/2011
Anche oggi ci riprovo.
Rinnovo l’invito a tutti i poeti di commentare per supplire
all’assenza di Piero C. R.
13/12/2011
La pagina azzurra risente della mancanza di
chi , sempre puntualmente, animava i commenti, vivificandoli:
nell'attesa del ritorno di Piero Colonna Romano, cerco anch'io di
dare il mio modesto contributo. Riscontro una vena di malinconia
nella pagina odierna, in cui il concetto di "vuoto" risalta più
volte. Quanto sconforto nell'imminenza del Natale! Mi riferisco a
stefano medel , all'immagine del presepe di Paola Trombetti, così
realistica, così vera ed autentica fino ad essere anche esasperata
("sacrifici di pop corn"), al vuoto di Antonietta Ursitti, che
propone di colmarlo con un ritorno ad una"ingenua visione delle
cose", fino a Cristina Bove , che si pone domande , ma che non
rivela nulla di sé, "dai balconi di un foglio" (bellissima
immagine!). Anche in " Indignados" di Lorenzo Poggi ritorna la
parola "vuoto", ma qui c'è forse una speranza, quella della
razionalità, del fatto che "ci siamo messi a capire da soli"; e non
è poco! Riscontro una patina di nostalgia anche nella poesia de il
Passero, ma mitigata dalla dolcezza di poter contare ancora sulle
proprie gesta; complimenti per il lessico e lo stile! Il Gabbiano mi
trasporta in una dimensione da fiaba, in uno splendido scenario,
dove, volendo, potrebbe trovar posto quella "Felicità" auspicata da
Diletta Giaquinto (anche qui la parola "vuoto"). Concludo con un
complimento alla splendida poesia di Aldo Fontanazza, che ha in sé
una grande verità: quando si è piccoli si ha desiderio di crescere,
ma poi viene in mente "il fanciullino" di Pascoli, vero?
Torno a commentare (fermandomi in particolare su alcune poesie)
anche per supplire indegnamente all’assenza dell’amico Piero Colonna
Romano. Durante la sua assenza invito tutti i sitani a riempire la
pagina dei commenti in suo onore. Glielo dobbiamo. Grazie
Voglio dire a Paola Trombetti quanto mi
piace la sua poesia "Statuine". L'immagine "della navata centrale
del mondo" dove "qualcuno mastica sacrifici di pop corn" mi lascia
senza parole.
12/12/2011
Apprendere la notizia che i commenti di Piero
Colonna Romano da qui a una settimana mancheranno sulle
pagine azzurre fa già sentire un grande vuoto...Torna presto
Piero...Un caro saluto a tutti i sitani e al grande Lorenzo.
Cari sitani, per un capriccio di
Microsoft, internet non è accessibile. Ho deciso di installare il
s.o. originale e questo comporterà una sosta di circa 7 giorni.
quanta intensità in questa continua pagina che
ritrovo oggi. 11/12/2011
Una pagina molto variegata, quella di
oggi, mi piacerebbe commentare tutti, ma il tempo non me lo
consente, per cui mi cimento in una scelta, in ordine di lettura,
(questo il mio consueto modo di procedere) . Dopo il mio "benvenuto"
a Sabrina Veroni (ardua tematica, quella della sorte), incontro la
mia amata luna nella poesia di Michele Cristiano Aulicino: quante
storie d'amore, lassù, ma vanificate, destinate al nulla. Molto
bella la chiusa e grazie per "Il piccolo principe". Ben descritto il
dubbio di G.G. Casarini, con stile impeccabile (mi si consenta
questo termine, sperando di essere capita); con l'occasione un
sentito grazie per le lusinghiere parole spese nei miei riguardi.
Deliziosa "Occhi e parole" di enrico tartagni: quante le parole in
uno sguardo! E non finisci mai di stupirmi…Impagabile la poesia di
Carlo Chionne, di sole due strofe, ma da incorniciare; bellissima!
Leggo "Mi sento sparso" e continuo; sì, mi sembra lo stile poggiano
ed infatti lo è; questo il mio commento. Angelo Taraschi ci fa
riflettere sul fatto di essere tutti più buoni a Natale; quanto è
vero quello che dici, con un magistrale tono ironico. Una
confessione, quella di Simone, più che una vera e propria poesia, ma
quanti si identificherebbero in queste parole! Simone, ti conosco
anche sotto altre vesti: indossale, per favore! Sei bravissimo.
Infine, annego nella splendida poesia de Il Gabbiano e non ho
intenzione di lasciare il mio mare né l'infinito di leopardiana
memoria. 10/12/2011
Qui, nella pagina azzurra del mio primo
approdo in rete, so di trovare sempre accoglienza e attenzione.
Accanto al doveroso saluto al Vate
del Sito Prof. Lorenzo De Ninis,
Ecco le poesie che oggi mi han fatto battere particolarmente il
cuore. Armando Bettozzi, perché adoro l'atmosfera da te così
mirabilmente ricreata in questa poesia molto bella e romantica;
tuttavia, se mi permetti, c'è un verso che non trovo in sintonia
con l'atmosfera: quel "piccante show" che mi riporta (e non
voglio) alla realtà, ma la poesia (guai se così non fosse) è
soggettività. Grazie in anticipo , spero di non essere fraintesa.
Michele Cristiano Aulicino: potenza della poesia che da uno spunto
quotidiano, come i bigodini ed i capelli, sa trarre simile
splendore; complimenti! Giuseppe Gianpaolo Casarini: bellissima
l'immagine dello specchio polveroso, ma che restituisce la
giovinezza e l'amore a chi lo sa guardare, come fai tu. Molto
piaciuta. Poesia densa di immagini, quella che propone Francesco
Mitrano, per descrivere il percorso della vita, impresa ardua ma
da lui affrontata con maestria. Aldo Fontanazza: quanta dolcezza
in questa poesia; molto bella l'anafora. Lorenzo Poggi, che aveva
la valigia pronta, ma che poi si ferma di nuovo in sala d'aspetto.
Un fallimento? Una presa di coscienza? O entrambi? In ogni caso,
una splendida poesia, ancora una volta. Maddalena Gatto: due
stupendi versi iniziali per poi continuare in un crescendo che mi
è piaciuto moltissimo. Pierluigi Ciolini: con uno incantevole
stile allusivo, la domanda importante, che spesso mette in crisi:
"Ma com'è che va?"; deliziosa poesia. Arrendiamoci di fronte a
questa domanda e lasciamoci cullare finché non passi la notte.
Maria Rosa Cugudda: pochi versi, ma preganti di filosofia e quanto
incisivi! Bravissima!
Questo sarà certamente un weekend pieno di poesia azzurra per tutti. E questo sento oggi:
Gabriele Renda –O tempora o mores-: Cambiano i musicanti ma suonano la musica di sempre. Giusti i versi “cosche mangiano storione/volgo bucce di patata”. E le intercettazioni della 7, quanto disgusto !!! Fortunatamente ci rassicura il Silvio internazionale: siamo un popolo di benestanti. Guidato da un branco di farabutti. Continua così Gabriele. Cristina Bove –Strada-: Amaro umorismo questo. Sensazione d’angoscia per questo vivere inscatolati (e quell’automobile ne è la metafora) e non serve leggere Kerouac, se non come immagine consolatoria, quasi fosse sogno, se poi non se ne possono realizzare i sogni di libertà. Appunto. Paola Trombetti –Scommessa-: La vita quale scommessa, con rassegnazione e rabbia. Bella serie di riflessioni, dette con bella poesia. Armando Bettozzi –Quando l’onde del mare-: Applausi per questa bellissima descrizione di un atto d’amore realizzato sotto un’indifferente, ma complice, luna. Delicata poesia di un Armando che, magistralmente, ci trasporta in un’atmosfera romantica. Michele Cristiano Aulicino –Resistenza-: Bigodino ultima spes. E’ questo che ci racconta Michele, con disperata visione della vita. Piaciuta molto. Giuseppe Gianpaolo Casarini – Bellissima poesia che richiama Dorian Gray ed il suo mistero. Molto ben descritta, affascinante, la memoria dello specchio, metafora di rimpianti e ricordi chiusi nel cuore. Complimenti. Stefano Medel –Notte senza fine-: La notte, rassicurante, porta sogni che placano ansie. Piaciuta molto. Antonietta Ursitti –Un ciarlare-: Parole “in fila/dirette/a colpire/il centro/delle cose…” bella, riflessiva e gioiosa immagine. Sintetica e significativa, Piaciuta davvero. Brava Antonietta. Francesco Mitrano –Il Percorso della vita-: Sconsolato percorso, privo di traguardi e denso d’amarezze. Dolente visione della vita, espressa con intensità e con bella poesia. Massimo Pastore –Crittografia-: Mi pare si chiamasse Adone la prima macchina per decrittare. Questa poesia me la fa rammentare. Ma qui non serve Adone. Massimo ci narra della sua visione del mondo, della sua filosofia decisamente pessimistica. Quello “sgretolamento della dialettica positiva” è la fotografia dell’inganno nel quale viviamo. E quella chiusa, la sorpresa, è un prendere atto di ciò che ci circonda. Sconsolatamente. Piaciuta molto. Complimenti Massimo. Lorenzo Poggi –La valigia dei sogni-: Con il suo apprezzabile stile asciutto, forte ed incisivo, Lorenzo si analizza. Ed invita a farlo. Facili consensi e non contrapposizioni è traduzione di ipocrisia opportunistica. E dolore nel rendersi conto d’avere perso la stima di chi ti ama. Ma tutto ciò è pura teoria. La poesia di Lorenzo, il suo poetare complessivo, dicono di quanto meriti stima e gratitudine. Bravissimo sempre. Maddalena Gatto –Le mie perplessità-: Già, “dove mai troveranno riposo le mie perplessità ?”. E con le tue, cara Maddalena, le nostre. La vita è un continuo interrogarsi, senza mai trovare risposte soddisfacenti. Altra bella poesia che invita a riflettere. Brava. Pierluigi Ciolini –Le risposte del cuore-: Pare la chiosa alla precedente poesia. Una poetica sequenza di domande, il desiderio di tutti (“bramavo ali sulle spalle”) e la conclusione che ci dice di quanto poco ascoltiamo il cuore. Molto piaciuta. Maria Rosa Cugudda –Briciole di filosofia-: Così parlò Panglos nel Candido di Voltaire. Ottima poesia, ben narrata. Sandra Greggio –Rapimento-: Applausi per questa bella poesia. Bella l’anafora che da ritmo di fiaba. Bella e vagamente sognante. Bello questo omaggio alla Musa che rapisce ed ispira. Piaciuta molto. Brava Sandra.
Devo un sentito grazie a Sandra Greggio, ad Il Passero, ad Il Gabbiano ed a Gabriele Renda per la loro attenzione ed i loro graditi commenti alla mia Il Girone. Di cuore.
A tutti l’augurio di un fine
settimana denso di poesia. A Lorenzo un caro saluto.
9/12/2011
Grazie a chi si lascia intrigare dai versi
umili che mi capita di scrivere, a il Passero, a Piero
Colonna Romano, e grazie alle pagine azzurre che dipingono
giornate consuete rischiarandole. Gradevolissimo il ritorno di
Cristina Bove che dimostra di aver assai bene assorbito le sue
letture, consapevoli e non...Attendiamo il ritorno di Ida
Guarracino...Un saluto a tutti i sitani e al più grande di tutti,
il regista dei più insoliti Silenzi...Antonietta
Ursitti.
Un grandissimo ringraziamento a Piero
Colonna Romano
In "Rondini" Giuseppe Dabalà descrive
le rondini come se fossero uomini, pieni di sogni, speranze e
paura, che giocano alla vita e lo fa con bellezza e maestria.
Doppia pagina azzurra oggi, quindi doppie emozioni. Queste.
Maddalena Gatto -Diritti privati-: Denuncia forte dei contrasti che può avere un sentimento puro. Qui si parla d’amore, ma la denuncia può estendersi (e forse di questo è metafora ) al normale vivere onesto. Detta con passione ben espressa. Piaciuta molto. Giuseppe Dabalà –Rondini-: Bella e romantica descrizione degli alti ideali che possono ispirare la vita e che, nonostante gli ostacoli e le incomprensioni che li contrastano, voleranno sempre alti nei cieli. Leggo così quelle rondini, così quei voli, così quelle nubi. Bella molto. Pasquale Di Meo –Chiudo gli occhi-: Nel ricordo resta, dolorosamente, un amore svanito. Nel cuore resta amore e speranza. Fabio Sangiorgio –Sulla tua soglia-: Un desiderio d’amore, forse l’ultimo, da appagare prima che l’inverno divenga troppo avanzato. Bellissimi quei versi di chiusura “e su di te felice morire/stasera un poco soltanto.” Molto, molto piaciuta. Gabriele Renda –Fortezza Fenestrelle-: Pezzo di storia patria ben narrato da Gabriele. Quella fortezza dall’architettura ardita, fu, in effetti, la prigione di moltissimi uomini liberi che, lungo un arco di tempo di circa 300 anni, si opposero alla tirannide. Grazie per questo ricordo. Piaciuta molto. Giovanni Maria Gandolfi –Lande-: Entra dentro il buio e sgomenta. Il buio che, forse, è il dubbio che ci coglie quando ci perdiamo nell’immenso. E la speranza è “…vedere/il volto che le contiene”. Affascinante e ben narrata. Cristina Bove –Cominciato per dire, finito in Gericault-: Outing delizioso. Ma quanto bene ti hanno fatto quelle letture, cara Cristina ! E non è da tutti, perché non basta leggere: bisogna metabolizzare e ciò è possibile soltanto a chi, ben prima di altisonanti diplomi, possegga cultura cioè quel misto d’umanità ed esperienze personali, d’amore e di capacità d’osservare e vedere a fondo. E, d’altra parte, tu molto bene, tutto questo dici nella strofa finale. Quella zattera, con le sue terrificanti immagini, rappresenta il fondo della disperazione. Dopo resta soltanto la resurrezione. Paola Trombetti –Uomo-: Hobbes: homo homini lupus, per riassumere il tutto. Indignazione e passione emergono da questa bella poesia alla quale mi associo. Bravissima Paola. Renzo Montagnoli –L’ultimo autunno-: Ricordo nostalgico pieno d’amore e rimpianto. Con stile pulito e narrazione limpida, Renzo tocca corde dell’anima di noi tutti. Applausi per questa bellissima poesia. Michele Cristiano Aulicino –quasi Natale-: Se non ricordo male, in altre poesie di Michele appare una stazione ferroviaria. In questa ce ne da il senso: “Le stazioni sono il fondo del mondo” con quel che segue. L’intera poesia è una descrizione equilibrata (quasi neorealistica) di quell’ambiente. Ed il tutto è immerso in un clima prenatalizio. Resta il mistero di quel nome, che pure consola e scalda, scritto su di un foglio messo in tasca. Piaciuta molto. Bravissimo. Enrico Tartagni –Una vela…-: Ancora una volta ( ma quanto magistralmente !) descrive le sue ansie, i suoi sogni. E sono di tutti, di tutti quella “puntina/ in gola”, di tutti quella vela in mezzo al mare. Molto piaciuta. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Un desiderio inespresso d’amore-: S. Lorenzo (io non so perché tanto di stelle arde e cade… se non ricordo male) è la giornata in cui volge lo sguardo al cielo il poeta. E’ bella la similitudine tra stella rapidamente cadente ed amore, fiammante come quella, inespresso. Piaciuta molto. Stefano Medel –Con te,-: Fermare il tempo è desiderio di prolungare all’infinito attimi di tenerezza. E Stefano lo narra con molta passione. Antonietta Ursitti –Un tappeto di foglie-: Triste immagine, quella del passero caduto dal nido, ci narra Antonietta. E credo sia metafora di certezze perdute, alle quali si guarda melanconicamente. Molto piaciuta, brava Antonietta. Aurelio Zucchi –Duelli-: Nella notte si materializzano, nei sogni, le speranze e, nella notte, si vincono battaglie. La guerra è riservata al giorno ed alle sue durezze. Bella e molto ben narrata. Piaciuta molto. Francesco Mitrano –Magia-: Romantica descrizione di un panorama marino, dove stelle e luna si riflettono. Ma la magia, quella vera, è negli occhi di lei, è nell’amore. Bella decisamente. Demo Martelli –Sentirti vera-: Apparire per sentirsi appagati. Ma la realtà costringe a lotte dure e veri si è rilegando “i frammenti, di quelle notti lunghe,/per ridare un’immagine alla storia”. Bella poesia dagli accenti ermetici. Lorenzo Poggi –Ridisegnare il passato-: Lorenzo, con metafore trasparenti, ci invita a “ridisegnare il passato”e fissare paletti per una nuova morale, per una morale umana. I suoi bei versi sono sempre incisivi, forti ed invitano a riflettere su noi stessi. Bellissima e Lorenzo vola alto nei cieli della poesia. Applausi. Il Gabbiano –Haiku-: Dai bei poemetti, ai quali ci ha abituato, alla estrema sintesi dell’haiku, Il Gabbiano fotografa il passaggio tra due stagioni. Sandra Greggio –Un giorno sereno-: Quell’anafora (Serenità) è ciò che trasmette questa bella poesia di Sandra. Piaciuta molto.
A tutti i sitani il più cordiale saluto. Al nostro impagabile
vate un sincero grazie.
8/12/2011
Per Piero Colonna Romano. Complimenti
vivissimi, per il tuo “Girone “ mi è molto piaciuta la poesia. Ti
ringrazio infinitamente per la tua grande generosità nel commentare
le mie poesie. Un caro saluto a te, carissimo Piero e a tutti i
poeti del Sito Poetare, Un saluto particolare va al nostro carissimo
prof Lorenzo Il Gabbiano.
7/12/2011
Non trovo parole per descrivere la poesia
"Il girone" di Piero dirò solo che è Immensa.
Altra bellissima pagina azzurra (ma quanto bravi siete !!) ed altre emozioni e riflessioni. Queste:
Lorenzo Poggi –Strizzare morene-: Inizio strepitoso della pagina azzurra. Dal primo verso all’ultimo metafore deliziose e forti. Quei primi quattro versi struggenti, pieni di dolore. E poi quel tentare di cambiare visione, scopo e progetti per la propria vita. E quello splendore dei versi “Osservo le ali disperse e travolte là sulla strada/qualche piuma incollata sull’asfalto di sangue./Non so più volare nel canto d’uccelli” che ci dicono della pena che deriva dall’esaminarci e dell’impotenza. E quel vero capolavoro dell’ “infilare perle col filo del vento”… Insomma , verso dopo verso. un unico prolungato applauso. Mi inchino. Maddalena Gatto –Assassini-: Tutto il dolore per perduti valori, espresso, magistralmente, con rabbia intensa. Complimenti, Maddalena. Bravissima. Bruno Amore –Ormeggiata-: Ed anche questa, tutta, è metafora di vita. Bellissime immagini che ci dicono di quanto in balia d’altro siamo, di quanto contrastiamo le avversità, uscendone colpiti (“sbatte il fasciame al molo con un tonfo”). E di quanto aspiriamo alla libertà. Applausi convinti. Gabriele Renda –L’onda lunga-: Attentissimo alla cronaca, il nostro Gabriele denuncia un’ipotesi di malanni al nostro cervello, derivata dalle radio frequenze. (atroce dubbio: e se in quelle onde radio ci fossero messaggi subliminali ?). Piaciuta molto. Giovanni Maria Gandolfi –Santuari-: Una delle più belle dichiarazioni d’amore ch’io abbia mai letto. Immagini bellissime, metafore trasparenti. Bellissima. Complimenti Giovanni Cristina Bove –Cosa copriva-: Bentornata Cristina ! Decisamente borgesiano, nello sviluppo, quel narrar di fatti, come fossero vera cronaca. Ma Cristina ci dice del guardarsi dentro e del perdersi in pensieri e sogni. Ninnoli e foulard e gigli e passamanerie, “altari per cerimonie mimiche” a coprire nudità. E la realtà di capelli d’argento… Spettacolosa e bellissima. Illumina la tua poesia e affascina. Un caro saluto. Armando Bettozzi –Cilento-: Sprazzi di storia patria e di leggende immerse in un paesaggio d’incanto, descritto magistralmente. Gradito molto il richiamo a Carlo Levi, da me molto amato. Raccontata con la bravura di un Armando in gran forma. Bella molto e molto piaciuta. Complimenti. Enrico Tartagni –Dolcezza-: Pare la descrizione del risveglio da un sogno ed il titolo la permea interamente, verso dopo verso. Complimenti per questo poetico narrare di un sentimento. Applausi convinti. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Quei fiori gialli alla mamma, quel dono di mio padre-: Un momento di vita, descritto con la malinconia di un dolcissimo ricordo. E quanto valore può avere un povero fiore di campo se donato con amore ! Bella e piaciuta molto. Lucio Cornelio –Roberto, 23 novembre-: Inciso, dolentemente, nella memoria di Lucio il drammatico ultimo istante di un caro amico. Intensa e bella poesia. Un crescendo verso il dramma finale. Piaciuta molto. Marinella Addis –AspettandoTi Signore-: Bella ed intensa preghiera natalizia. E’ la ricerca di un punto fermo e consolatorio, l’affermazione di una fede ferma, piena di speranza. Antonietta Ursitti –Marini alberi-: Un paesaggio marino descritto con sapienza ed amore. Bellissima l’immagine di quel pino i cui rami ,mossi dal vento, sembrano dirigere il frangersi delle onde, come fosse orchestra. Applausi. Sandra Greggio -Shining-: Intensissimo desiderio di rivedere luoghi, un tempo amati, attraverso e con gli occhi di un innamorato. Quattro versi per una poesia di forte intensità. Bella molto e molto piaciuta. Il Gabbiano –Una notte serena sul mare-: Non finirà mai di stupirmi il romanticismo di cui sono intrise le poesie de Il Gabbiano. Pennellate delicate per dipingere paesaggi marini amati. E ricordi d’un amore svanito e pure sempre presente nel pensiero, con dolcezza (“accarezzo i ricordi/per non farli svanire”). E tornare in quei luoghi fa ritornare, quasi fosse vivo, quel ricordo. Molto, molto bella.
Caro Simone, ti ringrazio per la risposta data al mio commento. Certo, discorrere su destino e libero arbitrio meriterebbe spazi ben più ampi di questo e, forse, alla fine ognuno resterebbe della propria opinione. Le tue poesie, i tuoi aforismi, sono sempre fonte di riflessione, alla quale non mi sottraggo, anzi. E di questo ti ringrazio. Un caro, affettuoso saluto.
Cara Antonietta. Hai colto alla perfezione il senso del mio commentare ed ancora un grazie per i tuoi commenti a quelli miei. Un caro saluto.
A tutti i sitani il più cordiale
dei saluti. A Lorenzo un grazie ripetuto. Senza la sua pregevole
iniziativa, nulla di tutto ciò sarebbe.
Piero Colonna Romano
Sarebbe tutto da commentare il mare azzurro di
oggi, come sempre, del resto, ma il tempo mi costringe a fare
una scelta. Tra la nebbia, che qui da me regna sovrana, ecco che
cosa emerge. Inizio dalla poesia che chiude la pagina, forse perché
, a mio avviso, è di sprone a tutti noi. Piero Colonna Romano, con
grande umiltà, fa un ritratto di se stesso, riconoscendosi colpevole
di un peccato molto grave, quello di non aver amato, proprio nel
girone dedicato alla celeberrima storia di Paolo e Francesca. Forse
tutti dovremmo fare questo esame di coscienza, riconoscendoci
colpevoli, insieme a te, davanti a Minosse o chi per esso. Grazie
per averlo fatto, esprimendolo in versi raffinati ed eleganti. Altro
inconfondibile stile quello di Lorenzo Poggi, sempre asciutto,
sempre legato a care metafore che sono una delizia per chi legge; ne
basti una, difficile da dimenticare: "infilare perle col filo del
vento". Non è da tutti, consentitemelo. Maddalena Gatto: si salva
solo una storia, in negativo, emettendo la parola "Assassini". Bruno
Amore: si salva una vela, che , tormentata, finirà per lacerarsi.
Entrambe bellissime, anche nel modo di porle. Un diverso modo di
fare poesia, più aulico, in Giovanni Maria Gandolfi e Giuseppe
Gianpaolo Casarini. Stupenda immagine della donna amata come
santuario, nella prima; commoventi quei fiori gialli, che sono più
importanti delle rose e che, a differenza di queste, non hanno
spine. Non ho parole di fronte alla maestria di Cristina Bove, quei
"segni di irriconoscimento" solo lei poteva trovarli; stupenda
poesia! Da brava romantica, mi perdo tra le bellissime immagini
della poesia de Il Gabbiano; mi piace citarne due: la lacrima che
cammina lungo il mare (bellissima!) e quei baci, "gocce di gemme
d'amore".
la classe non è acqua cosi mi diceva un caro amico e sono a commentare quelle che più mi son piaciute: "Marini alberi" di Antonietta che con bella poesia fantastica nel percorso degli stessi bella e piaciuta "Il girone" di Piero che con antica prosa e un chè di maccheronico evidenzia la conoscenza fine a se stessa e inutile sapere che diventa fallimentare se non esiste amore e partecipazione molto bella e scritta con maestria come tu sai fare un saluto il passero
Due immagini mi hanno colpito di "Strizzare
morene" di Lorenzo Poggi, la prima molto forte:
6/12/2011
Per Piero
Sempre più grandi il vate Lorenzo e il
generoso Piero Colonna Romano che non pongono limiti alla
disponibilità, alla dedizione gratuita e profonda verso i poeti e
il poetare del sito azzurro che si arricchisce ogni giorno di
versi salvifici e corroboranti per le anime che vi si
immergono...Una notte fulgida di luce di sogno e grazie...Antonietta
Ursitti.
Rieccomi a provare emozioni correndo su questo azzurro prato. Queste:
Antonietta Ursitti –Piano un pianoforte-: Potenza della musica, resa con delicatezza da un’anima poetica. Bella e piaciuta molto. Michael Santhers –Epitaffio comunista-: Ottimo, spiritoso e sarcastico epitaffio. Ma il comunismo (da non confondersi con lo stalinismo) non è morto e, prima o poi, no passaran. Tempo fa lo ha preconizzato persino rabbi Hanozri ! Maddalena Gatto –Illusioni-: Riflessioni sugli autoinganni. Bello quel dividere le illusioni in “…dosi/più o meno vaghe.” Piaciuta molto. Antonio Teni –Il pensiero di un profumo di viole-: Dispersi nell’aria i pensieri che turbinano nella nostra mente e che, a volte, restano sospesi come spada di Damocle. Una sequenza di metafore, dette con gran poesia. Ogni strofa una riflessione, ogni strofa una pennellata. Molti i versi da ricordare e piacevole rileggerla. Complimenti Antonio. Giuseppe Dabalà –Piazza S. Marco-: Bella descrizione di un capolavoro amato da tutti e di cui tutti siamo orgogliosi. Sarà banale ma ricordare i Guardi ed il Canaletto è d’obbligo. Grazie per questa bella cartolina Giuseppe. Gabriele Renda –ES-SUPER- IO-IO- e i governi italiani-: Lezione di Freud applicata, con morale finale. O tempora o mores ! caro Gabriele. Dici che ne siamo usciti ? Giovanni Maria Gandolfi –Se ci penso-: Romantica teoria quella che vuole l’atto d’amore, per l’uomo, come il volere un ritorno al grembo materno. Ma Giovanni Maria si spinge ancora più in là: con quell’atto si vorrebbe beffare la morte. Interessante tesi, molto ben esposta. Enrico Tartagni –Idrostatica-: Son come luci psichedeliche quei versi. I pensieri si accavallano, le analisi di se stessi sono obbligatorie. E questo guardare al caos della vita ed a noi stessi,rischia di sconvolgere l’equilibrio dei nostri pensieri. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Povere ossa-: Tristissimo quel “fino in vita povere ossa allora qui povere ossa”. Bello questo ricordare avi. Bello questo disegnare scene di vita dolente e dura di fine ottocento. Piaciuta molto. (si, caro Giuseppe, nel 1963 ero a Milano. Abitavo in via Stadera, presso un amico. Un caro saluto.) Simone Magli –A che scopo imparare un copione,-: Già, a che scopo se tutto è già preordinato ? Ma ne sei certo, Simone ? Michele La Porta –Essere-: Decisamente ottimistico questo guardare alla vita. E ne scaturisce un senso di libertà. Salvatore Luiso –Ora che la luna si spegne-: E’ il rovescio della medaglia della precedente. Ed è sconsolata analisi del vivere, con una drammatica immagine finale. Michela Turchi –Tutto è sognato- Michela ci trascina nel sogno. Nei suoi sogni appaganti, con il loro rassicurante silenzio, permeati d’amore. Bella e piaciuta. Sandra Greggio –La nostra strada-: Il tema preferito da Sandra: lotta per la vita, talvolta sconfitte. Ma alla fine “Spunta una fossetta sulla gota”. E trionfa sempre l’ottimismo nelle sue poesie e la speranza nel futuro. Piaciuta molto.
Cari amici, mi imbarazzano sempre i complimenti , pur se molto graditi. Ciò che scrivo è ciò che voi tutti mi fate sentire con le vostre poesie. Per questo devo un ringraziamento particolare ad Antonietta Ursitti, Sandra Greggio, Debora Stifani, Angelo Taraschi. G.G. Casarini, G. Stracuzzi, S. Canapè. A. Teni, per le loro bellissime poesie e per i generosi commenti al mio commentare. Mi scuso con chi avessi dimenticato.
A tutti i sitani un cordialissimo saluto. Al nostro impagabile
vate il ringraziamento più sincero.
Su 'il pensiero di un profumo di viole di
Antonio Teni'
5/12/2011 Come non ringraziare Piero Colonna? Raffinato poeta, nonché uomo di cultura e fine commentatore, rende prezioso il sito poetare.it. È un vero piacere dirgli: grazie!
Angelo Taraschi
Un sentito grazie
Cerco emozioni da sentimenti espressi. Nel nostro azzurro, oggi, questo trovo e sento:
Stefano Medel –Quel che resta dl giorno-: Al tirar di somme, resta l’amore. E non è poco ! Antonietta Ursitti –Assenza di presenza-: Ossimoro nel titolo ma concretezza in questa bellissima e delicata dedica che si può immaginare donata ad una figlia. Bellissimi versi, densi di lirismo nato dall’amore, mentre il giorno cala. Complimenti Antonietta. Lorenzo Poggi –Rendiconti_2-: Bilancio finale, detto con l’inimitabile stile di Lorenzo. Amaro bilancio che si conclude con una frustata d’ottimismo. E’ sempre affascinante leggerti, caro Lorenzo. Michael Santhers –Foglie morte-: Bella decisamente questa descrizione dell’autunno inoltrato. Bellissime metafore e similitudini (per esempio quel “grigio marmo del cielo/che cala dai monti”) regalate da un grande poeta. Semplicemente da applausi la conclusione con quei “riscaldano due bucaneve/esplosi dal petto”. Bellissima. S.A. Santoro –Tracce opache-: Tutto il dolore d’attese deluse, d’amore smarrito, sgorga da versi pieni di un amaro sentire.Versi liberi, dal ritmo di nostalgica ballata, coinvolgono. Sei bravissimo Armando. Complimenti. Michele Cristiano Aulicino –Resistenza-: Vera l’affermazione finale: tutti nasciamo poeti, la vita poi, quasi sempre, la poesia cancella. Ed è un vero peccato. Armando Bettozzi –Vo scandagliando l’abisso profondo-: Bellissima. Quel “più stretti di quanto è possibile fare” è il disperato attaccarsi a ricordi di vita e d’amore che si vedono sbiadire nel tempo. Espressa con grande sentimento, coinvolge molto. Complimenti Armando. Gabriele Renda –Il Bungarello (spot)-: Mi associo alla denuncia .L’oscurantismo di questa chiesa è deprimente e, davvero, sarebbe da non prendere neppure in considerazione. Purtroppo permea la nostra società, in particolare l’Italia che ha la… fortuna d’averlo in casa il Vaticano. Paola Trombetti –La Vena-: Bella questa descrizione del carattere di un qualcuno che , forse, si ha accanto. Rabbia, amore, rassegnazione, speranza, illusione c’è tutto questo, nel bel poetare di Paola. Piaciuta molto.Brava. Giovanni Maria Gandolfi –Si spengono le stelle-: Si, caro Giovanni Maria, le stelle si spengono, assieme alle speranze. E l’entusiasmo che avevamo, guardando al nostro futuro ed a quello dei nostri figli, svanisce mentre il deserto si espande e copre sentimenti e civile sentire. Sciascia vide spostarsi la linea delle palme, ricordi ? Era metafora di ciò che tu hai detto con questa bella poesia. Complimenti. Enrico Tartagni –L’eco della luna-: Chissà perché, ci sono poesie di Enrico che mi rammentano Antonioni ed i suoi film. Dense di dolente esistenzialismo, coinvolgono e fanno riflettere sul vuoto che ci circonda e che conquista noi stessi. Amaramente affascinano. Bravissimo Enrico. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Nera figura tutta nera-: Quanti ricordi mi suscita questo narrare ! Anni ’60, Milano, porta cicca, trattoria da Cavalli, bar L’Etoile, nebbia fredda e studi e lavoro. Ed una vecchia stanca e sporca che mendicava. La tua, Giuseppe Gianpaolo, con la sua storia. Mi hai commosso. Angelo Taraschi -…e il fiume va…-: Il fiume della vita, narrato con maestria da un Angelo bravissimo. Molto, molto bella. Simone Magli –La poesia è come l’amore- Forse è vero. Fortunatamente, come l’amore, è dono. Sandra Greggio –Futuro-: Ed al termine di questo profluvio di pessimismo, Sandra ci dona la sua ricetta d’ottimismo. Sospiro di sollievo: qualcosa resta. Almeno la speranza ! Bella e piaciuta molto. A tutti il più cordiale dei saluti e l’augurio per una settima gonfia di poesia. A tutti un grazie ed al nostro vate illuminato un caro saluto. Piero Colonna Romano
Ringrazio Piero Colonna Romano per i
commenti e le belle parole che ha espresso.
4/12/2011 Domenica nebbiosa e intristente. Cerco nell’azzurro consolazione. E questo trovo:
Aurelio Zucchi –Troppo decantata luna-: Con musicali endecasillabili Aurelio ci narra dalla sua disillusione sui poteri metafisici della luna. Ed usa figure retoriche e metafore, in un continuo rivelare sentimenti e speranze. Bella e apprezzabilissima. Antonietta Ursitti –Ristetti immobile-: Un cuore colmo di vuoto, è disperata e disperante immagine. Ed è la conclusione, sconsolata, della ricerca dell’io. Così come il titolo di questa pregevole poesia, potrebbe esserne anche il suo termine. Molto, molto piaciuta. Complimenti. Silvio Canapè –Tutto è spoglio gli alberi son nudi-: Delicate pennellate a dipingere un quadro invernale. Belle immagini fantasiose (quel filo di ragno, ultima ancora d’una foglia) e conclusione piena di speranza per la rinascita della primavera con un delizioso “e così riporta il tepore delle tue labbra/marzapane di primavera.” Piaciuta molto. Lorenzo Poggi –La scogliera-: Immagini di un particolare fascino per chi ami il mare. E Lorenzo le dona col suo bello stile. La leggo come quelle difficoltà della vita che portano l’uomo a contrastarle, avendo, quale meta, le luci di un porto lontano. Molto, molto bella e molto, molto piaciuta. Il Passero –Comunicare-: Lezione di vita dunque. Comunicare, rapportarsi con gli altri, integrarsi, capire e far capire. Oggi Il Passero ci dice di quanto grandi siano diventate le nostre possibilità, grazie ad internet. Lo sottintende con quella domande iniziali. E la sua conclusione è invito ed inno di speranza. Bravo Il Passero. Piaciuta molto. Michele Cristiano Aulicino –Col freddo-: Mi fa ricordare i quadri di Sughi la conclusione di questa bella poesia. Ed è un bel disegnare scene, dove i personaggi cercano riparo dal freddo chi esponendosi allo stentato raggio di sole chi “chiudendosi tra l’albero ed il cappotto”. Bella e piaciuta. Giuseppe Stracuzzi –La cera-: Metafora della malleabilità dell’anima, la cera. Ma anche del suo effimero sciogliersi e rapprendersi e dell’inutilità di incidervi versi (e regole e morale). Bella quella ripetuta anafora che sottolinea quell’effimero. Piaciuta e piacevole a leggersi come tutte le tue, caro Giuseppe. Ti devo un ringraziamento per il chiarimento che hai dato sull’interpretazione della tua precedente. Faccio mio ciò che Ungaretti disse di Mallarmè :”prima di intendere ciò che scrive bisogna apprezzarne la musicalità”. Maurizio Spagna –Le donne di ora-: Mi pare che quel verso centrale “le nuove stagioni espiano l’inizio e la visita di un angelo”, biblico richiamo, permeino l’intera elegia alla donna, definendone e giustificandone le caratteristiche. Bella sequenza di metafore e bella elegia alla donna, altra metà del cielo. Gabriele Renda –Parenti serpenti-: Ci avverte Gabriele e noi ne terremo conto. Divertente e piaciuta. Paola Trombetti –Il corpo e il vento-: E’ bellissima questa invettiva contro il mercato ed il consumismo anche estremo. Quel “ci si paga la morte a rate”... perché anche in quell’occasione è necessario apparire. Struggente quel “mi giunge un tintinnio di pentole da sotto il ponte”. Bellissimi i versi che la compongono e la rabbia che ne deriva. Reale e magistralmente detto quel desiderio d’essere vento e di fare, del vento, editore privo di pretese. Applausi convinti. Giuseppe Dabalà –La Solitudine e la Nostalgia-: Quella struggente strofa finale, quanto bene conclude questo nostalgico guardare alla vita passata. ! E con quanta delicatezza sa narrare ricordi il bravissimo Giuseppe. Commovente e bellissima. Grazie per tutto questo. Giovanni Maria Gandolfi –Estasi-: E’ un incanto quella musica che rapisce e solleva, lenisce e spazza nubi. E Giovanni Maria, magistralmente, ci narra di questo suo sentire. Bravissimo ! Enrico Tartagni –Orchidea-: Il poeta, certo. E la capacità della sua anima di reagire alle avversità e di discernere bene dal male e di saperlo narrare. Il poeta, appunto, quale Enrico è. Piaciuta molto. Angelo Michele Cozza –Rotola l’onda, si infrange…-: La consapevolezza del nostro essere piccoli, del nostro non sapere che strugge l’anima e rende smarriti. Questo ci narra Angelo Michele, con suggestive metafore. Pare d’essere di fronte ad un quadro di Friedrich, con il suo interrogare. Applausi convinti. Giuseppe Gianpaolo Casarini -L’arte del pennello-: Da sprofondare !! Ma il poeta ci narra un…infortunio di percorso, con autoironia e, forse, amarezza. Molto gradita. Angelo Taraschi –Tocca a tutti-: Come si dice: chi s’accontenta gode ! Aforisma sulla livella. Piaciuta. Renato Bellin –Luci ed ombre-: Poesia… psichedelica. E quelle luci e quelle ombre, metafora dei nostri altalenanti umori. Decisamente bella e gradita. Il Gabbiano –Il Monferrato-: Un tuffo nel passato ed una descrizione accurata di un paesaggio amato. Il Gabbiano ha la capacità di mescolare amori (medioevali?) ed ambienti romantici, di far rivivere quel passato in uno scenario del presente. O, viceversa, di riempire d’amore un paesaggio, con amori vissuti od immaginati. Bella e, con nostalgia, coinvolgente. Sandra Greggio –Impressionismo-: Una pennellata, che apre scenario privo d’orizzonti e lascia senza fiato. Applausi.
A tutti il più cordiale dei saluti. A Lorenzo un meritato ringraziamento. Piero Colonna Romano
Ancora una volta con grande delicatezza e
profondità Giuseppe Dabalà ci parla al cuore, oggi con "La
Solitudine e la Nostalgia", che narra storie di vita vissuta
intensamente, fatta di emozioni forti, che con profonda nostalgia
vivono nei ricordi. Complimenti Giuseppe! 3/12/2011
Claudia Leo ed Elena Anselmi –Notte- (x due): Benvenute nell’azzurro. Stesso titolo (singolare coincidenza ?) ma diverso narrare. Claudia sogna e trova conforto nella notte e quel “Ed è già sera” pare un sospiro di sollievo per il giorno, alfine, passato. Bella molto, per sentimento, intensità e belle immagini rese. Elena attende l’aurora perché, durante il giorno, possa esprimersi la sua gioia di vivere. Quella che le deriva dagli insegnamenti di un padre amato odiato ma rimpianto. Ed anche in questa un profondo sentire espresso con bravura. Simone Magli –Ricordi d’inverno-: Questo ricordare tempi più felici, ricchi di speranze, porta, oggi, all’amara conclusione del verso finale. Molto ben reso quel freddo che gela l’anima. Stefano Medel –All’imbrunire-: Il desiderio di sole e di lunghe giornate per goderlo, è quello che Stefano ci narra. Antonietta Ursitti –Anonimous-: Cara Antonietta, su moltissimi personaggi, forse perché si ha tempo da perdere o spazi vuoti da riempire, s’inventato storie improbabili. Shakespeare non è esistito ? Antica diatriba. Erodoto e Tucidide erano fantasiosi affabulatori ? Il Vasari era sufficientemente documentato, nel narrar vite di pittori e architetti ? Mozart morì quando sembra o Rossini ne fu il suo continuatore consapevole, Mozart vivente ? Se dessimo per assunto che il reale è una parte del possibile, arriveremmo a negare noi stessi: siamo ? Sconfinamento, dunque, da storia a filosofia teoretica. Suggerisco di goderci, per trarne insegnamento di vita, Shakespeare e Mozart, indipendentemente da chi fossero e da come o quando siano morti. La tu poesia è appassionata per il dubbio che esprime e mi ha “intrigato” molto. Un caro saluto. Lorenzo Poggi –La casa dei sogni-: Così anche Lorenzo romanticamente sogna e ci regala una bella poesia sul possibile e sullo sperato. Piaciuta molto. Michael Santhers –Ritorno*-: Bellissima poesia. Appassionante racconto di un passato che torna, quasi fosse sogno. Quel clacson finale ha un sinistro suono. Applausi e complimenti vivissimi. Il Passero –Ricomporre-: E’ ciò che, a volte, tutti tentiamo: ricomporre un puzzle, quello del nostro passato per dargli suoni, colori e sentimenti che, allora, non eravamo in grado o non abbiamo voluto dare. E l’inutilità della cosa ci fa desiderare che il tempo finisca. Molto bella e molto piaciuta. Ti devo un ringraziamento per il commento alla mia From hour to hour e ti assicuro che non si tratta della traduzione d’altra poesia. Spero soltanto d’aver tradotto lo spirito che ha mosso Jaques (personaggio di As you like it) nel pronunciare la frase che ho premesso alla poesia. Che poi era il mio, nello scriverla. S.A. Santoro –Portale stanco- Quanto può viaggiare nel web un sentimento! Ed è amore, rassegnazione, rabbia. E desiderio della fine per ciò che ci pareva ci tenesse in vita. Armando esprime tutto ciò, con appassionata poesia. Piaciuta molto. Michele Cristiano Aulicino –“il bar sotto il lago”-: Surreale e bella descrizione di un amore perso che lascia solitudine (quel tavolo con una sola sedia). Decisamente bella. Complimenti. Giuseppe Stracuzzi –Sui gradini del tempo-: Ed anche Giuseppe, come Il Passero, tira le somme sconsolatamente, all’arrivo del nostro autunno. E “rovistando tra pezzi/latenti di vita/ricupero/un esame di coscienza/ed un passaporto di memorie/per non precipitare.”. Decisamente bella e piaciuta molto. Renzo Montagnoli –Il cerchio dei sogni-: Il desiderio della notte, dove soltanto si può dare forma e sostanza ai sogni. Quei sogno che ci sono negati dall’oriente che esplode. Bellissima. Complimenti Renzo. Gabriele Renda –Berluschini medi-: Ci sono, in giro per l’Europa ed anche da queste parti (Verona in testa) nostalgici di Hitler e sono ben più pericolosi degli esilaranti berluschini. Di questi, se non altro, si può ridere a crepapelle. Paola Trombetti –Corsa-: Fame di vita dunque. Belle immagini e metafore ben disegnate. E quel richiamo al De Rerum Natura è perfetto. Piaciuta molto. Giovanni Maria Gandolfi –Esistenza-: La leggo così: affidare ad altri la scoperta (conoscenza) di se stessi e non temerne il giudizio altrimenti “ignaro sarei di colui/ch’è dietro lì immagine allo specchio”. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Amor fallace-: Amore, effimero (talvolta illusorio) sentimento. Concordo. Ben descritta e piaciuta. Angelo Taraschi –Venere mancata-: Concentrato d’ironia. Doveva avere occhi ben dritti la mancata Venere ! Piaciuta molto. Sandra Greggio –Gitana-: Bella quanto una bella ballata nostalgica. Applausi, molto piaciuta.
Una rettifica necessaria: alla mia From hour to hour ho premesso una frase che, erroneamente, ho attribuito al Machbeth di Shakespeare. Si tratta, in effetti, della commedia As you like it, dello stesso grande personaggio. Per la precisione. E ringrazio Antonietta Ursitti e Sandra Greggio per il loro apprezzamento.
A tutti un cordiale saluto, al
nostro Lorenzo un grazie doveroso.
Piero Colonna Romano
che dire ancora della Vostra bravura e
della vostra intensità nelle poesie che create e pubblicate ?
intensa questa pagina ne scelgo sempre 2 ma senza sminuire le altre
:
2/12/2011
Molto belle le poesie di oggi, ne cito
alcune:
Ed anche oggi, ormai viziato dalla vostra bravura, navigo nell’azzurro in cerca d’emozioni. E trovo queste:
Salvatore Luiso –Il vento scrive-: Benvenuto nell’azzurro Salvatore. Esordio decisamente dark, molto affascinante. Enrico Tartagni –Il tagliaerba-: Ed anche in questa poesia Enrico ci narra della sua amara disamina del vivere. Metafore trasparenti, versi forti che ti prendono gola e stomaco. Tutti tagliamo l’erba, tutti ci infanghiamo. E quella tromba delle scale attrae… Simone Magli –Il sogno e la realtà-: Pare la prosecuzione ed il sigillo alla precedente. Dolenti i due versi iniziali (belli) e terribile la chiusa “mosaici di vetro tagliente”. Questo, talvolta, ci sentiamo. Fabio Sangiorgio –Potrei-: Bellissima. L’amarezza del vivere, l’impossibilità di fermare l’ineluttabile che ci è destinato. La solitudine impotente. Tutto questo, verso dopo verso, Fabio ci narra con maestria. Complimenti. Aurelio Zucchi –Se poi anche il cielo si spezza-: E con ciò fa cinque. Cinque poesie sull’amarezza e la durezza (forse l’inutilità) del vivere. Ed anche il bravo Aurelio compone, con maestria, versi che narrano di stati d’animo dolenti e, temo, condivisibili. Molto bella, nel più puro stile limpido di Aurelio. Stefano Medel –Montagne voltaggesi-: La leggo come metafora della vita (sarebbe la sesta!) quel salire verso l’alto, in mezzo al fango, alla ricerca di purezza perduta. Piaciuta. Antonietta Ursitti –Lasciarsi andare-: Già, lasciarsi andare. Smettere di resistere ed opporsi, “mentre era morente/il sole al tramonto…” Trovare serenità nell’immensità dell’universo, nei suoi suoni, con l’anima così placata. Musica e colori resi, verso dopo verso, magistralmente e con gran sentire. Applausi Antonietta. Ed un doveroso ringraziamento per il tuo generoso commento alla mia Neutrini, perché? Bruno Amore –Quando lo fanno (Lucio Magri)-: Mi tornano alla mente Pavese e Levi e Monicelli, tutti estremi gesti “per (poter infine) volare”. Il mio omaggio reverente a Lucio Magri, si unisce a quello di Bruno. Purtroppo assisteremo a violente polemiche, sul modo scelto da Magri per porre fine alla sua e, per lui, insopportabile vita. La cultura giudaicocristiana assegna sacralità alla vita. Vita donataci da un ente superiore ed indiscutibile, quindi non nostra e non da noi gestibile. Resto in attesa delle reprimende dei vari Bertone, Greccia & Co. Lorenzo Poggi –Un lampo negli occhi-: Il potere di uno sguardo che trapassa l’anima. Il potere di uno sguardo che ti cattura, come fosse rete, e non ti lascia scampo. E Lorenzo si assoggetta, immagino molto consenziente, a tutto questo e lo racconta. Credo che la dedica abbia reso felice la destinataria. Piaciuta molto. Il Passero –Non mescolarmi-: Il desiderio d’essere unico, per non essere confuso tra una folla non amata. “il mio tempo è più reale/vivo ancora col mondo che mi appare/passioni e amori son sinceri”, questo afferma il bravissimo Il Passero. Piaciuta molto. Giuseppe Dabalà –I barbari a Venessia-: Barcollo sempre nell’interpretare dialetti. Eppure, per la vita che ho fatto, dovrei conoscerli quasi tutti e tutti comprendo, se parlati. Tant’è. Ben descritto il sentimento dei veneziani, di fronte alle invasioni barbariche di turisti da tutto il mondo. Credo sia un sentimento misto d’orgoglio e di insofferenza quello che sentono e Giuseppe lo rende (per quanto traduco) splendidamente. S.A. Santoro –Foglie bianche-: Nostalgica e bella questa similitudine foglia morta/vita al tramonto. Ben resa e coinvolgente. E lo struggente richiamo finale è bella conclusione, dettata da una romantica anima. Armando, è sempre un piacere leggerti. Michele Cristiano Aulicino –blu blues-: Quei versi “mi inghiotte come un sasso, lanciato/dall’alto, nelle profondità del pozzo.” con quell’enjambement che sottolinea, come singhiozzo, il cadere, dicono di quanto il passare della vita sia rapido e non appagante. E non è chiaro se quella voce fermi o solleciti la caduta. Piaciuta, quanto un bello e triste blues. Pasquale Di Meo –Per non dimenticarti-: Romantica, dolente e consolatoria. Soltanto in fondo al cuore può sopravvivere un amore finito. Piaciuta. Maddalena Gatto –Lacrime dry-: Rinunce volute o casuali generano lacrime dry. Quelle che non bagnano le guance ma straziano il cuore. Decisamente bella ed intensa. Giuseppe Stracuzzi –L’onda vorace-: Ohibò ! Ermetismo puro e versi che si accavallano, torcendosi come la mia mente, nel tentativo di decifrare. Aiuto Giuseppe, la chiave, dammi la chiave ! Gabriele Renda –Il pensiero bambino-: Inno delicato e piacevole alla purezza del pensiero bambino. Quello che abbiamo smarrito. Quello che, solo, potrebbe abbattere frontiere d’egoismo e d’intolleranza. Piaciuta molto. Paola Trombetti –Moneta Bifronte-: Diversi ed opposti ma uniti da un solo modo di guardare alla luce: “Ma quanto siamo uguali!/con quel nostro modo di cercare il sole.” Piaciuta molto. Brava Paola. Giovanni Maria Gandolfi –L’attimo che conta-: C’è la noia che deriva da una vita chiusa tra domestiche mura, ch’è metafora del rinchiudersi in se stessi. C’è la consapevolezza che si vive in un tramonto permanente e la speranza d’un’alba salvifica. C’è il delizioso guardare ad inconsapevoli creature. E c’è la certezza che tutto ciò sarà rielaborato da madre terra, per un’attesa primavera. E c’è molta bravura nel narrare tutto questo. Bravo Giovanni Maria. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Al morto sul lavoro sconosciuto- Forse, un giorno, s’innalzeranno monumenti ai caduti sul lavoro, così come sono quelli ai militi ignoti. Bella questa denuncia di un vero e proprio crimine della società capitalistica. Mi associo, complimentandomi. Sandra Greggio –Dedizione-: E Sandra ci dice della sua ricetta per realizzare l’amore universale, con belli ed intensi versi. Piaciuta molto. Ed a Sandra il mio grazie, per il suo bel commento alla mia Neutrini, perché?
A tutti i sitani l’augurio di un weekend pieno di poesia e serenità. A Lorenzo, vate prezioso, il mio grazie. Piero Colonna Romano
Benvenuto a Salvatore Luiso con "Il vento
scrive" che si mette subito in luce per la capacità nel
creare figure retoriche molto belle:
1/12/2011
Non mi cimento a commentare le poesie di
oggi, così ben lette dal nostro Piero Colonna Romano, ma una
parola nondimeno voglio inviare allo stesso, che arrossire mi fa con
le sue belle parole per una che si sente ancora "più piccola" dopo
averle ricevute...E cosa dire dei suoi "Neutrini, perchè?", non lo
ritengo oscurantista affatto se il suo è il più umano dei desideri,
avvertire la fiacchezza per aver toppo amato... E così siamo arrivati all’ultimo mese dell’anno, correndo tra prati azzurri che ci hanno consolati. Oggi questo mi ha raccontato la pagina azzurra: Stefano Guidi –La corte si è riunita ed ha deciso-: Benvenuto nell’azzurro Stefano. Esordio con rabbia per la decisione di un giudice. Attendiamo sviluppi della faccenda, magari ricordandoci quale sia la condizione della donna in questo paese di maschietti machi. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Fuggenti pensieri-: La domanda eterna: dove andiamo ? E la mente si perde. Ben espressa e piaciuta. Enrico Tartagni –Al mio nemico un augurio sentito-: Il tutto con tanto…amore. Applausi. Simone Magli –Zivago-: Intensa poesia che ci narra del cammino dell’uomo e del suo cercare chi possa assumersi le sue pene ed i suoi peccati e così alleviare la coscienza. Molto bella e molto piaciuta. Complimenti Simone. Fabio Sangiorgio –Skype-: Miracoli della tecnologia e della poesia. Bella decisamente la descrizione, belli e pieni di lirismo tutti i versi. Complimenti vivissimi, Fabio, l’ho molto gustata. Stefano Medel –Albeggia-: Attimo sospeso tra sonno e risveglio, ben reso. Ottimo quel rinvio: godiamo l’attimo. Antonietta Ursitti –Piccola mi sento-: E’ così, cara Antonietta. Non ci accorgiamo, vivendo, di quanto valore abbiano quelle “piccole cose”. E’ la memoria, sono i ricordi, che ce ne rendono, nostalgicamente, il vero valore. E questo hai descritto magistralmente. Grazie per la tua bravura e per come sai renderla. Bruno Amore –Il nastro blu nei capelli-: Bellissimo questo collegare ricordi e speranze con la realtà dell’oggi che resta amorevole, nonostante lo sbiadirsi di quel blu cobalto. Piaciuto molto anche quel dividere le strofe in un prima, un durante, un oggi. Complimenti. Lorenzo Poggi –Imprevisti- Credo che l’opera tutta di Lorenzo meriti più approfondita esegesi. Questa, secondo me, merita questa bellissima poesia: Già. Lorenzo improvvisa. E ci racconta del suo dubbio di non possedere il mondo che è metafora trasparente del desiderio d’essere gratificato, d’avere riconoscimenti per il suo vivere. Immagine bellissima quella del flauto traverso che disegna ghirigori (applausi) nell’aria. E quell’ “impantanarsi” è la consapevolezza di non riuscire ad uscire da “archetipi d’altri tempi”, cioè da regole di vita imposteci e che sono colme d’ ipocrisia. E si affida alla fantasia, Lorenzo, e disegna (progetta) un suo tabù. Quello che lo potrà aiutare a sollevarsi dal fango che però, prima, viene addolcito dalla panna (cioè da un sentimento puro). Consapevole delle sue scarse possibilità di innalzarsi (quel “rappreso in un cuore di ghiaccio”) Lorenzo si vendica e tende trappole che lo aiutino (oltre che a punire) a rammentare un passato che vede fiabesco, confrontato col vivere oggi. Amara la beffa finale: il destino (il tasso) bussa alla porta, portando il conto. Bellissima e fantasiosa. Applausi a scena aperta. Michael Santhers –Orto di Giuda-: Violenta denuncia di ciò che è oggi l’Italia. Violenta ed amara, ricordando coloro che, per una grandezza sperata, spesero la vita. E l’ombra ambigua di chi “Vangelo in mano destra/nell’altra fiori a mimetizzare/pugnali affamati di schiene”, vi campeggia inquietante. E la conclusione è disperante: la speranza che altri, migliori di noi, ci invadano portandoci la loro morale. Col suo insulto finale. Decisamente appassionata, decisamente bella. Il Passero –L’incompiuto-: E’ il ritratto di un uomo amareggiato, forse per la sua statura, forse per la noncuranza d’altri nei suoi confronti. Sono versi che sanno di ballata, belli e dolenti con quel raggelante “Vendette al buio il suo ego”. Bellissima e piaciuta molto. Complimenti a Il Passero. Giuseppe Dabalà –Puoi chiedere-: Monologo su un amore svanito. Ci si interroga sul perché. Mille congetture, ma si rifiuta di chiedere a se stessi quel perché. E’ un crescendo di delicati versi che, via via, divengono pressanti domande, fino all’ultima negazione. Molto, molto bella. E molto piaciuta. Bravissimo Giuseppe ! S.A. Santoro –Smania-: Dichiarazione d’amore densa di passione e di rassegnazione. Armando non delude mai nel suo poetare. Michele Cristiano Aulicino –SMS- C’è un nuovo verbo: essemmessare. E quanto in poco può dirsi molto ! C’è tutta una storia, racchiusa e narrata in pochi versi. Storia d’amore, d’abbandono e di indifferenza. Bella molto. Antonio Teni –Nella rete del tempo-: Il percorso dell’uomo dalla genesi e dei suoi sogni infranti. Cavalli alati che mettono in discussione la realtà, stagni inquietanti e pensieri che volano come stormi d’uccelli. E quella conclusione, ch’è lezione di morale, con “al superbo avventore/di un perduto eden/che mortal si rivide/e poi sparve/nell’ordito del tempo…”. Applausi meritati. Bellissima. Pasquale Di Meo –E’ notte…Non riesco a dormire-: Quella luna…che sa è il motivo di quel non riuscire a dormire. Lei sa. E quel che sa provoca insonnia. Narrata con molta passione. Cleto Soldati –La morte li colga- Mi torna in mente Amedeo Nazzari e la Cena delle Beffe. Dal sapore…vagamente intransigente, diciamo decisamente integralista. Gabriele Renda –Stellette d’oro-: Altro dito puntato contro il malcostume che tutto pervade. Oggi tocca al glorioso esercito ed al suo esilarante ministro (ex per fortuna). Ma ce n’è per tutti: oggi si scopre che stimati magistrati di Reggio Calabria e di Milano, erano in combutta con i malavitosi. Finmeccanica, Enav, Selex, il vicepresidente della regione Lombardia, farabutti di vario genere e provenienza politica ecc. ecc. ecc. Questo è un letamaio. Caro Gabriele potrai scrivere ad abbundantiam. E continua così. Il Temporeggiatore –Vi assolvo-: Sarà per il nome che si è scelto se soltanto oggi ho il piacere di leggerla. Forse attendeva di toccare con mano ed oggi, alfine, si è deciso. Splendida invettiva, condivisibile dal primo all’ultimo verso. E torna la nostalgia per il 1789. Applausi. Paola Trombetti –Ironia-: Il titolo: una promessa. La poesia: il suo mantenimento. Bellissimi i primi due versi ed i rimanenti ad alto livello. Mi piace molto questa atmosfera di autoironia, resa con maestria. Bravissima Paola. Giovanni Maria Gandolfo –L’archivio sommerso-: E’ un guardare nostalgico al passato quel “albori dei primi pensieri/humus dell’essenza”, nel momento del tramonto. Ed è perdita della speranza, rammentando quando “pur senza nessuna sicurezza in tasca/si affrontava l’alba/come una nuova epifania”. Molto bella, molto malinconica, molto condivisibile. E struggente la chiusa “…e dal profondo piange desolato/questo sogno disatteso”. Applausi Giovanni. Sandra Greggio –Acqua di lago-: Ha il ritmo di una dolce filastrocca, con quel ripeter parole. Dolce e delicata. Piaciuta molto. Bravissima Sandra. Michela Turchi –Giri di vento-: Il dolore dell’apparire e non essere ed il desiderio di vivere in un mondo a misura d’uomo, raccontate con maestria. Bellissimo, ricco di lirismo, il finale con i versi “foglie rosse tremolanti/che cadono libere, ma leggere/per raggiungere il loro incanto.”. Brava Michela.
A Debora Stifani devo un ringraziamento per le belle parole che ha dedicato ad un mio commento e concordo con lei sull’universalità di certe composizioni che, per il loro valore, restano attuali nel tempo. Per quanto riguarda poi le interpretazioni date alle poesie, suggerisco, ove il tempo lo consenta, di leggere la mia parafrasi su Leopardi, apparsa ieri tra i racconti.
A
tutti il più caloroso ringraziamento per la qualità sempre
crescente delle poesie presenti in questo splendido sito. A
Lorenzo, grata riconoscenza per la sua opera.
"Skype" di Fabio Sangiorgio, piaciuta,
ricca di magia, bello questo passaggio, di cui mi ha colpito in
particolare l'ultimo verso:
30/11/2011
Ricca di tematiche e di splendidi poeti la
pagina odierna. Mi piace soffermarmi, in particolare, su
alcuni, senza nulla togliere agli altri, non citati. Ma, come
dice bene Giovanni Maria Gandolfi , il tempo è un tiranno
crudele e con lui devo fare anch'io i conti. Benvenuta a laura
cervone, che con la sua bella poesia ci fa "vedere" la neve
ghiacciata; complimenti! Lorenzo Poggi, con la sua "Ombre" mi fa
capire che cosa sia la poesia; grazie, Lorenzo. Salvatore
Armando Santoro: quella goccia che scava, Armando, che corrode,
"incurante di questa mia pena"; mi viene in mente "gutta cavat
lapidem". Maristella Angeli: c'è bisogno di commentare? Allora
ecco: " La poesia può comunicare ancora prima di essere capita"
(Eliot); grazie per averlo fatto, Maristella. Carlo Chionne: se
la malattia fa questo effetto, allora io dico che ne vale la
pena, sai? Deliziosa. Piero Colonna Romano: dalla delizia di
Chionne al gusto del melograno, che "allappa". Ed io, prof di
lettere, ho cercato il significato, perché non conoscevo tale
termine!!! Ebbene sì, cari sitani, succede. La poesia? Solo a
chi ha una fervida fantasia può venire in mente un paragone
così; solo chi conosce la metrica, può renderlo con tale
musicalità (Korsakov), mentre quel "Sherazade" non fa che
aumentarne il fascino. Dalla poesia alla prosa: un "grazie" per
questa rivisitazione di Leopardi, proprio nel periodo in cui
l'anno sta per finire; meditiamo? Direi proprio di sì. Enrico
Tartagni,
scusami, ma ti preferisco in poesia, dove ti ammiro moltissimo.
Vorrei ringraziare i commenti sempre
puntuali e arricchenti di Piero Colonna Romano. In
particolare, mi hanno colpito le parole che ha voluto dedicare
tempo fa al mio componimento dal titolo "Un senso". Si tratta di
una poesia che ho scritto ben dieci anni fa, ed era riferita a
tutt'altro contesto. Mi ha colpito che Lei abbia abbinato il
testo alla situazione politica attuale. Forse - e lo dico con
grande modestia - quando un componimento riesce ad attraversare
indenne gli anni e a essere riferito a un paesaggio
completamente diverso da quello dal quale aveva tratto origine,
allora, sì, forse, si può avere la presunzione di aver scritto
poesia...Grazie infinite.
Rieccoci su prati fioriti d’azzurro. Bentornati a tutti i sitani. Dopo lunga astinenza, tornano le emozioni delle vostre poesie. Queste le mie:
Laura Cervone –Neve ghiacciata-: Benvenuta nell’azzurro, Laura. Esordio gelido cui segue la certezza che l’amore è l’unico rimedio al freddo che ci opprime. Intensa e bella.
Giovanni Maria Gandolfi –L’orologio-: Lo scorrere del tempo si vorrebbe dipendesse dalle nostre attese e speranze. Ed il desiderio di fermarlo od accelerarlo, a seconda dei nostri umori. L’impossibile gestione del tempo inarrestabile, quindi e la nostra incapacità, espressa in questa bella poesia.
Giuseppe Gianpaolo Casarini –Meditazio-: In effetti dobbiamo rendere conto, del nostro agire, soltanto alla nostra coscienza. Questo ci racconta, con bel poetare, Giuseppe Gianpaolo.
Enrico Tartagni –Stemperature-: Anche Enrico osserva il tempo passare e lo riempie di parole pronunciate sempre più stancamente. Bella ed intensa riflessione.
Fabio Sangiorgio –Il talento-: Bellissima la chiusa degli ultimi quattro versi. Mi torna in mente don Abbondio ed il coraggio. Ma Fabio il talento ce l’ha, eccome !
Stefano Medel –Ho visto cose,- E’ la bellissima frase che il grande Rutger Heur pronuncia in Blade Runner. Bene fa Stefano a riproporcela.
Bruno Amore –Profana natalizia-: Ci sono giorni dell’oblio, giorni in cui ci si assolve nel loro tepore: E Bruno, con la solita eleganza, ce lo rammenta. Piaciuta molto.
Lorenzo Poggi –Ombre-: Riflessione filosofica sul senso della vita : “Ci siamo chiesti migliaia di volte/perché stiamo andando prima di dove,”è la tremenda domanda che tutti ci poniamo. Nel pianto di un bimbo, Lorenzo trova speranza. Decisamente bella ed apprezzabile.
Michael Santhers –Bosco di croci-: Bello e dolente questo epitaffio per se stessi. Con un fondo di verità: “l’inferno già in terra lo pagai/non credo possa esserci pena/ulteriore al cielo in aggiunta”. Bella, condivisibile e poetica la riflessione finale. E bella e gradevole interamente, secondo il bello stile di Michael. Piaciuta molto.
S.A. Santoro –Una goccia d’amore-: La goccia cinese di un amore non corrisposto o malamente reso. Con molta intensità Armando narra questo, con bella poesia. Complimenti.
Maristella Angeli –Sarò solo essenza-: Essere e sentirsi essenza, rifiutando ciò che di materiale ci permea. E’ una sublimazione di se stessi quella che Maristella desidera e ci mostra, con questa bella poesia. Decisamente da applausi.
Maurizio Spagna –Il triste stil novo-: Dal dolce al triste, questo il cammino dell’uomo, secondo Maurizio. Belle immagini rese con molta intensità. Piaciuta molto.
Michele Cristiano Aulicino –Un poeta-: E’ il canto dolente di un’anima tormentata di poeta che si esamina sconsolatamente. Piaciuta molto.
Angelo Michele Cozza –Brume autunnali-: Un bel dipinto d’un paesaggio autunnale, con filosofica invocazione finale: “Oh se tutto avesse un senso/…..” : Piaciuta decisamente. Complimenti. Silvio Canapè –Ed eri tu l’amor mio-: Romantica dedica all’amata e nostalgia per il suo svanire che lascia “…tenebra sul carro dell’incessante/fluire del tempo che non passa….”.
Carlo Chionne –Sono malato di letteratura-: Deliziosa ed ironica cura, quella che ci propone Carlo, con bravura insuperabile. Bello sarebbe se, in successiva poesia, ci dicesse delle controindicazioni per ogni cura suggerita. Applausi.
Bonifacio Ferrari –Innamorarsi ancora-: Bella poesia d’amore, piena di speranza e di timori. Quelli che l’amore porta, detta con belle immagini.
Pasquale Di Meo –Scrivo-: Romanticissima dichiarazione. Quando l’amore non può restare nascosto dentro e deve essere urlato. Bella e piaciuta.
Giovanni Fragapane –Notturno-: Affascinante descrizione, belle immagini e quei suoni che risaltano... Bella decisamente.
Cleto Soldatti –Piango di lei-: Ricordi che tornano con prepotenza e muovono al pianto. Molto, molto piaciuta.
Gabriele Renda –Rete coca-: Questa mi era sfuggita. Ma ci pensa Gabriele a non perderne una delle schifezze che ci circondano. Grazie.
Michela Turchi –Cara “energia speciale”-: La volontà è quell’energia speciale di cui narra Michela.. Ed è il bisogno di libertà che la anima, assieme al ricordo di un amore. Forse farlo quel bagno…Piaciuta molto. Brava Michela.
Sandra Greggio –La casa-: La tenerezza rassicurante di un romantico amore, descritte con maestria dalla brava Sandra.
Andrea Tamburrini –Anelito ?-: Bella domanda, priva di risposta purtroppo.
A tutti i sitani un cordiale saluto. Al nostro illuminato vate un saluto affettuoso e riconoscente. Piero Colonna Romano
A Tutti un grazie:
Per una settimana lunghissima non c’è stata poesia su questa pagina azzurra. Ma il 21 novembre, in attesa della ripresa, le vostre belle poesie queste emozioni mi danno:
Cleto Soldati –Quieta la notte-: Ben venuto nell’azzurro Cleto. Con pochi ed intesi versi ci dice della serenità che porta la notte. Piaciuta.
Diletta Giaquinto –Il vecchietto-: Delicato disegno di un ricordo di tempi in cui il lavoro era un valore. Ed a quello si dedicava, con passione, quel caro vecchietto, rimpiangendo lavoro e gioventù.
Gabriele Renda –Tragedie mediterranee-: Passato glorioso che naufraga nel Mediterraneo. E Gabriele ce lo rammenta, con ironia.
Aurelio Zucchi –Spero proprio sia distratta-: Pulsioni giovanili che, nonostante gli “anta” restano e continuano ad essere programma di vita. Ma c’è un ma. Appunto gli “anta”. E spera, Aurelio, che l’anima, quale grillo parlante, si distragga. Bella e ben raccontata.
Giovanni Maria Gandolfi –Il volto del silenzio-: Delicata e dolce riflessione sulla serenità che può portare la visione di un placido lago. Ben resa l’atmosfera e piaciuta.
Angelo Taraschi –Ancora-: Sulla nullità dell’essere quante domande, prive di risposta ! Siamo cellule di niente, vaganti in un infinito nulla.
Giuseppe Gianpaolo Casarini –Neda-: Uno dei tanti episodi di nobile rivolta, spenta nel sangue da un’ottusa tirannide. Neda quale simbolo delle rivoluzioni che stanno infiammando il mondo. Neda quale simbolo di speranza. Bella e narrata con molta passione.
Stefano Medel –Vieni avanti-: Bella descrizione di un’immagine alla quale ci si aggrappa, per addolcire una vita malata. Piaciuta.
Antonietta Ursitti –Dormire non posso-: “Fotogrammi/in bianco e nero/sciorinano attimi/che non tornano…” Così, con questi bei versi, Antonietta conclude il suo racconto. Che è il racconto di noi tutti, quando l’età avanza ed i ricordi sbiadiscono nostalgicamente. Bella ed intensa.
Bruno Amore –Trascendenza-: Speranza nella trascendenza. E trascendenti carri, coronati da raggi di sole. Decisamente bella, nella sua sintesi poetica. Piaciuta molto.
Maddalena Gatto –Il burattinaio-: C’è un peso nel vivere e stanchezza nel recitar commedie, con biforcute lingue. Ed il sollievo viene da silenziose ombre che avvolgono la nostra sera. Molto bella e piaciuta.
S. A. Santoro –Agonia-: I ricordi dolcissimi di una vita vissuta intensamente, nel momento che si immagina finale. Quanta nostalgia in questi versi autobiografici ! E quanta maestria nel narrare. Bella molto.
Il Gabbiano –La luna sul mare di Andora-: Altra romantica descrizione di un paesaggio, di un mare, di una sera. E di un inevitabile amore. Tutte le tue poesie hanno, su me, la capacità di far rinascere ricordi, rivedere luoghi amati. Grazie e continua questi racconti.
Vi rileggo oggi, cari sitani. E continuate ad emozionarmi. Di questo vi sono grato. A tutti un saluto. Al nostro rigenerato Lorenzo, l’augurio per una serena prosecuzione della sua missione.
Piero Colonna Romano
25/11/2011 22/11/2011 21/11/2011
Le poesie di oggi sono tutte belle,
ma oggi m piace fare un commento ai commenti, particolarmente ai
commenti di Piero Colonna Romano per come riesce a cogliere il
meglio di ogni poesia e farlo quadrare coi pensieri dell’autore.
Complimenti e grazie.
il commiato di Piero Colonna Romano stringe
il cuore
e rende più duro il distacco dalle pagine azzurre, tuttavia
queste sensazioni danno la misura di quanto sia grande l'opera di
Lorenzo, che per un pò ci lascia, ma aspetteremo con ansia il suo
ritorno... lui diversamente dalla rondine pascoliana tornerà dai
suoi rondinini, che continueranno a pigolare e smetteranno
solamente quando il "padre" avrà fatto ritorno...Un saluto caro a
tutti i sitani e un bel poetare da pubblicare al più presto,
quando torneranno i Silenzi. Antonietta
Ursitti.
Ultimo giorno prima della quaresima. Mi conforta quello che, dopo, accadrà… Ma oggi è l’azzurro che domina e questo mi regala:
Giuseppe Stracuzzi –Le insolvenze-: Insolvenze e cose fuori posto. E chi allunga il passo, rompendo le regole, “inciampa contro grumi/di memorie” e di rimpianti, forse. E’ un guardare a tutto ciò che si è fatto, a tutto ciò che si sperava di fare. E Giuseppe, sempre più convincente nel suo poetare, questo mi racconta. Molto, molto bella.
Gabriele Renda –Dal Nano-: Ottima futura attività quella del cuoco per il nostro ex. Sempre tagliente il nostro Gabriele e piacevole a leggersi. Caro Gabriele, rispondendo al tuo precedente commento, questo penso: i filosofi Niki e Cacciari hanno dimostrato pragmaticità (seppure per versi diversi) nel loro operare. Il primo, però, scalda i cuori, mentre il secondo li deprime. Il PD (attuale partito democristiano) avrà nessuna speranza di successo fino a quando non sposerà (pur con lacerazioni violente e opportune) le tesi del Niki. Monti, purtroppo, oggi è l’amara medicina che dovremo assumere dopo i bagordi di Silvio & Co. Un governo che non mi piace, così come non piacciono i purganti dopo l’abbuffata. Ma immagini che sarebbe accaduto con elezioni anticipate, svolte con l’attuale sistema elettorale ? Spero che Monti provveda a cambiare almeno questo, ridando voce democratica al paese. Per il resto incrociamo le dita. Un caro saluto.
Diletta Giaquinto –Il vuoto nella mente-: In effetti questa sensazione è, spesso, comune a molti. Forse deriva dalle delusioni che ci vengono da questo tipo di vita, frenetica e vuota di significati. A volte si resta basiti e, appunto, vuoti dentro.
Filippo Pistore –Occhi blu-: Bella poesia d’amore…consapevole. Piaciuta.
Giovanni Maria Gandolfi –e sono diventato grande-: Nostalgica e bella. Ricordi d’un tempo che tornano con tutta la loro dolcezza, accentuata dal confronto col presente. “e quel senso del male/scalpellato nella carne” è un’afflizione per tutti. Piaciuta.
Giuseppe Dabalà –Indignados-: “Siamo diventati dei contenitori/riempiti di nulla, senza valori” e “un mondo malato che non sa dove andare” Credo siano i versi che sintetizzano l’intera poesia rabbiosa e tanto, tanto condivisibile. Pare che (ma pare soltanto, caro Giuseppe) ci sia un risveglio di consapevolezza, un po’ dovunque. Gli indignados spagnoli (che stanno diffondendosi ovunque), le primavere del nord Africa, gli indios del Mato Grosso e la loro rivolta contro il disboscamento ecc., sono segnali di una rinascita, di un desiderio di riaffermare valori che parevano sepolti dalla globalizzazione e da quella casta di finanzieri che intendono continuare a gestire noi e le nostre vite. Mi rammentano il gatto e la volpe e l’albero degli zecchini d’oro. Sono arrivati al capolinea ? Ancora una volta incrociamo le dita.
Enrico Tartagni –Un amore passato dalla mia stanza-: “Amore che vieni amore che vai” era il titolo di una canzone del grande De Andrè. Questo mi ha fatto ricordare questa rassegnata e bella poesia.
Antonio Teni –Il torbido sopra il ponte-: Parrebbe narrare di una vita vissuta e giunta all’autunno, con i suoi ricordi e le sue delusioni. Ma la leggo come fosse ispirata dalla attuale situazione politica: “…auto blu/col suo prezioso carico/di chincaglierie e vuotaggini” che passano sopra un ponte sotto il quale scorre il blu della speranza. Bella ed ermetica quanto basta.
Antonietta Ursitti –Un fulgore larvato-: Fulgore larvato è quello della speranza, sentita con scarsa convinzione. Appunto speranza. Ed è questa che può “ carezzare/sguardi/rabbuiati”. E’ questa “Come un canto/notturno giunge” e “lenisce lo sguardo/dietro le palpebre”. Sono belle ed intense le tue poesie, cara Antonietta. E ti ringrazio per l’illuminante precisazione sulla mia precedente interpretazione. Un caro saluto.
Ida Guarracino –A Napoli le bancarelle di S. Biagio dei librai-: Bel dipinto di una Napoli dolente che, in occasione del Natale, ci offre questi spunti di dignità, di speranza, di capacità di lottare con onestà, per vivere e dare vita. Grazie, Ida, per averci regalato queste immagini colorate e poetiche.
Armando Bettozzi –Sussurro (il piacere) (a Lisa)-: Intensissima descrizione d’un atto d’amore. Sprizza erotismo ogni verso ed è anche un ringraziamento a chi ciò ha consentito. Molto bella.
Maddalena Gatto –Come il mare caldo di settembre-: I sensi svanire nel nulla, quando saremo più di là che di qua.. Già, proprio così. E bellissimo quel paragonare quell’autunno al caldo mare di settembre. Bella e piaciuta.
Miachael Santhers –Epitaffio infinito-: Banalizzo: Mamma Ciccio mi tocca. Ciccio toccami che mamma non c’è. Più o meno è questo che ci racconta, fantasiosamente, il bravissimo giudice Michael.
Purtroppo, per qualche giorno, non avremo modo di rileggerci, cari sitani. Mi mancherete, ma al nostro splendido Lorenzo vanno tutti i miei affettuosi auguri, con la mia gratitudine per la sua attività meritoria ed un a presto. Devo un grazie, per i generosi commenti alla mia Un giorno, un lago, ad Antonietta Ursitti, Gabriele Renda ed Il Gabbiano . A tutti un arrivederci. Piero Colonna Romano
Queste le emozioni di oggi:
20/11/2011 In attesa della settimana di passione (consiglio cercare last minute, per allora) leggo la pagina azzurra domenicale che questo mi racconta:
S.A. Santoro –Pazzi-: Da Cecco a Dino un escursus sulla pazzia, confrontata con la nostra. Erasmo, Erasmo dove sei ? Amaramente autoironica e divertente. Bravo Armando.
Giuseppe Stracuzzi –Guerra e pace-: Tremenda e realistica visione di questa umanità egoisticamente aggressiva. Diogene ancora lo cerca, l’uomo. Bella e con significative similitudini. E Giuseppe sempre più bravo nel suo narrare. Complimenti.
Gabriele Renda –L’ultimo esorcismo-: Gabriele, questo raddoppia, capisci ? Raddoppia ! E sai di quanti Scilipoti è fatto il popolo italiano ? Hai ragione, un esorcismo ci salverà. Chissà se don Gabriele Amorth sarà disponibile a darci una mano ?
Lorenzo Poggi –Una vacanza-: Una vacanza dall’oggi ed un tuffo nei ricordi dolci e nelle illusioni del passato. Bellissime immagini, versi asciutti pieni di dolore e rabbia. Poggi’s story (ma quanto di tutti !) narrata con maestria. Bravissimo sempre.
Enrico Tartagni –L’isola che c’è-: Infatti. Ma l’isola che dobbiamo cercare è quella che sembra non esserci e che, invece, è dentro noi. Ed il poetare di Enrico ha sempre intenso fascino. Piaciuta molto.
Stefano Medel –Perché mi fai questo.- Disperata invocazione per colmare un vuoto. Quello che da un amore assente.
Maria Rosaria Quarta –Nostalgia-: Pare la prosecuzione, ottimistica ed auto consolatoria, della precedente. Con bei versi, Maria Rosaria dichiara il suo vuoto e la sua speranzosa certezza. Molto belli i versi “e sorriderti con gli occhi nudi/e trasparenti di un bambino”. Piaciuta molto.
Carlo Chionne –Destino-: Surreale dialogo tra noi ed i nostri sogni, abbandonati per immergerci in prosaiche realtà. E ci ammoniscono, i sogni, e ci invitano a tornare a sognare. Alla faccia d’un inesistente destino. Molto bella e molto piaciuta.
Nina Solimei –Politeia-: Platone, La Repubblica, la costituzione, il corpo civico, le regole dell’assistenza, tutto questo nascosto dietro un gioco di bambine e finto giocar da signore. E quella chiusa illuminante “”sapevamo forse/che solo questo era in fondo/la vita ?”. Piaciuta moltissimo. Brava Nina.
Diletta Giaquinto –La morte è come la notte-: Ruba le persone più care, non può rubare il loro ricordo. Questo rivivrà, come il giorno segue la notte, nei cuori. Molto sentimento in questa sentita poesia di una brava Diletta.
Giovanni Maria Gandolfi –Il colore dei tuoi occhi-: Viaggio in un sogno, dove tutto è rischiarato dal colore degli occhi di lei. Bello quell’attacco “Vado camminando su sentieri/che portano lontano dal frastuono” che dice desiderio d’evasione e quella conclusione “con l’iridescente colore d’occhi/che dentro mi sono scolpito” che dice di quanto il ricordo di quegli occhi possa essere ancora di salvezza al “frastuono” in cui viviamo. Bella e ben narrata.
Carmelo Luparello –Un sogno-: Il racconto di un sogno, forse di un ricordo. Ed il racconto d’una indecisione che lascia amarezza e rimpianto.
Antonietta Ursitti –Stridere di arnesi-: Strano effetto mi fa questa poesia: Vedo i primi telai meccanici e la nascita dell’era industriale, con tutti i dolori che ha portato agli operai/schiavi. E non erano quelli ad ammirare le opere nate dalle loro mani. Ma divago forse. E’ bella e ben detta la tua poesia, cara Antonietta. Brava.
Michael Santhers –Dispute legali-: Delizioso aneddoto legal/umoristico detto col solito, pregevole, limpido linguaggio di Michael. Piaciuta.
Sandra Greggio –La voce-: Quanto può un suono ! Sandra ne elenca, con passione, gli effetti. Molto bella questa poesia, densa di sentimento ben narrato. Brava Sandra.
A tutti i sitani auguro una
settimana densa di poesia. A Lorenzo un caro saluto ed un augurio
per una serena settimana. Piero
Colonna Romano
Complimenti vivissimi a Piero Colonna Romano
per la
Mi è piaciuta molto di Piero Colonna Romano
quell’intreccio di rimati duetti che cantano e che nascono dal
profondo del cuore, e che s’immergono in quel panorama bellissimo Un
caro saluto , unitamente al nostro carissimo prof Lorenzo
Il Gabbiano
apprendo a malincuore che per una settimana la
pagina azzurra va in ferie e già immagino il vuoto che
lascerà...Tuttavia buon riposo nei meritati Silenzi... 19/11/2011
Allo stimatissimo Lucio Cornelio:
rispondo brevemente, perché giusto farlo per chiarire possibili
equivoci: quell'ahimè non si riferiva certamente a te. Se avrai la
pazienza di sfogliare vecchi dibattiti (grosso modo giugno/luglio)
ne capirai il senso. Purtroppo la diatriba sulla metrica, che con
te si svolge con cortesia ed è certamente piacevole, con altri
personaggi (che, lo affermo sull'onore, stimo, per altri versi,
moltissimo) s'è svolta in maniera …diciamo scarsamente urbana. Ed
è ciclica: più o meno ogni anno nello stesso periodo (sarà per il
caldo) si ripetono scenette non edificanti, al punto che, per un
certo periodo e vista l'atmosfera arroventata, il pregevole De
Ninis si vide costretto a sospendere temporaneamente le
pubblicazioni.
Ringrazio le pagine azzurre per aver
richiamato Piero Colonna Romano, che allieta tutti con i
suoi attenti commenti...A lui rispondo che ringrazio i poeti che
hanno inventato i versi, siano essi quinari, senari, settenari...poichè
mi hanno reso possibile sentire e dire le cose che Piero legge
tanto finemente...Mi inchino alla bravura di Maurizio Spagna per
il suo "giro del poetico mondo", di Salvatore Armando Santoro che
ha fatto perfettamente sentire "tutto il freddo che fa".
Bravissimi Maria Rosaria Quarta, bruno amore, bellissimo il tempo
di nebbia de Il Gabbiano, che ha saputo confonderci col suo
realistico panismo, mi congratulo con Pierluigi Ciolini per la
bellissima "nudità del suo cuore" e infine complimenti a Sandra
Greggio per la sua magnifica "foglia ingiallita che il sole
ricorda o la prossima fine"...Grazie a tutti, soprattutto al
nostro Lorenzo. Antonietta Ursitti
Sole splendente sopra nebbia opprimente, dalle mie parti. Mi consola l’azzurro delle vostre poesie che questo mi ispirano:
Maurizio Spagna –Aerte Sublice dice al mondo-: Chissà mai chi sarà che ci invia questi messaggi terroristici. Profetico l’attacco, confuso l’andare, forse per eccesso di libagioni. Fascinoso lo sviluppo della poesia, speranzosa la conclusione (per lo meno non si cita il destino). Ermeticamente narrata.
S.A. Santoro –Ma che freddo fa-: Ed infine, dopo lungo silenzio, un bel sonetto di Armando. Bello nella forma, gelido nella sostanza. L’attesa di qualcosa che si è perso nel freddo e freddo genera. Meglio le nevi eterne, caro Armando ! Piaciuto molto come tutto ciò che tu, con maestria, scrivi.
Gabriele Renda –Oro-: Tutto vero. Ma hai dimenticato il demolente terremoto di Reggio e Messina. In fondo era soltanto il 1908… E, nel prezzo del carburante, contribuiamo ancora a sanare quel disastro. Fortunatamente quegli euro serviranno per il ponte “Berlusconi da Arcore”!
Lorenzo Poggi –Vorrei chiamarmi fuori-: Il guaio è che fino a quando scriverai queste poesie non ti sarà concesso. Certamente meriti di più, certamente l’avrai, perché tutto arriva a chi sa aspettare. I miei applausi sempre.
Enrico Tartagni –Per un’amica-: Drammatico invito a reagire ad una terribile tragedia. Enrico sa coinvolgere, sa esprimere, magistralmente, i suoi sentimenti. E’ decisamente bravissimo.
Stefano Medel –Mille lire, mille lire-: Invito ad esser parchi, pena la fame. Visti i tempi forse tra poco canteremo “se potessi avere un miliardo al mese” (di euri).
Maria Rosaria Quarta –Il Tempo-: Amara disamina del passare del tempo, detta con bel poetare. E se ciò è vero è impossibile che il battito del tuo cuore “..ha il suono metallico/di una scatola di latta/che custodisce/avanzi di bottoni.”. Bella e piaciuta.
Diletta Giaquinto –La salita della vita-: Invito alla perseveranza, ben raccontato.
Nina Solimei –Giuditta-: Con bel sonetto (complimenti) Nina prosegue, dopo Salomè, nei suoi racconti biblico/evangelici. E ci narra di donne e dei loro vizi, virtù ed eroismi. E della loro pericolosità. E ne sa qualcosa Oloferne… Molto bella, molto piaciuta. Brava Nina.
Giovanni Maria Gandolfi –Nubifragio-: Molto, molto ben narrato l’arrivare e lo svilupparsi di un temporale. E triste riflessione finale. Piaciuta.
Daniel Pezzino –Parto-: Violento desiderio di annullarsi nell’immensità, nel suo silenzio, nella sua pace dove un sogno si vorrà reale. Molto intensa, bella e piaciuta.
Antonietta Ursitti –Il tono sommesso-: Potrei disquisire (e forse altri lo faranno storcendo il naso) su questa alternanza di quinari, senari, settenari, ma la trovo semplicemente adatta a rendere quelle emozioni che Antonietta ha sentito e che a me ha reso. E potrebbe essere metafora d’un anima, con quella similitudine col ribollir del mosto. Bellissima la descrizione finale con quel “Pregno d’ardore/il selvatico mosto/dai rubinei grappoli….”. Piaciuta moltissimo. Sommessamente.
Bruno Amore –Defunti-: E’ piano il narrar di Bruno, eppure ne emerge un forte sentimento che coinvolge. Decisamente bella, intensa e suscita emozioni. Bravo Bruno !
Maddalena Gatto –Esisto-: Bella molto questa riflessione, questo sognare e, sognando, vivere. E forse hai ragione, Maddalena, si esiste, ci si sente reali, anche leggendo Marquez. Piaciuta molto.
Elena Caiazzo –Profumo d’amore-: Chissà perché mi tornano alla mente Paolo e Francesca, Abelardo ed Eloisa. Strano richiamo mnemonico perché qui l’amore, con la A maiuscola, avrà migliore sorte. Brava Elena. Piaciuta.
Il Gabbiano –E’ tempo di nebbia-: Bellissimi quei versi “La nebbia è come l’amore/si forma dal vapore/e dai sospiri”. E bellissimo quel descrivere paesaggi dove (e poteva essere diversamente ?) campeggia figura femminile amata, alla quale Il Gabbiano dedica una poetica, dolcissima, dichiarazione d’amore. E quei rintocchi di campane si sentono, così come quei fili di fumo si vedono. Bravissimo. Piaciuta molto.
Pierluigi Ciolini –Cuore nudo-: Vago richiamo a S. Martino come esordio. Quel mantello, cui ha rinunciato, è metafora di ciò a cui, per amore, si rinuncia. Bella ed intensa poesia, opportune e significative le sospensioni. Bravo Pierluigi.
Sandra Greggio –Occhi-: Già, gli occhi vedono ciò che si vuol vedere, per meno soffrire. E quando la luce abbaglia “I miei ora chiusi/mentre il mio spirito/dorme”. Questa la lezione di Sandra. Bella poesia ricca di lirismo. Brava molto.
A tutti l’augurio per un sereno weekend. A tutti grazie per questo bel poetare. A Lorenzo un caro saluto. Piero Colonna Romano
18/11/2011 Per qualche giorno mi sono dovuto assentare dalla nostra splendida pagina azzurra. Percorro a ritroso il vostro sentire. Questo mi avete raccontato:
16 novembre Maddalena Gatto –In principio-: Atto d’amore per la terra. D’amore e di delusione ineluttabile (quel sole che nasce morendo…) ma di testardo volere dare, con scarsa speranza ( “cestinando ivi ogni parola”). Pioaciuta.
Simone Magli –Gli spartiti dell’amore-: Disperata invocazione ad un amore che si vuole materno. Quello che, solo, può riempire di senso la vita. Bella molto e ben narrata.
Giusppe Gianpaolo Casarini .A Gilad Shalit-: Il soldato rapito, assunto quale simbolo del rapporto Palestina/Israele. Rapporto che ancora riserverà lacrime e sangue, fino a quando non si prenderà atto della realtà storica e dei diritti dei più deboli.
Aurelio Zucchi –La voce del tempo-: Il tempo scandito da eventi forti che “marchiano a fuoco” . Ed il bisogno di circondarsi di silenzio “tenera voce, confidente spia…”. Molto bella. Bravo sempre Aurelio.
Renzo Montagnoli –Il sogno-: E’ sempre un piacere leggerti, caro Renzo. Un poetare dolcemente nostalgico che dice di rassegnazione e speranza. Un sogno che, nella sua ineluttabilità, non viene rifiutato anzi se ne spera e prevede, senza dolore, la realizzazione. Applausi. Maggiore tua presenza è auspicata.
Lucio Cornelio –sublimi pensieri-: Credo che lunghissima esegesi meriterebbe questa poesia. E innumerevoli riflessioni. La Merini afferma : “Si raccomanda ad ogni poeta di scrivere poco, almeno finchè vive, per lasciare ai posteri la scoperta di una vita interessata al suo solo scrivere.” (da La Volpe ed il Sipario). E parrebbe dare ragione al tuo suggerimento. Ma la poesia, in alcuni di noi (e sono i migliori), preme come lava vulcanica che non può fare a meno di esplodere in ogni istante del loro vivere. Di poesia vivono, con poesia esprimono gioie e dolori, quasi come se la poesia fosse il rassicurante lettino dello psicoterapeuta. Non vedo forzature peristaltiche, nel loro produrre poesia, bensì genuinità nel denudare la loro anima, nel guardarsi dentro e raccontarcelo. Ed il risultato è, quasi sempre, pregevole, talvolta a livello capolavoro, indipendentemente dalla metrica. Ma sulla metrica, ahimè, ci toccherà tornare, caro Lucio. Un sincero saluto cordialissimo.
Antonia Scaligine –Indovinello (la letterina ERRE)-: Deliziosa filastrocca, con morale finale dove la più bella erre è quella dell’’amore. Brava.
Gabriele Renda –Playchurch-: Appunto: le vie del signore sono infinite. Come quelle degli utili perchè … pecunia non olet.
Lorenzo Poggi –Le stagioni del giorno-: Lirismo estremo in quel “Quando muore un tramonto/s’adagia un sospiro a rimirar le stelle.” Due dodecasillabi seguiti da liberi versi ad alta intensità poetica. Ed anche in questa poesia Lorenzo ci rivela tutto il suo guardare alla vita ed al tempo che inesorabilmente passa, lasciandoci dolenti. Applausi.
Enrico Tartagni –Just a cup of tea-: Ottimo esercizio per confrontare la musicalità delle due lingue in questa bella poesia . A mio avviso vince l’inglese che, probabilmente, ne è la versione originaria. Complimenti Enrico.
Nina Solimei –I vecchi ed i giovani-: Nostalgica fortemente. Immagini tra loro contrastanti ma sempre molto ben narrate. Unico trait d’union quel “Incontro allignoito”. Bella e piaciuta.
Diletta Giaquinto –Ogni lacrima scesa dai mie occhi-: Rabbia e desiderio di vendetta per tutti i NO ricevuti. E dolore.
Antonietta Ursitti –Dico tacitamente-: Sommessamente riflette Antonietta su ciò che ci circonda. Sommessamente e con disincanto, in questa poesia intensa e malinconica. Brava Antonietta, sempre piacevole il leggerti.
Bruno Amore –Una storia, una vita e un giorno- : Quelle cambiali non onorate che portiamo dentro l’anima e che ci tormentano. Quanto ben raccontata questa sensazione di debito non pagato, forse a noi stessi. E quando si ritrova la via del rifugio, ecco che tutto, apparentemente, si placa, continuando ad essere “sarmento di canina” che, prima o poi, ritroveremo. Bella e piaciuta.
Michele Cristiano Aulicino –Soli-: Amara riflessione filosofica sul senso della vita.
Il Gabbiano –Il mausoleo-: Bella descrizione di un luogo di pace e ricordi e lezione di storia greca, apprezzata.
Sandra Greggio –Scrigno-:
Evidentemente oggi è
giorno di esercitazioni: Enrico dall’inglese all’italiano e Sandra
da tre versi d’alto contenuto poetico alla loro riduzione in
haiku. Apprezzabili i primi quanto l’haiku. Complimenti Sandra
17 novembre Maddalena Gatto –Le aliene e care amiche-: Le aliene e care amiche, tanto desiderate e rassicuranti che, pur di ritrovarle, lasciano indifferenti alle avversità. Bella l’immagine della “rampa antica che sale verso il cielo”. Piaciuta.
Simone Magli –La vita è un equilibrio precario di convinzioni- Pillola di filosofia sulla quale concordo.
Giuseppe Gianpaolo Casarini –Haec hodie meminisse iuvat-: La propaganda è droga per i creduloni. Ieri come oggi e, purtroppo, come sarà domani. Giusto il titolo.
Gabriele Renda –Foschi orizzonti (profezia)-: Già, gli orizzonti sono foschi. Per ora il prof. Monti si è limitato a nominare ministri…tecnici d’area. Incrociamo le dita perché questo governo (probabilmente l’unico possibile) ha una forte caratterizzazione cattolica (Cei plaudente e Bertone consenziente) e finanziaria. Attendiamo speranzosi…
Lorenzo Poggi –Non so perché-: E’ il rifiuto di tutto ciò che ci circonda ed opprime che fa nascere quei desideri. Sconsolante la chiusa ma logica conclusione. Piaciuta molto.
Antonio Moccia –Dolci tormenti-: Nascondersi a se stessi. Detta con bella intensità.
Manuela Mori –Splende il sole-: Trionfo di luci gelide. Decisamente invernale, con bella chiusa.
Enrico Tartagni –Logaritmo-: Applausi a questa serie di calembour matematici, tutti esponenziali. Impagabile quel “rigore su passione”. Deliziosa.
Stefano Medel –Parola di libertà-: Ok Stefano: viva la libertà.
Nina Solimei –Navigando-: Viaggio nel tempo a ritroso ed in circolo. Bello vedersi reincarnate in altre creature, ore celesti ora maligne. Bella e fantasiosa poesia. Piaciuta.
Diletta Giaquinto –Riflesioni di un bimbo mai nato -: Intenso manifesto antiabortista. Detta con passione ma, temo, soggetta a referendum.
Antonietta Ursitti –Sole autunnale-: Un sole che impallidisce e, con lui, impallidiscono i sentimenti. Ma Antonietta ci ammonisce che “essere assertore di una luce” “a sfidare ti unduce/l’indifferenza del mondo”. E ne scaturisce tutto il desiderio di cambiare e migliorarsi. Bella e piaciuta molto.
Bruno Amore –Anelli inossidabili-: E così ci si aggrappa al passato, all’arrivo dell’età avanzata. Anelli inossidabili e certezze sono i ricordi. Ma quello ” sciame d’occhi volanti” mi porta alla mente, più che Folon, Virgilio Guidi. Bella ed elegante, secondo Amore’s style.
Michele Cristiano Aulicino –Un autunno caldissimo-: “Adesso la mia voce è piena di graffi” è bella conclusione di una nostalgica poesia.
Giovanni Fragapane –Vita, vite-: Riflessione filosofica su ciò che siamo. Fiammiferi vaganti, appunto.
Sandra Greggio –Capriole-:
Un sogno natalizio,
ricco di humor. Deliziose immagini raffaellesche porte con grazia.
Piaciuta.
18 novembre Elena Caiazzo –Emozione-: Benvenuta nell’azzurro. E bell’esordio ricco di lirismo.
Michael Santhers –Cimarosa-: Escludendo si tratti di Domenico, quello del Matrimonio Segreto, per ragioni logistiche, questo Cimarosa , un po’ voyer un po’ satiro è l’occasione, per Michael, per disegnarci un delizioso quadretto paesano, ricco d’allegro erotismo. E, sì, mastica amaro quel Cimarosa, ricordando… Piaciuta molto.
Aurelio Zucchi –In sella ad un cavallo bianco-: Escursus su vita, progetti giovanili, vittorie e sconfitte della maturità. E rimpianto per il passato. Il tutto raccontato come fosse fiaba che, al termine, narra di sogni perduti. Bella.
Giuseppe Dabalà –Canto di un vecchio poeta-: Semplicemente commovente e bellissima. Questi desideri, magistralmente esposti, nascono da un’anima dolce e generosa. Applausi convinti ed inchino alla tua bravura.
Silvio Canapè –Tenero diventa il mare-: Belle similitudini tra il proprio sentire ed immagini romantiche. Molto ben descritte e piaciuta.
Gabriele Renda –Alla sagra del tortello-: Altro fatto di burlesca cronaca sul quale il bravo Gabriele tenta la satira. Ma in questo caso è impossibile superare, umoristicamente, quello che la realtà ci ha mostrato.
Lorenzo Poggi –Spazi d’autore-: Nonostante la dura realtà che Lorenzo dipinge nelle sue poesie, qui afferma di cercare ancora, in alto, la sua verità (“Non ho perso la voglia/di chiudermi in soffitta/per aprire il cielo/dell’infinito”). Bella come tutte le tue, intensa e tagliente nel verso. Bravissimo Lorenzo.
Enrico Tartagni –Assurda vela-: E’ un bisogno d’orizzonti più ampi, quello che ci narra questa bella poesia. Piaciuta molto.
Nina Solimei –Salomè-: Sintesi mirabile d’una storia d’erotismo e sangue, di desideri e di punizioni. Di santità violate e di speranza. Bella molto, molto piaciuta. Brava Nina.
Diletta Giaquinto –La magia di una semplice poesia-: E come non concordare con l’assunto ? Ma la poesia non è soltanto magia. E’ anche e soprattutto outing. Spesso anima, coscienza, sensi di colpa, desideri, sogni, generosità ecc. emergono tra le righe, come filigrana. Difficilissimo nascondersi.
Giovanni Maria Gandolfi –Uno e diviso-: Guardarsi allo specchio e dentro. E trovare diverse personalità. Dicotomie dolorose alle quali si vorrebbe porre rimedio. Con l’incertezza della scelta. Bella e piaciuta.
Antonietta Ursitti –Raccapricciante melodia- Ossimoro il titolo, conseguente il seguito. Decisamente pessimistica la visione di Antonietta. Ma quanto ben narrata questa poesia !
Bruno Amore –Fisionomia dell’ombra-: Un desiderio, un sogno d’essere che svanisce in assenza del “sole della verità”. Triste modo di guardare a sé stessi, alle proprie irrealizzate illusioni. Molto bella e convincente. Molto Amore’s style.
Antonio Teni –Nell’ora degli addii-: Ogni strofa è un magistrale dipinto fatto di poesia pura. Gradevolissima a leggersi, dona sensazioni di rassegnata pace. E la conclusione è struggente. Bellissima.
Armando Bettozzi –Fuori tutti…ecco la porta-: L’indignazione di noi tutti contro questo branco di magnaccia che ci sono stati imposti da quattro o cinque capibastone d’ogni tendenza, Armando la interpreta con rabbia. Ma tramano nell’ombra (e neanche tanto) questi loschi personaggi ed a noi non resta che sperare ed incrociare le dita. Poi, se e quando si voterà con una legge simildemocratica, tenteremo di scegliere il meno peggio, continuando ad incrociare le dita.
Raffaele Ciriello –Eternamente tuoi amici-: E come commentare questa esplosione d’ottimismo ? Mike Buongiorno direbbe “penitenza!”. Basito da questa favola gotica, ben narrata ma, ancora una volta, incrociamo le dita !
Sandra Greggio - Capriole 2- Un suggerimento: con un po’ d’impegno potrai darcene una terza versione. Buona la prima, buona la seconda. Resto in attesa.
A tutti i bravi poeti sitani l’ augurio per un sereno weekend
pieno di poesia. A Lorenzo un caro saluto.
Piero Colonna Romano
Oggi non posso esimermi dal far umilmente
cenno alla poesia di Giuseppe Dabalà "Canto di un vecchio poeta".
Sono le più belle "ultime volontà" che abbia mai letto nella mia
vita! Direi scandalosamente bella! Chapeau Giuseppe! 17/11/2011
a Piero Colonna Romano: ovviamente la
mia “Sublimi pensieri” non era riferita a te. Era un innesco pepato
per una leggera disamina tra noi. A te invece tutti i miei auguri e
saluti più cordiali. Lucio Cornelio 16/11/2011
Un grazie di cuore a Simone per il suo
apprezzamento a Dico tacitamente e al nobile Pietro Colonna Romano,
per la sua lettura sempre accurata e amorevole delle poesie del
giorno...Grazie a tutti i poeti e al vate del sito azzurro...che la
notte scenda carezzevole sui vostri pensieri e li illumini del
bagliore delle lucciole...Antonietta Ursitti.
"Il sogno" di Renzo Montagnoli da "canti
celtici", una raccolta che contiene liriche sempre piene di
magia e fascino, della poesia odierna mi hanno colpito in
particolare i seguenti versi: Ringrazio con piacere Piero, Sandra,
Cristina e Simone per i loro graditi commenti. Vi seguo
sempre ed apprezzo vivamente, imparando, le vostre creazioni.
15/11/2011
Ringrazio Anileda Xeca per
essersi complimentata per i miei “Chicchi di riso”; sei stata
gentilissima, Anileda.
Prosegue il tempo dolce dell’autunno ma la pagina azzurra non conosce stagioni. In ogni stagione brilla di luce propria, in ogni stagione dona emozioni. Le mie, oggi, sono queste:
Michele Cristiano Aulicino –Qualcosa da dire-: “pensieri ad alta fermentazione” che non trovano parole per essere espressi. E la speranza che, almeno dagli sguardi seminati, germoglino parole. D’altri. Bella e piaciuta.
Michael Santhers –Anni-: Applausi a questa amara analisi di ciò che è stato. Detta con notevole incisività, colpisce e lascia a cupe riflessioni.
Maddalena Gatto –Guardiamo-: Altro sconsolato guardare alla vita. Quel “mastichiamo polvere da sparo”, non sapendo che tempo sia, dona tristezza infinita. Bella e piaciuta molto.
Angelo Taraschi –Alle mie sorelle-: Complimenti per questa bellissima “invenzione” poeticamente espressa. Bellissimo questo parlare con qualcosa che ciclicamente si decompone e, con quelle foglie, identificarsi. Applausi.
Filippo Pistore –Castello di sabbia-: Il miglior commento a questa bella poesia, Filippo lo ha avuto al Concorso Internazionale di Racconti e Poesie di Monselice, nello scorso ottobre, dove “Castello di sabbia” s’è classificata terza con pieno merito. Ho applaudito allora, ripeto il plauso oggi. Bravo Filippo.
Debora Stifani –Un senso-: Una certezza ,nel dissolvimento totale di questi tempi, rassicura e protegge. Bella poesia, molto piaciuta.
Gabriele Renda –Missiva-: Amarissimo dipinto della realtà che viviamo. Belle le rime alternate e bella e disperante la strofa finale. Bravissimo Gabriele.
Lorenzo Poggi –Compagni d’infanzia-: Si vive inseguendo traguardi effimeri, si abbandonano amicizie per quei traguardi. E si creano vuoti incolmabili e rimpianto, per ciò che poteva essere e non è stato. Tardivo pentimento, espresso magistralmente con grande poesia. Applausi Lorenzo.
Enrico Tartagni –Non so bere-: C’è odore di disadattamento, d’insoddisfazione. E il poetare di Enrico lo rende palpabile. Piaciuta.
Stefano Medel –Zuppa strana-: La zuppa, metafora della vita che si vorrebbe realizzare per ottenere ciò che si desidera. Piaciuta molto. Bravissimo Stefano.
Graziella Parisi –Domenica-: Si potrebbe dire una domenica come un’altra. Piena di noia, di impegni inevasi durante la settimana, da portare a compimento. Una giornata che non si vede l’ora passi, insomma. Ben descritta, pare una fotografia. Brava Graziella.
Nina Solimei –Di madre in figlia-: Quattro generazioni, narrate con le dolci pennellate dell’acquerello. Pare che, di generazione in generazione, nulla cambi. E, forse, quei sogni sono stati anche della madre e della nonna. Resta il piacere amorevole di guardare il fiorire delle primavere, nelle mani dei figli. Sperando. Molto, molto bella e piaciuta.
Diletta Giaquinto –Una brutta storia-: Diletta rievoca, con profondo dolore ed intensa poesia, il più disumano sterminio che abbia mai infangato la storia dell’uomo. Applausi per come sei riuscita a rendere tanta pena. Bravissima !
Antonio Teni –Nostalgie della terra-: Bellissima questa descrizione dei tempi dell’immediato dopo guerra quando, nonostante i disastri, si andavano recuperando sentimenti concretamente umani. Drammatica l’immagine del “telefonino che cammina”, simbolo di un’era concitata e dimentica d’umanità. Decisamente bella. Complimenti Antonio.
Antonietta Ursitti –Perchè cercare-: Decisamente pessimistica questa visione della vita. Porsi perché, dona risposte amare. Ma la conclusione è speranza “vale il senso/di una vita/non sprecata…”. Bella decisamente, intensa e piaciuta. Sempre brava Antonietta.
Sandra Greggio –Tempo di raccolto-: Nonostante gli avvertimenti, nonostante il raccontare di un mondo infido, Sandra si aggrappa all’ottimismo: “Ma è anche ottobre!/Tempo di semina/E poi…il raccolto.”. Bella e piaciuta.
A Lucio Cornelio il mio grazie per il generoso commento alla mia Il Golfo.
A tutti i sitani un caro saluto ed
un grazie per il bel poetare. Con affetto, un saluto al nostro
splendido Lorenzo. Piero Colonna
Romano
Torno a
leggervi dopo alcuni giorni. Mi son piaciute tanto:
14/11/2011
Questo è quello che ho raccolto dalla pagina
di oggi, a mio parere un po' povera:
Antonietta Ursitti –Senso di Tedio-: Utile escursus nella filosofia e nella letteratura. Tema: la noia. Ed Antonietta lo svolge con competenza, dandone una sua filosofica e rassegnata risposta: la noia nasce dalla consapevolezza che “Senso di tedio/quale attesa di vita/inerte volontà/di afferrare/di possedere/quel che lasceremo…”. Piaciuta per il bel ritmo e per il suo narrare.
Michele Cristiano Aulicino –Freddo-: E’ il freddo che sentiamo dentro l’anima, quello che ci riporta alla poesia di Antonietta. Ben descritta questa sensazione che, talvolta, ci assale.
Fabio Sangirogio –Domani-: Dolcissima e bella questa poesia. Narra di un delicato sentimento d’amore che si vuol donare, mentre scorre il tempo e di ciò che attraversiamo resta “..il nome sbiadito/di quella stazione”. Molto, molto bella. Complimenti.
Michael Santhers –Alternanze-: Molta disillusione sul futuro politico (ed economico) del nostro paese, nonostante il cambiamento. Io resto a guardare con curiosità, consapevole che arduo è ricostruire. Ma consapevole anche che si deve operare per priorità ed oggi la priorità era mettere all’angolo l’Attila ed i suoi lacchè perchè hanno demolito il demolibile, a cominciare dal senso dello stato e della morale.
Carlo Chionne –Da Monti a Monti-: Il grande poeta, definito spregiativamente dal Foscolo “traduttor dei traduttori”, affiancato al Mario attuale. Speranza nasce dal primo effetto da questi ottenuto e auguriamoci prosegua così. Bella e sapiente epigrafe.
Angelo Taraschi –E’ tutto-: Riflessione triste sul passare della vita. Piaciuta.
Simone Magli –Poesia di-sperata speranza-: Forte questo richiamo alla speranza. Ne viene un ottimismo (“lungo le rive di un sogno reale”) appannato dal dubbio del titolo. Molto bella e molto piaciuta.
Gabriele Renda -Violenza gratuita-: Ecco Gabriele raccontarci dei danni dell’elettrodomestico più diffuso. Comunicazione ipnotica e finalizzata al creare menti ubbidienti, è ciò che ci propina. Per fortuna (se non in trance) possiamo usare il telecomando.
Lorenzo Poggi –Vacanza-: Si insinua il dubbio, nel pessimismo cosmico (ma quanto ben detto) del nostro Lorenzo. “Forse è il momento/d’andare a vedere le stelle” ci dice, incitandoci a guardare in alto e trovare là motivazioni positive al vivere. Il titolo, però, è inquietante: la vacanza dura poco… Bella molto e molto piaciuta.
Enrico Tartagni –Laboratorio-: Spaccato di vita familiare detto (fosse un quadro) con astrattismo … ermetico. Si percepisce la rivolta contro usuali gesti che scandiscono, noiosamente, la vita. Bella molto e piaciuta.
Cristina Vascon –Paesaggi del cuore-: Bello questo disegnare paesaggi e sentirli, più che vederli, nell’anima. Bella molto e molto piaciuta.
Nina Solimei –Geometrie del ricamo-: Unire sangue,amore e guerra in un unico colore. Forte sintesi del sentire di Nina. Brava molto e molto piaciuta.
Diletta Giaquinto –Un SE per ogni occasione-: Una ricetta per ogni SE. Poesia che è sequenza di suggerimenti, alternativamente negativi e positivi. Piaciuta.
Sandra Greggio –Risposta-: E’ un ancora di salvezza l’amore. E Sandra ce lo narra con bella poesia.
A tutti l’augurio di una settimana ricca di poesia. A Lorenzo un caro saluto. Piero Colonna Romano
13/11/2011 Un grazie a tutti coloro che han reso splendido
il mare di oggi, in primis a Lorenzo, che mi ha seguito con
immensa pazienza durante la mia “passeggiata lungo l’Arno”.
Bellissima giornata oggi e pagina azzurra ispirata. Così mi delizia e questo sento:
Diletta Giaquinto –Per sempre con te-: Benvenuta nell’azzurro, Diletta. Atto di fede nel dopo. Intensa e sentita molto questa poesia d’esordio.
Nina Solimei –Stria Histrionica-: Applausi a questo evocarsi basura. Bella e fascinosa poesia, detta con versi pieni di lirismo. Piaciuta molto.
Renzo Giordani –anima-: Dolcissima rievocazione, narrata col poetare sensibile e bello del nostro Renzo. Bravo.
Antonietta Ursitti –Se morisse il vento-: Ci infastidisce, a volte. Ma se morisse, se tutto fosse immobile ? E se leggessimo questo vento quale metafora dei sentimenti ? Bella e ben narrata. Piaciuta molto.
Maddalena Gatto –Come i giorni della libertà-: Aspirazione alla libertà ma anche al riconoscimento del proprio ruolo. Bella e intensa denuncia.
Michele Cristiano Aulicino –La casa nel vuoto-: Assoluta mancanza di prospettive future. Non c’è futuro. Si vive immersi in un vuoto pneumatico, incompresi. E Michele Cristiano ci dice che la sua salvezza, forse non voluta, è accettare questo vivere nel vuoto, rassegnatamente.
Pasquale Di Meo –Ti aspetterò-: Un attesa, densa d’amarezza, che da senso al vivere. Appassionata molto ma non rassegnata.
Giuseppe Gianpaolo Casarini –Piange la mamma il suo bambino-: Drammatica fotografia di ciò che è accaduto, ieri soltanto, nella tormentata Liguria. E drammatica previsione di ciò che accadrà, un giorno, da qualsiasi altra parte.
Giuseppe Dabalà –Felicità-: Passeggera ed illusoria la felicità, questo l’insegnamento detto con bella poesia dal bravo Giuseppe. Bella anche la tua dedica al nostro Lorenzo Poggi. Bella e condivisa.
Gabriele Renda –Orsù venite-: E Gabriele, nello sconforto, chiederebbe anche l’intervento dell’ONU, per salvare il salvabile. In effetti è un desiderio che potrebbe essere condiviso. Ma lo spettacolo di quelle persone che, prima davanti a palazzo Grazioli e poi Chigi e dopo al Quirinale, spernacchiavano il ducetto di periferia è confortante. Finalmente un’opportuna reazione ed una presa di coscienza che da speranza. Non servono né francesi né tedeschi, abbiamo gli uomini giusti per la rinascita. Votiamoli quando verrà il momento.
Lorenzo Poggi –Non ho niente da darti per domani-: Pessimismo totale e contagioso quello che esprime Lorenzo con questa superba poesia. Quanto condivisibile, credo dipenda dagli attimi che viviamo. Comunque è uno scavare nei sentimenti tutto il poetare di questo grande personaggio. Applausi.
Enrico Tartagni –Finestre nella nebbia-: Questi sogni che entrano e questi colori, sono la difesa di chi, all’esterno, vede soltanto nebbia. E da questa vuole difendersi rinunciando alla lotta per rinchiudersi in se stesso. Bella, intensa e piaciuta.
Stefano Medel –Notturna autunnale-: Il tema è simile a quello della precedente poesia. Stefano trova pace nella notte giovane e spera sia più lunga possibile. Come nelle precedenti è bello il modo di descrivere scenari.
Cristina Vascon –Miei cari colli-: Delicato acquerello dei colli amati. Amici e maestri di vita nella gioventù e nostalgia nell’età più avanzata. E’ una simbiosi quella di cui narra Cristina che mescola ricordi e sentimenti con piacevole poesia.
A tutti una serena domenica ed un grazie per la bravura che dimostrate. A Lorenzo il più caro dei saluti. Piero Colonna Romano
Ho letto i racconti di Cristina Vascon; talvolta leggendo, mi pareva di stare insieme ad un amica, a parlare del più e del meno. talvolta mi sembrava di stare sola con me stessa mentre ascoltavo i miei pensieri. ci ho trovato molte affinità, che mi pareva di conoscere già la dolcezza infinita che ti dimora, che sa di profonda gratitudine per tutti i doni ricevuti, le emozioni uniche, irripetibili, donati a piene mani dai piccoli amici gatti o cani, o fiori, o semi o alberi, le bellezze vere delle vita. spesso mi trovo ad odorare un pugno di terra, la rugiada su un filo d'erba al mattino presto mentre Roma pare cosi lontana. e tutte le emozioni sono le poesie più belle che ho mai letto, quelle che non saprò mai scrivere. Grazie di cuore Cristina, per le emozioni che mi hai regalato. é un vero piacere conoscerti
Fiori sulla morte di BR1
Quando ci nasceranno fiori/semmai sarà negli stessi luoghi/da quel
fango ormai rinsecchito/certo fragili papaveri rosso sangue/vivido
come uno zampillo di ferita/ Ringrazio di cuore tutti i poeti, Piero Colonna Romano, Simone, Cristina Vascon, Giuseppe S., Lorenzo P. per i commenti sulle poesie dell’azzurro, e in particolar modo vi ringrazio per i commenti sulle poesie di mia madre, la neofitta Adelina Dokja. Grazie anche da parte sua. Un Grazie speciale a Prof. Lorenzo Auguri di cuore alla poetessa Sandra Greggio per la pubblicazione del suo libro.
Anileda Xeka
"Stria Histrionica" di Nina Solimei, un
applauso a questa poesia tessuta con maestria, ricca di passaggi
intensi, come questa splendida strofa:
12/11/2011 Decisamente frizzante l’odierno azzurro. Stimola e questo mi fa sentire:
Giovanni Fragapane –Perché-: Benvenuto nell’azzurro Giovanni. Domanda che assilla l’uomo da che ha avuto il ben (?) dell’intelletto, nella tua poesia. Questo è il concorso a premi più lungo, da che mondo è mondo. Primo premio la vita eterna, durante la quale il vincitore continuerà a chiedersi “perché?”.
Cristina Vascon –Magico Myanmar-: Pennellata di luce che, in tre versi, narra di un’emozione. Piaciuta molto e molto tentato di farne, chiedendo permesso. un haiku. Così: Mano farfalla/su di un cuore magnolia/candore incendia.
Nina Solimei –Ballerine ghiacciate-: Un invito ad una maggiore riflessività, ad un maggiore amore per la terra, indirizzato da una madre a figlie, pieno d’apprensione ed amore. Forse di rimpianto, per non essere stata come loro. Ma che belle immagini poetiche, dense di luci e colori sa donarci Nina ! Significativi i versi “vi scrivo per dirvi/come persino il cielo/si è incurvato/attorno alla terra/da tanto è bella”. Decisamente bella e piaciuta molto.
Antonietta Ursitti –Ho percepito un volo-: La sensazione di un qualcosa di indefinibile che turba, detta con bravura.
Armando Bettozzi –Per il…bene del paese-: Non è ancora finita la triste storia di questo tristo ducetto di periferia, che tanto in basso è riuscito a trascinare l’Italia, è c’è già chi rispolvera l’antica frase “quando c’era lui, caro lei !”. E la storia che si ripete: la prima volta è stata tragedia, questa volta è farsa, secondo logica. Il guaio è che il biglietto, per assistere a questa farsa, lo pagheremo tutti e sarà salatissimo. Ringraziando tutti gli armandi che, masochisticamente, tutto ciò hanno consentito, tollerato e, perché no ? apprezzato.
Aurelio Zucchi –Dell’amore, secondo me-: E raccogliamolo questo invito e mettiamoci alla ricerca dell’amore. Sarà brevissima, la ricerca, se scandaglieremo il fondo del nostro cuore. Sperando. Lunga disquisizione piena di suggerimenti sui quali meditare.
Luigi Di Francesco –Tutta la mia terra è Pontelandolfo-: Con bella ed intensa poesia, Luigi ci narra un episodio precedente l’unità d’Italia. Una strage di civili di dimensioni enormi (più di mille persone furono massacrate, nel Sannio, dai bersaglieri del maggiore Melegari e del colonnello Negri. Pontelandolfo e Casalduni rase al suolo). E la motivazione di ciò fu la caccia al brigante Giordano. E ci rammenta, Luigi, altra strage, quella di Bronte (nel catanese) compiuta dall’eroico Bixio. Decisamente quest’Italia è nata nel sangue e nell’ipocrisia dell’oblio. Fu quello (ed altri massacri ci furono, Bava Beccaris imperante) giusto prezzo per l’unità ? Difficile risposta. Ultima notazione: il Negri, anni dopo, divenne sindaco di Milano !
Carlo Chionne –Il rovescio della canaglia-: Tristissima conclusione di un’era, detta con sapiente ironia. Ci sarà mai Corte dei Conti che presenterà , appunto, il conto dei danni causati, all’osannato Silvio ? Chissà perché, leggendo Chionne e Bettozzi, per verso opposto, mi torna in mente Camus e la sua La peste ?
Michele Cristiano Aulicino –Allarmi-: Cita il Verbo, Michele Cristiano, trasformato in gorgoglìo. Meglio sarebbe urlo di rabbia, dinanzi a questi tempi “Quando tutto va a puttane”. Bella e piaciuta.
Gabriele Renda –Filastrocca del papello-: Consentimi di sperare: via D’Amelio azzerata. Punto e a capo. Chissà che qualcuno non salga a castello Utveggio e dia un’occhiata a quel che là è accaduto…
Lorenzo Poggi –Credimi-: C’è una rassegnazione triste in questa poesia. C’è il dolore di non aver saputo dare né giusti insegnamenti, né, forse, giusti sentimenti. E’ un rimorso quello che permea la poesia. Immotivato però, perché regalare poesie di questo livello e di questo tema è invito alla riflessione, al migliorarsi donandosi. Bellissima come tutte le composizioni di un Lorenzo, ormai maturo per riconoscimenti ad altissimo livello. Applausi.
Enrico Tartagni –Schiavitù-: Pare che l’amore sia schiavitù dolorosa. Enrico a ciò si ribella ma quel “mi dovrei armar d’amore…” dice di un bisogno, di un vuoto… Bella, come belle tutte le tue poesie Enrico. Complimenti.
Adelina Dokja –Vecchio tronco-: L’amore, fonte di vita, linfa vitale che rigenera. Bella molto. Molto piaciuta.
Bruno Amore –Grazie davvero ancora e sempre-: A te il mio grazie, per ciò che sai dare, per ciò che le tue poesie fanno sentire. Un caro saluto.
Sandra Greggio –Cielo di carta-: Distillato di poesia di una Sandra che sale sempre più in alto. Cito “Con la punta di una stella/ho solcato la carta” e applaudo convinto. Bravissima Sandra.
Il Gabbiano –Un viaggio nel deserto del Nevada-: Quando riapre la premiata agenzia viaggi, più che leggere si sfoglia un patinato catalogo. Già detto quanto sei bravo, in questo tuo narrare, ma vale la pena ripeterlo: sei decisamente bravo, coinvolgente ed è piacevolissimo leggerti.
A tutti auguro uno splendido weekend pieno di poesia ed amore. A Lorenzo un riconoscente grazie.
Piero Colonna Romano
A Lorenzo Poggi, dopo aver letto la sua
odierna poesia “ Credimi “ :
Carissimo Carlo Chionne grazie del pensiero. 11/11/2011
Altra giornata immensa e azzurra:
Sempre ricca di poesie che danno emozioni
questa pagina azzurra. Queste le mie:
Avrei voluto soffermarmi su tutti oggi. Troppo bella la pagina. "Strada di foglie" di Stefano Medel,
non male, un'accurata descrizione del paesaggio autunnale. 10/11/2011
Ringrazio tutti i sitani che hanno
espresso la loro vicinanza seguendo la propria sensibilità. Quale
posto più delizioso di Firenze per un ricovero programmato? Un caro
saluto a tutti e in particolare un grazie al nostro Vate senza il
quale queste mie parole non sarebbero state pubblicate. A presto.
Amici,sinceramente grazie!
La pagina azzurra di oggi ci offre tanti
fiori, tanto fiorire, tanti papaveri e rosso...che dipinge la nostra
giornata... Ed anche oggi cammino nell’azzurro, per gustare poesia. E questo mi raccontate: Bruno Amore –Fiori sulla morte-: Dolente epitaffio su questa Italia che crolla nel fango. Ma, tra poco, tornerà il sole e la vita (sbagliata) proseguirà. Piaciuta molto. Cristina Vascon –Mi osservo in questo specchio-: Domande e domande. Su se stessi e sull’inutilità di questo vivere. Bella ed intensa poesia, porta con garbo. Piaciuta. Nina Solimei –Così perfetti-: E Nina guarda al dopo e nel dopo trova quella purezza negata nell’oggi. Decisamente bella. Renzo Giordani –petali-: L’anima romantica di Renzo, ancora una volta, parla, liricamente, alle donne. Bellissimi versi come acqua pura che sgorga. Bella molto e convincente. Antonietta Ursitti –Scorgere una luce-: Antonietta ci narra di un mondo buio dove passiamo, oberati dalle necessità quotidiane. Il conforto, il lampo di luce, viene dal riso che illumina e da speranza. Mi torna alla mente Il nome della rosa, l’abate e l’opera di S. Agostino. Faccio gli scongiuri e tifo per Antonietta. (cara Antonietta, sappi che non me la sono presa per lo scambio Pietro/Paolo. In effetti vorrei chiamarmi Dioniso…ma tant’è. Un abbraccio.) Maddalena Gatto –Papaveri e spighe-: Con occhi nuovi e puri guardare a questo mondo. Maddalena lo fa e ci dona immagini poetiche, colorate e rassicuranti. Bella. Giuseppe Stracuzzi –La moltiplicazione-: “un vento sfoglia pagine del libro/crivellando l’indice di note/ed assegna i compiti”. Pare il destino quello che ci narrano questi versi. Geometricamente viviamo, per altrui volere, privi di profumi. Sconsolata e molto ben detta. Bravo Giuseppe. Giuseppe Gianpaolo Casarini –Amor non riamato non è amore-: E che cosa mai ci ha raccontato Dante ? Una balla, secondo Giuseppe Gianpaolo. Ed io concordo con lui ( please, you can chose). Piaciuta. Armando Bettozzi –Ecco…è arrivata la sera-: Forse perché della fatal quiete/tu sei l’immago a me sì cara vieni… Foscolo ha già detto. Armando traduce egregiamente e piacevolmente. Arturo Guzzardi –Martiri-: Commovente questo ricordo di due uomini uomini. Mi associo con rispetto . Piaciuta molto. Gabriele Renda –Pinturicchio (la ballata del campione)-: Purtroppo la storia si ripete. Ricordi Baggio ? Ma per tutti giunge il tempo, purtroppo, con nostalgia. (si Gabriele, mi capita di saltare qualche giorno, quindi non ho avuto modo di leggere quel Sic Transit Gloria Mundi. Un caro saluto). Lorenzo Poggi –Un giorno-: La consapevolezza amara d’essere avulsi da questo mondo. Il dubbio di non essere mai stati in grado di capire e di integrarsi. Questo ci racconta Lorenzo, con versi amari ed alto poetare che stimolano la riflessione. Costante di tutte le sue splendide poesie. Enrico Tartagni –Fiori e speranza-: Tre versi tre sui quali potrei scrivere pagine. E’ diabolico Enrico. Me la cavo dicendo che leggiamo un' epigrafe posta sul nostro tempo. Complimenti. A tutti auguri di buona poesia. A Lorenzo un caro saluto. Piero Colonna Romano
9/11/2011 Per commentare la bella pagina azzurra di
oggi bastano i commenti di Cristina Giornata finalmente di sole ad accarezzare un'allagata sofferente terra…
Il ricordo di giorni
lontani di Teni Antonio " il falco pellegrino afferra ricordi
di giorni lontani…sillabando parole sul cuore si andava sbocciando
in azzurri mattini,,,ma rapido un fruscio di stelle…" incantata
ammaliatrice questa poesia che ci porta, come il canto delle
Sirene, nel luogo del non ritorno…Grazie Antonio!
Il tempo segreto di Nina
Solimei "il
tempo segreto/che io e te custodiamo/ nella credenza in cucina/fra
il bricco del latte/le zollette di zucchero /vicino alla latta/dei
biscotti danesi/" ed è sufficiente questo attacco dolcissimo
intriso di cose semplici, di profumi, visioni, immagini del ns
casalingo quotidiano…per farci volare altrove…dentro al cuore…giù
nel profondo…grazie Nina!
Un lampo mentre piove di Antonietta Ursitti "Buio
autunnale/che sa d'inverno/copre le cose/Rannicchiate/ in loro
stesse/ per queste rannicchiate in loro stesse cose non servono
commenti perché si commentano da sé…grazie Antonietta!
Il pianto del vento di Angelo Taraschi "Piange il
vento/amare lacrime/di terre lontane/arse da guerre insane/sul mio
volto/ come sa dipingere ad arte il mare e il vento e il suo
viso…Angelo! Grazie!
Calvario di Lorenzo Poggi <Non sono venuto per caso/a
circoncidere fiori di campo>./<Né sono arrivato al traguardo/senza
uccidere mani e sorrisi>./ e già con questa mera
anteprima Lorenzo riesce a mozzare il fiato…devo respirare a
fondo…per riprendermi e prepararmi a leggere il resto di questo
Calvario…stupendo!!! Grazie ancora una volta Lorenzo!!!
Foglie gialle nel giardino di Enrico Tartagni "questi sono
brividi che mi cadono dal sangue sulla pelle/ cadono come le
tremule foglie gialle sulla terra /e posso certamente calpestare
le mie pietre /le ho messe apposta nel giardino /…delicati
autunnali versi che affondano giù nel pozzo profondo del nostro
animo…grazie Enrico!
Ride il sole alfine di
Sandra Greggio e non potrà che ridere, Sandra, il tuo sole
dopo tanto pianto…dopo questo tuo obbligato sostare all'ospedale
di Firenze ti infileranno nelle tasche un arcobaleno immenso che
colorerà tutti i tuoi nuovi giorni!
Ti siamo vicini e ti pensiamo tutti!
Un abbraccio poetico a tutti e un Grazie Speciale a chi rende
possibile tutto questo e non solo!
Cristina Vascon
Decisamente bella anche oggi, ma ormai è
abitudine consolidata, la nostra pagina azzurra. Ed oggi questo mi
suggerisce: 8/11/2011
La mia pagina si apre con un GRAZIE anzi
NUMEROSI GRAZIE…grazie a Renato, Lorenzo e Piero per i vostri
cari e sentiti oggi – ma non solo oggi - commenti…e a tutti coloro
che ogni giorno commentano…che ci fanno continuare a credere e
proseguire lungo il nostro cammino non sempre foderato di "edere e
onde"…
a Piero Colonna Romano: grazie Piero,
per il tuo commento, sempre pieno di cura e attenzione. Concordo
inoltre con te sui giudizi su Cristina Vascon, per la travolgente A
zia Edera, e su Nina Solimei, per Ci Sono Giorni, con quella
affascinante forzatura: “ci sono giorni che...”. Quest’azzurro è spazio sereno, in mezzo alle alluvioni che flagellano il paese. Sentite condoglianze per chi ha rimesso la vita e disgusto nei confronti di chi, per incuria o per perseguire interessi personali, tutto ciò consente. E questo il mio sentire, nel leggere le vostre belle poesie: Enrico Tartagni –Mi sono dimenticato cosa mai sia la vita-: Quante amare considerazioni sull’inutilità della vita e sull’ineluttabilità della fine! Poesia che è un pugno nello stomaco. Sensazioni che possono nascere con pochi, intensi e bellissimi versi. Complimenti Enrico. Bruno Amore –Il muro da saltare-: E’ l’insoddisfazione che muove il mondo, qualcuno ha sentenziato. Bruno ci narra delle sue (e delle nostre) scontentezze, del suo voler cambiare per…guardare oltre il muro, cercando qualcosa d’altro che possa appagare maggiormente. E, intanto, la vita scorre… Decisamente bella. Stefano Medel –Lampo-: Molto ben descritta una vita oscura, dove qualche lampo aiuta a vederne il senso. Lampo, attimo inutile a capire. Cristina Vascon -A Zia Edera-: Letta senza interruzioni, lascia senza fiato. Applausi convinti, per questa splendida rievocazione d’una magica persona che ha forgiato l’anima e lasciato non dolore ma gioia intensa, nel suo ricordo. Complimenti vivissima Cristina. Questa è poesia ! Nina Solimei –Ci sono giorni-: L’esistenziale dolore del vivere, espresso con lucida consapevolezza. Molto coinvolgente questa poesia che invita a riflettere su l’ineluttabile, accettandolo. Bellissima davvero. Complimenti Nina. Aurelia Tieghi –Tempesta-: Si resta basiti davanti a questi spettacoli. E’ la natura, violentata da uomini gretti, che si ribella e vendica. Ma tutto è previsto, tutto scontato. E su tutto si poserà un velo d’ipocrisia, fino alla prossima ribellione. Bravissima Aurelia, hai descritto magistralmente un panorama di dolore e morte. Gus –Io-: La maschera sul volto e sull’anima. Il sapere vedersi e giudicarsi, soltanto nella solitudine e davanti allo specchio di se stessi. Ci sarebbe molto da dire su quell’ultimo verso. Molto. Giuseppe Dabalà –Autunno-: Bellissima descrizione (quante immagini piene di pura poesia !) dell’autunno della vita. Tra tutti cito questi versi “Pallido all’alba è il sole che trapassa/la logora tela del giorno”. Complimenti Giuseppe. Filippo Pistore –Rondine d’autunno-: La leggo come metafora d’una speranza priva di realizzazione. L’attesa per qualcosa che non potrà arrivare. Piaciuta. Renzo Giordani –rosa rossa-: Bellissimi i versi “sulle tue labbra,/petali di seta,/si posa come piuma/il sorriso di un bacio” per una poesia che è colore, musica e romantico sentire. Complimenti Renzo. S.A. Santoro –Capperi salentini-: L’amore e la nostalgia per la propria terra danno vita ad una poesia che è outing dell’anima di Armando. Il sogno di rinascere, per riavere nuove illusioni alle quali mai si è rinunciato. Intensa e bellissima. Applausi Armando. Giuseppe Gianpaolo Casarini –A ricordo dei “granata” di Superga-: Torna un dolore nel ricordare quei grandi mai dimenticati. Bella rimembranza, ben raccontata con passione. Bravo Giuseppe. Lucio Cornelio –Sentiero-: Disperante questo affannarsi, consapevoli che, al termine delle fatiche, non ci sarà premio bensì solitudine. Sintetica, intensa e coinvolgente. Piaciuta molto. (caro Lucio, prima o poi riprenderemo quell’interrotto dibattito: appena maggiore lucidità ed il tempo tiranno me lo consentiranno. Per intanto un cordiale saluto.) Anileda Xeka –Invecchierò qui-: Applausi per questa magistrale poesia. Piena di rassegnazione dolcissima, Anileda ci narra della sua attesa con versi bellissimi quali “sul ramo fiorito della mia solitudine” e “Io foglia ed ombra di me stessa/in attesa/che mi chiami la terra e il volo/mi sarà/l’ultimo fremito.” Bravissima molto. Complimenti vivissimi. Michael Santhers -900 Ellis Island-: L’odissea dei nostri genitori, verso la terra promessa. Terra che, a volte, si rivelò crudele. Bella descrizione di quei viaggi della speranza. Bella molto. Gabriele Renda –La pollitica-: Ottima la chiosa finale: se non ti interessi di politica è questa che si interessa di te. Per truffarti. Arte nobile è la politica, nobile quando l’intenzione è quella di fare il bene comune. In caso contrario è abiezione che nulla ha a che fare con la politica. Lorenzo Poggi –Siamo…- Lorenzo filosofeggia con pessimismo. Ed usa il suo poetare magistrale, i suoi versi secchi e densi di senso. Leggerti è un piacere, riflettere su ciò che narri è d’obbligo. Applausi convinti. Michela Turchi –Parole ed affetto-: Ottima riflessione, ben detta. L’inflazione di tenere parole ne svaluta il senso, rischia di creare “effetto d’ansia”. Centellinar si deve, se si vuole effetto/affetto. Brava Michela. Piaciuta. Renato Bellin –Dal Nulla-: Genesi dell’uomo e dei suoi sentimenti. E ricerca costante delle origini, che Renato vede divine. Sandra Greggio –Giardini tropicali-: Pare un sogno. Sandra guarda attorno e dentro se stessa e ci offre pennellate di poesia ad alto livello. Non ripeterò un “sempre più brava”. E’ nei fatti, nei suoi versi. Applausi convinti. A tutti voi, splendidi poeti, il mio grazie. A Lorenzo la mia riconoscenza. Piero Colonna Romano
Un po' di commenti per questa pagina sempre
più ricca.
Di Cristina Vascon "A Zia Edera" dire
stupenda poesia è riduttivo, 7/11/2011
Carissimi sitani rieccomi a commentare le
vostre bellissime poesie. Un piacevolissimo impegno mi ha
tenuto lontano da queste splendide pagine e credo giusto rendervene
compartecipi: il 5 novembre, in Este, si è tenuta la presentazione
della silloge "Chicchi di Riso" di Sandra Greggio. E' stato con
piacere che ho aderito all'invito di Sandra di presentarla al
numeroso pubblico intervenuto alla serata (e tra questi , autorità
locali e parecchi colleghi professori di Sandra). Inoltre, la
presenza di Lorenzo Poggi è stata sorpresa gradita ed ha dato
maggior peso culturale al tavolo, dove altri due bravissimi poeti,
Cristina Vascon e Filippo Pistore, assieme a lui, hanno
rappresentato, con successo, il nostro azzurro sito.
6/11/2011
Nostalgica, profonda e piena di sentimento
"Il suono" di Armando Bettozzi.
Davvero molto bella "Insegnami" di Anileda Xeka, complimenti,
questi secondo me i versi più significativi:
Insegnami come sopravvivere
a questo groviglio di anime che amo e odio e mi odio perchè l'amo
"Senza un perché" di Sandra Greggio è un inno all'amore
incondizionato, stupenda poesia:
o perché quando mi baci
i miei occhi divengono laghi di luce (eccellente metafora)
Sensazionali le due strofe della chiusa, in particolare la prima:
Senza un perché io ti amo
con il linguaggio delle tortore che tubano delle onde che si accavallano richiamando galoppi di cavalli. Senza un perché io ti amo. O forse c'è un perché. L'unico. Senza di te io non vivo. Complimenti Sandra, perché stai maturando sempre più poeticamente.
Sempre geniale Angelo Taraschi, come oggi in "Piango":
Ricordo con esattezza
l'ultimo inevitabile litigio, quando ci siamo mandati finalmente a quel paese. E così piango... mentre taglio la cipolla.
Complimenti e grazie a tutti.
Simone
4/11/2011
Concordo pienamente con Cristina Vascon,
l'animo di un poeta è grande per il 3/11/2011
Non lo so...forse sbaglio ma... a volte
penso che forse bisognerebbe sapersi veramente
inchinare...avvicinarsi in punta di piedi e con gran rispetto e
umilta' ai versi di una poesia fosse solo perche' in lei e'
racchiuso tutto il cuore di chi ha provato a scriverla...questo e'
quello che io sento...
A Simone ....non te ne voglio per
niente ,anzi ,
Ad essere sincero non mi hanno preso le poesie
di oggi, 2/11/2011
E così siamo arrivati al giorno delle
rimembranze e la bella pagina azzurra si adegua opportunamente.
Queste le mie emozioni:
cari
Belle le immagini in "Morir di vento, nella
sera" di Bruno Amore, si riescono a vedere, vorrei riportare
qualche verso, ma non lo faccio, perché mi piacciono tutti..
Oggi è il 2 novembre e la pagina ne risente. 1/11/2011
Ringrazio Piero Colonna, Lorenzo Poggi,
Giuseppe Stracuzzi per il loro gradito apprezzamento e per commenti
precedenti Sandra Greggio, Ida Guarracino, Cristina Vascon, Simone
Magli. Ovviamente ,oggi, tutti si scambieranno auguri di buon onomastico. Quindi bellissima giornata piena d'amore e bello sarebbe fosse priva d'ipocrisia. Ma in questo azzurro vedo soltanto sincerità e questo mi dice: Antonietta Ursitti -Come dinosauri-: Similitudine tra quell'asteroide che, pare, colpendo la terra, sia stato la causa della sparizione dei dinosauri e d'altre forme di vita e l'alluvione sulle Cinque terre, espressa con intensa e bella poesia. Fortunatamente è durato poco lo smarrimento di quelle genti. Si sono rimboccate le maniche, determinate a far rivivere il loro paradiso. E si sono materializzati quei commoventi angeli del fango che, in ogni catastrofe, appaiono e muovono a speranza. Bella la poesia, brava Antonietta. Fabricio Guerrini -Alluvione-: Bella metafora, anche questa ispirata dai recenti disastri. Ma la filigrana dice che qui si parla d'altro e c'è sottile (neanche tanto però…) erotismo. Bella e piaciuta. Maddalena Gatto -Da nessuna parte-: E' un poetico viaggio nelle stagioni, col suono del mare a far da colonna sonora. Bella molto. Brava Maddalena. Sandra Greggio e Lorenzo Poggi -La religione dell'amore-: Atto d'amore per la vera religione, quella dell'inizio, quella del vero amore. E veritiera la conclusione già anticipata dai vari Savonarola, Bruno, Calvino, Valdo ecc. che la dichiararono strumento di potere. Quando la poesia diventa didattica può assumere la forma dell'efficace denuncia, come è questa. Ottima l' accoppiata. Proseguite. Gabriele Renda -Shopology-: Bene punta il dito, su quest'altro fatto di cronaca, l'attento Gabriele. La follia per l'acquisto del superfluo, il consumismo sfrenato, ben rappresentata da quel "t'entra dentro è compulsivo". Ottimo e significativo il titolo, perfetta la citazione. Sempre bravo Gabriele. Michele Cristiano Aulicino -Cenni di Autunno-: Esaminarsi e compiangersi per questo inarrestabile tempo che tutto corrompe. Dolente e bella. Bruno Amore -Madre natura-: E' una disperata preghiera, una richiesta di perdono per gli inconsulti atti degli uomini che l'hanno violentata e continuano a farlo, nonostante gli avvertimenti. Una preghiera che Bruno rivolge alla natura, consapevole che gli uomini, più logici destinatari, non saprebbero o non vorrebbero ascoltarla. Disperante realtà. Enrico Tartagni -Nomadi-: Un po' tutti lo siamo. Storie come altre storie, "…giorni che separati transitano ignari". La triste storia dell'uomo privo di speranza. Bella e disperata. Maria Assunta Corona -L'angelo-: L'incontro con la fede che consola. Bella e ricca di speranza questa pennellata di poesia. Armando Bettozzi -La gran trovata-: Forse sarebbe il caso di chiedersi a cosa sia servito questo capitalismo selvaggio ed ormai imploso. Patrimoniale ? Ultimo ed inevitabile rimedio, purtroppo tardivo. Oggi, 1 novembre, crolla tutto il sistema ma il nostro duce afferma che "interverremo tempestivamente", ricorrendo ad un voluto ossimoro. Bello il romanesco di Armando, bello ed, in questo caso, distruttivo. Cristina Vascon -Autunno, ammantato sogno-: Bellissimo quadro, reso con i caldi colori dell'autunno. Non c'è tristezza per questo spegnersi della stagione verso l'inverno, c'è la certezza che sia "per un cuore/mai sazio/di /infinito amore/e/assetato inizio". Molto bella, molto piaciuta. Brava Cristina. A tutti i miei auguri di buon onomastico e, questa volta, non ne sbaglio neppure uno. A Lorenzo un grande grazie e, ovviamente, auguri. Piero Colonna Romano
31/10/2011
Ringrazio Piero Colonna Romano e Lorenzo Poggi
per il gradimento delle mie poesie. Nebbia in val padana ma questo azzurro consola. Ed oggi questo mi racconta: Cristina Vascon –Profumi d’erba-: Pare sentirla quell’atmosfera, così ben porta. E quel foulard che salva e ripara ed è un po’ la coperta di Linus. Piaciuta. Ida Guarracino –Malvagità-: Il malvagio descritto nelle sue abiezioni. Ricetta unica è l’amore e pena per chi non lo conosce. Brava Ida. Antonietta Ursitti –Coltri di fango-: Manca da troppo tempo l’amore per la terra. Ricordo che, qualche anno fa, i sindaci dei comuni delle Cinque terre, prendendo atto dell’abbandono dei terrazzamenti, densi di vitigni, da parte dei contadini, proposero di regalare quelle terre a chi si fosse impegnato a proseguire nella coltivazione della vite. Erano proprio quegli stretti viottoli, arrampicati sulle coste delle colline, che difendevano i paesi sottostanti. Ed era quella esposizione e quel respiro del mare che consentivano la crescita dei quell’uva dalla quale si ricavava il nettare dello Sciacchetrà. Poi si scoperse che quel vino può essere prodotto anche industrialmente. Minori costi, meno fatica, maggiori guadagni e, quindi, l’abbandono. E questo, assieme alle dissennate politiche di sviluppo edilizio e all’incuria per il fondo dei fiumi, ha causato questa sciagura. Prevale sempre la logica del dio denaro. E la terra si vendica. Bella e commossa poesia la tua. Sono grida di dolore ai quali dovremmo associarsi tutti. Brava Antonietta. Lorenzo Poggi –Estraneo-: Atmosfera da film di Antonioni. Solitudine ed incomunicabilità. Rifiuto dell’attuale, distratta ed egoistica società. E ci si aggrappa alle proprie speranze ed alle proprie nostalgie ma restano domande che sono “fatto di alberi, prati e orizzonti,/e tanti perché come foglie/sempreverdi d’autunno.”. Applausi Lorenzo. Giuseppe Stracuzzi –E’ mio figlio-: E’ un confronto tra ciò che eravamo e ciò che siamo diventati, detto con tenera e bella poesia. Piaciuta molto. Angelo Taraschi –Sotto il cielo d’ottobre-: Decisamente bella la descrizione dell’autunno. Delizioso quel “ballo dell’addio”e bella la chiusa con quell’ “alitano verso la luce/dell’Immenso”. Complimenti Angelo. Gabriele Renda –La letterina-: Ed esplode l’indignazione di Gabriele, assieme alla nostra. Ogni volta che il nostro tragico buffone esterna, ci pare si sia toccato il fondo. Invece no, ben altri traguardi ha in mente questo losco individuo, d’altra parte molto appoggiato da ben pagati lacchè. A proposito, trovo strano che non sia stata rilevata l’oscenità dell’orazione funebre che il nostro duce ha fatto in onore di Gheddafi , definito “gloria mundi”. Sic transit gloria mundi, ha detto questo squallido individuo. Forse temeva di dire, un più appropriato, sic semper tirannis. Perché ? Michele Cristiano Aulicino –Esistenzialismo puntuale-: Torna la domanda sulla verità, questa volta rivolta a noi stessi, al nostro essere. Uno, nessuno, centomila dalle svariate personalità. E la conclusione è scientifica e filosofica. Molto piaciuta. Patrizia Prestano –Cosa è meglio fare ?-: Dicotomie che straziano l’anima. Cuore e ragione mai d’accordo. E resterà sempre il dubbio nelle scelte. Bella davvero. Renzo Giordani –cristalli-: Dolcissima e romantica. Bella quella strofa ripetuta. Le donne te ne saranno grate. Sandra Greggio –La mano del cielo-: Guarda in alto Sandra e le sue domande trovano risposta tra cielo e terra. Bella e piaciuta. A tutti il mio grazie per ciò che date. A Lorenzo un caro saluto. Piero Colonna Romano
30/10/2011
Vorrei ringraziare tutti i poeti che
commentano Anche oggi i sitani hanno riempito di limpida poesia questa azzurra pagina e queste le mie emozioni, il mio sentire: Cristina Vascon –Luna scalza tra petali di stella-: Già il titolo gronda poesia e seguono immagini delicate come lievi pennellate. Dolce musica da questi versi. Brava Cristina. Ida Guarracino –La noia-: L’illusione addolorata nel riconoscere falsità in un’amicizia. E la noia che ne deriva, forse, dall’averlo sospettato. Antonietta Ursitti –Alba d’anima-: Decisamente dolce un sì poetico risveglio. Belli i versi “Venature d’azzurro/dipingono l’aria/un respiro leggero/penetra la mente…” e bella tutta. Bravissima Antonietta. Ed intensa, addolorata e commovente la poesia che troviamo in questi commenti, dedicata allo strazio della Liguria e della Lunigiana Lorenzo Poggi –Carta riciclata-: E’ un viaggio a ritroso nel tempo quello che immagina Lorenzo, osservando un foglio di carta. Nel riciclo, nulla di ciò che vi era stato impresso si è perso. Bellissimo e fantasioso tema detto con la bella calligrafia di Lorenzo. Giuseppe Stracuzzi –Ti amo-: La dolcezza di quella frase, di quel ti amo, condita da immagini romantiche, espresse con bella poesia. Piaciuta molto. Gabriele Renda –Ridi buffone ridi pagliaccio-: Lui, tragico guitto, ride. Noi piangiamo e piangeremo ancora a lungo. Maddalena Gatto –Bussola-: Tempo ciclico il ripetersi delle stagioni. E Maddalena fa la sua scelta, la sua bussola ne indica il più amato. Piaciuta. Filippo Pastore –Parole al vento-: E’ addolorata, sommessa riflessione, su parole dette e di cui ci si pente. E la mente si perde, consapevole di ciò che si è perso, per quelle parole che, purtroppo, non si sono perse nel vento. Bella e piaciuta. Michele Cristiano Aulicino –L’amore-: Ieri, oggi, domani. Così vede, con rassegnazione, il realizzarsi del sentimento dell’amore, Michele Cristiano. Bella decisamente. Bruno Amore –Autunnale-: Descrizione suggestiva della stagione che stiamo vivendo. E’ tempo che scorre e che passa dai fulgori dell’estate alla nostalgia dell’autunno con le sue dolci e tenere immagini. Bei versi quali “Han breve vita pure le perle di cristallo/che ingioiellano fitte il bordo delle foglie” dicono che, nonostante questo ripiegarsi su se stessi, un seme di speranza germoglia sotto la terra, auspicio di vita futura. Piaciuta molto. Enrico Tartagni –Tè e cioccolato-: Pare la scenetta famigliare di un risveglio come tanti altri. Pare, ma ci dice del passare del tempo, del dubbio sul dopo, quando “(non ci faranno sconti per entrare nei garden center in paradiso)”. Ottima come tutte quelle del nostro Enrico. Antonio Moccia –Palingenesi-: Rinasceremo dopo l’annullamento, eppure quell’amore precede il fiat lux. C’è da sempre. Filosofica (con accenni scientifici) poesia dove il tempo non segue cronologia (“che futuro ha riavuto”). Bella e piaciuta. Pasquale Di Meo –Per te amore mio-: Disperata dichiarazione d’amore, detta con molt6a intensità. Merita un auguri ! Aurelio Zucchi –Con te-: Bella dichiarazione d’amore e di speranza, espressa con ispirata e bella poesia. Bravo Aurelio. Renzo Giordani –Le mani-: E’ profonda disperazione urlata, questa poesia del bravissimo Renzo. Ma sono convinto che ancora a lungo godremo delle sue romantiche, rasserenanti liriche. Complimenti. Fabricio Guerini –Vancouver-: Bella e suggestiva descrizione d’una lontana città che Fabricio ci dice colma delle sue frasi d’amore, perché gabbiani indiscreti spargono, questi messaggi, sul mare di quella baia. Bella molto e piaciuta. Francesco Rossi –Lamento-: Temo che l’addolorata domanda di Francesco sia di quasi tutti noi. Già, perché ? Molto intensa, induce a riflessioni ed anche a solidarietà. Sandra Greggio –Tappeto d’amore-: Surrealmente romantica. Vola la poesia di Sandra che ci regala versi bellissimi. Brava molto e complimenti meritatissimi. Il Gabbiano –L’inferno di fango ed acqua-: Un fiume di dolore è quello che resta. Possiamo soltanto piangere per questo scempio voluto, come tutti gli altri, dall’incuria, dall’utilitarismo, dall’incoscienza di chi guarda alla natura con concupiscenza, sfruttandola e violentandola, sapendo che verranno disastri che, però, colpiranno altri. Possiamo soltanto piangere, caro Il Gabbiano. A tutti i miei più cordiali saluti ed il mio grazie. A Lorenzo il più affettuoso dei saluti.
Piero Colonna Romano
Mi unisco all'appello di Paolo Colonna Romano
rivolto alle vittime dell'alluvione in Liguria e Toscana per cui ho
scritto qualche giorno fa questa poesia: 29/10/2011
In questa stanza di Stefano Medel ...un
immergersi nei ricordi e poi 28/10/2011
Torno nell'azzurro e godo del vostro bel
poetare. Queste le mie emozioni: 27/10/2011
Lorenzo Poggi-Sandra Greggio e Piero Colonna
Romano
in assenza del raffinato Paolo Colonna Romano
(quando ritorna?) qualche flash di commento alla pagina di
oggi come sempre ricca di poesia, di riflessioni, di spunti da
approfondire, di ispirazione...Nuvole di tristezza l'attraversano
(rottami di mura, antiche vestigia di un credo finito, Lorenzo
Poggi; illusioni di un sogno già morto, Maddalena Gatto) di
nostalgiche immagini di passato ( e ora più povero il mattino, bruno
amore; erano quelli i momenti più belli, il Passero) di cruda
influenza di ipermoderne tecnologie (noi che chiudiamo i sogni in
cuore-robot, Sandra Greggio) che fanno smarrire i sentimenti, eppure
è sempre tanto il bisogno di emozioni (un sorriso che vola alto,
Cristina Vascon) che queste magnifiche pagine azzurre ogni giorno
soddisfano, grazie al nostro Lorenzo...Grazie a tutti per tutto,
Antonietta Ursitti, con un cuore colmo
di tristezza per i disastri in Liguria e Toscana... 26/10/2011
E' sera mentre faccio qualche commento,
è una sera "spalmata e distesa", che bellezza, Armando Bettozzi! La
tua poesia mi fa sentire di nuovo bambina, specialmente all'inizio
(Ricordi? "Stella stellina, la notte si avvicina…"). Mi commuove
Renzo Giordani, la cui poesia risente del momento difficile che sta
attraversando; immagini insolite , tristi, anche la natura partecipa
del tuo dolore, coraggio! Antonio Teni: leggevo, leggevo, mi
prendeva una certa angoscia, quanta tristezza e negatività, ma ecco
il finale, quelle voci di ragazzi e la speranza che rinasce. "E' la
vita che prorompe improvvisa", grazie. Enrico Tartagni: mi piace
questo tuo modo ironico di vedere la vita, quel proverbio me lo
sentivo dire fin da piccola, sai? Ma la chiusa dice ben altro ed è
molto seria. Quanta verità nella poesia di stefano medel, ma
guardiamo anche avanti? Antonietta Ursitti: che bella quell'immagine
del melograno che rende rosse le vigne! Lorenzo Poggi: sai, Lorenzo,
i pagliacci mi han sempre fatto tanta tristezza, forse perché, sotto
il loro trucco, si può nascondere la sofferenza (Pirandello: "vedo
una vecchia signora…" da "L'umorismo o il sentimento del
contrario"). Il Passero: trovare il senso della vita nelle piccole
cose di ogni giorno; convinta che si può, ma solo se c'è l'amore.
Michele Cristiano Aulicino: non ci stupiamo più delle "cadute", è
vero; la malinconia sembra fuori stagione, ma che bella poesia! Il
Gabbiano: come è descritta bene, in tutti i particolari quella sala
operatoria, paradossalmente verde come le montagne. Ma, ecco la
tematica di fondo: rapporto tra fede e scienza: grazie per avercelo
ricordato.
Intervengo nel silenzio d’una pagina che piange estraendo qualche
poesia dal mazzo di oggi
23/10/2011 Scorrendo con la dovuta attenzione la odierna pagina azzurra mi ha afferrato la smania di comporre.Stimoli immagini ricordi vissuti mescolati questo hanno prodotto.Un caro saluto a tutti i poeti e al grande Lorenzo che tutto ciò permette.s.c.
Splendida giornata, dalle mie parti. Altrove
sembra meno, ma l'azzurro che ci unisce tutto rasserena. E
questo il mio sentire d'oggi:
Un inno alla vita nella sua trama di bagliori,
profumi e eventi E scocca la freccia di un nuovo giorno
di Antonio Teni. La luminosità di un poetare sobrio, ma efficace,
per immagini candide che spingono il pensiero tra il sogno e la
realtà alla vista di un'umanità, che si riscopre genuina e
perfettamente armonica con il Cosmo. L'uomo ritrova la bellezza
dell'essere e se stesso, in brevi slanci, e nel superamento della
sua volubilità, perché l'accettazione dell'io passa per la
consapevolezza del tendere verso il Bene della metamorfosi. Il
pennello dell'autore traccia l'esortazione all'amore del proprio sé
pur nell'incertezza e nelle avversità, perché con la rapidità di un
battito d'ali, del salto di un cerbiatto, l'uomo ha in sé il potere
di cogliersi amabile nelle sue sfacciettature e di perdonarsi, per
infine gioire per il nuovo giorno. Grazie per questo poetare
prezioso.
Alcuni fiori per questa domenica di sole,
Quest'oggi ho apprezzato "Melodia" di Sandra
Greggio, che ultimamente sta migliorando sempre più nella
sintesi lirica, come dimostra in questa essenziale, diretta, bella
poesia. 22/10/2011
Altra pagina azzurra, concentrato di bella
poesia. E fa piacere vedere crescere, di giorno in giorno, il
numero dei poeti e la quantità delle belle poesie che su questo sito
si riversano. Oggi questo è il mio sentire: Rispondo al Passero e mi spiace se ha interpretato male la mia interpretazione...Gli assicuro che voleva essere un (purtroppo positivo), per di più condiviso...Sebbene non ritenga di dover chiedere scusa, per non aver voluto ferire assolutamente nessuno...Antonietta Ursitti. Un caro saluto a tutti.
Nell'ovattato divenire di una nuova alba…uno
scenario perfetto per dedicarmi a questa nuova azzurra pagina… 21/10/2011
La pagina azzurra di oggi è bella e mesta
con il Passero che ipnotizzato da una luna galeotta si
risveglia (purtroppo...) nel mondo che credeva perduto. Ricche
d'amore filiale Le scarpe appese al chiodo di bruno amore non più
nutrito della mollica che la pascoliana rondine-padre portava al suo
nido ma di carne che dà sazietà ma non soddisfa...
Una pagina che invita al commento,
anche quella odierna; peccato che, per motivi di lavoro, non riesca
a farlo. Tuttavia, come non ringraziare Lorenzo Poggi per aver
citato il mio nome, accanto a quello di Cristina Vascon? Ma
soprattutto per aver dato vita ad un simile capolavoro, che sa di
favole di un tempo, di zucchero filato, di Luna Park con le giostre,
come quelle di Mary Poppins. Grazie per avermi fatto sognare,
Lorenzo. Con l'occasione, estendo i miei complimenti anche alla
poetessa Cristina Vascon, di cui è innegabile l'apporto (basti
leggere la sua poesia odierna, così romantica). Mi fa piacere averle
fatto conoscere questo sito, dandole così l'occasione per
evidenziare (qualora ce ne fosse bisogno), oltre alle sue doti
poetiche, anche quelle di reporter, evidenti nel suo reportage.
Lieta anche di collaborare alla rivista da lei citata.
Ormai è un vizio questa droga azzurra. Sitani,
pusher di poesia. Mi faccio la dose quotidiana e questo è
quello che sento, navigando nell'azzurro: 20/10/2011
Ricca pagina azzurra per quantità e qualità
delle vostre poesie, cari sitani. E questo mi avete fatto
sentire, queste le mie emozioni:
Oggi le poesie sono veramente emozionanti
, ogni poeta ha lasciato su questo sfondo azzurro un verso
della propria anima , davvero molto belle e piene di emozioni 19/10/2011
Ricca di emozioni anche la pagina odierna; mi
soffermo su alcune che sento a me più vicine. Ida Guarracino:
poesia d'amore, un amore che unisce due persone al punto da farne
una sola, perdendo il senso del tempo e dello spazio; bellissima!
Simone Magli: ancora amore da condividere, con una chiusa
insuperabile. Fabricio Guerrini: Stupendo "risveglio" per e con la
donna amata, immagini delicate e soffuse. Ancora amore, ma stavolta
per la propria terra nella bellissima poesia di Michele Cristiano
Aulicino , dove la sua terra è umanizzata. Cristina Vascon: quanta
verità! Chi interiorizza troppo, prova forti emozioni, nel dolore
come nella gioia. Lorenzo Poggi: poesia espressa in un sottile gioco
di metafore, caratteristica peculiare ed ammirevole di Lorenzo , ma
che mi dà qualche problema di esatta interpretazione. Provo: è
giunto il tempo di riavere quello che si è dato, ma l'attesa è
suicida e languida la speranza, perché è inutile riavere dal mare le
barche rubate, mentre le donne attendono invano i loro uomini.
Concludo con i soli due versi di Debora Stifani, "Amiche": le parole
di un'amica come un balsamo che lenisce e conforta. Innamorata da
sempre della lirica di Saffo, non posso non ricordare la tragedia
dedicata alla sua triste storia d'amore, culminata col suicidio
della poetessa, innamorata di Faone. (" La tua pietade è balsamo
Commento 18/10/2011
Per un'altra giornata speciale all'insegna
della poesia Lunedì 17 Ottobre 17/10/2011
Emozionata e commossa da questa pagina ecco
alcuni richiami
Altro giro altra corsa, nell'azzurro di questa
bella pagina comincia una nuova settimana. Leggo e questo
sento:
Oggi vorrei parlare delle poesie di Cristina
Vascon, Bruno Amore, Giuseppe Dabalà, Michele C. Aulicino, Enrico
Tartagni (con Sandra Dee) e Sandra Greggio. 16/10/2011
Sfogliando il sito questa sera mi ha
colpito
Nell'inviare l'ultima poesia "all'improvviso"ho
anche spedito due righe di accompagnamento:"non ero convinto di quel
lavoro sostenevo".I commenti di Colonna ed altri mi fanno ricredere
e vorrei con un immagginario e forte abraccio ringraziare tutti per
gli stimoli a leggere e a comporre che vengono sempre dalle azzurre
pagine.Un grazie a Lorenzo per la "gestione della comunità di
Poetare"s.c.
Dell' intenso azzurro di questa pagina è
colorata questa domenica. E questo sento, leggendo le vostre
emozioni:
nella pagina azzurra di oggi sprazzi
d'autunno, amori lunari e vaga nostalgia d'estate..., come
sulla battigia di sassi vestita di Tommaso Piemontese, nei sogni
infranti come onde sugli scogli di Aurelio Zucchi o la stella marina
riportata su quel fondale da Ida Guarracino o le morene grigiastre a
supplire quel vuoto di Lorenzo Poggi o nei giochi dei figli di
Annarosa Ceriani o nelle vele gonfie di note di Sandra Greggio...A
tutti buona Domenica e buona poesia... 15/10/2011
Versi dolcissimi per quest'altra giornata di
ottobre 14/10/2011
Grazie per i commenti alle mie poesie!
I nostalgici traghetti di Fabricio Guerrini
lasciano una romantica scia nell'azzurro di oggi… 13/10/2011
Una breve risposta all'osservazione di Lorenzo
Poggi: nel mare delle pagine azzurre trovo ogni giorno buone
esche che agganciano il mio cuore agli ami di poeti inconsapevoli di
pescare emozioni forti...Tu sei tra quelli che sempre mi catturano
al proprio amo...Un grazie speciale al generoso e profondo Paolo
Colonna Romano e tante grazie a tutti i sitani, in primis il suo
creatore Lorenzo. Antonietta Ursitti.
Il classicismo di un tema antico riportato
alla luce con un profonda sensibilità ne il Sogno di Icaro di
Antonio Teni, la prosa si fa bagliore, l'immagine diviene
tattile, in una trama onirica sapientemente disposta, nella quale il
personaggio non muore, ma riposa. Emblema del sogno umano, che
alimenta lo spirito e non sempre si trasforma in pericolosa
velleità. Soprattutto quando l'animo si dispone con pura umiltà nei
confronti del sublime e inattingibile spettacolo del cielo. 12/10/2011
Dopo aver dato il benvenuto a Gabriella Afa,
di cui ho molto apprezzato la poesia, mi soffermo su alcune vele che
ho notato nel mare azzurro, pur senza tralasciare di leggere tutte
le altre. Renzo Montagnoli: bellissima interpretazione della poesia
che vive e si immedesima nella natura, complice la fantasia, ovvio.
Cristina Vascon: poesia che fa sognare, che è sogno, di cui ad un
certo punto ci si rende conto ("dando un calcio all'irrazionale), ma
poi ci si pente e lo si riprende; complimenti, Cristina, anche per i
"colori" descritti nella tua poesia. Aurelio Zucchi: e se non lo
davano a te, il premio, a chi si doveva conferire, con una simile
poesia? Stupenda! Angelo Taraschi: all'inizio sembra una descrizione
delle nuvole, che danno serenità, che sono un incanto, ma la chiusa
ci fa riflettere, rendendoci conto che le nuvole sono quelle
dell'"ottobre della vita". Lorenzo Poggi: una poesia stilisticamente
superba, come sempre; Lorenzo ha uno stile inconfondibile, asciutto,
scarno, con metafore stupende. Questa volta, però, il "mea culpa" è
una vera e propria confessione di una persona che chiede perdono per
la sua "prosopopea"e poi si chiude nel silenzio. Io, invece, attendo
le tue prossime poesie e ti ringrazio per la tua umiltà, che tutti
dovremmo avere. Daniela De Lorenzo: altra simile dichiarazione (ma
oggi, volete commuovermi?). Basta poco, è vero, per essere in
qualche modo "ripagati"; molto bella. Piero Colonna Romano: un esame
di coscienza, un guardarsi dentro, ma trasferendo sul golem tutto
ciò che vi si trova. Ma il golem uccide chi lo ha creato, come dire
che si rimane vittima della propria coscienza (se ho inteso bene).
Poesia che è unica nella scelta dell'argomento, ma quanto
drammatica, purtroppo, nel sentire! "Poi volse i suoi occhi a cieli
lontani. Ed a lungo rimase…". E' il momento della decisione,
espressa nella chiusa. Ma, a questo punto, mi sciolgo! Mi conforta
il fatto che è poesia e che inoltre, grazie a chi l'ha scritta, ora
so chi è il golem. Un grazie a tutti, in primis al nostro Lorenzo.
Pagina azzurra sempre più ricca di emozioni, ogni giorno.
Per Piero Colonna Romano – Solo un
grande poeta come te poteva scrivere questi meravigliosi versi- “
Crebbe ed andò/ Vagando la terra/ E mari conobbe/ E cime inviolate/
E spelonche smarrite/ Ed irosi vulcani. Complimenti vivissimi per la
tua splendida poesia. Ti ringrazio moltissimo per il tuo bellissimo
commento alla mia poesia “ Flash di Memoria”. Tanti cari saluti
unitamente al nostro prof Lorenzo. E ai poeti del “ Sito Poetare.
Il Gabbiano
Altra pregevole pagina azzurra. Altre emozioni
e queste sono le mie: 11/10/2011
Sempre affascinante questo viaggio
nell'azzurro. Sempre più bravi i sitani che, oggi , così mi
emozionano:
Qualche fiore qua e là 10/10/2011
La luna liquefatta di Cristina Vascon
fa pensare a un'immagine in cui si riflette il dolore del mondo che
tormenta nonostante la bellezza di questa orchidea rosa che illumina
la notte...Mentre La pazienza è finita di Lorenzo Poggi sbeffeggia
chi non vuol vedere e invoca una verità che sollevi il velo di
nebbia finalmente, un'invocazione affinchè si vada in aiuto al poeta
stanco di affondare unghie nella carta, che non può che
lacerarsi...Grazie alle pagine azzurre di esistere...Antonietta
Ursitti. Azzurro come il cielo di questa splendida
giornata di ottobre: 9/10/2011
Pagina ricca di emozioni ben descritte
dall'insostituibile Paolo Colonna Romano, in cui io noto il
mare possente di Lorenzo Poggi come un toro che incorna gli ultimi
scogli, interessante assistere allo svelarsi del diario segreto di
A. M. Cozza, un bel sentimento del tempo segnato da graffiti di
pioggia quello di Sandra Greggio, un tuffo che sa di primavera
quello del profumo di glicine di bruno amore e bello lasciarsi
avvolgere dai foulards di stelle di Cristina Vascon...Grazie a tutti
i sitani per esserci e specialmente a Lorenzo De Ninis...Antonietta
Ursitti.
Desidero esprimere un ringraziamento
particolare a Lucio Cornelio ed a il Passero per aver
ritenuto degne di menzione due mie poesie. Grazie di cuore anche a
tutti coloro che con assiduità mi commentano.
Travedendo e ripensando di A. M. Cozza
Per una placida, serena domenica di ottobre…
Limpida domenica ed altrettanto limpida pagina
azzurra. Questo sento e questo racconto:
Sono rimasto colpito in particolare da queste
poesie: 8/10/2011
Capire - come è bella, nei suoi contenuti,
questa poesia di Sandra Greggio.... quanta inutil vita
disperdiamo in comportamenti sbagliati, falsamente cordiali, in
formalismi che gelano invece di tendere la mano. Brava, e veramente
ispirata. Lucio Cornelio
oggi sono due le poesie che mi hanno catturato
"strega" di Lucio mi piace il tuo poetare le tue rime che sai
infilare con maestria 7/10/2011
La pagina azzurra di oggi si apre con una
poesia che incanta: applausi a Fausto Beretta, sono
affascinata dalla collocazione della parole, che crea un'atmosfera
magica. Dolcissima la poesia di Renzo Giordani , immagini che fanno
sognare ed una chiusa splendida ("nel cielo innamorato tremano
coralli di stelle"). Roberto Bottiroli mi proietta nella regione
dell'Arcadia e mi delizia con queste sue immagini, di gusto
classico. Renzo Montagnoli: dimmi dove si trova questo mondo,
descritto così splendidamente, ci vado subito! Annarosa Ceriani:
"catene" che è come dire "maschera" o "corazza", in ogni caso, tutto
quello che concorre a nascondere il proprio io; come è vero! Angelo
Taraschi: quanta tristezza nella morte di una pianta, viva, come un
essere umano. Bellissima! ("La quercia caduta" di Pascoli). Angelo
Michele Cozza: la tua stupenda poesia mi fa riflettere sul fatto che
non necessariamente le poesie devono sempre contenere sentimenti,
meditazioni, massime di vita: si possono dare anche descrivendo, nel
tuo caso, in modo mirabile, l'atmosfera autunnale. Cristina Vascon:
non ti ammalerai, Cristina, perché i sogni non ti abbandoneranno,
mai. Bellissima! Ida Guarracino: confini tra normalità e follia, è
un dilemma, cara Ida, ma mi piace definire l'arte "follia". Lorenzo
Poggi: pessimismo condiviso (una volta tanto, vero?), ma non vivo di
utopie; l'impegno profuso non ha dato frutti. Ma come bastano le tue
immagini e parole per definire stupenda questa poesia! E allora,
perché non ipotizzare che anch'essa serva a qualcosa? Ecco, felice
di aver trovato un elemento di positività anche qui, saluto tutti
cordialmente e vi ringrazio per le emozioni di questa stupenda
pagina. Un grazie a chi le ha rese possibili, il nostro Lorenzo.
Commento per Armando Bettozzi
Mi sento in dovere - e lo faccio con
gratitudine - di ringraziare chi commenta le mie poesie, non
limitandosi a un semplice giudizio di sintesi, ma fornendo anche le
motivazioni. E’ questa la via giusta per aiutare chi scrive, anche e
soprattutto quando la nota critica non è positiva. A Piero Colonna
Romano, infaticabile frequentatore del sito del prof. De Ninis, dico
solo che, al di là dei giudizi espressi sui miei componimenti, fa
piacere sapere che qualcuno ama la poesia non solo come sensazione,
ma come oggetto di approfondimento e disamina.
Dalla strada la sera di Fausto Beretta A Sandra Greggio,Piero Colonna Romano e
Lorenzo Poggi. Ed anche oggi grande azzurro vibrante di
poesia. E questo sento : Dalla strada la sera di Fausto Beretta
6/10/2011
Vorrei innanzitutto ringraziare tutti coloro
che hanno commentato le mie poesie.
Bella, semplice essenziale, profonda:
Bella e convincente questa pagina azzurra.
Bravi sempre di più i poetici sitani che, oggi, questo mi
raccontano: 5/10/2011
Ringrazio tutti per la bella accoglienza nel
sito e per i commenti alle mie
Una stupenda e ricca pagina azzurra, in
cui c'è da perdersi, oggi. Inizio sognando con le "stelle" di
Giuseppe Stracuzzi: che belle quelle stelle che tendono le mani,
umanizzate! Trovo poi le stelle e la luna nella stupenda poesia di
Lorenzo Poggi, con una chiusa incantevole. E continuo a sognare con
la meravigliosa poesia di Aurelio Zucchi; è vero, è stato alla fine
solo un sogno, ma ne valeva la pena! Poi, vado letteralmente in
orbita con Antonio Teni e chiedo aiuto per ritornare sulla terra
(che sia il caso di ricorrere alla realtà dei "piedi per terra" e
delle "scarpe nel fango" di Lorenzo Poggi?( mi cimento nell'impresa,
promesso) . Stupenda astrazione la bellissima poesia di Cristina
Vascon. Bravissima! Considero un sogno anche " Afrodite" di Pistore
Filippo; e come non farlo, data tanta dolcezza di immagini ? Trae in
inganno la poesia di Gianni Langmann: reale il mese di Ottobre, ma
intessuto di metafore di un cuore, purtroppo, "vuoto di illusioni".
Parliamo di amore con Iallonardo, la cui poesia, nell'ultima parte,
descrive in modo mirabile e condiviso l'unico tesoro che c'è al
mondo; da mettere in pratica, subito. Come anche l'invito di
Annarosa Ceriani: come restare indifferenti a simili definizioni
poetiche del verbo "rinnovarsi"? Bravissima! Amore gratuito quello
di stefano medel: spero che la persona a cui è rivolto capisca.
Trovo la speranza, nonostante l'ardua salita, in stefania verderosa,
mentre assisto impotente alla sconfitta di Gaetano Gulisano: ma
quanto apprezzata la tua bella poesia! Bellissima quella metafora
del silenzio, dopo la lotta nel mare della vita. Considero a parte
le ultime poesie, per quanto riguarda il loro argomento. Nora Demaj:
un appello ad essere ascoltata, espresso con un originale acrostico.
Con tanta umiltà, dico a Gabriele Renda che mi perdoni , ma di
politica non mi interesso molto e capisco anche poco; prometto
commento assicurato se mi proponi poesie dell'altro tuo genere,
molto belle. enrico tartagni: sei per me una continua scoperta, ma
anche (non so se per te è un complimento o un'offesa) un enigma,
tuttavia affascinante, intrigante. Dove voglio arrivare? Che sei
"oltre" la mia capacità di interpretare le tue poesie. Perdono!!!
Sono sincera: difetto o dote?
Altra bella pagina azzurra. Ed altri
sentimenti espressi con bella poesia, inviti a riflettere,
invettive. Questo mi avete fatto sentire: 4/10/2011
Chiedo scusa per la mia assenza dai commenti
sia di ieri che di oggi. Tuttavia, ciò non mi ha impedito di
leggere e di notare due nuovi sitani, a cui è d'obbligo il mio
benvenuto. Filippo Pistore che, con ci descrive con delicatezza di
immagini un pianoforte in soffitta; complimenti, Filippo, molto
bella. Oggi, Cristina Vascon, che si presenta con un originale
acrostico, molto intenso nella sua essenzialità. Brava, Cristina! Ad
entrambi, l'augurio di continuare a navigare con tutti i sitani in
questo bel mare azzurro, sotto la vigile ed esperta guida del nostro
magnifico Lorenzo, che colgo l'occasione per salutare e ringraziare.
Ed ecco quello che mi ispira questa bella
pagina azzurra: 3/10/2011
Ringrazio di cuore Antonia Scaligine,
Lorenzo Poggi, Piero Colonna Romano, e tutti gli altri.
Tre belle pagine in questi ultimi giorni e
tante emozioni nascono. Il tempo tiranno mi consente di
soffermarmi, oggi, soltanto sull'oggi. E questo mi avete detto e
dato:
Qualche nota tra una poesia e l'altra:
Tra i versi della mia prossima poesia
Lorenzo Poggi,Sandra Greggio e Giuseppe
Stracuzzi. Vi ringrazio moltissimo per i vostri graditissimi
commenti alla mia poesia “ Vorrei fermare il tempo”
Ho letto O mare, in cui Silenzi
riflette alti e bassi della sua vita, somiglianti a maree, in attesa
di una morte unica dimensione pacificatrice perchè ultima...Ancora
una volta il mare sa parlare la lingua del cuore che il poeta sa
trasmettere...Antonietta Ursitti. Mi
scuso per i refusi del precedente commento... 2/10/2011
Alcune tra le belle poesie che ho letto.
Colgo alcune vele nell'azzurro mare di oggi.
Una risposta all'accorato appello di un Renzo Giordani, che
teme di non essere letto ed ascoltato; su quale fondamento? Ogni
poesia di questa bella pagina trova dei riscontri, anche se non
sempre vengono scritti. Un altro appello, quello di Giuseppe
Stracuzzi, ma (per fortuna) di natura diversa; dolci immagini
proposte con grande delicatezza all'"ascolto" di tutti: io,
personalmente, le ho "sentite" e fatte mie. Nino Silenzi: ci sono
tutti gli "ingredienti" a me cari, primo tra tutti il mare, simbolo
di libertà, ma qui, anche, visto come "specchio" di vita. Molto
intensa, velata di struggente malinconia. Lorenzo Poggi: ci indica
alcuni posti dove conservare le idee (condivisi), mentre i piedi
restano nell'orto. Bellissima! Annarosa Ceriani: stupenda
dichiarazione, proprio senza maschera; grazie per essere così.
Antonio Teni: una poesia "filosofica", la sofferenza come risposta
che la vita dà all'Homo Sapiens, che ha il coraggio di essere anche
fiero di se stesso! Un obbligo il richiamo a Leopardi ("il giardino
in istato di souffrance") ed anche a Montale( "Ah l'uomo che se ne
va sicuro"). Un "grazie" a Il Gabbiano che, seppure con un po' di
tristezza, mi fa conoscere un luogo incantato. Mi sento come
Ariosto, quando diceva che gli bastava una carta geografica per
viaggiare e conoscere il mondo. Io ho di più: viaggio con le poesie.
Ho aperto la pagina e mi ha invaso l'azzurro. 1/10/2011
è l’una di notte, e io mi gusto alcune poesie
nuove, appena sfornate: |
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