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NO COMMENTI Salvatore Armando Santoro

 

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Commenti

 2018

31 Marzo

"Violacciocca" di Marino: mi sono piaciuti il ritmo e le immagini e gli odori che evoca. Ho trovato poi molto carina e un po' country "Lady Jane" di Romano.
Buona Pasqua a tutti.
Simone

 

30 Marzo

Auguro a Lorenzo, a Piero e a tutti i poeti della pagina azzurra di trascorrere serene festività Pasquali.
Salvatore Cutrupi
 

Auguri affettuosi a tutti i colleghi della bellissima nostra pagina azzurra ed un sentito grazie per le generose espressioni a Simone, Giuseppe Dabalà, Roberto Soldà, al nostro comune amico Piero, ad Antonia, a Sandra, a Laura. Serena Pasqua e felice pasquetta! Un urrah di approvazione per il magnifico Lorenzo.
Santi
 

Carissimi Lorenzo e Piero,desidero ringraziarVi per la Vs disponibilità e cortesia nei miei confronti e augurare a Voi e ai Vs cari una Serena e Felice Pasqua. Un caro saluto
Bruno Castelletti
 

30 marzo 2018

Marino Giannuzzo –Pagliaccio-: The show must go! Questo raccontano i versi di Marino che rammentano il “vesti la giubba” di Leoncavallo, con tutto quel che c’è di stridente in quel dover divertire, avendo dentro una grande pena.

Santi Cardella –Mare-: Un'ode al mare che è una dichiarazione d’amore a quelle acque che donano romantici sogni, resa con intensi, ritmati e bei versi del nostro grande Santi.

Cristiano Berni –“Nulla turba il silenzio delle notti”-: La notte, con la sua pace, resta imperturbabile qualunque episodio in lei si realizzi. Un anafora ci conduce in questo viaggio notturno, narrato con i versi di  Cristiano.

Enrico Tartagni –L’Universo-: Forse in questi versi c’è l’ermetica evocazione della reincarnazione. O forse no, certamente donano una certa inquietudine.

Maria Attanasio –Scrivo…-: Un ritrovarsi positivamente, dunque, in questi versi dal meditativo tono di Maria.

Giuseppe Stracuzzi –Traghettando-: Appassionata e commovente descrizione dell’amata Sicilia in questi bellissimi versi (sin da quello iniziale) dell’ottimo Giuseppe. Complimenti, mi hai emozionato.

Sandra Greggio –Donarsi-: In perfetto tema di questa giornata in cui si celebra la morte del Cristo, sono questi intensi versi di un ispirata Sandra.

Francesco Soldini -99. Di Lago-: Una visione che apre l’anima alla gioia, in questi pennellati versi di Francesco.

Antonia Scaligine –Spesso mi sorprende il passato-: Versi che mi riportano alla mente le processioni che rievocavano la via crucis del Cristo, viste in una Palermo dell’immediato dopoguerra che non ho più dimenticato. C’è tutta la fede di Antonia e la sua speranza di vita, in questa bella ed ispirata poesia.

Jacqueline Miu –boogeyman-: Una confessione ed un invocazione d’amore e all’amore, negli infuocati versi della spettacolare Jac.

A voi tutti l’augurio per delle serene festività pasquali, assieme al più cordiale dei saluti.

Piero Colonna Romano
 

Meravigliosa l'ode al mare di Santi, che nella visione del nostro talentuoso poeta, pare un cielo capovolto ed è specchio dell'universo. Ho apprezzato poi "Donarsi" di Sandra e "Di lago" di Francesco, in quest'ultima è trasparente la sincerità del cuore. Auguri a tutti i sitani.
Simone

 

29 Marzo

Caro Lorenzo Grazie della bella pagina azzurra che offri, ti auguro di
cuore insieme a tutti i sitani  Buona e Santa Pasqua, in particolare
desidero ringraziare anche Piero Colonna Romano che  illumina coi suoi
interventi le poesie.
Giuseppe Stracuzzi

Desidero ringraziare Piero Colonna Romano, che da sempre mi incita,
con i suoi commenti, a migliorarmi, e ad essere fiducioso.
Soprattutto ora, impegnato come sono, a superare questo momento
molto difficile. Grazie Piero. Voglio cogliere il tuo, generoso, commento,
come la conferma del mio ritorno ad una certa serenità, indispensabile
per poter scrivere, ancora, qualche poesia dignitosa.
E desidero ringraziare Lorenzo De Ninis, la cui generosità, tutto ciò
rende realizzabile.
Buona Pasqua a tutti Voi, ed un saluto particolare a Carlo Chionne e
a Santi Cardella.
Giuseppe Dabalà
 

A tutti i poeti del sito AUGURI PER UNA BUONA E SERENA PASQUA, in modo particolare a Piero, Lorenzo e a Carlo Chionne per le sue ironiche, simpatiche e “piene” poesie.
Fausto Beretta

 

28 Marzo

28 marzo 2018

Giuseppe Stracuzzi –Aiutami a esplodere-: Un esplosione di desiderio, che nasce da una visione, espressa con illuminanti metafore da un Giuseppe in strepitosa forma poetica. Complimenti!

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Ode al Ticino-: Un viaggio lungo il corso del Ticino, tra arte, storia e ricordi, narrato con la maestria di un Carducci  e col sentimento di uno strepitoso Giuseppe, meritevole di convinti applausi per questa magnifica ode da leggere e rileggere per gustarne musicalità e cultura.

Andrea Dalla Libera –Serenità-: Ironia, humor ed un retorico interrogarsi sulla vita, in questi piacevoli distici a rima baciata di Andrea.

Marino Giannuzzo –Francesca-: Il rifiuto della morte di una persona cara e la disperazione che genera, in questi ben descrittivi versi del nostro Marino.

Maria Attanasio –Primavera-: Un sospiro di sollievo porta l’arrivo della primavera, cancellando il gelo dell’inverno. Versi che sono metafora di una rinascita dello spirito, dopo traversie vissute.

Francesco Soldini -97. Saggi-: I giovani non ascoltano più la saggezza degli anziani. Credo sia questo il messaggio contenuto nei versi di Francesco.

Jacqueline Miu –Passaggio nel Limbo-: Il dove dell’incertezza, il luogo privo di pene e premi, eppure è il luogo dove possono nascere desideri di vita, certezze e dubbi, bisogni di protezione. E Jac vi passa dentro, portandosi dentro e gridandolo, un bisogno d’amore, e qui lo narra col suo forte poetare.

G. G. Casarini suggerisce in lettura “Mia giovinezza” di Ada Negri-: Pare dire Ada Negri, in questa bella poesia, che la giovinezza non è legata all’età anagrafica, essendo una dimensione dello spirito. Esplicativa, particolarmente, è la strofa di chiusura che pare anche un augurio inviato al lettore. Grazie a Giuseppe per averci proposto questa poetessa. 

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

27 Marzo

27 marzo 2018

Maria Attanasio –Avrò…-: Un concentrato di bella poesia in pochi , intensi versi.

Michael Santhers –Progresso-: La descrizione di un allucinante e allucinato progresso in questa serie di surreali, drammatici aforismi di uno sfiduciato Michael.

Giuseppe Stracuzzi –Alba sul mare-: Intensi ed ispirati versi che dipingono una suggestiva alba che pare uscita da un sogno e fanno sognare. Complimenti Giuseppe!

Simone Magli –In ogni dove c’è uno sguardo da poggiare-: Aforisma che ci dice della bellezza di ciò che ci circonda e ci invita all’attenzione.

Giuseppe Dabalà –Primavera non ritorna-: Splendida poesia ispirata da un profondo sentimento e resa con bellissimi versi, densi di nostalgici ricordi e di una pessimistica visione del futuro. Un Pino particolarmente ispirato descrive, assieme ad un malinconico ma suggestivo panorama, la tristezza di un anima, con grande maestria. Da leggere e rileggere per ricordare e gustarne la dolcezza. Complimenti vivissimi, caro amico.

Bruno Castelletti –Desso che son rivà-: Con questa poesia  (perfetto sonetto caudato, rigorosamente ligio alla regola che vuole il XV° verso, settenario a rima del XIV°) si chiude la prima parte di “Robe da ciodi e sbaci de seren”, parte nella quale il nostro eccellente amico ha narrato la sua filosofia di vita e ci ha incantato, anche con brillanti, spiritosi talvolta, ritratti di amici della sua “Valle da Orsa”. Abbiamo fatto, con i suoi versi, sempre ritmati e didattici, un viaggio nella sua vita e nel suo sentimentale viverla e, per quel che ci ha insegnato, gliene siamo grati.

Claudio De Lutio –Domenica delle Palme-: Bellissima descrizione di quel racconto evangelico (Matteo) dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, che fu l’inizio della settimana di passione. Claudio usa bei toni pascoliani per narrarlo, con delicato sentimento di fede. Complimenti.

Marino Giannuzzo –Suore-: Reso con maestria un bel coro di suore, da questi ispirati versi di Marino.

Carlo Festa –Nessuno si avvicina-: Il sentirsi isolati nella solitudine e non considerati, in compagnia soltanto delle proprie pene, è ottimamente narrato da questi versi, dal disperato tono, di Carlo.

Jacqueline Miu –Marzo-: Uno squarcio di primaverile azzurro, nei sintetici, significativi versi della nostra Jac.

Francesco Soldini -96. Prima primula-: Una pennellata d’acquerello, a dipingere l’incombente primavera, nei delicati versi di Francesco.

Carlo Chionne –Alternativa italiana-: …e la prosecuzione dice “scarpe rotte eppur bisogna andar” e pare metafora di quel che ci aspetta, visti i risultati delle recenti elezioni…Ma quel che segue resta la nostra speranza più fervida (“a conquistare la rossa primavera, dove sorge il sol dell’avvenir”). Nonostante il grido di dolore espresso da Carlo con i suoi versi, dal malinconico, rassegnato tono, la speranza è l’ultima a morire. Peccato essere così avanti negli anni e dover lasciare a figli e nipoti il compito di riportare ad una normalità, fatta di giustizia e parità di diritti, questa società malata. Ma, forse, dovremmo chiederci quanta responsabilità abbiamo noi tutti, perché si sia realizzata questa aberrante situazione.

Antonia Scaligine –Poter sempre dire-: Versi che scavano dentro l’anima, anche di chi non è credente, sono questi della bravissima Antonia che quei esprime, con grande ispirazione e maestria, la sua fede, il suo amore. Complimenti!

Laura Toffoli –La rinascita …Pasquale-: Se tutti conservassero la purezza dell’infanzia…Questo il messaggio che i versi dell’ottima Laura ci inviano. Speriamo che almeno a Pasqua trionfi l’amore!

G. G. Casarini suggerisce in lettura “Un destino” di Antonia Pozzi-: Dedicato al poeta  è questo intenso desiderio/augurio, espresso con bellissime, suggestive immagini di chi poeta era nell’anima.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Al Vate e Mecenate dell’Azzurro Sito Prof. Lorenzo e a chi qui in rime scrive, queste legge e commenta i miei vivissimi Auguri: per tutti la giornata della Santa Pasqua di Resurrezione 2018 sia piena di letizia e serenità.
ggc
 

Complimenti al pittore Giuseppe per la sua suggestiva "Alba sul mare" e a Bruno per la tenera genuinità e l'ironica saggezza espressa in "Ora che sono arrivato".
Grazie a tutti i sitani e w la pagina azzurra, nella quale ogni sera, da quasi dieci anni, trovo un porto sicuro a cui approdare: un rifugio dove regnano la poesia, l'amore e altre emozioni. Grazie Lorenzo.
Un ringraziamento speciale a Piero la "colonna".
Simone

 

26 Marzo

Ringrazio di cuore Piero , Santi ,tanto generosi con i commenti ,
dando sempre grande merito alle nostre poesie, grazie
Auguro a tutti una Buona e Santa Pasqua
in particolar modo a Lorenzo che ci abbraccia sempre con il suo sito
ricambio il suo abbraccio dolce e affettuoso
Antonia Scaligine

 

25 Marzo

24, 25 e 26 marzo 2018

Maria Attanasio –Flussi-: Visioni esistenziali, di se stessa e del mondo che ci circonda, di ricordi e di figli, in questi versi dall’ermetico, evocativo sapore della nostra Maria.

Nino Muzzi traduce Amaranta Caballero Prado-: Ed ancora grazie a Nino per questo farci conoscere ignoti poeti di terre lontane.

Michael Santhers –Gli ombrelli-: E riecco il surreale descrivere oggetti, rendendoli quasi umani, del nostro Michael che sempre sorprende e dona piacere con i suoi versi.

Enrico Tartagni –Merini, amore e parole-: Commosso omaggio alla grande Merini che certamente avrebbe apprezzato più di un passaggio di questa poesia, come, per esempio, quel “e così lasciamo alle parole/il tempo d’aprirsi come i fiori”.

Giuseppe Stracuzzi –C’è la parola amore-: Una dolcissima poesia che, con romantiche e belle immagini, diviene ode all’amore che tutto pervade. Un Giuseppe in gran forma e ispirato ci regala, ancora una volta, una poesia ricca di sentimento e dal bel ritmo dato dall’alternarsi di endecasillabi e settenari.

Michele Aulicino –SMS-: Forse un ricordo, forse nostalgia del mare, ispirano Michele per questi sintetici , vagamente ermetici, versi.

Marino Giannuzzo –Alba-: Ulteriore ritratto, ben composto, che va ad arricchire la galleria di personaggi della poetica fatica di Marino. Oggi è di scena una donna  che, provata dalle delusioni della vita, si lascia andare, trovando la pace solo nella silenziosa notte.

Laura Toffoli –Perché sei nostalgico…oh tramonto?-: Bella questa descrizione del tramonto e delle sensazioni che regala. Immagini dolcissime che ci portano a vivere quel tramonto, quella calma notte, quell’alba che diviene speranza di nuova e lieta vita.

Jacqueline Miu –annientamento-: Un amore che sconvolge corpo e mente, narrato con quella violenza alla quale l’ottima Jac ci ha abituati ma che continua a stupire, anche perché narrato con l’uso di frasi sempre diverse, ma sempre della stessa veemenza.

Francesco Soldini -95. Musicali-:  Una riflessione sulla poesia che può esserci nelle parole e sulla loro musicalità.

G. G. Casarini suggerisce in lettura “Meriggio” di Antonia Pozzi-: Un intensa analisi di se stessa e, forse, il presagio del suicidio, in questi intensi, conturbanti versi di Antonia Pozzi.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

23 Marzo

22 e 23 marzo 2018

Carlo Festa –Ancora niente-: Il dramma delle donne che scelgono (o, meglio, sono obbligate a fare) quello che si definisce il più antico mestiere al mondo, in questi amarissimi versi di Carlo.

Maria Attanasio –Volesse il cielo-: La speranza in un mondo con più umanità, con più cuore nel cervello, come afferma Maria, in questi intensi versi che invitano a riflettere.

Nino Muzzi traduce Martine Audet-: Poetiche, sognanti immagini, per dire di un esigenza esistenziale del bello e del giusto, di questa sconosciuta poetessa canadese, tradotta da Nino per noi.

Rosa Giusti De Ruggiero –Anch’io sono poeta e ritrovarmi-: L’ineluttabile destino di sentirsi chiusa e priva d’aria in una gabbia d’oro, confrontato con altro destino di chi riuscirà a liberarsi da ben più tristi gabbie, per ritrovare se stessa e la vera libertà, in questi versi di non semplice interpretazione, di Rosa.

Marino Giannuzzo –Lidia-: Altro vibrante disegno dell’immagine  di una donna piena di gioia di vivere.

Francesco Soldini -94. Missili-: Bello questo richiamo al programma missilistico Ariane ed alle sue finalità di pace, che il nostro Francesco ricorda con questi suoi versi.

Laura Toffoli –Primo Carnera-: Omaggio rispettoso ad un grande campione della box e della vita, reso dalla nostra Laura.

Jacqueline Miu -7a-: Una forte invocazione, densa di sentimento, all’amore, con gli incandescenti  e bellissimi versi della nostra ottima Jac.

Roberto Soldà –Fusione fredda-: Ed ancora una volta Roberto ci affascina con questo suo  saper mescolare intimi ricordi d’infanzia con la scienza acquisita (ed insegnata) in età matura. Sono poesie didattiche nei due sensi le sue: sia quando narra della sua infanzia, sia quando regala nozioni di chimica. Ed in entrambi i casi stupisce la capacità poetica con la quale sa coniugare i due argomenti. Complimenti!

Antonia Scaligine –Anche se…amo la primavera-: Omaggio alla stagione della rinascita della natura, resa con belli e significativi versi, tra i quali sono da ricordare i bellissimi, ispirati “la primavera aprirà la cerniera/al sole e di speranza sarà foriera”. Sempre complimenti merita la nostra Antonia.

Sandra Greggio –Primavera in me-: Il bisogno di rinascere, assieme alla natura, in questi intensi e bei versi di Sandra.

Autori vari –Neve a primavera-: Gli scherzi di un clima impazzito ispirano un gruppo di poeti che piangono, come perse, le caratteristiche più gradevoli della primavera. E ne deriva una corale poesia che è protesta e speranza.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Ed anche Salvatore, come i precedenti, abbina le stranezze del tempo al realizzarsi la primavera con le sue tipiche immagini.

G: G. Casarini suggerisce in lettura “I musaici di Messina” di Antonia Pozzi-: Bellissimi e ispirati da profondo anelito spirituale i versi che, della sensibile Antonia Pozzi, oggi ci suggerisce l’amico Giuseppe.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per quel che consente.

Piero Colonna Romano
 

Caro Lorenzo,
ecco una breve carrellata sulla pagina azzurra odierna:

"Ancora niente", di Carlo Festa - Prosastica esposizione d'un rapporto che simula, inutilmente, l'amore; con la tristezza che ne consegue.
"Volesse il cielo", di Maria Attanasio - Suggestiva invocazione di eventi positivi che possano portare serenità e sorriso nel cuore e negli occhi delle persone.
"Anch'io sono poeta e ritrovarmi", di Rosa Giusti De Ruggero - Affascinante confronto poetico fra due persone di età diversa, accomunate da un'identica posizione all'interno d'una gabbia d'oro; con un distinguo fra chi può ancora modificare la propria situazione, avendo un'aspettativa di vita più lunga e chi, già giunto alla vecchiaia, non ha più forza e risorse per combattere.
"Lidia", di Marino Giannuzzo - Confortante ricordo, espresso con versi musicali, d'una sirena che accelerava i battiti del cuore.
"Missili", di Francesco Soldini - Poesia - prosa per cantare le conquiste spaziali dell'uomo, sperando che non siano sfruttate a fini bellici.
"Primo Carnera", di Laura Toffoli - Il gigante buono di Sequals ricordato poeticamente dalla nostra Laura come esempio di chi lotta per vincere le avversità della vita.
"7a", di Jacqueline Miu - Una smania d'amore e di vivere dichiarata con infuocati versi dalla nostra collega, sostenuta da un vigoroso stile poetico che riflette un animo dominato dall'amore.
"Fusione fredda", di Roberto Soldà - Tenera rievocazione d'una speranza antica che, se si realizzasse, ci darebbe energia illimitata a basso costo; ed un tuffo nel passato che risveglia fantasie non sopite.
"Anche se ... amo la primavera", di Antonia Scaligine - Bella composizione che spicca nella raccolta poetica di Antonia, per la freschezza e la musicalità delle immagini che annunciano l'imminente primavera.
"Primavera in me", di Sandra Greggio - La rinomata collega apre per noi il giardino dell'anima e ci trasmette quel brivido contagioso della natura che si risveglia.
"Neve a primavera", di Autori vari - Quello che i meteorologi hanno definito come un colpo di coda dell'inverno viene richiamato con suggestivi versi e delicate immagini in questa bella composizione a più mani che si distingue per la leggerezza delle rappresentazioni. E ci conferma che la natura è bella in tutte le sue toccanti espressioni.
"Haiku ", di Salvatore Cutrupi - Un momento magico espresso con poetiche immagini.
"I musaici di Messina", di Antonia Pozzi, lettura consigliata da G. G. Casarini - Il tragico terremoto del 1908 rievocato da una delle voci poetiche più significative del '900 italiano, con mistiche immagini che invocano la protezione di Maria sulla città colpita.
Un affettuoso saluto per te e per i colleghi,
Santi

 

22 Marzo

È vero, sono parte in causa e quindi interessato.Ma ditemi se, al di là di tutto, Piero Colonna Romano oltre ad essere lo stimato poeta che tutti conosciamo e il bravissimo e puntuale commentatore che tutti apprezzano , non sia anche un raffinato e finissimo critico letterario della migliore tradizione italiana. Basta leggere questo giudizio per rendersene conto.
“ Poeta sono…-: Endecasillabi, che hanno il dolce suono di un epigramma catulliano, regalatici dal grande Carlo, per la gioia del nostro udito !”.
(C. Chionne)
 

21 marzo 2018

“GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA”

dimenticata da tutti tranne da chi l’ama, quanto noi.

Marino Giannuzzo –Voce-: Voci dal gotico suono, in una notte inquietante, raccontate, quasi  fosse incubo, dal nostro Marino.

Carlo Festa –Ti porta su-: Forte riflessione sulla droga e su i suoi effetti, in questi versi sui quali riflettere.

Maddalena Gatto –Sul finire stanco-: Una triste considerazione sulla brevità ed inutilità della vita, proposta dalla brava Maddalena.

Maria Attanasio –Circa l’amore-: Amara riflessione su di un rapporto che dovrebbe essere d’amore ma che, al contrario, è un viversi accanto senza veramente conoscersi. Struggenti sono i versi di Maria che, comunque, non perde la voglia di vivere.

Nino Muzzi traduce Daniela Danz-: Vola nel sogno questa sconosciuta Danz e Nino ce ne regala i suggestivi versi.

Michal Santhers –Somalia-: Dipingono bene le atmosfere somale i bei versi di Michael, al quale do il bentornato tra noi.

Andrea Dalla Libera –La carciofoll-: Una nave che naviga vendette contro i buoni ed i cattivi sentimenti, in queste descrizioni (che vagamente ricordano Peter Pan) di un fantasioso Andrea. Forse il titolo, se capito, potrebbe spiegare il senso, la metafora, di ciò che  abbiamo letto

Silvio Canapè –Cupa è la notte-: Notte di sabba dunque, dove soltanto l’amore porterà la pace, nei bei versi di Silvio.                                                            

Ricciardelli Frate Lorenzo –Mondo possibile-: Una dolente analisi dei sentimenti che pervadono il mondo e l’invito a “dare luce ed aria” al nostro sentire, per respirare con amore il nostro futuro. Interpreto così questi intensi e bei versi di Lorenzo.

Salvatore Cutrupi –Dreamers-: Sognatori e poeti, dunque sono questi uomini che l’ottimo Salvatore descrive con amorevole enfasi. Bella e condivisibile analisi ne fa questa poesia, perfetta in questo giorno dedicato alla poesia.

Francesco Soldini -93. Memoria-: Sinceramente non so da dove iniziare a capire questi ermetici versi di Francesco.

Carlo Chionne -21 marzo Il mio giardino-: Poeticissima descrizione di questo nostro mondo, dove dovrebbero albergare positivi sentimenti, per farne un profumato giardino, per l’oggi e per il dopo. Perfetta la scansione dei versi del grande Carlo, dal quale bene sarebbe imparare.

Laura Toffoli –Il canneto-: Mi hanno sempre affascinato i canneti, per quel loro muoversi al vento e per quelle ombre che creano e Laura mi rammenta quelli della mia infanzia, con questi belli e descrittivi versi.

Jacqueline Miu –sing-: Sognante descrizione del fascino del mare in questi splendidi versi di Jac.

G. G. Casarini suggerisce in lettura “L’alcione” di Giacomo Zanella-: Ed un grazie al nostro amico Giuseppe Gianpaolo per questa proposta di lettura, fatta di versi incatenati, così come volle Dante per la sua Divina Commedia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

21 Marzo

20 marzo 2018

Marino Giannuzzo –Vittoria-: Le emozioni che può donare la vittoria qui ben descritte da Marino.      

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Sterzing-Vipiteno-: Un malinconico ricordo del cimitero della deliziosa cittadina dell’Alto Adige, in questi dolcissimi versi dell’ottimo Giuseppe.

Carlo Festa –Ho votato-: “mi sono fidato” afferma Carlo. Adesso incrociamo le dita.

Maddalena Gatto –Or che tutto è spoglio intorno-: Una malinconica, pessimistica visione del mondo che ci ospita, ben resa da Maddalena con i suoi suggestivi versi.

Simone Magli –Piove-: In una giornata uggiosa, nel mare si cercano sensazioni che vivifichino, cancellando la noia esistenziale. Esattamente quel che chiede un alcolista, affacciandosi al bancone di un bar. Bravo Simo, piaciuta la similitudine!

Claudio Badalotti –Nevica-: Poesia dalla pensosa atmosfera e dalle belle immagini che bene descrivono uno stato d’animo, dove il bisogno di tenerezza ed il sentirsi protetto dalle insidie del mondo  si mescolano ed esprimono, nel lieve e bel racconto di Claudio.

Cristiano Berni –“Fantasia”-: Ode alla fantasia, quindi, dove la ripetuta anafora e quel ripetuto rimare in “ia”, ne sottolineano il senso di libertà che può regalarci il correre nel sogno, appunto, con la fantasia.

Bruno Castelletti –Da veci-: Ed ecco Bruno che filosofeggia sulla vita e sulle sue pene,  donando lezioni su come affrontarle. Ma anche un Bruno consapevole d’esserne lui stesso destinatario, con quell’esprimere dubbio in chiusura. Lezione di vita, dunque, con  ritmati versi sui quali bene sarebbe riflettere.

Maria Attanasio –Cuore-: I contrastanti sentimenti che scaturiscono dal cuore, narrati da Maria con questi suoi veri.

Nino Muzzi traduce Jan Wagner-: Un surreale racconto di quel che accade dal parrucchiere ai nostri capelli ed al nostro umore, nella traduzione che Nino ci regala di J. W.

Salvatore Cutrupi -.La mia primavera-: Bello questo saluto alla nuova stagione, oggi al suo inizio, nei suggestivi e bei versi di Salvatore, pieni d’ottimismo per il futuro.

Francesco Soldini -92. Splendore-: Un sintetico e bellissimo dipinto di una montagna, reso con pochi, intensi versi di Francesco.

G. G. Casarini suggerisce in lettura “Fresco ruscel, che dal muscoso sasso” di G. Zanella-: Un fresco panorama campestre, raccontato con una serie di versi  endecasillabi a rime incatenate, da uno Zanella amante del classico e decisamente didattico. Sempre grazie, Giuseppe!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Complimenti e grazie a tutti i poeti che hanno reso bella anche oggi, giornata mondiale della poesia e primo giorno di primavera, la mitica pagina azzurra. Un saluto a tutti.
Simone


Grazie sempre Piero e grazie Lorenzo caro
Un caro saluto agli azzurri
Tinti

 

20 Marzo

Volevo ringraziare il poeta Piero
e il poeta Lorenzo….loro come Santi e altri del sito
li considero veri poeti….io cerco di esprimermi,
di esporre i miei pensieri, mi diverto a mescolare parole
e sentimenti….e il risultato è una crisalide di poesia…..Laura
………petali di ciliegio
tra dita di sole
scendono dal cielo….per augurarvi….. soave Pasqua a tutti….
 

19 marzo 2018

Nino Muzzi traduce Jan Wagner-: Squarci della città del gioco d’azzardo, raccontati con molto sentimento  e con poetiche, suggestive immagini, in questa traduzione di Nino.

Marino Giannuzzo –Vita spezzata-: Commossa rievocazione di una giovane ragazza, troppo presto spentasi nella morte, nei versi di Marino.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Oggi mi parlano le viole-: Un dolce profumo ed un dolce ricordo che si intrecciano, in questi versi dal malinconico, nostalgico tono di Giuseppe.

Carlo Festa –Tu che hai un sogno-: Forte incitamento a realizzare i propri sogni, a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà, a credere in se stessi, aldilà dei giudizi che altri possono dare, nei forti e bei versi di Carlo.

Tinti Baldini –Giorno-: Una grigia, noiosa giornata che fa desiderare d’essere in altre località marine o montane, per sentire sul viso la sferzata del maestrale o per volare sulla neve verso gli alti ghiacciai. In definitiva per sentirsi liberi dalla noia e vivi. Come sempre belli i versi della bravissima Tinti che sa regalare emozioni col suo poetare.

Davide68 –Vita di un becchino-: In definitiva il becchino, come afferma con macabro, poetico humor il nostro Davide, è “un contadino che coltiva fiori e gente”. Ma ne è ben descritta la vita ed il sentire, in questi liberi, lunghi versi rimati o assonanti.

Enrico Tartagni –Due passi su di una spiaggia d’inverno…o d’autunno?-: Una promessa che pare non mantenuta, dato il malinconico tono dei versi di Enrico, che, tra l’altro, non ricorda in che stagione la promessa avrebbe dovuto realizzarsi, pur restando nella mente e nel cuore.

Maria Attanasio –Io-: Sentirsi dentro, per capire quale sia quel sentimento che fa bruciare, mentre il panorama esterno è gelido. Leggo così questi metaforici versi della nostra Maria.

Carlo Chionne –Poeta sono…-: Endecasillabi, che hanno il dolce suono di un epigramma catulliano, regalatici dal grande Carlo, per la gioia del nostro udito.

G: G. Casarini suggerisce in lettura “Le ore della notte” di Giacomo Zanella-: In bello stile, che probabilmente divenne carducciano, ecco che Zanella compone, con gran maestria, questa lunga serie di quinari, alternando sdrucciole a piane. Grazie Giuseppe Gianpaolo, per questa didattica proposta.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

18 Marzo

18 marzo 2018

Poesie a tema: Amor sacro e amor profano

Antonia Scaligine –Ti amo, a prescindere-: Il giusto modo di prendere le cose della vita, in questa spiritosa (ma quanto amaro è questo humor!) poesia della bravissima Antonia.

Poesie a tema libero

Renzo Montagnoli –La scoperta-: L’andare inesorabile della vita si riflette nel nostro viso, ruga dopo ruga, e ci lascia stupefatti, in questi riflessivi e bei versi dell’ottimo Renzo. Dorian Gray, Dorian Gray, cercasi disperatamente.

Santi Cardella –Olocausto-: L’anima, nella gabbia del corpo, ispira Santi per questa riflessione sulla vita, resa con bella poesia che è un invito a riflettere. Ti devo un grazie di cuore per l’evidenza che hai dato a quella mia poesia, assieme ad un caro saluto.

Marino Giannuzzo –Vipera-: Un rapporto, che più contestuale non potrebbe essere, narrato con realistiche immagini fatte di tenerezza non ricambiata, di veleni, più o meno sotterranei, e, di conseguenza, di violenza.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Il glicine e la rosa-: Bella descrizione, velata di melanconia, di un abbandonato casolare di campagna, dove gli ultimi fiori, di una più ridente stagione, tentano di sopravvivere, in questi bei versi di Giuseppe.

Silvia Canapè –Tra il chiaro e lo scuro-: Un ritorno verso casa, continuando a vivere un romantico ricordo, mentre di là da un finestrino di un treno si snodano, come in sogno, immagini. Il tutto raccontato con bella maestria e gran sentimento dal bravo Silvio.

Carlo Festa –Nell’apparenza-: La cruda realtà e le illusioni che di lei ci facciamo, narrate in questi meditativi versi di Carlo.

Maddalena Gatto –Amore dona amore-: Pare di leggere di un amore che, pian piano, va sbiadendosi, negli intensi e bei versi di Maddalena.

Maria Attanasio –Donne-: Un ritmico narrar di donne, in questi sintetici versi di Maria.

Antonio Scalas –Il fornaio-: Significativa descrizione di uno dei personaggi più importanti tra gli artigiani del paese, resa con bel poetare da Antonio.

Giuseppe Gianpaolo Casarini suggerisce in lettura “Marzo” di A. S. Novaro-: Omaggio al mese di marzo, con questi freschi versi di A. S. Novaro che G. G. Casarini ci offre, forse quale didattico suggerimento.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Caro Lorenzo,
nel ringraziare Piero Colonna Romano ed i colleghi
per l'affettuosa attenzione dedicata al premio da me conseguito al concorso di Erice, sottolineo che Piero, nella sez. poesia in metrica, ha conseguito una prestigiosa menzione d'onore con la poesia "La foce", bellissima poesia in versi alessandrini, che riporto qui di seguito per il diletto dei colleghi intenditori.
Tanto bella e magistrale che attendo con curiosità di conoscere le poesie che andranno sul podio per capire il criterio di valutazione adottato dalla giuria. A Piero intanto i miei sinceri complimenti!
Santi

La foce
Dove l'acqua del fiume si confonde col mare,
resto fermo a guardare quelle candide schiume.
Fu veloce il percorso, dalla fonte alla riva,
la mia mente già arriva dove nacque quel corso.

Ripercorro le sponde, che han memoria degli anni,
vi rivedo gli inganni, commozioni profonde.
E con l'arte a conforto, con l'amore a compagno,
vissi in terre di sogno, gran ricordi mi porto.

Ora torno al mio mare, c'è la barca che attracca,
dalla dolce risacca vibra un suono a incantare.
Dall'inizio alla foce, sol nell'acqua è il traguardo,
mi rapisce lo sguardo, lieve nenia è la voce.

Quando d'atomi salsi diverrò un bel mattino,
volerò sul cammino dove il bene raccolsi.
Piero Colonna Romano


Caro Lorenzo,
ecco alcuni commenti sulle suggestive composizioni presenti nella pagina azzurra odierna:

"Ti amo, a prescindere ...", di Antonia Scaligine - La nostra poetessa canta un amore che non ha resistito all'usura del tempo, l'essenza d'un amor sacro che, poco alla volta, si trasforma in assenza.
"La scoperta", di Renzo Montagnoli - La parabola della vita osservata prima nel breve tratto ascendente e, poco dopo, nel tratto discendente che porta malinconia; il tutto descritto con bei versi liberi che denotano una buona ricerca musicale.
"Tra il chiaro e lo scuro", di Silvio Canapè - Emotiva descrizione d'un viaggio, metafora dello scorrere inesorabile del tempo, immagini di vita in cui è difficile trovare momenti di pace; ma nella bella chiusa c'è il ricordo d'un bacio che porta conforto.
"Nell'apparenza", di Carlo Festa - Accorta distinzione tra l'apparenza e il vero, che ci mostra quanto è fragile il senso di umanità, particolarmente nei momenti del bisogno.
"Il fornaio", di Antonio Scalas - Bella poesia composta prevalentemente da ottonari, che fa comparire davanti agli occhi dell'anima un pane fragrante e cado, confortante prodotto d'un servizio reso da un umile artista, nobile artigiano.
Una lieta domenica a te e a tutti i colleghi,
Santi
 

 

17 Marzo

Un buon lavoro a tutti e ancora grazie per i benevoli spronanti commenti.
sc
 

17 marzo 2018

Maria Attanasio –Pane-: Profonda similitudine tra pane ed amore, entrambi indispensabili alla vita, in questi bei versi della nostra Maria.

Nino Muzzi traduce Jan Wagner-: Singolare racconto che dice di una sadica zia che infila rametti fioriti nel naso di un nipote. Rami fioriti che, secondo la stravagante fantasia di J. W. si trasformano in ermellino che va a nascondersi in quella tana. Il tutto si conclude con infermiere ridanciane che tentano di stanare l’ermellino, in un tripudio di luce. Ora, forse letta in tedesco questa poesia avrà gran musicalità (anche se a me pare di sentire il ritmo di una marcia) certamente in italiano non ha né senso né musicalità. Ovviamente il tutto sarà certamente metafora di qualcos’altro, metafora che solo il poeta potrebbe illustrare.

Enrico Tartagni –Interstellar-: Un incubo notturno che si realizza in un sogno, ottimamente descritto dai versi di Enrico che, con maestria, ne ricrea l’inquietante atmosfera.

Antonio Alvaro –Sei una rosa-: Delicata similitudine tra l’amata ed una rosa, resa con romantici versi da Antonio.

Marino Giannuzzo –Violenza remota-: Gli effetti di una violenza subita da bambina su di una donna matura, qui ben descritti da Marino.

Fausto Busatta –La collina a nozze-: Decisamente ermetico è questo racconto di Fausto. Pare si tratti di una sposa abbandonata sull’altare (ardua collina che è impossibile scalare?)  sposa che, comunque, sa mantenere la calma. Ma forse è tutta un’altra storia quella che il poeta ci regala.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

16 Marzo

Continuano i trionfi dei Sitani del Vate Lorenzo: non c’è due senza tre.. e dopo Santi e Piero ecco brillare la stella di Laura..complimenti!
ggc
 

16 marzo 2018

Federico Rivero Scarani –Ho confessato che non posso darti amore-: Un impossibile amore che lascia frementi, sensuali ricordi, molto ben descritto, con  questi versi pieni di malinconia di Federico.

Maria Attanasio –Poi…-: Nel poi, che è un dopo, si esprimeranno ricordi malinconici, assieme alla ricerca di consolazione. Sono intensissimi questi bellissimi versi, con i quali il poeta descrive uno stato d’animo angosciato, comunicandolo alla perfezione.

Silvio Canapè –Fu un attimo-: La descrizione di un repentino innamoramento, in questi sintetici ed espressivi versi di Silvio.

Carlo Festa – Dubitano di loro-: Carlo riflette sui fallimenti, quelli che potrebbero essere di insegnamento, se non ne attribuissimo le cause ad altri, anziché analizzare i nostri comportamenti.

Nino Muzzi traduce Jan Wagner-: Difficile intendere il senso di questa poesia, non conoscendone l’autore (in altri termini senza fare una ricerca filologica) comunque sono suggestive le immagini presenti, in particolare l’anafora che pare sottolineare la malinconia che può esserci nello spegnersi del giorno.

Marino Giannuzzo –Vendetta e ricatto-: Una confessione del suo essere, resa con la stringata sintesi di pochi versi.

Laura Toffoli –Essere in essere dall’essere per essere-: Con questo titolo, che farebbe venire mal di testa a Parmenide, l’ottima Laura rende fideistico omaggio al Creatore per ciò che ci ha donato.

Salvatore Cutrupi –Banalità dirai-: C’è tutto il senso, bello e dolce, della vita in queste azioni che tutto sono tranne che banalità. Ed è esattamente questo il messaggio che, poeticamente, l’ottimo Salvatore ci invia.

Jacqueline Miu: ti chiedo scusa per il mancato commento. Ma già commentare ciò che proponete in lingua regala, a volte, una qualche emicrania…

G. G. Casarini suggerisce in lettura “I doni” di Angiolo Silvio Novaro-: Pure questa fu poesia da imparare a memoria, in tempi che ci parvero durissimi. Rileggendola oggi non si può che apprezzarne il bel ritmo di filastrocca (tutti ottonari, ovviamente) e la freschezza delle immagini. E, magari, sentire un po’ di nostalgia… Grazie Giuseppe Gianpaolo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

15 marzo 2018

Federico Rivero Scrivani –Vieni e vai uguale alle stagioni-: Alcune bellissime immagini, dense di poesia, intessono i liberissimi versi (spesso ipermetrici e prosastici) che dicono di una tenerissima dichiarazione d’amore.

Giuseppe Giabpaolo Casarini –Arum Italicum-: La colta descrizione della genesi di un fiore (gigaro? calle?) che torna ad ornare i fossati al nascere della primavera, in questi didattici e bellissimi versi dell’ottimo Giuseppe.

Maria Attanasio –Illusi-: Il ritratto del vacuo gigione, in questi descrittivi versi di Maria.

Andrea Dalla Libera -3 noi stessi-: Pirandelliana (quasi) proposta ci giunge dai versi di Andrea. Non più dilemma, nel nostro essere, bensì trilemma. Già, bella domanda, come vivremmo? A quali scelte ci indirizzeremmo? Forse meglio restar…asino di Buridano.

Marino Giannuzzo –Vendetta-: I versi di Marino mi fanno ricordare Rigoletto con quel “si vendetta, tremenda vendetta, del mio animo è solo il desio”.  C’è molta irata passionalità in questa poesia che è, chiaramente, fu lo sfogo di un momento passeggero.

Laura Toffoli –fiori del tempo-: Un tenero ricordo, reso con  versi dalla levità di un acquerello, della nostra sensibile Laura.

Sandra Greggio –Il tuo nome-: La romantica Sandra ci lascia nel dubbio, non dicendoci quale sia il misterioso nome al quale dedica questa fiorita e bella poesia. (vediamo: Narciso? Giacinto? Erianthe? Zahir? Floris? E qui mi fermo, avendo esaurito i miei ricordi).

Giuseppe Gianpaolo Casarini suggerisce in lettura “Chi dice la pioggerellina di Marzo?” di Angiolo Silvio Novaro-: Torno a scuola (media probabilmente) e risento la professoressa che insiste perché la impariamo a memoria, questa deliziosa descrizione della primavera, resa con ritmo ternario (quasi tutti  versi novenari, intercalati da senari e ternari) dal grande Angiolo Silvio Novaro.

Un grazie di cuore all’amico Giuseppe Gianpaolo per i complimenti inviatimi.

A tutti il più cordiale saluto ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per ciò che ci concede-

Piero Colonna Romano

 

16 marzo 2018

Cari amici è con grande piacere che vi informo degli artistici successi della nostra amica

Laura Toffoli

la cui arte poetica sta ottenendo sempre maggiore considerazione nel colto e bel Friuli.

L’ottima Laura, animatrice di mostre fotografiche e di pittura e poetessa ufficiale dell’ Associazione Cordenonese “Ars Curtis”

 ha visto riconosciuta la sua passione artistica con l’esposizione permanente di una sua bellissima poesia in una sala della splendida villa  Savorgnan ( XVI° secolo) di Lestans di Sequals (Pn)

 

                                               

 

poesia dal lungo, evocativo titolo, che qui di seguito potrete gustare:

Villa Savorgnan… ieri 1520…una regina nella verde campagna

Oggi, 2018…una regina per i molti cuori che la sanno ascoltare…

PASSI S’ODONO

TRA LE AMPIE STANZE

SON PASSI DEL PASSATO

E LI SENTI RIECHEGGIARE

CON L’ORECCHIO DELL’ANIMA,

VENGONO A NOI

DAL LONTANO TEMPO

DALLE LONTANE ALBE DEL 1500…,

E NEL SUO MISTERIOSO PASSATO

questa casa

ha visto mille e più VITE

girare come trottole,

e le loro storie

PELLICOLE DI FILM VITA

son imprigionate  come memorie

tra queste bianche mura…,

ORA noi SIAMO QUA

A SENTIRE LE SUE VOCI

E LEI, oggi, SI è LASCIATA COLORARE…

FOTOGRAFIE,  QUADRI …E  NOSTRI SGUARDI,

ora tutto qui presente

entrerà nella sua storia

nel Suo antico ventre…

sì, da divenir  prezioso suo tesoro

nel ventre del tempo…..ora e per sempre….

 

 Alla nostra preziosa amica complimenti vivissimi, assieme all’augurio per sempre maggiori successi.

Piero Colonna Romano

 

15 Marzo
 

Ai Poeti Santi e Piero,
Congratulazioni e onore per le prestigiose affermazioni negli Agoni Poetici.
ggc
 

15 marzo 2018

Cari amici, sono particolarmente lieto di informarvi che l’inarrivabile, inarrestabile nostro amico

Santi Cardella

nella

IV° EDIZIONE DEL CONCORSO NAZIONALE

“L’ANFORA DI CALLIOPE”

                                                                                                                                                    

 

nella sezione “Poesie in lingua” ha conseguito un brillante secondo posto con la poesia

“La mia luce”

Sveglio, mentre riposi,

rumino la delizia e lo sgomento

d’aver fermato fra i cuscini il tempo

dell’armonia tra i sensi e l’intelletto,

conoscendoti mia dentro l’abbraccio.

 

Ma vorrei, senza posa,

il dono ricambiare

proponendo alle tue sopite antenne

l’alba perenne che mi fai sognare.

 

Nel cammino che all’oltre mi conduce

tu, che possiedi l’una e l’altra chiave

delle virtù che amore spande intorno,

accolta a illuminare il mio viaggio,

sii stella fissa sul mio lungo giorno.

 

Fosti alba chiara, sii soffusa luce

che non mi manchi all’ora del tramonto.

 Questo eccezionale poeta, vanto del nostro sito, riceverà meritati applausi nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà in Erice, nel bel teatro “Gebel Hamed”,  il 14 aprile prossimo.

A quegli applausi unisco, con grande convinzione ed ammirato, i miei e resto in attesa di sue ulteriori, immancabili affermazioni.

Per dovere di cronaca informo che nella sezione “Poesie in metrica” la mia “La foce” ha ricevuto una graditissima menzione d’onore.

Piero Colonna Romano

 

14 Marzo

14 marzo 2018

Poesie a tema: Amor sacro e amor profano

Giuseppe Dabalà –Amor sacro, amor profano-: Il mistero dell’amore ed il suo cambiar da sacro in profano, nell’acuta analisi dell’ottimo Pino.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Vanessa-: Bel ritratto di un’avventurosa creatura, ben disegnata dai versi di Marino.

Claudio Badalotti –Legge dei momenti-: C’è un tempo per tutto, ci narra Claudio e per ogni emozione, c’è il suo contrario,  e lo dice con i suoi ritmati versi.

Enrico Tartagni –Lo spessore sottile del mattino-: Ermeticamente prosastico, sia in italiano che in inglese, è Enrico con questa lunga riflessione sui suoi sentimenti, resa con alcune immagini piene di bel lirismo. ( comunque sembra più musicale la versione inglese)

Carlo Festa –Il Re dei re-: Stringata sintesi dell’essere del Cristo, in questi  liberi versi di Carlo.

Sandra Greggio –Cuore di pietra-: Efficace metafora delle avversità della vita alle quali bisogna opporre gioia di vivere e generosità, in questi significativi ed intensi versi della brava Sandra.

Jacqueline Miu –Io non sono in competizione con l’Umanità, sono in competizione con me stessa.-: Possiamo solo prenderne atto e, conoscendo la nostra poetessa, la sapremo vittoriosa in questa auto competizione.

Roberto Soldà –Azulene-: Probabilmente questa è una delle più belle poesie del nostro amico Roberto che, ancora una volta, ci incanta mescolando scienza e ricordi con grande sensibilità e narrandosi con lievi, significativi e bei versi, tutti dal nostalgico, malinconico tono. Complimenti, Roberto.

Antonio Scalas –Tre parole-: Metafora del desiderio di libertà e di sogno, in questi bei versi che ruotano attorno alle parole chiave  che sono barca, marinaio e vela. Bravo Antonio!

Un grazie di cuore all’amico Giuseppe Gianpaolo per la gradita citazione dedicatami.

A voi tutti il più cordiale dei saluti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 
Bravo Piero,ottimo commento ! Grazie,Bruno

 

13 marzo 2018

Poesie a tema: Amor sacro e amor profano

Antonia Scaligine –Tre in un solo pensiero-: Tutte le migliori attribuzioni dell’amore, ecco che la romantica Antonia le elenca in questa bella poesia, che pare formata da una suggestiva serie di begli aforismi.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Uomo imbelle-: Marino, con questi versi, fa la descrizione di un disperato, inutile a se stesso ed agli altri, che trova logica fine nell’inevitabile, prematuro spegnersi.

Claudio Badalotti –Tanka-: Questi versi sembrano raccontare dell’antoniana incomunicabilità, tradotti in stile giapponese dall’ottimo Claudio.

Gian Luca Sechi  -Incoscienza-: Non mi è chiaro il senso di questa composizione. Mi pare di capire che il poeta si diverta, vedendo gli altri sbagliare nella loro visione dell’andare fisico della terra e, contemporaneamente, si diverta su se stesso, essendosi chiuso in una gabbia (il mondo?) senza averne la chiave. Amare risate, insomma.

Luigi Panzardi –Il carambolista-: La tensione che c’è in un giocatore di bigliardo prima di un tiro e durante il viaggio della palla verso la sua meta, bene narrata dai versi di Luigi che potrebbero essere metafora delle scelte che facciamo nella vita, attendendone l’esito.

Bruno Castelletti –Zugando a poker-: Semplicemente delizioso questo racconto della e sulla vita, dell’ottimo Bruno. Partita a poker è la vita dunque, da dove, ogni tanto, qualche giocatore si assenta per sempre, per andare in altra osteria ad attendervi i prossimi arrivi. Meglio cambiare gioco, sembra dirci il poeta, cercando di perdere più tardi possibile. Filosoficamente, e con lieve malinconica rassegnazione, Bruno guarda alla vita e, col suo ritmico poetare, ci incanta raccontandola.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Delizioso acquerello in pochi profumati e musicali versi.

Carlo Chionne –Livorno-: Semplicemente strepitosa è questa ode a Livorno. Ode densa d’amore che coinvolge, per la forza e l’intensità con la quale la canta il grande Carlo e per l’emozione che genera.

Magistrale epigono del grande Caproni, è il nostro amico, e di quello mi sovviene “Litania”,  che è inno a Genova, guarda caso di un livornese.

Complimenti, Carlo. Mi incanti sempre.

Sandra Greggio –Auschwitz-: Dolente racconto di ciò che fu Auschwitz, in questi bellissimi versi di Sandra che rileva come, nonostante le pene e le crudeltà che lo caratterizzarono, fosse indifferente la natura.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

13 Marzo

12 marzo 2018

Andrea Dalla Libera –La vita è un fiume-: Spiritosa storiella cui gli ottonari (molto adatti al tema) rendono piacevole suono di filastrocca. Bravo Andrea! (solo una proposta per il 5° verso –che vale anche per altri non ottonari- dove avrei scritto “ma se canto la marchesa”).

Simone Magli –E’ più semplice odiare il buio che amare la luce-: Aforisma dal profondo significato che può dirci di quanto l’uomo sia indifferente ai benefici della normalità (la luce)  non apprezzando ciò che gli è oscuro (il buio) e che andrebbe interpretato.

Nino Silenzi –La strada-: Il percorso della vita, narrato con significative immagini metaforiche da un Nino in gran forma poetica. Piacevole poesia che induce a ricordare il nostro percorso, tra rose, viole e poi massi acuminati, per chiuderlo nella rassicurante serenità di un calmo luogo, da frequentare più a lungo possibile, anche per far dispetto all’INPS.

Nino Muzzi traduce Juan Gelman-: Il bambino e la sua luce, il bambino e la sua paura, il bambino e la sua penosa strada, il bambino e la sua speranza. Quel bambino è la rappresentazione vibrante dell’opposizione che fece il poeta alla dittatura argentina.  E grazie a Nino per questa sua traduzione.

Stefano Giannini –Smetti di cercare-: Figliol prodigo? Può darsi. Poesia che è invocazione alla riappacificazione, dopo avventurosa esistenza lontani da casa, sono questi intensi versi di Stefano.

Isabel Gide –Rimpianto-: Par di leggere un tardivo rimpianto, per un abbandono del quale si sente, malinconicamente, il peso, in questi sintetici versi di Isabel.

Michelangelo Baggi –Viso di Marmo-: Un prepotente bisogno di dare tenerezza con una carezza, carezza paragonata all’ultimo tocco di uno scultore, per perfezionare la sua opera.

Marino Giannuzo –Ultimo viaggio-: Un malinconico, affettuoso saluto a chi ha intrapreso l’ultimo viaggio, in questi dolcissimi versi di Marino.

G.G Casarini suggerisce in lettura “Le città del silenzio” di D’Annunzio-: Un enciclopedico D’Annunzio, che compone perfetti sonetti, per descrivere bellezze e cultura delle più importanti città dell’Umbria, cuore verde e artistico d’Italia.

Ad Antonia e Santi il mio grazie per i graditi commenti alla mia “L’incantamento”. A Santi un ulteriore grazie per avere ricordato, augurale, i mie numerosi…giri di giostra.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

4 settembre 1260
Un grande Piero in veste dannunziana?
In ogni caso complimenti caro Poeta, Critico e Commentatore.
Un cordiale saluto al nostro Vate Lorenzo e alle Poetesse e Poeti dell’Azzurro Sito.
ggc

 

12 Marzo

Caro Lorenzo,
ti invio due rapidi commenti sulle poesie d’oggi:

“La strada”, di Nino Silenzi – Disincantato sguardo sul cammino percorso da ogni essere umano, facile e fiorito negli anni dell’adolescenza e poi man mano più complicato, aspro, pauroso; completato infine in un riposante bosco ove tutti speriamo di trovare riparo al momento del commiato. Ma anche questo sperato, immaginato, poiché non tutti incontriamo quel bosco; e allora lasciamo fare al fato e auguriamo, a Nino e a tutti i poeti, il contatto con le chiare, fresche e dolci acque cantate da Petrarca, nel giorno più lontano possibile.
“L’incantamento”, di Piero Colonna Romano – Appropriato il titolo di questo sonetto perché lascia incantati per la fluidità dei versi e la musicalità del ritmo. L’immagine della persona descritta rimane avvolta in un alone di mistero, ma risalta la sua capacità di provocare l’innamoramento di chi la conosce e tante emozioni positive. Ma d’altronde non dimentichiamo che Piero ha conseguito un titolo di campione del sonetto!
A Piero i complimenti per la sua multiforme attività in favore del nostro sito, nonché per i numerosi giri che ha compiuto viaggiando con la terra intorno al sole, di cui domani si festeggia la ricorrenza; e gli auguri di altrettanti giri in piena forma.
A te, magnifico Lorenzo, il grazie convinto per l’attività incessante in nostro favore.
Un caro saluto ai colleghi,
Santi
 

11 marzo 2018

Rosa Giusti De Ruggiero –Straccio magico-: La microfibra fa miracoli e rende felice la casalinga. Ispira  la nostra ironica, rassegnata Rosa che ne compone  doverosa ode.

Renzo Montagnoli –Ferite di carnevale-: L’ipocrisia e la maschera con la quale la nascondiamo, ispirano l’ottimo Renzo per questa amara riflessione sulla vita.

Andrea Dalla Libera –Stelloni d’Italia-: Temo ci sarà gran bisogno dello stellone italico, nell’immediato futuro, se il prioritario problema da risolvere, per Gigi e Matt, saranno i migranti. Io incrocio le dita, mentre Andrea ci regala questa ispirata lirica.

Rosino Maranesi –A mio padre-: Un tenero ricordo del padre, reso con una poesia in decasillabi da filastrocca, che mi ha fatto ricordare analogo tema svolto, con lo stesso affetto, da Camillo Sbarbaro.

Claudio Tedeschi –Il gioco-: La vita intesa come crudele gioco che, al suo termine, ha il tormento, in questi duri versi di Claudio che sul senso del vivere si interroga.

Marino Giannuzzo –Ultimo incontro-: Emana grande nostalgia questa rievocazione d’un amore che non si concluse con l’andare per le stesse strade, durante il resto della vita, narrato con bei versi dal malinconico tono.

Antonia Scaligine –L’umanità è imprevedibile-: Pare che, ogni tanto, spiri un vento di follia sul nostro paese. Nella strage di Cisterna quel vento è completato tragicamente dalla salvezza di quella innocente madre. Bene lo raccontano i commossi versi della nostra Antonia.

Laura Toffoli –L’erba fiaba-: Un volo nella fiaba ed un attestazione di fede, con quell’intendere la vita mistico dono, nei limpidi e bei versi della nostra Laura.

Jacqueline Miu –The last-: Difficile interpretarne il senso, nonostante la semplice traduzione. Mi pare che Jac dica: “non è umano, ma solo un credente, chi è  forse  poeta, ma cattivo poeta, che potrebbe essere un sognatore (nel senso di sognare d’essere poeta?)” ma, cambiando l’ordine dei fattori (in questo caso i versi) questa volta cambia il risultato. Provateci.

G. G. Casarini suggerisce in lettura “Le città del silenzio” di D’Annunzio-: Storia, arte e cultura, in questa serie affascinante di descrizioni delle più belle città d’arte italiane, narrate dall’enciclopedico, apprezzabilissimo Vate.

Complimenti ad Armando Bettozzi per il suo brillante piazzamento in quell’affollato e prestigioso concorso letterario.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Ben Tartamo "Amor Sacro e Amor Profano" Bella poesia
l’amore è gioia , sono d’accordo , ma l’amore cambia o siamo noi a cambiarlo ? domanda marzulliana
Simone . E' più semplice odiare il buio che amare la luce. Se ami la luce ti accorgi che il buio fa parte della luce e viceversa … come diceva Eraclito se ci siamo non c’è la morte .Sempre filosofici i tuoi bei pensieri
Nino Silenzi , La strada . Bella poesia . Ognuno di noi cammina su una strada ,almeno la persona saggia .Strada che ci viene imposta dalla nascita, oppure la scegliamo noi , sempre ci accompagna però la fortuna , la speranza, la sapienza , la volontà di superare tutti gli ostacoli . Si parte sempre tutti insieme e poi qualcuno ci lascia, qualcuno si ferma , la volontà continua , tutti arriviamo là , dove c’è sempre uno stop …“Alla fine ho trovato un bosco fresco. Protetto dagli alberi mi sono riposato, ho asciugato piaghe e lacrime e poi mi sono addormentato per sempre.” davvero una poesia sentita e vissuta , bravo
Chiudo il messaggio con la bellissima poesia di Piero L'incantamento .”Nel sogno andrò a cercar per la mia strada quel tuo sorriso che cuori spalanca e toglie a menti ed alme ogni tormento;” le tue poesie sono capaci di catapultarmi nella lirica nel Duecento, cortese, allegorica e provenzale , molto bella .
Un saluto a tutti e un grazie a Lorenzo, un grazie a Piero e a Santi per i loro bei commenti
Antonia Scaligine
 

"La strada" di Nino Silenzi mi ha colpito in particolare oggi: l'ho trovata struggente, è la storia amara di chi è stato piantonato in troppi momenti dal dolore dell'anima.
Approfitto per salutare e ringraziare tutti i sitani.
Simone


Caro Santi, sempre apprezzabile il tuo gradito, autorevole e stimato commento, Carlo

 

11 Marzo

10 marzo 2018

Rosa Giusti De Ruggiero –Mere e chiare-: Giusto lamento di una donna, in questa società che ancora non ha digerito il principio dell’eguaglianza uomo/donna. Vedremo mai dare il valore che ha alla maternità, per esempio? Vedremo mai, a parità di tipo di lavoro, pari retribuzione tra uomo e donna? Vedremo mai riconoscere il maggior carico di lavoro, rispetto all’uomo, in donne che sono, contemporaneamente, casalinghe e lavoratrici? Vista la mia tarda età ne dubito ma è fervido il mio augurio perché questo avvenga.

Cristiano Berni –“Il mio mondo è la notte”-: Deliziose immagini in questa ode alla notte che diviene rifugio e salvezza. Intensa,  bella e ispirata è la poesia di Cristiano.

Enrico Tartagni –Ferrovia-: Il fascino di un treno, il cui viaggio è ad andamento circolare, è similitudine di un fascinoso amore interminabile, in questi metaforici versi del nostro Enrico.

Claudio Badalotti –Tela di ragno-: Decisamente ermetico questo racconto di un amore, ma pieno d’ immagini suggestive che dicono di desiderio e di abbandono.

Marino Giannuzzo –Ulisse-: Ottima sintesi di quel che significa quel nome, nei versi regalatici da Marino.

Jacqueline Miu –Occhi sulle stelle-: Un appassionata descrizione del suo essere sognatrice, in questi forti versi di un ispirata Jac.

Antonio Scalas –Mentre cammino in quel selciato nero-: Poesia descrittiva di un inquietante paesaggio che non diviene più rassicurante nemmeno quando il cielo si rasserena e si tinge d’azzurro, in quanto, tra le rose e le viole, alberga l’elleboro che, secondo dizionario, è “pianta erbacea delle ranuncolacee, dal cui rizoma, velenosissimo, si estrae l’elleborina”, sostanza fortemente purgativa. Fortunatamente in chiusura torna il sereno e possiamo riprendere a camminare. Sul selciato nero.

Salvatore Cutrupi –Una vecchia valigia di cartone-: Poesia che narra di un passato di tipo neorealista. Tempi andati? Pare di no. La differenza con allora è che oggi si usano trolley a misura d’aereo. Ma la migrazione resta, per gli stessi motivi di sopravvivenza. Bella la poesia di Salvatore, triste il tema bene svolto.

G.G Casarini suggerisce in lettura “Il vento scrive” di D’Annunzio-: Suggestive immagini tradotte in analogie dal fantasioso Poeta. Una per tutte: quell’ondicella diviene la parole di chi scrive, così come le ciglia divengono (fanno) ombre al viso, con la luce del sole.  In chiusura la solita irrinunciabile enfasi del nostro, con quell’”immenso arido viso”, dove la pioggia moltiplica per mille (s’immilli! Sic) il sorriso. Un inedito D’Annunzio, insomma, sintetico, efficace e fastidiosamente iperbolico.

 

Il più cordiale saluto a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

10 Marzo

 

9 marzo 2018

Poesie a tema: Amor sacro e amor profano

Antonia Scaligine –S’apre il sipario all’amore-: Un’appassionata analisi di cosa mai sia l’amore, con i didattici versi dell’ottima Antonia.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Uguaglianza-: Tutto “livella” la morte. Questo ci narra, con intensi accenti ,il nostro Marino.

Silvio Canapè –Sotto i raggi del sole-: Bene resa, dai versi di Silvio, l’atmosfera di un incontro inaspettato, dal quale nasce l’amore che, pare, fosse scritto nel destino.

Rosa Giusti De Ruggiero –Finalmente!-: Ed alla fine di una lunga attesa, di fronte all’evidenza del sentimento, ecco che si rivela l’amore anche in un resistente lui. Questa la storia che, con versi liberi, talvolta tendenti alla prosa per ipermetria eccessiva, la nostra Rosa oggi ci racconta.

Claudio De Lutio –Al dì dell’8 marzo-: Bell’omaggio alla donna, prendendo atto, con soddisfazione, della raggiunta emancipazione. Un tantino enfatico quel giallo che colora la penisola, ma in poesia ci sta questo ed altro.

Nino Muzzi traduce R. Anders-: Surreali e fantasiose immagini di questo sconosciuto (almeno a me) poeta tedesco, tradotte per noi da Nino.

Giuseppe Stracuzzi –La voce del tempo-: Singolare poesia, vagamente ermetica, del nostro Giuseppe che, attraverso suggestive, metaforiche immagini, ci narra di un sensuale bisogno d’amore. Significativi quei barattoli di miele nel fondo di stive annegate, quel volteggiare d’angeli e di fate, quel rotolare nei prati di parole, per chiudere con un vuoto letto in attesa di dolci melodie.

Laura Toffoli –Sogno di mulino-: Bella similitudine tra quel girare delle pale di un mulino, mosse da un vento capriccioso ed il girar della vita, mossa da un incontenibile destino. Questo oggi ci ha narrato la nostra brava Laura.

Jacqueline Miu –The monster of my mind-: La potenza della passione d’amore, narrata come fosse demoniaca possessione, in questi prosastici versi della strepitosa Jac.   

Tiziana Cocolo –Raggio d’amore-: Un analisi della vita, con le sue delusioni e le sue vittorie, resa con un poetare ritmico fatto, prevalentemente, di senari spesso rimati e dal tono della filastrocca. Piacevole molto questa poesia della nostra amica Tiziana.

Carolo Chionne –Vorrei-: Il poliedrico Carlo ha alla base della sua cultura l’essere filosofo. E qui ne da altra dimostrazione con quel desiderio d’essere esclusivo e con la conclusione che, al contrario, pregi e difetti di tutti sono in ognuno di noi.

Roberto Soldà –Poesia resistenza passive…attiva-: Nel titolo c’è la sintesi dell’aforisma del Simic, nella poesia c’è la riflessione che da quell’aforisma deriva. Poetica è l’immagine del petalo di rosa che, lentamente per resistenza dell’aria, al suolo si posa, che questo ottimo poeta ha inventato per noi. Complimenti Roberto!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

9 Marzo

Caro Lorenzo,
ecco alcuni commenti sulle poesie proposte oggi:

"S'apre il sipario all'amore", di Antonia Scaligine - La nostra Antonia ha la capacità e la stringatezza di condensare in pochi brevi versi un mondo interiore ornato di poesia, enumerando tante qualità dell'amore e facendone condividere gli aspetti sacri e profani.
"Vorrei", di Carlo Chionne - Simpatico componimento che con musicali versi accompagna la presa di coscienza del nostro Carlo che prima prende le distanze dalla moltitudine che lo circonda e poi si riconosce parte di essa.
"Poesia resistenza passiva ... attiva", di Roberto Soldà - Poesia colta quella proposta dal nostro collega Prof., che riesce a dare anima alla materia avvolgendola con la poesia.
Un sentito ringraziamento ad Antonia ed a Piero per i loro graditi commenti alla mia "La donna universale" ed un altro riconoscente grazie a te per il tuo prezioso lavoro; e infine un caro saluto per tutti,
Santi

 

8 Marzo

8 marzo 2018

Poesie a tema: Amor sacro e amor profano

Santi Cardella –La donna universale-: Splendida ode alla donna ed alle sue funzioni salvifiche, che paiono nascere da una misteriosa illuminazione. Santi crea versi di grande musicalità, particolarmente adatti a rendere questo omaggio. Complimenti.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Tre barche-:  Un malinconico chiudere un giornata di lavoro, sapendo che nulla cambierà nel futuro. Questa la sensazione che nasce leggendo i versi di Marino.

Enrico Tartagni –Rumori-: Prosa ritmica, alla maniera di certi futuristi (mi sovviene Boine) chiusa con una romantica, dolcissima dichiarazione d’amore.

Corrado Cioci –Morte di un giocatore di pallone-: Dolente ode a Davide Astori la cui morte è spunto per riflettere sulla vita, in questi versi dal tono amaro di Corrado.

Fabrizio Lama –Perdonami-: Per la verità più che una richiesta di perdono pare una forte raccomandazione a cambiare atteggiamenti, per aprirsi maggiormente alla gente. Raccomandazione impreziosita da una serie di belle, ispirate immagini (“ricordi spicchi di mare”, “estreme spiagge dell’infinito” ecc.).

Filippo Genini –Non pensi mai-: Un forte invito ad immaginare il futuro. Un futuro che potrebbe essere fatto di corse su prati o di presa di coscienza del tempo che passa. Un futuro senza più politici, dissoltisi, proditoriamente, nel nulla. Insomma, in definitiva, un futuro possibile e, in certa misura, auspicabile.

Carlo Festa –Prendere il prossimo-: Qui si condanna la mancanza di decisione e/o di spirito d’iniziativa, con suadenti  liberi versi a variabile metro.

Giuseppe Stracuzzi –Arcobaleno-: Una riflessione sul tempo che passa, resa con numerose, limpide metafore, e che, dopo turbolento andare, trova serenità nell’arcobaleno gioioso di una nascita. Poesia ben costruita da un Giuseppe poeta di grande spessore.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Due pennellate per disegnare due stagioni della vita.

Javqueline Miu –Pupe di mostri-: La possessione che dona l’amore, quell’amore che pare un costante sfarfallio nello stomaco, descritta con grande, fantasiosa maestria dalla nostra Jac,  che, ancora una volta, dichiara la sua passionalità con l’uso di questa lirica, affascinante prosa.  

G.G. Casarini suggerisce in lettura “Innanzi l’alba” di D’Annunzio-: Un romantico Vate dedica questi versi colmi di mitologici riferimenti alla compagna dell’epoca (la Duse mi pare). Grato a Giuseppe per questa proposta.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

7 marzo 2018

Giuseppe Stracuzzi –E’ tutto amore-: Un canto d’amore alla primavera imminente, reso con le dolcissime, poetiche immagini di un Giuseppe poeta ispirato ed in gran forma. Complimenti.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Canto di dolore-: Ed altro canto alla primavera intona il sensibile Giuseppe. Canto di dolore, velato da nostalgia per una persona cara scomparsa. C’è molto sentimento malinconico in questi versi che disegnano, con spontanea maestria, un’atmosfera densa di pena.

Marino Giannuzzo –Trattoria-: Il dipinto neorealista di una vecchia trattoria di un porto, con tutto ciò che al suo interno si muove, reso con palpitanti immagini da un attento Marino in gran forma poetica.

Antonio Sangervasio –la nascita-: La stringata sintesi di un parto in questi incisivi versi di Antonio.

Emilio Tasca –Ore lontane-: Il bruciante ricordo di un abbandono narrato con liberi versi che hanno il tono di un amara filastrocca che l’anafora “ore lontane” vieppiù sottolinea.

Jacqueline Miu –Notte scoppia di stelle-: Liberi versi, a vario metro, a disegnare suggestive immagini, chiusi da un (condivisibile) aforisma. E, come spesso accade, il poetare di Jac comunica un appassionata visione della vita.

Tiziana Cocolo –Guerrieri per sempre-: Il messaggio che ci arriva dai versi dell’amica Tiziana è : siate combattivi, fatevi guidare dal cuore. Questa poesia è una intensa riflessione sul vivere sulla quale soffermarsi.

Laura Toffoli –La spiga-: Una spiga quale simbolo del legame che c’è tra uomo e natura, in questi meditativi versi di Laura.

G.G. Casarini suggerisce in lettura “La canzone di Umberto Cagni” di D’Annunzio-: E’ sufficiente il verso “trasumanare” (superare i limiti della natura, accostandosi a quella divina) dal Vate attribuito ad Ugo Cagni per capire quanta enfasi ci sia in questa sviolinata poetica. Faceva dell’ironia il Sommo? Comunque anche in questa, come nella precedente dedicata alla battaglia della Meloria, è apprezzabile la metrica usata ad imitazione di quella usata da Dante nella Divina commedia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

La donna universale di Santi Cardella bravo , bravissimo , bellissima poesia
Un saluto e grazie a tutti Antonia Scaligine
 

6 marzo 2018

Maria Attanasio –L’Araba fenice-: L’ornitologia al servizio della metafora? Comunque apprezzabili le immagini che oggi Maria ci regala.

Giuseppe Stracuzzi –Scheletri d’amore-: Il dolce ricordo di un amore estivo torna, con nostalgia, in questa stagione invernale che pare volerlo seppellire tra spinosi rami. Belli come sempre i versi liberi del nostro amico Giuseppe.

Bruno Castelletti –La fortuna-: Il disincantato poeta Bruno oggi ci diletta con questa sua (condivisibile) umoristica interpretazione di un antico adagio. Settenari, intercalati ad altri metri, rendono, come abitudine e stile del nostro amico, bel ritmo alla poesia.

Acquaviva –Oi erpmes-: Una forte invocazione per avere un amore meno possessivo, più dolce, in questi bei versi di Acquaviva che, fin dal titolo, pare descrivere un sentimento reso in modo sbagliato.

Dario Sanseverino –Eden-: Suggestive immagini si susseguono e donano piacere alla mente del lettore. E’ un viaggio in un giardino incantato quello che Dario propone, con questo suo splendido, surreale affresco. E quel primo verso ha riportato alla mia memoria il libro di Rampa Lobsang (Il terzo occhio) che narrava del viaggio di un monaco buddista alla ricerca della perfezione spirituale.

Marino Giannuzzo –Tramonto a Sperlinga-: Suggestiva descrizione di un tramonto in quella affascinante zona della Sicilia, resa con appropriate immagini. Di difficile comprensione quell’inciso che parla di spirito pronto a scoppiare di bile e di odio.

Laura Toffoli –La casa degli archi-: Interessante la notizia della mostra fotografica delle opere della friulana Tina Modotti, notizia, in apparenza, slegata dal testo della poesia della nostra Laura che ci narra, col suo tipico stile, di una visione mistica presente in una casa di montagna. Forse quella notizia data e la poesia trovano composizione nel dirci del miracolo che può esserci in un immagine.

Jacqueline Miu –Febbri e fresie-: L’amore che illumina al punto da far brillare, che dà febbre e profumi intensi, in questa appassionata descrizione della nostra strepitosa Jac. “quando il cuore in apnea cerca l’aria/di un sogno.”  sono versi da ricordare, per il loro alto lirismo.

G. G. Casarini suggerisce in lettura “Le canzoni dei trofei” di D’Annunzio-: La battaglia della Meloria ispira D’Annunzio  che, in questa canzone dei trofei ne sintetizza, con grande enfasi, le sorti e quanto, a lato della stessa battaglia, poi avvenne, compreso il declino di Pisa quale repubblica marinara (O Pisa, or tu sei vedova del mare). Il Vate qui usa, a imitazione del Dante della Divina commedia, terzine in endecasillabi (talvolta spuri) a rime incatenate (ABA BCB CDC ecc.) chiuse da un monostico finale.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

5 Marzo

5 marzo 2018

Fausto Beretta –Occhi nella sera-: Poesia pervasa da grande tristezza, resa con le giuste immagini dal bravo Fausto.

Silvio Canapè –La piazza immensa-: Bello e puntuale racconto della passeggiata in una città attraversata da un fiume, che si conclude con un atto d’amore. Rendono bene l’atmosfera romantica i versi del nostro amico Silvio.

Maria Attanasio –Luce-: Una riflessione su ciò che ci viene regalato o negato, con la certezza di potere resistere a tutto. Leggo così i versi della nostra Maria.

Michele Aulicino –Quando non sono innamorato-: Insomma si vive d’amore e quando questo manca si scade nella propria e nell’altrui considerazione. Amate dunque, è il messaggio del saggio Michele.

Romano –La scontentezza-: Una sintetica, amarissima analisi del proprio passato, resa con forti versi da Romano.

Gilbert Paraschiva –Gatti…”maledetti”!...-: Giusto questo invito animalista di Gilbert, e come non concordare con lui quando afferma che spesso l’uomo attribuisce ad altri (nella fattispecie ad animali) i suoi difetti?

Marino Giannuzzo –Tramonto-: Il misterioso buio della notte ispira a Marino una pessimistica visione della vita ,nei confronti della quale ci possono essere sentimenti d’odio e d’amore.

Carlo Chionne -4 marzo 1943-:  Queste le canzoni che Dalla oggi dedicherebbe a Salvini e Di Maio “la sera dei miracoli”, a Renzi, ed al PD “com’è profondo il mare”, a Mattarella, a proposito di elezioni, “l’anno che verrà” ed agli italiani tutti (giusto il suggerimento del grande Carlo) “attenti al lupo”.  Sempre attento al ritmo ed alla rima, il nostro amico, che sempre taglienti e meditativi sa rendere i suoi bei versi. Ciao Carlo.

Laura Toffoli –Il giardino dimenticato-: In un misterioso,  vagamente inquietante giardino nasce, fuori stagione, una rosa e lo rende amabile con il suo profumo e bellezza. Poetica invenzione regalataci da una sognante poetessa.

Jacqueline Miu –Supernero-: Un classico tourbillon di immagini della nostra fantasiosa Jac, ci trasporta oltre confini, nell’ignoto. Dove tutto pare confondersi in un supernero che imbeve persino l’anima. Fortunatamente, di passaggio, possiamo salutare Keats e, da pazzi quali siamo, andiamo in cerca dell’amore, mentre nel cielo navigano navi prive di timonieri ed ancore. E mi torna in mente Roy Batty e le sue navi da combattimento al largo dei bastioni di Orione, ed i suoi raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. Poi, nella pioggia, dopo avere salvato chi voleva ucciderlo, muore, essendosi compiuto il suo tempo.

G. G. Casarini suggerisce in lettura  “La canzone d’oltremare” da Merope di D’Annunzio-: Sempre grazie all’amico Giuseppe, per queste sue proposte di lettura che oggi ci dicono di un D’Annunzio  esaltato guerrafondaio, in occasione della guerra turco/italiana per la conquista della Libia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al generoso Lorenzo per quel che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

4 marzo 2018

Marino Giannuzzo –Tina-: La galleria dei personaggi di Marino oggi si arricchisce di Tina, il cui animo, le delusioni e le speranze sono sintetizzati nei versi del nostro amico.

Fausto Beretta –Gradella, passando via-: Il fascino misterioso di un antico borgo, la pace che dona ed i ricordi che genera, ben descritti dai bei versi di Fausto.

Tinti Baldini –Amore, amor-: Un appassionata descrizione degli effetti dell’amore, regalataci dalla bravissima Tinti.

Maria Attanasio –silenzio-: Il dipinto di un intimo ambiente, con la natura morta di quelle arance, reso con i suggestivi versi di Maria.

Davide68 –Poesia della giovinezza sprecata-: Un profondo rimorso muove la penna di Davide che ci racconta di un abbandono con intensi versi, densi d’amarezza.

Enrico Galavotti –La vanità-:  Un surreale invito ad affogare monti, seguito da una profonda riflessione sulla vanità, resa in forma d’aforisma.

Jacqueline Miu –Gli uomini straordinari-: Appassionata descrizione dei sognatori, nel più bello stile della nostra Jac.

G. G. Casarini suggerisce in lettura “Ricordo di Guido Boggiani” di D’Annunzio-: Una lunga (eccessiva, nel tono da innamorato) ode in omaggio all’esploratore e fotografo Guido Boggiani con la quale il Vate dà spettacolare dimostrazione della sua classica cultura.

Dimostrazione che supera e quasi fa dimenticare il soggetto della poesia.

E’ sempre grande D’Annunzio? Anche quando, come in questa occasione, pare parlarsi addosso? Tra l’altro di questo grande personaggio sembra che nella memoria del Vate siano rimasti i piedi veloci, le gambe snelle da corridore, i capelli biondi e, udite udite: “il tuo piede scalzo/rivedo sul nitido (?) ponte,/il piè dalla pianta ampia e certa(sic!),/dal maschio e divergente (probabile alluce valgo)/ pollice, il piè corridore.

D’Annunzio è anche questo: enfatico, eccessivo, iperbolico…e talvolta anche abbastanza noioso.

Un grazie di cuore all’amico Santi per l’attenzione ed il gradito commento alla mia “Ermione e il Vate”.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Grazie lorenzo ed un caloroso saluto agli azzurri
Tinti Baldini


 

3 Marzo

3 marzo 2018

Poesie a tema: Amor sacro e amor profano

Antonia Scaligine – Da uno sguardo profondo-: Discetta sull’amor sacro e profano la nostra ottima Antonia, vagando dal mistico al sensuale, e ci regala in chiusura un apprezzabile aforisma. Brava Antonia!

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Tata Cici-: Il fisico deperimento del padre non ne cancellano amorevoli ricordi, in questi intensi versi di Marino.

Carlo Festa –Rovinato per sempre-: Atto d’accusa contro chi, ritenendo la donna amata proprietà personale, non si rassegna all’abbandono e reagisce con brutalità, cancellando ogni sentimento di un falso amore, probabilmente mai dato.

Nino Muzzi traduce Juan Gelman-: Il ricordo e l’implicito omaggio a Holderlin, e  la riflessione sul senso della poesia, in questi sintetici versi del rimpianto (quale uomo pieno di dignità e di senso della giustizia e quale letterato) del grande Gelman, in questa traduzione di Nino.

Andrea Dalla Libera –itinerari interiori-: Immagino che il ripetere il titolo, per più poesie, sia un po’ come richiamare Fontana ed i suoi “Concetto spaziale”. Analogamente al pittore anche Andrea ci invita a guardare oltre i suoi versi (che sono simili ai tagli delle tele) per scoprire anima e sentimento. Questa poesia è, in definitiva, la confessione della nostra impotenza a modificare il corso della natura, corso che, inevitabilmente, porta alla fine di tutto.

Aurelia Tieghi –Poesia-: Poesia intesa quale salvifica compagna di vita. Assieme a lei percorriamo l’orbita della vita. Questo leggo negli ispirati e bei versi della nostra Aurelia.

Simone Magli –Oggi abbiano tutto quello che non ci serve-: Forte aforisma che, con sintesi estrema, è accusa a questo mondo consumistico privo di  reali valori umani.

Claudio Badalotti –Fuori dal tempo-: Un guardarsi da fuori se stessi, una riflessione sull’inutilità del vivere, in questi suggestivi versi dell’ottimo Claudio.

Silvio Canapè –Noi siamo stati-: La storia di un’unione e di un abbandono in questi versi, dal rassegnato tono, del nostro Silvio.

Rosa Giusti De Ruggiero –Tiramisù e Amaro d’Udine-: Interessante suggerimento gastronomico della nostra amica Rosa, reso con simpatici, suadenti versi. Lo faccio mio e già risento antichi sapori friulani. (non ci sono limiti, come la nostra amica dimostra, ai temi delle poesie)

Fausto Beretta –Giovani e figli e genitori-: C’è molta apprensione in questo guardare alla vita dei figli, figli che, col loro tentare nuove strade, ci rammentano la nostra gioventù, i nostri affanni, le nostre speranze. Questo è il messaggio che ci viene dai bei versi dell’amico Fausto.

Renzo Montagnoli –E il fiume va-: C’è una gran malinconia in questo racconto di Renzo. Il passato che torna nei ricordi, i sogni giovanili, quando ci si sentiva capaci di cambiare il mondo secondo principi di giustizia, tutto presente e ben narrato in questa suggestiva poesia.

Maria Attanasio –La vita-: “tra il mai e il sempre/tutta la vita accade” questi i due versi che racchiudono il senso dell’analisi del vivere che, con questa poesia, Maria ci ha regalato.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Ultimo Ulisside-: Bellissimo ricordo di un avventuroso e colto personaggio che D’Annunzio definì “Ulisside” (cioè della stirpe d’uomini in perenne viaggio alla ricerca, probabilmente, di se stessi) in questi splendidi versi dell’ottimo Giuseppe. Complimenti, carfo amico.

Carlo Chionne –Salvini-:  Fosche previsioni sul nostro futuro, rese dai versi del grande Carlo. Salvini futuro imam cattolico! C’è da farsela sotto. Incrociamo le dita e facciamo scongiuri appropriati.

Sandra Greggio –Il volto nella neve-: La neve che porta dolci ricordi, la neve che purifica ed allieta, in questi ispirati e bellissimi versi di una Sandra in gran spolvero poetico. Complimenti vivissimi.

Laura Toffoli –L’albero di ciliegie-: Deliziosa poesia d’amore, dove il colore rosso predomina e tutta la caratterizza, per quella passione che comunica. Laura è affascinata dalla natura ed in quella sente e trova amore. Il suo è panismo, immersione appassionata legata a ricordi, magistralmente comunicati.

Antonio Scalas –Malinconici ricordi-: Inesorabili i ricordi tornano, nonostante i disperati tentativi di allontanarcene, in questi versi di Antonio.

Jacqueline Miu –Dispersiva-: Cara Jacqueline, non mi pare tu sia dispersiva, Anzi hai messo il dito su una piaga, facendo una precisa scelta di campo. Prosa ad alto contenuto poetico è la tua, poesia come Dino Campana fece, come fecero, da Whitman in poi, i simbolisti. Tu, probabilmente, con maggiore enfasi, con maggiore violenza, certamente con colti riferimenti. Ma quelli che definisci “canoni” distinguono poesia dalla prosa e non può che essere così. Nella storia dell’arte, e tu lo sai perfettamente, vi sono state rivoluzioni, sempre con l’intenzione di cambiare quel che prima c’era, normalmente per mutate situazioni sociali. Penso agli impressionisti, ai preraffaelliti, ai futuristi, ai cubisti ecc.  Ma questo non significa, per restar nel nostro campo, che la poesia è morta a causa del trionfo (anche economico) della prosa. I “canoni” continuano ad essere rispettati e sono diversi tra poesia e prosa. Ma chi scrive romanzi e poesie, come sai fare tu, non può ignorarlo. E continuerò a restare incantato dalla tua magistrale poetica prosa. Un cordiale saluto.

G. G. Casarini propone in lettura “Laus vitae” di D’Annunzio-: Caro Giuseppe, grazie per queste proposte di lettura che ci portano a leggere “a puntate” quel che, probabilmente, non leggeremmo tutto di seguito , per una questione di tempo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, assieme ad un grande grazie al generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

1-2 Marzo

Caro Lorenzo,
ecco alcuni brevi commenti sulle poesie d'oggi:

Ho visto il sole", di Silvio Canapè - Romantica sintesi d'una vita, osservata con malinconica luce decrescente e conclusa con una chiusa mesta e commovente.
"Bufera", di Roberto Soldà - Affascinante composizione che spiega ai profani l'armonia della natura osservata e analizzata con rigore scientifico.
"Ermione e il vate", di Piero Colonna Romano - Gradevolissima dissacrazione della mitica Ermione, sensuale creatura silvana dell'italico vate, condotta con sapienti doppi settenari e con ironia da competizione dal nostro intramontabile Piero. I miei sinceri complimenti, mi ha divertito molto!
Un saluto ed un abbraccio a te e ai colleghi,
 

1 e 2 marzo 2018

Maria Attanasio –Poesia-: La forza della fantasia supera quella delle parole e, come quelle, può generare poesia. Questo il messaggio che oggi ci invia Maria.

Marino Giannuzzo –Tarquinio-: Ispirata, poetica similitudine d’apertura di questa poesia che è un affettuoso tributo ad un amico troppo presto scomparso.

Michael Santhers -Neve-: Le surreali immagini di Michael, in questi versi nati dalla sua strepitosa fantasia.

Carlo Festa –La forza degli eventi-: Filosofica riflessione su ciò che è possibile. Quel possibile che potrebbe meravigliarci per i suoi imprevedibili effetti. Questo narra Carlo in questa sua composizione.

Nino Muzzi traduce Robert Gernhardt-: Prendiamola con filosofia, la morte, pare dirci Gernhardt con questi versi che Nino ha tradotto per noi.

Andrea Dalla Libera-Il linguaggio dei fiori-: Niente individualità, pare dire Andrea che però la ritrova in quel significativo narciso, nel quale sembra identificarsi. Riflessione sul gregge che potremmo essere e sulla cattiveria che ci si può trovare, resa con liberissimi, prosastici versi.  

Aurelia Tieghi –Orologiaio-: Il passare del tempo in questa intensa riflessione di Aurelia che, in chiusura, ci invita a vivere la vita, dimenticandoci del tic tac dell’orologio. Bella la poesia, resa con versi che invitano a riflettere.

Giovanna Cardella –La vita vana-: La pena esistenziale che deriva da questo analizzare il senso e lo scopo della vita, in questi intesi e bei versi della bravissima Giovanna. Complimenti.

Simone Magli –Il pensiero è un boia-: L’analisi di ciò che siamo è un tormento che non ci dà pace. Solo nel sogno troveremo la pace. Interpreto così questa poetica, intensa riflessione di Simone.

Claudio Badalotti –Per salvarmi dai guai-: Bella serie di  riflessivi aforismi, chiusa da un forte desiderio di pace che porta a trovare rifugio nel sogno.

Silvvio Canapè –Ho visto il sole-: Un malinconico tirar di somme, narrato con immagini ad alta densità poetica, che danno a questa poesia grande suggestione.

Rosa Giusti De Ruggiero –Non recito più-: Fastidiosi ed interessati nipoti, avranno quel che si meritano, cioè nulla, dopo il trapasso che, per far dispetto, avverrà tra molti lustri. Questo narra la nostra Rosa, con discreto humor.

Cristiano Berni –“Immoto Mare”-: Intensa ode d’amore al mare, intessuta di forti versi, a volte urlati, a volte sussurrati come si può fare ad un amante. Piaciuta molto, anche perché il mio motto è “nel cuore il respiro del mare”.

Fausto Beretta –Pezzi veri di noi sparsi-: Paiono un riassumersi, questi bei versi di Fausto, un guardare indietro nel tempo, rivedendo quel che si è perso, quel che di noi si è smarrito. Ma nessun cambiamento nel sentire c’è stato ed è sempre un sorriso quello che ci accompagna, nonostante rughe e argentei capelli. C’è grande serenità in questa bella poesia dell’amico poeta.

Arturo Guzzardi –Tormento-:  Cocenti rimorsi per un qualche errore che si è fatto lungo il percorso della vita, descritti con versi pieni di sentimento e dall’amaro tono.

Alessandra Piacentino –Leonida si nasce-: Amorevole, tenera dedica ad un figlio ancora bambino, in questa poetica prosa di Alessandra.

Jacqueline Miu –some-: Deliziose immagini marinare, preludio di una considerazione sull’uomo e sulle sue lotte con gli dei. Da ricordare la particolarmente bella ed ispirata chiusa.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Decisamente bello, per alto contenuto poetico, questo haiku di Salvatore.

Carlo Chionne –Il vangelo secondo Matteo (Salvini)-: Taglienti versi dedicati al razzista di turno, da un Carlo in grande spolvero. Un caro saluto.

Fausto Busatta –Polvere-: Piuttosto ermetica, mi pare di leggervi un severo giudicarsi, non smarrendo, comunque, la speranza di una nuova primavera dell’anima.

Roberto Soldà –Bufera-: Ancora una dimostrazione di come può sposarsi scienza a poesia, in questi ispirati versi di Roberto che ritorna ad essere ispirato dall’asimmetria di alcune molecole e dalla prova che, mediante l’uso di un reagente, queste si possono capovolgere (come un ombrello al vento) mantenendo la loro asimmetricità. Ma in questa composizione c’è qualcosa di più, c’è il desiderio d’essere minima particella di un tutto, essendone appagato. Poesia al servizio della scienza o scienza che ispira poesia ? Solo Roberto potrebbe rispondere, essendo scienziato e poeta.

G. G. Casarini ci suggerisce “Meriggio” di D’Annunzio-: Altra splendida prova del panismo dannunziano (in particolare nell’ultima strofa) in questa poesia che probabilmente è la più significativa dell’Alcyone.

A voi tutti il più cordiale dei saluti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano


Oggi nevica ed io, infatti, dopo mesi, mi faccio viva nella pagina azzurra. Mi hanno interessato tutte le poesie ma, in particolar modo, le seguenti: la splendida "Il pensiero è un boia" di Simone, che si poteva anche intitolare "Il pensiero ed il sogno"(o sbaglio?); la profonda riflessione, resa in bei versi, di Giovanna Cardella; termino con i due "irriverenti" (si fa per dire) ma bravissimi Carlo Chionne e Piero Colonna, con i suoi Gabri ed Ermione, rivisitati in chiave ironica. Complimenti anche a Giuseppe Gianpaolo Casarini per aver consigliato la splendida "Meriggio".
Un carissimo saluto, unito ad un "grazie" a Lorenzo ed una buona serata a tutti.
Sandra Greggio
 

 

26-27-28 Febbraio

26, 27 e 28 febbraio 2018

Michela Punzo –Lampade sono le parole-:  Un benvenuta nell’azzurro a Michela che esordisce con una simpatica poesia dai versi velati d’ironia.

Maria Attanasio –Due cuori-: Un cuore sdoppiato che può vibrare d’amore o d’odio, per dire della passionalità della mente, in questi bei versi di Maria.

Marino Giannuzzo –Tamburino-: Una festa paesana, bene raccontata dai versi di Marino, ed il tarlo dell’invidia nei confronti di un “uomo dappoco” che vive il suo momento di gloria.

Michael Santhers –Tanta gente la sera-: Un inquietante panorama, dove si agitano automi in cerca d’umanità, in questo malinconico osservare il mondo, con i versi pieni di surreali immagini del nostro Michael.

Giuseppe Dabalà –Il vento ci aiuterà-: Una romantica visione della vita, unita ad un bisogno d’amore e di giustizia, in questi intensi, bellissimi versi di Pino, dove quel vento che spira sul mondo è, appunto, metafora del sentimento  d’amore e di giustizia. Un caro saluto.

Gus –L’amore di coppia-: Profonda analisi dell’amore, chiusa con un tenero guardare all’amore degli anziani, nei versi dell’ottimo Gus.

Maurizio Mazzotti –Diario dei sogni-: Deliziose immagini di fiaba, nate da un sogno, in questa poetica e bella prosa di Maurizio.

Carlo Festa –L’Africa piange-: Condivisibile considerazione di Carlo, su questo epocale esodo che soltanto in Italia trova un minimo conforto.

Bruno Castelletti – El pomo-: Ovviamente Bruno intende riferirsi al pomo della sapienza. O no? Comunque, che si tratti di sapienza o di peccato, il nostro poeta non dimentica di dare ritmo ai suoi incisivi versi. Complimenti.

Andrea Dalla Libera –Questioni ereditarie-: Deliziosa, ottima riflessione sulla poesia di ieri e di oggi (ma ce n’è ancora?)  dell’attento e sarcastico Andrea.  Da ricordare lo spiritoso avvertimento sulla poesia digitale ed auguriamoci che, quando saranno le automobili a guidarci, finalmente troveremo il tempo e l’ispirazione per dedicarci a vera poesia.

Antonio Scalas –Quanta differenza-: Eppure un senso quella parola doveva averlo, magari un senso forzato da ciò che si spera e che dona esaltazione. Esaltazione che si scioglie nella dolcezza di un rilassamento. Leggo così i versi dell’ottimo Antonio.

Jacqueline Miu –Bellezza-: Come i tagli di Fontana sono questi lapidari versi di Jac.

G: G. Casarini propone in lettura “Versilia” di G. D’Annunzio-: L’amore per la natura, il sentirsi parte d’essa, in definitiva il panismo dannunziano, in questi bellissimi versi del Vate. Grazie, Giuseppe , per queste proposte che ci danno l’opportunità di volare alto nella poesia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

25 Febbraio

Caro Lorenzo,
vorrei mandare un commento in versi ad una poesia (?) comparsa oggi sulla pagina azzurra:
"Quadro clinico", di Andrea Dalla Libera: Un benvenuto nell'azzurro a Andrea,
ma quella pervenuta in redazione
più che poesia mi par provocazione;
quindi aspettiamo più brillante idea.
Un caro saluto a te e a tutti i colleghi,
Santi

 

24 Febbraio

24 febbraio 2018

Maria Attanasio –Auguri-: Il migliore augurio si possa fare (ritrovare se stessi) in questi bei versi di Maria.

Michael Santhers –A volte-: Surreali alleanze, nate dalla fervide fantasia del nostro Michael, rese col suo classico e bel poetare. Da ricordare quei “giorni pagine al vento”, così come  quel “il cuore lavora a cottimo”.

Claudio Badalotti –Lontano dai sogni-: Mai allontanarsi dai sogni, ammonisce Claudio con questi bei versi dal novenario ritmo pascoliano. Piacevole a leggersi questa sorta di auto confessione piena di significative metafore e suggestive immagini.

Angelo Michele Cozza –Luce che riverberi e mi guidi-: La pena che può dare un abbandono, magistralmente espressa da questa poesia fatta di versi che dicono amarezza. Solo il ricordo di dolci momenti può attenuare il timore e mantenere viva la speranza, afferma il poeta in questa sua lunga e intensa invocazione all’amata.

Marino Giannuzzo –Sulla nave-: Efficace descrizione dell’andare notturno di una nave, con quelle schiume ben descritte, formate sopra acque nere. Altrettanto ben descritto il sorgere del giorno da un attento ed ispirato Marino.

Jacqueline Miu –Corsaro-: La descrizione di un sognatore, nel più bello stile della grande Jac.

Antonia Scaligine --Il conflitto in Siria si è riacceso-: Non c’è pace in Siria per la popolazione innocente ed il sangue continua a scorrere, per appagare la sete di potere di un dittatore e dei suoi complici. E’ tremendo quel che accade in quel paese, dove contrapposti interessi sembrano avere quale unico scopo omicidi di massa. Intenso è il sentimento che ha ispirato questi accusatori, forti versi di Antonia, chiusi da una commovente immagine.

Antonio Scalas –Non ha tempo per andare-: Bella immersione nella natura, vissuta da un vecchio personaggio che con quella si identifica e bello il racconto che Antonio ci propone con i suoi ver  

Francesco soldini -91. Tempesta-: Uguali sotto lo stesso cielo, ma inconsapevoli per quella barriera che separa, in questi bei versi di Francesco.

G.G. Casarini consiglia in lettura “Lungo l’Affrico” di G. D’Annunzio-: Affascinato dalla natura, ecco ancora D’Annunzio che affascina noi con questi mirabili versi. Un grazie all’amico Giuseppe per questa (didattica) proposta di lettura, assieme ad un caro saluto.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Buon fine settimana a tutti in compagnia della poesia.sc

 

23 Febbraio

23 febbraio 2018

Carlo Festa –Ci lamentiamo degli immigrati-: Corretta analisi di questo epocale esodo da terre sfruttate a paesi che le hanno ridotte in schiavitù, detta con versi dall’indignato tono.

Giuseppe Stracuzzi –La navicella-: Deliziosa filastrocca in quinari, dalle belle immagini, che è un lieve modo di guardare alla vita con quella navicella che, in qualche modo, arranca per arrivare al traguardo. E’ attentissimo Giuseppe a mantenere… la rotta del metro con il magistrale uso di sdrucciole.

Maria Attanasio –Rammendi-: Pare che Maria qui dica che c’è un rimedio a tutto. Basta trovare il giusto rammendo degli strappi al cuore per far vincere la speranza.

Antonio Alvaro –La danza dei tonni-: E’ poetica quest’immagine di tonni che danzano. Ma è  danza di morte per le povere sardine, anello debole della catena alimentare marina. Bello è il racconto poetico che ci regala Antonio con questi suoi ispirati versi.

Gian Luca Sechi –Sardegna-: La Sardegna non è soltanto quella delle estati gioiose ma anche quella di duri inverni di freddo e di venti. Quella Sardegna che resta nel cuore di chi la abita stabilmente e ne gode l’intimità di stagioni meno affollate, più umane. Questo racconta Gian Luca, con versi  che dicono amore per quella magica isola.

Marino Giannuzzo –Sulla battigia-: La malinconia che può portare la solitudine, aggravata dalla tenera compagnia d’altri, nei versi di Marino.

Francesco Soldini -90. Creativi-: Secondo Francesco saremmo creativi nel consumare. Ma forse ho capito male.

Jacqueline Miu –Stringimi-: Spettacolosa dichiarazione di desiderio dove ogni verso trasuda passione che, talvolta, poetiche immagini sublima. Difficile scegliere, tra tutte, la frase più significativa. Ma propongo questa: “ho una fame nella carne come una droga/come un ferro bruciante appoggiato sul cuore” e mi smarrisco con quelle “scarpe che diventano desiderio/e corrono corrono nella tua direzione”. Ben tornata Jac!

Antonia Scaligine –Nel frattempo aspetto che…-: Un malinconico, dolcissimo ricordo e la speranza che torni a materializzarsi nell’amore, in questi ispirati e bellissimi versi della nostra Antonia.

Sandra Greggio –Prima del tempo-: Intensa riflessione su ciò che fu regalato, forse anzitempo , priva però di rimpianti per quei risultati che comunque furono appaganti. Intensi e belli i versi di Sandra alla quale raccomando maggiore attenzione alla composizione delle strofe, per meglio sottolinearne il senso. Complimenti comunque per questa ispirata poesia.

Laura Toffoli –Un mio normale e umano pensiero…-: Bellissima riflessione sulla necessità d’amare il prossimo, in questi versi pieni d’umanità della nostra Laura.

G. G. Casarini propone in lettura “La sera fiesolana” di D’Annunzio-: Una delle poesia di D’Annunzio da me più amate, per quella spontaneità che, talvolta, manca nella sua produzione. Un D’Annunzio panteistico che con la natura quasi si identifica e  la rende umana in quel  comunicare emozioni a chi vi si immerge. Un D’Annunzio innamorato di chi aveva accanto (la Duse in quell’occasione) che a lei dedica questa stupenda ode alla natura. Ma anche un D’Annunzio, che sciogliendosi nella natura, supera l’umano, così come Nietzsche lo ispirò. Grazie Giuseppe.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti  ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo per quel che ci concede.

Piero Colonna Romano
 

Un "grazie" di cuore a Simone e a Santi per i loro commenti, che mi stimolano ad andare avanti, migliorandomi sempre di più.
Sandra Greggio


Un grazie di cuore a Santi per il suo commento alla mia poesia ,a Piero sempre presente ,magnanima persona , al grande Lorenzo, perché senza di lui non ci sarebbe questo umano sito che piace sempre , senza di lui il sito non assolverebbe la sua funzione principale quella di presentarci e sostare con versi , belli o brutti che siano sono sempre emozionanti .
Buona domenica Antonia Scaligine
 

Vorrei complimentarmi per la grazia, l'intensità e la profondità dei versi di Sandra nella sua poesia "Prima del tempo". Colgo l'occasione per fare calorosi saluti, visto anche il tempo, a tutti i sitani! Un grazie speciale a Piero, Lorenzo e ai più accaniti insomma.
Simone
 

Caro Lorenzo,
mando due brevi commenti su due poesie presenti nella pagina odierna:

"Nel frattempo aspetto che..." di Antonia Scaligine - Profumano di nostalgia i bei versi di Antonia alla quale manifesto i miei complimenti per il cuore sempre giovane.
"Prima del tempo", di Sandra Greggio - Bella poesia che tratta della gratuità del dono d'amore e della soddisfazione che l'anima riceve nel darlo. Il tutto detto con suadenti versi che trasmettono emozioni positive.
Un caro saluto a te e ai colleghi,
Santi

 

22 Febbraio

22 febbraio 2018

Marino Giannuzzo –Speranza-: Padri e figli e differenze d’atteggiamento nei confronti della vita, in questi sintetici versi di Marino.

Carlo Festa –Lontane-: Saggia riflessione di Carlo, resa con ottima sintesi.

Cristiano Berni –“Un cane”-: Commovente ode ad un fedele amico che possiede virtù che dovrebbero essere umane, in questi intensi versi di Cristiano.

Luigi Panzardi –Quando si può dare un consiglio?-:  Una lezione di vita da un padre ad un figlio. Due epoche profondamente diverse, con diversi stili di vita e diversi sogni. C’è amarezza nei versi di Luigi, amarezza generata dal non capire e dal non essere capiti.

Isabel Gide –Curiosità-: Ricordi che danno emicrania e unico conforto sono le mani tra i capelli a massaggiare la testa. Questo racconta Isabel col suo ritmato poetare.

Stefano Giannini –Svelami il perché-: Già, la natura che appare madre, talvolta può essere crudele matrigna. Questa constatazione ispirò Leopardi per la sua “La ginestra”, ultima sua poesia, e ispira Stefano che ci regala questi intensi e bei versi.

Laura Toffoli –Ombre di velluto-: Immagini suggestive, dense di poesia, nate dalla fantasia di Laura, a comporre questa ispirata, bella composizione.

Francesco Soldini -89. La musica-: Riempie la vita la musica e  può restare indelebile nei ricordi, in questi versi di Francesco.

Jacqueline Miu –Rami nudi-: La fredda aria di febbraio ispira la nostra Jac  per queste riflessioni che la sua fantasia trasforma in immagini piene di suggestione.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

21 Febbraio

21 febbraio 2018

 

Poesie a tema: Poesia e politica

Carlo Festa –Difendere i nostri interessi-: Perfetta la frase di Borsellino , da fare nostra. Giustamente Carlo intitola la poesia “Difendere i nostri interessi”, e lo possiamo fare solo noi, non affidando ad altri delicate scelte.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Sorriso-: Ode al sorriso, resa con suadenti versi.

Roberto Soldà –Granito-: Un nostalgico, melanconico ricordo di un abbandonata casa di campagna, dove immagino che il poeta visse la sua giovinezza. Suggestive e belle immagini, chiuse da bella intuizione poetica, con quelle stelle dagli occhi sempre aperti nelle notti. E, ovviamente, non poteva mancare un pizzico di scientifica cultura in questa bella composizione dell’ottimo Roberto.

Maria Attanasio –Ti lascio-: Insomma di temporaneo abbandono si tratta, in attesa del fiorire del glicine (che magari è metafora del digerire un torto subito) e dell’arrivo del tempo del perdono.

Terence –Oltre ogni al di là-:  Iperbolica attestazione di una bellezza che si esprime fisicamente e spiritualmente, in questi forti versi liberi di Terence che pone questa sublime immagine oltre l’oltre.

Rosino Maranesi –All’orizzonte-: Arrossisce il giorno al tramonto, nel vedere le diseguaglianze che avviliscono il mondo. Apprezzabile questa similitudine poetica regalataci da Rosino.

Nino Muzzi traduce Paul Valery-: Apprezzabile lo sforzo di Nino in questa difficile traduzione dell’estrema musicalità dei versi di Valéry.

Jacqueline Miu –Poema delicato-: L’autoritratto di un “domatore di attimi” che, pur nella consapevolezza di nulla sapere del suo esistere, è sempre alla ricerca di riempire vuoti nei petti. Il tutto nel più bello stile simbolista della nostra Jac.

Antonio Scalas –Corri verso il mare-: Quel che può produrre un sognante innamoramento, qui lo racconta, con romantici versi, il bravissimo Antonio.

Salvatore Cutrupi –La mia alba-: Un malinconico esaminare il proprio vivere, reso con ottime intuizioni poetiche (particolarmente apprezzabile la prima strofa) da un Salvatore in gran forma.

Francesco Soldini -88. Denti-: Proprio domani dovrò andare all’appuntamento con un dentista e  gli farò leggere questa poesia  che capita a fagiolo. Spero abbia pietà di me.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

20 febbraio

20 febbraio 2018

Bruno Castelletti –Na sveia dispetosa-: I sogni muoiono all’alba, ahimè. E restano ricordi…impalpabili. La bella fantasia di Bruno e la sua bravura tecnica disegnano un erotica immagine, sottolineata ancor più dal magistrale uso del dialetto.

Marino Giannuzzo –Sorella-: Affettuoso, tenero omaggio alla sorella.

Cristiano Berni –“A Charles Baudelaire”-: Bellissima poesia di un ispirato Cristiano, omaggio a quello che probabilmente fu il più grande tra i poeti francesi del XIX secolo, iniziatore del simbolismo e della poesia moderna. Complimenti, Cristiano.                                         

Anileda Xeka –Il pioppo-: Squarcio di grande bellezza, nella prima strofa, a intravedere romantico paesaggio fatto di lune, lago e stelle palpitanti, seguito dal realismo di un bianco pioppo che pare cancellare il sogno iniziale, facendo nascere nostalgia. Sintesi di grande effetto poetico, resa con maestria da un ispirata Anileda.

Silvio Canapè -Camminiamo insieme-: Il bisogno di pace è espresso lungo tutta la poesia e trova appagamento solo nella compagnia di chi ha bisogno d’essere consolata. L’unione di due pene risolverà la crisi esistenziale. Bella la poesia di Silvio che intreccia immagini suggestive con un malinconico sentire.

Simone Magli –Pontile di Lido, 18.02.2018-: Un dipinto surreale e suggestivo, reso con pennellati versi da un bravissimo Simone.

Claudio Badalotti –Sono già quel che sono-: Una sottile analisi di se stesso, facendo ricorso a elementi di filosofia, porta alla soddisfacente (rassegnata?) conclusione di conoscere se stesso. Bello il racconto del percorso fatto, reso con intensi e bei versi liberi.

Maria Attanasio –Non incontriamoci-: Un negare per affermare un desiderio, quindi. Paiono quasi fissare un appuntamento, questi versi di Maria, in un tempo ed in un luogo. Bella, intensa (e subdola) è la poesia, decisamente piacevole.

Rosa Giusti De Ruggiero –Ora ricordo-: Ogni tanto ci assalgono ricordi di tempi passati e, come afferma la nostra Rosa, possono essere lieti o tristi. C’è sempre un pizzico di humor nelle poesie della nostra amica e, anche in questa occasione, lo troviamo nella chiusa che pare un (tardivo) sospiro di sollievo.

Francesco Soldini -87. L’influenza-: Influenza di stagione, spagnola e guerra, in un accavallarsi di immagini nei versi di Francesco.

Jacqueline Miu –starry night stormy sea-: Un volo dentro lo splendido quadro di Van Gogh, con questi ispirati e bellissimi versi di Jac. Leggendoli risento cantare Don Mc Lean e…mi illumino di stelle e di blu. Ma c’è di più in questa composizione, c’è ,nello sfondo, il mare in tempesta che dice di tempesta di sensi. Scontati i complimenti alla nostra amica.

Antonio Scalas –Quando guarda-: Poesia d’amore, vagamente malinconica e resa con belle, suggestive immagini.

Laura Toffoli –Ecco su di me la pioggia-: Ancora una volta bella descrizione di sentimenti, resa con immersione nella natura, in questo caso  rappresentata da “grigia argentea calda pioggia” che purifica e fa generare lacrime e sorrisi. Insomma voilà la nostra Laura.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grazie riconoscente al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

19 Febbraio

19 febbraio 2018

Poesie a tema: Poesia e politica

Michael Santhers –Incontro elettorale-: Un buffo spettacolo che si ripete periodicamente, così tanto per prendere per i fondelli i futuri polli allo spiedo (cioè noi) raccontato con gli affilati versi di Michael.

Antonia Scaligine –poesia e politica : pensiero-: Un’appassionata analisi di quel che è la politica, nel nostro sfortunato paese,  troppo pieno di arrivisti e speculatori, reso dai forti versi della nostra Antonia.

Poesie a tema libero

Enrico Tartagni –Lume Naturale-: Un disastrato uso dei verbi, finalizzato a narrare la confusa visione di un sentimento, in questi…illuminanti versi di Enric

Michelangelo Baggi –Scampìa-: Una surreale, dolente descrizione di Scampìa, in questo simil sonetto di Michelangelo.

Marino Giannuzzo –Solitudine-: Solitudine che si sente quando, per ragioni di lavoro, si è lontani dalla propria terra, è questa di cui narra Marino. Terra straniera, ma dalla bellezza ben descritta dal poeta  che ne subisce il fascino, al punto da immaginarla suo ultimo riposo.

Maria Attanasio –Questo cuore-: Dona per intero il cuore e dintorni, la nostra Maria, con questi versi che ne sono accompagnamento.

Rosa Giusti De Ruggiero –Mischia Francesca-: Il kitsch ha un suo fascino al quale, talvolta, è difficile sottrarsi . E questo deve accadere alla Francesca di cui narrano i bei versi descrittivi di Rosa.

Laura Toffoli –Poesia di altro mondo-: Un bell’acquerello sulla natura, fatto di colori e suoni, secondo il bello stile di Laura.

Francesco Soldini -86. Neve e ghiaccio-: Anche in questa c’è la natura, descritta però come gelida e rischiosa da un prudente Francesco.

Jacqueline Miu –Ti amo doppio infinito-: Un amore del quale è impossibile conoscere la dimensione, suscitato da qualcuno, dai brillanti capelli, cui questi versi sono dedicati.

Tiziana Cocolo – Il mio albero-: Un omaggio amorevole, sono questi sintetici ed intensi versi di Tiziana.

Carlo Chionne –Seconda classe-: Romantica e tenera metafora del percorso di una vita d’amore in due, in questi versi dal malinconico tono del grande Carlo.

Salvatore Cutrupi –I racconti del mare-: Deliziose immagini precedute da un’anafora che pare dire di una costrizione, di una specie di prigione nella quale si può solo sognare. Belli i versi che scorrono fluidi, in questo racconto di un desiderio di libertà e di mare.

Roberto Soldà –Potassio 40-: Scienziato e poeta, il nostro Roberto ci regala ancora una poesia nata dal connubio scienza/amore. Sottile è il riferimento al lunghissimo tempo necessario al dimezzarsi della radioattività  del potassio, rapportato allo stesso lunghissimo tempo dell’invecchiamento della mente del poeta, eterno fanciullino. Decisamente commovente la citazione di Gelman, per quel che questo grande della poesia rappresenta per la libertà dalla tirannide. Ed ancora complimenti, caro Roberto.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

18 Febbraio

18 febbraio 2018

Rosa Giusti De Ruggiero –Il mio papà poeta-: Buonsangue non mente, insomma. Rosa, con questo suo tenero ricordo del padre e del nonno, ci rammenta che tra i suoi antenati (e neanche tanto lontani) c’è quel Giuseppe Giusti del quale restano indimenticabili le affilate satire contro la società della sua epoca (quella delle guerre di indipendenza). Come dimenticare quel delizioso “Sant’ Ambrogio” con quell’attacco che diceva “Vostra eccellenza che mi sta in cagnesco” che trovo giusto (anche quale omaggio a Rosa) presentare tra le poesie consigliate in lettura.

Nino Muzzi traduce Nicolas Born -: Un grazie a Nino.

Simone Magli –Vorrei il mio cuore si aprisse-: Il bruciante desiderio di una minore razionalità, a vantaggio di maggiore libertà del sentire, in questi intensi versi dell’ottimo Simone.

Enrico Tartagni –Amante perfetto-: Una perplessa auto analisi dell’essere (o non essere) valido amante, in questi versi di Enrico.

Marino Giannuzzo –Settembre-: Settembre “mostoso” pareva l’inizio di una poesia umoristica. Invece si scopre che, per Marino, è il mese che porta un dolcissimo (terapeutico) ricordo, reso alla perfezione con i versi che lo descrivono.

Maria Attanasio –Lo schiaffo, il rigurgito, lo sputo-: Comunicano grande violenza i versi di Maria, sin dal titolo che dice dell’evolversi di un conflittuale rapporto, e sono avvertimento di pericolo, di cui tenere gran conto…

Antonio Scalas –Mi hanno detto-: Già, ma sotto l’acqua che scorre, pare scorrere la gelosia. Antonio trova un singolare, efficacissimo modo di dire la sua ammirazione, il suo innamoramento con versi che sanno di fiaba.

Francesco Soldini -85. La Costituzione-: E come non concordare con questi versi di Francesco?

Laura Toffoli –Linea di luce-: Nel più classico stile della bravissima Laura, ecco la descrizione di un romantico paesaggio di mare che diviene scenario per lo svolgersi del suo amore, che, in chiusura, diviene libero, bellissimo volo. Brava!

Jacqueline Miu –Poesia-: Una vibrante ode alla musa Poesia, in questi versi pieni di fascino di Jac.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

17 febbraio

Caro Lorenzo,
constatando la perdurante assenza di commentatori e prendendo spunto dalla simpatica filastrocca di Piero Colonna Romano "I Polli",
vorrei proporre di far confluire i voti dei poeti su un candidato che prometta, nel caso di vittoria della sua coalizione, una crociera gratuita per chi fa almeno cinque commenti al mese, scarpe gratuite per i poveri millepiedi e almeno una settimana in bianco (rigorosamente in alberghi a 5 stelle) con attempate veline. Attendo altre idee in proposito, ma prima di finire allo spiedo, come pronosticato da Piero nella sua ironica invettiva. Un affettuoso saluto per tutti,
Santi
 

17 febbraio 2018

Maria Attanasio –Ora che-: Pare una resa totale all’arroganza, in nome di un sentimento con troppa generosità donato. Versi liberi, dal rassegnato tono, che ispirano tenerezza.

Rosa Giusti De Ruggiero –Gattino spelacchiato-: Amore per un tenero gattino o metafora di qualcosa d’altro? Solo Rosa può saperlo. Ma noi godiamo dei suoi bei versi che dicono di un sentimento.

Nino Muzzi traduce Louise Dupré-: Sempre un grazie a Nino, per queste sue traduzioni che ampliano il nostro panorama di poeti contemporanei.

Giuseppe Dabalà –Poco impegno, niente poesia-: Delizioso Pino che, in versione anacreontica ( o magari arcadica alla Metastasio) muove al sorriso con questi versi pieni d’auto ironia. Complimenti vivissimi, caro amico, che qui dimostri come si possa accettare con humor anche i più malinconici accadimenti della vita.

Marino Giannuzzo –Sergio-: Altra figura che va a d arricchire la galleria di personaggi dei quali Marino coglie i lati più nascosti del carattere, raccontandoli con bella sintesi poetica.

Jacqueline Miu –samurai-: L’appassionato ritratto di un cercatore di porti, il cui viaggio che il poeta vorrebbe fermare. Un infuocato marinaio sul quale si riversa il desiderio di possesso. Insomma la Jac che abbiamo imparato a conoscere è in ogni verso di questa lunga (e tortuosa di fantasia) dichiarazione d’amore. Ovviamente non mancano frasi che disegnano delicate, surreali e romantiche immagini quale “un merlo saltellante che impollina l’etere di danze”. Che altro dire se non dire a Jac un grazie d’esserci?

Sandra Greggio –I figli-: Una madre ed il suo guardare al veloce scorrere della vita, osservando, amorevolmente, quella dei figli, in questi intensi e bei versi della nostra Sandra.

Francesco Soldini -84. Lieta notte-: Una serena pennellata per descrivere l’atmosfera dolce del Natale.

Carmine De Masi & Co. –Inverno-: Poesia a…svariate mani, per descrivere, con efficacia, l’atmosfera invernale e l’intimità che regala. Complimenti…al coro.

Laura Toffoli –Trottole-: Il ruotare di un trottola, che nei versi di Laura diviene anafora e moto continuo, coinvolge anche il lettore donandogli una lieve sensazione di vertigine. Poesia di grande effetto, con le già apprezzate ed apprezzabili immagini che la nostra amica sa costruire, per dirci del  suo sentire.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo per ciò che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

16 Febbraio

16 febbraio 2018

Marino Giannuzzo –Sera-: Una rilassante atmosfera, magistralmente descritta da Marino.

Maria Attanasio –Dopo di te-: Insomma una liberazione che fa rinascere desideri, in questi sintetici e significati versi di Maria.

Rosa Giusti De Ruggiero -Spensieratezza-: Il rilassante effetto di un raggio di sole (metafora di qualcosa di positivo accaduto) porta gioia e senso di libertà, in questi limpidi e bei versi di Rosa.

Renzo Montagnoli –Io c’ero-: Un interrogarsi sul senso della vita, in questi bei versi dal malinconico tono dell’ottimo Renzo.

Claudio Badalotti –Senryu-: Conosco poco (quasi nulla direi) i modi giapponesi per fare poesia. Questo senryu ha affinità con l’haiku, se non altro per il numero e la disposizione delle sillabe, ma lascia maggior spazio alla scelta dei temi da trattare. Quanto presentato da Claudio parrebbe una ermetica serie di immagini, fortunatamente il poeta ha provveduto ad illustrarcene il senso.

Michael Santhers –L’ombrello-: Gli usi pratici e romantici dell’ombrello, nei versi dell’attento ed acuto Michael che delude mai.

Nino Muzzi traduce Hélèn Dorion-: Singolare similitudine tra informatica e vita, in questi versi della sconosciuta Dorion, tradotti per noi da Nino.

Laura Toffoli –Ricordo nel ricordo d’una palude di ricordi-:  Belle, romantiche immagini per descrivere un sogno, un desiderio, un ricordo, con la bravura ed il sentimento della nostra Laura.

Jacqueline Miu –geyser-: Versi pervasi di passione e di desiderio appagato, sono questi bellissimi  ed  intensi di Jac. Da ricordare, in particolare, quelli di chiusura per quel necessario ubriacarsi dei poeti, al fine di risorgere follemente per esprimere il loro amore.

Antonio Scalas –Ma non li capivo-: Una romantica attesa, narrata con i toni di una fiaba, in questi bei versi di Antonio.

Francesco Soldini -83. Zampettano-: Simpatica descrizione dell’andare di piccoli uccelli che ha una singolare, contrastante chiusa nei tre versi finali.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Caro Piero,caro Lorenzo, voglio ringraziarvi per i commenti positivi e per l'ospitalità'. grazie per i commenti a Vattenne,non nascondo l'influenza della cultura napoletana,anzi l'affermo in quanto e li che ho imparato a parlare e anche a cantare. Poi è una cultura antica,si canta dal 1200 o giu' di li. E si canta ancora fortunatamente. Ma dietro Vattenne,lo confesso c'e' un pensiero che mi tormenta da tempo:" il femminicidio come fenomeno "ricorrente". Ho,voluto esprimere un concetto : meglio dirsi addio che ammazzare. Lo so e' ovvio,banale, retorico,ma,di fronte a tanta violenza non si può' restare indifferenti. Ho fatto molte prove in lingua, non davano pero' il senso a quanto volevo dire. Nella mia lingua nativa,stando al commento di Piero,il senso e' venuto fuori. Per tutto quanto grazie a tutti voi.
sc


 

15 Febbraio

15 febbraio 2018

Marino Giannuzzo –Sensi-: Intensa e bella poesia che narra di un immersione nella natura, nei suo colori, nelle sue violenze nascoste. Immersione che appaga e risveglia i sensi. Complimenti Marino.

Santo Cardella –La staffetta-: La suggestione di quel richiamo (alla poesia che rende eterno il poeta e fa da stimolo al progresso civile dell’uomo) mi prende e, leggendo questo incommensurabile Santi, mi beo di poesia vera e pura. Che dire di lui, se non ringraziarlo d’essere tra noi a darci

lezione d’alto lirismo ispirato? Splendida è la poesia di oggi, moderna con richiamo al migliore classico che abbiamo. Complimenti vivissimi, caro amico, con poesie come questa puoi spopolare ovunque. (informami sui concorsi che farai che me ne terrò alla larga)

Maria Attanasio –Vento contro vento-: Venti contrapposti che scatenano tempeste (e fin qui la metafora è trasparente) ma sono tempeste che insegnano a ridere e ad abbandonare le necessarie prudenze (e questo è l’ossimoro che rende vagamente surreale la poesia della nostra amica Maria).

Silvio Canapè -Vattenne-: Poesia che narra di un appassionato, amarissimo invito alla separazione, degna d’essere messa in musica, per restare tra le più belle, romantiche canzoni napoletane. Complimenti Silvio!

Carlo Festa –Un raccolto diverso-: Un aforisma che è invito a cambiare, per avere maggiori soddisfazioni.

Rosa Giusti De Ruggiero -Lavora! Lavora! Lavora!-:  Si alza ancora una volta il grido di dolore, che dice di ribellione, di una donna sfruttata che non vede riconosciuti i suoi sforzi, le sue pesanti fatiche, né i risultati del suo operare, in questi amari, significativi versi di Rosa.

Emilio Tasca –Ombre-: Siamo piccoli uomini che camminano (e forse soltanto possono camminare) nelle orme lasciate da pochi grandi. Questo lo sconsolato, sconsolante messaggio che ci arriva dai versi di Emilio.

Claudio Tedeschi –Volontà-: Leggo un affermazione nichilista, in questi versi di Claudio. Saremmo figli di una volontà che pure di noi avrebbe bisogno per vedere e sentire. Una volontà priva di sensi e priva di progetti, senza tempo e senza fine. Insomma un nulla che nulla ha creato.

Francesco Soldini -82. Lago placido-: L’inquinamento distruttivo, posto sotto accusa dai versi di Farncesco, malinconici e nostalgici per ciò che un tempo fu.

Jacqueline Miu –Moon fire-: ed è subito sera, vien da dire. Ma Jac altro intende con i suoi maliziosi versi. Grosso modo direi  che la nostra amica intende narrare che dopo fuoco e fiamme arriva, di necessità, il riposo.

Laus vitae di D’Annunzio, proposta in lettura da G. G. Casarini-: e noi possiamo, ancora una volta, ringraziarlo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

14 Febbraio

14 febbraio 2018

Claudio Badalotti –Quel sorso di dolcezza-:  E dolce e romantico è il sonetto che Claudio dedica alla donna amata, rivelandole tutto il suo cuore e dicendole tutta la sua gratitudine per esserci.

Marino Giannuzzo –Scende la sera-: Dal vago suono stilnovista questi bei versi d’amore che il nostro Marino oggi ci regala.

Antonia Scaligine –Una poesia in tre-: Ed in effetti di tre poesie si tratta. Tre poesie che trovano sintesi in un'unica lettura consecutiva che dice dell’analisi delle emozioni, del loro essere mutevoli e cangianti, come i colori di una tela. Poesia ad andamento circolare che vede la chiusura del cerchio nell’ultimo verso che ripete il primo, per un andare senza fine. Complimenti, Antonia!

Cristiano Berni –“I poeti”-: Una bella serie di aforismi sui poeti, resa con un pizzico di humor velato di rabbia. Trovo inarrivabile il distico di chiusura, dove il poeta ci dice che, appunto, i poeti possono anche fare valige ed andarsene. Incavolati ma auto cinti d’alloro.

Maria Attanasio –Sento il cuore-: Un cuore disperato per l’indifferenza degli altri, ma mai domo. Questo il senso di questi forti versi della nostra Maria.

Rosa Giusti De Ruggiero –Intelligenza-: Un invettiva contro l’imbecillità, resa con versi che muovono al sorriso. Brava Rosa!

Carlo Chionne –Poeta io?...-: Delizioso Carlo, poeta per amore! E grande deve essere l’amore, perché grande è la fatica del poetare. Bravo Carlo, sei inarrivabile sempre.

Laura Toffoli –Notte d’amore stellato-: Leggere Laura ed immergersi nella dolcezza delle immagini che ci regala, è un tutt’uno. La si riconosce subito, sin dal primo verso, tanto personale è il suo stile fatto di colori, di suoni, di emozioni raccontate per immagini che affascinano. Un dolce, fantasioso e gradevole poetare insomma.

Francesco Soldini -81. L’immaginario-: Cittadini di un mondo, omogeneizzati dai media, che pare agiscano come il famoso grande fratello do Orwell. Tutti uguali, allineati e coperti, privi di individualità. A questo ci avviamo? E questo raccontano i versi/accusa di Francesco.

Jacqueline Miu –San Valentino-: Strepitosa Jac, oggi ti sei superata. Buon San Valentino.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

13 Febbraio

13 febbraio 2018

Enrico Tartagni –I fiori del male-: Una surreale visione di un rapporto che  nel ricordo torna. Strepitoso Enrico, in questa composizione densa di sentimento, narrata con audaci voli della fantasia.

Michael Santhers –Zappoeta-: La malinconica confessione di un poeta contadino, in questi deliziosi versi di Michael. Ed è vero, in vino veritas, impossibile non crederti. Complimenti.

Bruno Castelletti –Tempo perso-: Delizioso racconto di un fatto di vita vissuta che pare assomigliare ad una barzelletta. Bruno ha nelle sue corde humor e perfetta tecnica poetica che rende musicale il suo poetare. Anche in questa occasione una serie di sonanti settenari, interrotti da un endecasillabo frantumato (12mo e 13mo verso) e chiusi da un endecasillabo. Complimenti, Bruno!

Silvio Canapè –Fuochi a mare-: Un infuocato panorama, dalle vivide e belle immagini, fa da scenario ad un sensuale rapporto d’amore, magistralmente descritto dal bravissimo Silvio.

Simone Magli –Solo gli amanti-: Bellissimo, condivisibile aforisma, del nostro ottimo Simone.

Marino Giannuzzo –Ruggero-: Una storia siciliana che potrebbe essere stata raccontata da Verga o Capuana, in questi versi di Marino che allungano la galleria dei suoi personaggi.

Maria Attanasio –Ti aspetto-: C’è una esplosiva rabbia in questi versi che paiono pericolosa promessa di vendetta. Quando la sintesi dice molto, qui lo dimostra l’appassionata Maria.

Giuseppe Stracuzzi –Un brivido di sole-: Un brivido, infatti, regalato da questi sensuali, resi con elegante linguaggio da un ispirato Giuseppe in gran forma.

Jacqueline Miu –Casa dolce casa-: Inno alla casa, secondo l’originale stile della nostra Jac, vissuta quale rifugio confortante per ogni male.

Salvatore Cutrupi –Invenzione-: Suggestiva immagine è quella delle parola scartate, da utilizzare per comporre poesia, nata dalla bella fantasia di Salvatore.

Francesco Soldini –80. Gerusalemme-: Città sacra per tre religioni, oggi pare debba finire in toto sotto il tallone di Israele, complice un mentecatto presidente degli USA. Francesco ne canta le caratteristiche con versi dal malinconico tono che talvolta hanno i ricordi.

Aurelio Zucchi –Stasera,  per fare un esempio…-: Filosofica riflessione sui ricordi e sul loro senso, in questi limpidi versi di Aurelio.

G. G. Casarini propone in lettura “Laus vitae” di G. D’Annunzio-: Interessante proposta di lettura del nostro G. G. C. che potrebbe essere utile per capire meglio il temperamento del Vate che compone questa lunga autobiografia autoreferenziale, esaltante il superomismo di stampo nicciano (nel quale D’Annunzio credeva) con l’aggiunta dei suoi desideri e dei suoi sognanti progetti di vita, in una teoria di lunghissime strofe, tipiche dell’autore.  

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Gentilissimo Piero, ti ringrazio per la particolare attenzione e profondità dei tuoi commenti che gradisco moltissimo e….me ne faccio vanto. Tutti noi te ne siamo grati, riconoscenti e ti sentiamo amico, che nel poetare questo è un sentimento puro e sincero. Un caro saluto a tutti e in particolare al nostro generoso e grande Lorenzo.
Claudio Badalotti

 

12 Febbraio

12 febbraio 2018

Giuseppe Stracuzzi – Le coccinelle-: Poesia dalla bella, meditativa atmosfera, resa da belle immagini. Il racconto, decisamente ermetico, potrebbe essere metafora dell’esaurirsi della vita o di una qualche partenza per altri lidi. Almeno così lo interpreto con più di qualche dubbio.

Enrico Tartagni –New Rose Hotel-: Sognanti, bellissime immagini che narrano di un’esotica avventura in terra lontana. Ha un fascino particolare questa di Enrico che alla perfezione descrive l’ambiente ed il sentimento che vi si vive, e che tornano, entrambi, con prepotenza nel ricordo.

Nino Muzzi traduce Nico  Bleutge-: Un grazie a Nino per quest’opera di diffusione, tramite le sue traduzioni, di ignoti poeti contemporanei.

Marino Giannuzzo –Rosa-: Il magico borgo di Sperlinga ispira Marino per questi bellissimi versi descrittivi.

Maria Attanasio –Mentre le donne dormono-: Quello che una donna può vivere, nel bene e nel male, elencato, con molto sentimento, nella poesia dagli intensi versi della brava Maria, che trova l’ispirazione per questo suo messaggio in un libro di quel Javier Marìas, considerato oggi una dei più importanti letterati europei.

Sandra Greggio –Il sogno-: Il bisogno di quella libertà (di cui il gabbiano è metafora) che può donare il mare, in questi bellissimi versi di un ispirata Sandra.

Jacqueline Miu –Mago-: Un tourbillon di immagini, nate dalla sfrenata fantasia della nostra Jac, che fanno pensare a emozionanti quadri surreali, zeppi di colorate immagini, delle quali si cerca di intendere il senso, fino a quando non si scopre quella dominante e responsabile dell’essere delle altre. Qui, forse, è quel bambino costretto tra gessetti, giochi e castelli di sabbia, per la magia di un mago. Ma forse non è così.

Carlo Chionne –L’ultimo gufo-: Ci attende un futuro scellerato, tra destra incombente al grido di alalà e sinistra svanita per autolesionismo. E l’attento Carlo sfoga la sua delusione in questi (condivisibili) versi. Manca poco al grande big bang e, come il titolo di quel film, non ci resta che piangere.

Salvatore Cutrupi –Upset down-:Il mondo sottosopra, insomma, desiderio che tutto cambi, scontenti di quel che si vive,  come bene sintetizza il vecchio pittore disgustato, nei bei versi di Salvatore.

Laura Toffoli –Essere e non essere-: L’eterno dilemma tra cuore e ragione, nei versi di una Laura piena di dubbi, come quasi tutti noi, ben esposto dalla nostra amica.

Francesco Soldini -79. Tipografo-: Il computer che permette d’essere tipografo dei propri versi, affrancandoci da onerosi costi ma, purtroppo, facendoci dimenticare il buon odore d’inchiostro e quelli che erano i romantici suoni della stampa, in questi versi dal meditativo tono, di Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo per quel che ci consente.

Piero Colonna Romano
 

Caro Lorenzo,ti ringrazio ancora una volta per l' ospitalità e ringrazio tutti i poeti del sito per i giudizi positivi che esprimono sulle mie poesie. Ne sono lusingato e spronato al tempo stesso. Grazie ancora.sc

 

11 Febbraio

Ringrazio, anche se un po' in ritardo, il gentil pensiero espresso su di me dalla poetessa
Jacqueline Miu. Il suo poetare è per me un’infinita esplosione stellare nel cosmo poetico…Laura

 

10 Febbraio

10 febbraio 2018

Marino Giannuzzo –Rinuncia-: La dura vita di chi, per lavoro, è costretto ad abbandonare l’amata terra, nei versi dal tono amaro di Marino.

Maria Attanasio –Con le mani-: Decisamente ermetica, in questa occasione, è Maria con questa poesia dalle immagini che evocano la fatica di una donna casalinga, assieme ad un innamorato sentire.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Come frutti piumosi della viorna-: Col bello stile dell’ottimo Giuseppe, ecco una similitudine che sa d’amaro. Sogni calpestati come fossero nivei pappi, è struggente, poetica immagine.

Giuseppe Dabalà –La ballata infame-: Quanta ragione hai, Pino! Sanremo addormenta le coscienze, fa dimenticare il dramma disumano che continua a perpetrarsi nel Mediterraneo. Il suo compito è farci immaginare un mondo di lustrini e danze, per non farci pensare. Giusta la tua indignazione, giusto questo grido di protesta.  

Giuseppe Stracuzzi –Il mutamento-: Belle immagini in una poesia difficile da intendere.

Simone Magli –Il poeta è un bambino troppo serio-: Interessante aforisma di Simone che limita ai poeti quella poetica del fanciullino che Pascoli attribuì a tutti. Che abbia ragione Simo? In definitiva è il poeta che non smette di meravigliarsi di tutto ciò che lo circonda, narrandolo.

Santi Cardella –Gocce di luce-: Suono di filastrocca nei senari di Santi, ricchi di poetiche, romantiche immagini.

Jacqueline Miu –se vuoi capire chi sei chiedi a uno che non ti conosce di descriverti-: Interessante aforisma della nostra Jac ma Socrate andò a Delfi e si scoprì il più saggio tra gli uomini. E mal gliene incolse… Preferisco quel più prudente “conosci te stesso”.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Delicati versi bene auguranti, dono di Salvatore.

Laura Toffoli –Passato e presente si fondono per il futuro-: Poesia musicale, piena di romantiche immagini e belle intuizioni poetiche che si conclude con una dolcissima dichiarazione d’amore. Insomma c’è tutta la nostra Laura nei versi che oggi ci  ha regalato.

Francesco Soldini -77. Stagionare-: Un ottimistico guardare al passare del tempo, vago senso d’umorismo.

Antonio Scalas –Una nuvola diafana-: Tutta colpa del cuore, insomma. Questo afferma Antonio con questa poesia dalle lievi, belle e romantiche immagini.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

10 febbraio 2018

Cari amici, ho il piacere di informarvi d’una brillante affermazione del nostro poeta

FAUSTO BERETTA

che nel prestigioso concorso “Premio Letteratura d’Amore”,

organizzato dal “Centro Studi Cultura e Società,”

ha visto attribuire alla sua “Noi due sempre”

un meritato attestato di merito.

 

Centro Studi Cultura e Società
 

Premio Letteratura d'Amore
 

XXV Edizione

 

Oggetto: Conferimento Premio Letteratura d’Amore

 

Gentile Fausto BERETTA

 

Abbiamo il piacere di informarLa che la Giuria della XXV Edizione del Premio Nazionale Letteratura d'Amore, ha terminato i propri lavori, conferendo Segnalazione di Merito per la sezione Poesia, per l’opera Noi due sempre.

 

Nel congratularci per il brillante risultato, La invitiamo ad intervenire alla cerimonia di premiazione, che avrà luogo

 

Sabato 17 febbraio 2018 alle ore 15,30

c/o il salone della Palazzina ex Venchi Unica

in via De Sanctis 12 Torino

 

Qui di seguito potremo gustare i romantici e bei versi della poesia premiata:

 

NOI DUE SEMPRE

 Noi due sempre
nel giorno divisi
noi due sempre
nella notte uniti
noi due nelle nostre mani
che sempre si cercano
noi due nelle cose
banali di tutti i giorni
così diversi
noi due alla ricerca ancora
della nostra giungla dentro
meraviglia e sangue
la sua esplorazione
 
noi due immersi
nelle nostre così simili
forse utopiche idealità
relegati in stanze separate
la militanza ci dimentica
e ci allontana
 
noi due ancora
sulla cresta dell’onda
in precari equilibri
non più giovani
nelle membra stanchi
 
noi due nei figli uniti
angeli custodi sopra
sconosciute strade
noi due nei figli divisi
nelle indicazioni discordanti
preoccupati
incerto il loro futuro
 
noi due alla ricerca
sempre di noi
fra angeli e demoni
mondi sussurrati
ove bene e male
confini non più hanno
 
noi due di fronte seduti
lume di candela
che gli occhi cattura
romantico il ristorantino
e l’immensità del mare
 
noi due incomprensibilmente
ancora assieme
 
noi due nonostante tutto
noi due!

Al bravissimo Fausto i mie vivissimi complimenti, assieme ad un supplemento di meritatissimi applausi.

Piero Colonna Romano

 

9 Febbraio

8 e 9 febbraio 2018

Poesie a tema: Poesia e politica

Nino Silenzi –I commedianti-: Ampia panoramica dei contendenti politici di queste prossime elezioni. Non ne sbaglia una, il nostro ottimo Nino, ce n’è per tutti. E sono scudisciate da togliere la pelle, a destra e a manca, perché meritate, appunto, a destra e a manca. Bravo Nino! Mi associo, concordando su ogni verso.

Poesie a tema libero

Carlo Festa –Mani impazienti-: Mani che sono metafora dell’uomo, con i suoi desideri, le sue tenerezze, il suo ostinato maschilismo, in questi ispirati versi di Carlo.

Marino Giannuzzo –Ricordi-: Una sintetica, inquietante riflessione sui ricordi e su quanto è strano il meccanismo della memoria, con lo stringato poetare di Marino.

Silvio Canapè –Solitudine-: Una pena esistenziale, narrata con le suggestive e belle immagini di una poesia che ha la sua amara sintesi negli ultimi quattro, dolenti versi. Stato d’animo magistralmente esposto dal bravissimo Silvio.

Corrado Cioci –San Giovanni d’acri-: Corrado qui narra la complicata vicenda della terza crociata che vide alternarsi nelle vittorie i cristiani ed i musulmani. Ovviamente entrambi in nome di un Dio che parve equanime nel distribuire successi e sconfitte.

Claudio Badalotti –Tornare all’origine-: Appassionato di filosofia greca, il nostro Claudio si ispira al principio di Empedocle che teorizzò la perfezione dei quattro elementi costitutivi (acqua, aria, terra e fuoco) ed il loro realizzarsi in forma sferica (cioè perfetta) quando, e se, pervasi dall’amore. Ed il titolo della poesia esprime la speranza che tutto ciò che, malamente, viviamo possa trovare un più armonico aspetto, in funzione, appunto, di un salvifico amore. Complimenti, Claudio, per questa intensa e significativa poesia.

Enrico Tartagni –Atto d’amore-: Sensualissima descrizione di un momento dell’amore, con i versi stringati, e ritmici di Enrico.

Fabrizio Lama –Identità nascoste-: Decisamente ermetica e zeppa di suggestive immagini la musicale composizione di  Fabrizio.

Maria Attanasio –Carnevale-: Questi versi di Maria mi hanno fatto ricordare il bellissimo film “Orfeu negro” di Marcel Camus e Vinicius de Moraes. C’è, nella poesia, la stessa maligna atmosfera  di un carnevale che (nel film) è di morte. “E sarà luce nell’ombra/E orma del tuo corpo ancora sul mio letto.” È la drammatica chiusa, simile alla chiusa del citato film. Brava sempre la nostra amica!

Antonio Scalas –O Stella senza nome-: Una fervida invocazione ad una salvifica dea, perché possa fare la magia di rendere invisibili (p meglio, correggere) i difetti di un innamorato violento. Bella ed originale per come è svolto il tema, la poesia del nostro Antonio.

Jacqueline Miu –one day monster-: Gli scritti di Jac si susseguono come spirali che sempre più verso l’alto gridano passione. Affascina leggerla e, come spesso accade, apprendiamo nuovi termini o loro nuove unioni che ne cambiano o ne sottolineano ancor più il significato. Oggi qui troviamo un “iconami”, un “glassami di saliva”, un “chiudimi in una tela di ragno” (per essere digerita lentamente e a piacere, si immagina) termini che sarebbero adottati immediatamente dalla grande Patrizia Valduga. Che altro dire se non ancora complimenti?

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Il risveglio in una mattina di pioggia, ottimamente sintetizzato dal nostro Salvatore.

Laura Toffoli –Campagna del cuore-: Ed anche Laura narra di un risveglio, ben diverso da quello di Salvatore. Qui ci viene regalato l’incanto di un paesaggio campestre, goduto attraverso una finestra, mentre il sole sorge su di una notte che ha lasciato profumi d’amore tra le lenzuola. Ermetica Laura? Ma dove? Ma sempre brava e godibile.

Francesco Soldini -76. Le cime-: Un inizio della stagione invernale descritto con liberi versi.

Carlo Chionne –Lacrime e perle-: Ecco un esempio di magistrale manipolazione delle parole, regalatoci dal grande Carlo, con la scusa di narrarci un amaro sentire. Un caro saluto.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Delle poesie di oggi mi ha colpito quella di Silvio Canapè, che ho trovato evocativa e con discreto spessore. Complimenti, hai fatto grossi passi avanti.
Un grazie e un caro saluto a tutti.
Simone

 

7 Febbraio

Caro Piero,come sempre troppo buono e generoso. Grazie. Devo dire però che la tua analisi metrica è perfetta
Un abbraccio Bruno
 

Un caro saluto a tutti i partecipi della pagina azzurra.
sc

 

7 febbraio 2018

Nino Muzzi traduce Altmann-: Suggestive e talvolta surreali immagini dell’avventuroso fotoreporter tedesco, tradotte per noi da Nino.

Simone Magli –Come ti scrolli di dosso-: Una serie di fosche metafore (lupe, quali cattivi maestri, latte, quale insegnamenti da rifiutare) per dire della delusione nei confronti di questa società e dei suoi condizionanti  (verso il male) insegnamenti.

Carlo Festa –Gli innamorati-: Soltanto nella serena pace della sera, fuggendo il caos del giorno, si potranno esprimere i più dolci sentimenti. Questo il messaggio contenuto nei versi di Carlo.

Marino Giannuzzo –Religione-: Riflessione su religione e su i suoi insegnamenti, accettati ed imposti da chi detiene il potere, in questi versi che sono accusa e dicono di una delusione, di una malinconica presa d’atto di  una falsità.

Rosa Giusti De Ruggiero –Tu non abbai-: Una dura reprimenda nei confronti di un figlio (?) o del marito, troppo distratti da sogni irrealizzabili ed in cerca, costantemente, di guai. Un invocazione al buonsenso, insomma, detta con versi dal forte, amaro tono.

Roberto Soldà –CPM-: Il tenero ricordo di un gesto d’amore, che, per deformazione professionale, per essere misurato, abbisogna di un contatore geiger. Insomma il nostro fantasioso, romantico, scienziato Roberto rende l’amore simile alle vibrazioni radioattive. E magari ha pure ragione! Poesia che unisce scienza e sentimento, in versi che hanno lieve tenerezza poetica.

Antonio Scalas –Un sentiero di fiori-: Un romantico percorso tra profumati sentieri ed impetuose onde, gonfie d’amore, per giungere nel giardino dell’amore, in questi versi densi di passione di Antonio.

Jacqueline Miu –dammi quella droga che chiami sogno-: Una violenta rivolta contro le regole di questa asfissiante società. Rivolta molto ben sintetizzata da quella Desdemona che uccide Otello e, anziché farsi suora, diviene lesbica, per maggiormente sottolineare il suo rifiuto delle regole. Regole che impongono doveri ed escludono diritti, così come ci racconta la nostra Jac nella strofa di chiusura di questa appassionata difesa dell’individualità. Individualità che pare potersi realizzare solo nei sogni.

Forse un tantino dispersiva è la poetica prosa della nostra amica, ma è certamente efficace il suo modo di porre problemi esistenziali, invitandoci a riflettere.

Francesco Soldini -75. Prima neve-: Forti, efficaci pennellate a descrivere il romantico paesaggio della Foresta Nera imbiancata dalla neve, in questi descrittivi versi di Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

6 Febbraio

6 febbraio 2018

Rosa Giusti De Ruggiero –A volte-: Il duro impegno delle casalinghe molto ben narrato dalla brava Rosa.

Bruno Castelletti –Perché-: Non so se apprezzare di più la filosofica lezione di vita, che da questi versi dello strepitoso Bruno ci viene, o la raffinata serie di settenari [prego notare il secondo verso, dove “còrrer” è una sdrucciola…tronca, ed il terzultimo verso, dove “sonarà” è tronca , ed in entrambi i casi fanno diventare il verso settenario. E settenario diviene pure il settimo verso, dove quella tronca “butar” viene associata alla raffinata dialefe di quel “Me àldego” iniziale.] alternata ad un paio di endecasillabi frantumati ( terzo e quarto verso e distico finale). Da Bruno c’è molto da imparare, approfittiamone.

Nino Muzzi traduce U. A. Sandig-: Racconto  reso in fiabesca atmosfera, quasi da sogno, nei suggestivi versi di questa ignota poetessa tedesca,  tradotti da Nino per noi.

Michael Santhers –La casa nel bosco-: Inquietante racconto di una casa abbandonata da personaggi che non vi hanno più fatto ritorno. Inedito Michael è questo odierno che comunque, non volendosi  smentire,  torna al suo classico stile nella terzina finale della penultima strofa e, in toto, nella strofa di chiusura. Ovviamente è sempre piacevole la lettura delle sue poesie.

Giovanna Cardella –Di luna e di mare-: Un dolcissimo invito a godere dell’inizio della sera su di un spiaggia al termine della giornata, reso con quella insistente anafora che sollecita a respirarne a fondo la dolce atmosfera. Giovanna disegna con estrema cura i dettagli di quel divenire, li rende vivi ed indimenticabili, con questa poesia densa di suggestive immagini, dal lento spegnersi dei rumori, all’arrossire delle guance di una fanciulla, all’incombente profumo di gelsomino, all’accendersi di stelle, ecc.  Per chiudere con un indimenticabile romanticissima strofa. Complimenti, Giovanna!

Filippo Genini –Per la poesia…-: Una reazione dura alla mancanza di ispirazione, chiusa da un’accusa al mondo, che ispirazione poetica pare non consentire.

Carlo Festa –Otello stia tranquillo-: Quando quel che si dice ha nulla a che fare con quel che si pensa, questo narrano i versi di Carlo.

Marino Giannuzzo –Randagio-: Poesia che narra, con bella maestria, di un atmosfera sonnolenta, in un afoso ferragosto.

Francesco Soldini -74. Friburgo-: Bella, sintetica descrizione della cittadina svizzera dove alle tradizioni culinarie franco-tedesche si unisce il meglio delle mediterranee.

Jacqueline Miu –oro-: Wow! Quanto fuoco! Qui troviamo tutta la Jac appassionata, capace di chiedere e di dare emozioni. Apprezzata molto la sintesi stringata dei versi, E complimenti sempre, per questa capacità di saper tradurre emozioni in poesia e renderle vive.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

5 Febbraio

5 febbraio 2018

Poesie a tema: Poesia e politica

Antonia Scaligine –poeta & politico-: La triste realtà della politica in Italia, molto ben descritta dai taglienti versi di Antonia che tenta anche un improponibile confronto tra poeti e politici. E ricordo quel Sordello da Goito, di dantesca memoria, ed il suo “ahi serva Italia di dolore ostello”. Ci resta la poesia e con quella ci consoleremo. Sconsolatamente.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Primo compleanno di Vanessa-: Bella poesia densa d’amore e di speranza per una figlia che allietò la vita di un padre. Sono certo che, a distanza di circa 40 anni, la gioia che quella nascita causò fu ben motivata.

Maria Attanasio –Tempesta-: Pare che Maria parli di un presagio avuto in tempi lontani. Quei metaforici relitti divennero i fallimenti e le delusioni successive, e quel rinunziare al fumo una specie di inutile sacrificio ad una qualche sorda divinità. Interpreto così questa intensa poesia vagamente ermetica.

Rosa Giusti De Ruggiero –Mal d’Africa-: La nostalgia per luoghi incantati, che vieppiù si rafforza col passare del tempo e col confronto dell’oggi, nei bei versi di Rosa.

Antonietta Ursitti –Il sole ammicca alla luna-: Un romantico acquerello (delizioso quell’affacciarsi della luna “nell’arena del mondo”)  in questa gradevole descrizione di Antonietta. Un caro saluto.

Carlo Festa –Dare la vita-: Romantiche immagini dello zodiaco che influenzano un vita, con le loro caratteristiche fatte di giustizia, speranza e coraggio, in questi versi, dall’epico tono, di Carlo.

Jacqueline Miu –la mia anima è un campo di fuoco-: La confessione di un anima appassionata e desiderosa soltanto di un fuoco che spenga la sete, nei prosastici e bei versi della nostra fantasiosa Jac.

Laura Toffoli –La casa senza finestre-: Una quasi gotica descrizione di una misteriosa casa priva di finestre e piena di inquietanti figure. Casa che soltanto l’amore rende rassicurante rifugio, in questi suggestivi versi della nostra Laura.

Francesco Soldini -73. Credere nella pace-: Riflette su pace ed armamenti, l’ottimo Francesco, e ci regala questi versi sui quali riflettere.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

3° BANDO LETTERARIO INTERNAZIONALE "VERETUM", POESIA, NARRATIVA, SAGGISTICA
PATU' (Le)

                                                                                                       

 

                                                           5 febbraio 2018

Carissimi amici sono particolarmente lieto di informarvi delle strepitose prestazioni poetiche dei sitani

SANTI CARDELLA ed ARMANDO BETTOZZI

che nella terza edizione del Premio Letterario Internazionale "VERETUM"
si sono classificati, nella sezione poesie in vernacolo, rispettivamente primo, con la poesia
"U' gira…suli" l'incommensurabile Santi, ed ha ottenuto un diploma d'onore
l'ottimo Armando, con la poesia
"Na bbòtta de maggia".

E, tanto per lasciare poco spazio a tutti, il nostro Santi, nella sezione poesia in italiano,
ha ottenuto un diploma di merito per la poesia
  "Oltre i sensi: l'idea".

Qui di seguito gustiamo la poesia vincitrice:

 

'U gira…suli
Sicilia, 'nta 'n'aricchia t'aiu a parrari
d'un misteriu ca tegnu dinta o cori
 fattu ca nun mi fa cchiù arragiunari:
dunni va 'u suli quannu scinni e mori?

S'ammuccia nicu nicu 'nta li grutti
di li vulcani sparsi sutta 'u mari,
astuta a luci e nni fa fissa a tutti
ca arristamu alluccuti a talïari?

Ma doppu comu fa 'stu schifïusu
a spuntari 'nto cielu sbarigghiannu 
supra i pissiani dunni sta Maria?

e dda mi lassa stupitu e cunfusu
quannu s'affaccia tenniru e cantannu
sutta a li cigghia di la bedda mia!

 

 Il gira…sole
Sicilia, in un orecchio ho da parlarti
d'un mistero che vive nel mio cuore,
 fatto che non mi fa più ragionare:
dove va il sole quando scende e muore?

Si cela piccolino nelle grotte
dei vulcani che stanno sotto il mare,
spegne la luce e prende in giro tutti
che restiamo stupiti ad ammirare?

Ma dopo come fa questo folletto
a spuntare dal cielo sbadigliando
sulle persiane dove sta Maria?

e là mi lascia attonito e interdetto
quando s'affaccia tenero e cantando
sotto le ciglia della bella mia!

                               
A Santi e ad Armando i più vivi complimenti per questi loro successi e calorosi applausi, restando in attesa di loro ulteriori (inevitabili) affermazioni e, ovviamente, ad maiora!
Piero Colonna Romano

 

3 Febbraio

Ringrazio il collega e amico Santi per aver colto appieno (come del resto fa sempre) l'essenza della mia poesia e per averla espressa col suo innegabile e inconfondibile stile.
Sandra Greggio

 

2 Febbraio

Caro Lorenzo,
in attesa del sonno che si è dileguato, eccomi qui a dialogare con gli autori della pagina azzurra odierna:


"Ogni isola", di Carlo Festa - E' un'isola dalle sembianze umane che fa i conti con la scelta della solitudine. E il nostro poeta scrive coinvolgenti versi, atti a spronare la voglia di reagire a confronto con le quotidiane difficoltà.

"Montefiore", di Renzo Montagnoli - Sotto le parvenze d'una filastrocca il nostro collega ci presenta il quadro nostalgico d'un paesaggio agreste, allietato da sani sentimenti positivi.

"Preghiera", di Marino Giannuzzo - L'invocazione alla provvidenza divina espressa nei fideistici versi del nostro Marino.

"Notte di Natale", di Giuseppe Giampaolo Casarini -Il contrasto tra due bambine di censo diverso, accomunate dalla gioia equanime del Natale, distribuita con la complicità d'un pettirosso.

"(Madre)", di Maria Attanasio - Nel turbinio della vita c'è una finestra intima che sbatte al vento, ove all'improvviso compare l'immagine pacificatrice d'una persona, sorgente e meta dei nostri affetti più profondi: la madre.

"Ci sono luoghi che...", di Maurizio Mazzotti - L'autore, sostenuto da un forte afflato poetico, sparge in prosa i suoi pensieri, illuminando un mondo notturno pervaso da forti inquietudini. Ma il traguardo del mare vicino preannuncia una pace piena di mistero.

"Miu", di Jacqueline Miu - La nostra fantasiosa Jacqueline ci illustra la sua concezione dell'arte dello scrivere intesa come strumento d'espressione dei propri ideali, delle proprie pulsanti passioni, della propria voglia di vivere, in una parola della propria libertà, senza cura di alcun riconoscimento letterario esterno.

"Sixty eight generation", d Carlo Chionne - Grande musicalità in questa bella composizione del nostro Carlo che, partendo dal favoloso 1968, compie un excursus poetico delle vicende che lo hanno visto protagonista: la propria vita, fatta di battaglie per passioni e ideali, entusiasmi e delusioni compresi, in attesa del calar del sipario... Ma con un simile attore vorremmo che la commedia non finisse mai...

"Carezze", di Laura Toffoli - La nostra Laura ci trasmette l'incanto e lo splendore dei suoi sogni d'amore.

"Meraviglioso amore", di Sandra Greggio - Ed anche la nostra Sandra ci presenta, con sapiente maestria,un coacervo di sensazioni, moti del cuore e manifestazioni emotive, che parlano d'amore più e prima di qualsiasi eloquente dichiarazione.

"Scoppietta", di Francesco Soldini - Originale riscoperta del fuoco, amico che ci accompagna nella nostra alimentazione e nel nostro sviluppo.

"Carovane nel Sahara", di Enrico Tartagni - Il nostro collega ci ricorda, in questo breve racconto, che siamo pellegrini che attraversiamo un pauroso deserto, in cerca d'un'oasi che forse non è vicina. E il tempo stringe... dobbiamo andare...

Un caro saluto ai colleghi, un grazie a Bruno Castelletti, un grazie a te,
Santi


Un sincero e grato ringraziamento, a Piero, per il puntuale e approfondito commento alle nostre poesie che ci incoraggia e da soddisfazione e stimolo ad ognuno di noi nel proseguire nel percorso poetico. E grazie al grande Lorenzo.
Claudio Badalotti
 

1 Febbraio

Complimenti a Santi per la bella poesia " Verso la meta". A te un caro saluto
Bruno Castelletti
 

Grazie a tutti sempre, anche voi mi date fiato in questa corsa che è la vita.
maria attanasio

 

Caro Lorenzo,
ecco un po'di commenti sulle poesie d'oggi:

"Amore senza nome", di Ben Tartamo - Bellissima lirica sul sentimento che ci domina e ci accompagna dal primo all'ultimo giorno della nostra vita. Mi ricorda Prevert, commuovendomi.

"Vedessi nevica", di Silvio Canapè - Un paesaggio invernale con la sua suggestiva coltre bianca e silenziosa in questi delicati versi del nostro collega che coglie l'incanto della natura e ne assorbe l'armonia.

"Geremiade", di Angelo Michele Cozza - Un riassunto doloroso degli eventi della vita, esposto con efficaci versi e parvenze di biblico lamento da Angelo Michele, cantore rassegnato a subire le ombre.

"Il ragazzo cambia", di Carlo Festa - Accorata rievocazione d'un personaggio che, con tenacia, ha portato il suo sapere tra gli umili con l'animo d'un missionario. E nei versi del nostro collega il suo esempio è sempre luminoso.

"Possesso", di Marino Giannuzzo - Il rapido fluire del tempo e le fuggitive illusioni della vita, rievocati con disincanto dal nostro Marino, che riflette sull'effimero possesso di tutto quanto ci circonda.

"Mio fiato", di Maria Attanasio - Un attimo di stanchezza e uno stato d'animo inquieto traspaiono da questi profondi versi della nostra ispirata collega che li espone con la sua consueta maestria.

"E chi li avrebbe mai", di Rosa Giusti De Ruggero - Versi che sono frutto d'una buona ricerca musicale, per esprimere il dolore che ci colpisce dopo una delusione. Bella anche la reazione che ci invita a ripartire da zero, con l'invocazione d'un aiuto soprannaturale.

"Biosfera", di Francesco Soldini - Interessante parere d'un poeta che riflette sull'utilità e sull'ineluttabilità dell'esistenza del male.

"Up XXV", di Jacqueline Miu - Un misterioso titolo fa da cappello a vigorosi versi atti ad evocare la follia umana che si crogiola nel male, senza accorgersi di avere contribuito a causarlo.

"Neutrino", di Roberto Soldà - Affascinante indagine nei meandri dell'animo umano, che percorre con sagacia le vie del labirinto ove si muovono le memorie ed i pensieri che da esse sorgono. Il tutto illuminato da un fiducioso ottimismo che ci fa ritrovare il bello della vita.

"Regina di cuori", di Laura Toffoli - E' un giardino delle delizie, carico di saporosi frutti , quello che Laura ci propone nella sua canzone d'amore.

Un affettuoso saluto a tutti gli autori della bella pagina azzurra, un pensiero all'impareggiabile Piero ed un grazie riconoscente al nostro Lorenzo,
Santi
 

Mio fiato corto e ancora corro
Di Maria Attanasio

Complimenti per questo start potente di vita di voglia di vita di … fare ancora e ancora e ancora.
Jacqueline


Ecco una chicca - perenne è l’estasi d’amore
in cuore di fiaba.
laura toffoli

Credo sia più di una ricerca il “perenne” per questa poetessa e mi piace il vibrante positivo ending che riconduce al vero delle passioni che in vita non vogliamo finiscano così le conserviamo nei poemi – nelle fiabe. Forse è lei stessa quella fiaba che conserva questo sentimento ….
Jacqueline

 

31 Gennaio

Volevo ringraziare tutti voi ed in particolare Lorenzo per la "benevole"accoglienza.
silvio canapè

 

Un sentito ringraziamento a Carlo, a Lorenzo e a Piero per la gentile attenzione dei loro commenti,
Santi

 

30 Gennaio

Non vorrei invadere più di tanto questa bellissima pagina dedicata ai commenti, ma come passare sotto silenzio la straordinaria cultura letteraria di Piero Colonna Romano, decano dei commentatori della poesia italiana, il quale , molto a proposito, da un giudizio critico-satirico sull’attuale Campagna elettorale, riesce a risalire alle bolge dantesche, richiamando i suoi abitatori nelle figure di Malacoda, Barbariccia, Dragghignazzo, Libicocco, Sannuto, Ciriatto ecc. ecc. Allora è vero che l’Inferno è qui e non in un fantasticato al di là, come posto dall’alta fantasia di Dante. (Carlo Chionne)

 

29 Gennaio

28 gennaio 2018

Carla Malerba –Quali terre di mare-: Terre che restano nella memoria e paiono sogno, quelle terre lontane un tempo abitate. E Carla qui ne canta la nostalgia, con i suoi versi dall’intenso tono.

Maria Attanasio –C’è a volte nelle ossa-: Lo sfinimento che può dare una intensa giornata fatta di lavoro e di tensioni, ben descritto dai sintetici ed efficaci versi di Maria.

Rosa Giusti De Ruggero –Quando lo vidi-:  Narrata con stile simbolista questa tragica storia che lascia senza fiato.

Claudio Badalotti –Quel volto della luna-: Immergersi nello spazio, smarrirsi nell’ipnotica luce della luna, respirare il sublime e ricordare Kant e la frase di chiusura della ”Critica alla ragione pratica”, quindi tradurre queste emozioni in poesia, compito che il nostro Claudio adempie con maestria.

Giuseppe Stracuzzi –Caro maestro-: Un ricordo malinconico di un maestro amico scomparso, detto con evocativi versi che regalano belle immagini.

Dario Menicucci –Dolce silenzio-: E dolce è l’atmosfera creata dai versi di Dario che bene raccontano di un sentire riflessivo che porta ai ricordi.

Nino Muzzi traduce E. Burkart-: Sempre un grazie a Nino per queste sue traduzioni.

Michael Santhers –Sondaggi in inverno-: Quadretti invernali, resi con l’inimitabile stile di Michael che oggi ci regala “semafori rossi sulle guance di un bimbo” che viene “incerchiato” in una sciarpa, a difesa dal freddo e “fruste  al vento rami spogli” “e cappotti in fuga al rintano”. E noi continueremo a godere della sfrenata fantasia di questo nostro amico.

Enrico Tartagni -La Costante dell’Immagine-: Si cerca di trovare in uno specchio un immagine (che si vorrebbe costante) sulla quale si è operato con inchiostri. Ma lo specchio ripete i graffiti, lasciando immutata (altrimenti che costante sarebbe?) l’immagine. Questo il metaforico racconto di Enrico la cui morale dice che, per quanti sforzi si possono fare, la realtà resta immutabile. Almeno mi pare.

Corrado Cioci –Terrore-: Tra miti, leggende e storia recente, si alza forte, da questi versi, il grido di pace di Corrado.

Carlo Festa –La persona saggia-: Le caratteristiche che devono avere le persone sagge, ispirano Carlo per questi suoi versi che hanno il sapore dell’aforisma.

Marino Giannuzzo –Picasso-: Marino, nel raccontarci le sue impressioni su Picasso, sembra  imitare il Fantozzi che giudicò  “La corazzata Potëmkin” ma, essendo educato, non dice quel che disse il comico, anche se la sostanza resta la stessa.

Jacqueline Miu –chimere khmer-: C’è, in questi scritti di Jac, un forte richiamo al monologo di Molly Bloom, all’indistinto sovrapporsi di prosa e poesia di certi futuristi, al simbolismo francese. Ma, in definitiva, credo sia l’originalità della nostra amica che ha saputo coniugare le tendenze citate, donandoci una prosa poetica, intessuta di cultura e resa con forte passionalità. Una visione intensa del mondo e dei sentimenti che lo governano, tra i quali, come è ovvio, primeggia l’amore.

Ed anche oggi affascinante è la lettura di quanto ci propone, dove, assieme a surreali immagini, troviamo l’ispirazione che dona poesia dalla quale nascono versi quali: “corde di caramello di un sogno”, armonie da carillon”, “le istruzioni per l’uso del cuore”, per chiudere col fulminante aforisma “perché la poesia è solo una delle tante eredità di un folle”.

Carlo Chionne -4 Marzo: Favola o Farsa?-: Impossibile non concordare con Carlo e con i suoi timori. Purtroppo,  dal lontano tristissimo passato, stanno tornando…satrapi/barattieri, agitando croci uncinate e fasci. Ma con Carlo non ci si annoia mai ed oggi facciamo una capatina nella Divina Commedia, infatti non per sbaglio egli cita Malacoda che troviamo nel XXI canto dell’inferno, dove (VIII cerchio e V bolgia) i barattieri (ohibò!) stanno immersi nella pece bollente e quando emergono vengano ricacciati giù da una banda di diavoli (Calcabrina, Alichino, Cagnazzo, Farfarello ecc) comandati, appunto, da Malacoda. Per inciso, a questo canto ne segue uno che è semplicemente delizioso da leggere, per la scena da teatro comico che Dante racconta. Un caro saluto, Carlo,  un grazie ed a presto.                                                                               

Laura Toffoli –Domanda a voi-: Ed in effetti hai ragione, cara Laura. L’importante è non annoiare e tu non annoi mai, anzi le tue immagini (tra l’altro varie e non ripetitive) sono sempre gradevoli e, perché no? illuminanti.

Antonio Scalas –Per issar le sue vele-: Romanticissime e belle immagini per rendere omaggio alla bellezza di una donna. Complimenti, Antonio, per questa deliziosa poesia, nata da una forte ispirazione sentimentale.

Francesco Soldini -67. Macchine-: Il racconto di una visita ad un museo dell’automobile d’epoca, in questi versi di Francesco.

Un grazie di cuore agli amici Antonia e Fausto , per il loro gradito commento alla mia “Nostalgia”.

Ed a voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Consultando la pagina dei commenti di oggi, noto, probabilmente per mia imperizia, che è del tutto assente il commento che avevo inviato o credevo di aver inviato ieri serae che pertanto rinvio, spero , questa volta con maggior successo, così come lo avevo formulato:
Non posso non ringraziare Antonia Scaligine per aver colto due dei tratti essenziali della mia ispirazione e lodare la sua inesauribile produzione poetica ricca di molte genuine sfaccettature, né tanto meno passare sotto silenzio il lavoro di tutti gli altri poeti che rendono così ricca, unica e originale questa pagina azzurra così ben animata dai commenti e dalle poesie di Piero Coolonna Romano e dalla inappagabile volontà di Lorenzo De Ninis. (Carlo Chionne)


Ma ciò che mi stimola ad intervenire nuovamente oggi è la bella poesia di Santi Cardella VERSO LA META.La sua scalata della montagna che è poi la scalata della poesia e quindi della vita si muove tutta all’interno della faticosa conquista di un senso della Vita che è poi il senso della Poesia stessa.La ricca e feconda simbologia che la pervade(il vecchio, il frammento di specchio ecc. ecc. ) rimanda a certe suggestioni dantesche della scalata del Purgatorio, dando ad essa quell’impronta metafisica moderna all’interno della quale il poeta di solito si muove nelle sue composizioni con assoluta originalità. (Carlo Chionne)


Non posso non ringraziare Antonia Scaligine per aver colto due dei tratti essenziali della mia ispirazione e lodare la sua inesauribile produzione poetica ricca di molte genuine sfaccettature, né tanto meno passare sotto silenzio il lavoro di tutti gli altri poeti che rendono così ricca, unica e originale questa pagina azzurra così ben animata dai commenti e dalle poesie di Piero Coolonna Romano e dalla inappagabile volontà di Lorenzo De Ninis. (Carlo Chionne)

 

29 gennaio 2018

       


Carissimi amici, ancora una volta ho il grande piacere di informarvi che il nostro incommensurabile

SANTI CARDELLA

nel prestigioso XXI Concorso Letterario "Pentelite",
con la poesia "Verso la meta",
si è aggiudicato il I° posto in questa affollatissima competizione.
Qui di seguito potremo gustare la bellezza della poesia, nonché il suo perfetto ritmo:

Verso la meta
La montagna che cerco di scalare
ha un sentiero nascosto in mezzo ai rovi
che conduce all'imbocco d'una grotta.
Percorrendo di notte quel sentiero
ho incontrato a una svolta un pellegrino
che faceva, al contrario, il mio cammino.

Mentre s'avvicinava ho percepito
ch'era cieco e canuto ma sul volto
conservava l'impronta d'un sorriso
come se avesse dentro il paradiso.
Incuriosito volli domandare
se conosceva per usanza i luoghi
da cui veniva col suo passo sciolto
e cosa si celava nella grotta
da cui, probabilmente, era sortito.

"Sì", rispose, "il cammino che t'aspetta
è tortuoso, intricato e senza luce,
ma chi ha tenacia, animo e intelletto,
nel lago della pace sarà accolto".
Poi trasse da una tasca uno specchietto
periglioso, di vetro acuminato,
e porgendolo disse: "ecco un frammento
di scienza universale. Ora più attento
prosegui il tuo cammino e ad ogni passo
cerca l'amore che t'ha generato
scrutando il tuo passato in questo specchio".

Girò le spalle il vecchio e poi scomparve
nel bosco da cui prima era sbucato.

Unisco i miei agli applausi che Santi ha ricevuto e gli invio vivissimi complimenti per il corposo palmares a tutt'oggi realizzato, restando in attesa di suoi ulteriori successi.
Ad maiora, Santi.

Piero Colonna Romano
 

28 Gennaio

Gentilissimo Lorenzo, ancora pochi giorni e la mia produzione poetica
si fermerà per riprendere, spero, in primavera.
Sono felice di essere
in Poetare, un sito così bello e preciso e vario da far pensare che ai
poeti riesce benissimo anche la tecnologia!

Devo ringraziarla davvero, Lorenzo! E con lei, il poeta del perfetto
endecasillabo, Piero. Ringrazio per i commenti benevoli Piero e
Santi. Vorrei aggiungere gli apprezzamenti per tutti i poeti e le loro
opere che continuerò a leggere e dubito di poter assentarmi a lungo
dall'azzurrità di Poetare! Sarà una gioia tornare tra voi.
Carla Malerba

 

27 Gennaio

Bravo Carlo Chionne sono d’accordo con te ,le tue poesie sono dei quadretti con tante sfumature di verità e di satira .
Bella la Nostalgia di Piero …la nostalgia in fondo è un rimpianto gioioso e quando ritorna ti fa rivivere momenti del passato che non puoi cancellare , bella poesia .
Approfitto stasera di questo piccolo mio spazio di parole in questa grande pagina azzurra per salutare tutti ringraziare Piero , Lorenzo , grazie e buona domenica.
Antonia Scaligine
 

27 gennaio 2018

Marino Giannuzzo –Pianto-: Il dramma della morte di un figlio, descritto con sintetici, toccanti versi.

Carla Malerba –Ancora mi ricordo-: La circolarità della vita ed il suo ripetersi nel tempo, ben narrata da questi versi, pieni di dolcezza, dell’ottima Carla.

Maria Attanasio –Prima sulla pelle-: Prima d’arrivare al cuore ed alla mente, le emozioni sono avvertite epidermicamente, quasi fossero presagi, per poi divenire forma e sostanza. Questo il messaggio che la nostra amica Maria ci invia, con la sua bella poesia dai filosofici accenti.

Silvio Canapè –Perduto amore-: Belle immagini che tra loro contrastano (il buio delle ombre con lo scorrere lieve di una vela) che dicono della pena che tormenta la mente, per un perduto amore, nei bei versi di Silvio.

Rosa Giusti De Ruggiero –Quando un giorno-: Ottonari cantilenanti di una filastrocca composta con versi pieni di brio, per questo simpatico testamento della bravissima Rosa.

Claudio Badalotti –L’errore pervicace-: La leggo come sottile metafora di quel che ci offre la vita, in questa consumistica società. Bella l’alternanza di settenari ed endecasillabi che donano buon ritmo (come sempre, d’altra parte) alla poesia di Claudio.

Giuseppe Stracuzzi –Brividi blu-: Bellissime immagini, dense di poesia, per questa poesia che narra, per suggestive metafore, di dolci ricordi che ritornano a lenire cuore e mente, donando “brividi blu”.

Aurelia Zucchi –Nette tracce-: Tracce di lieti ricordi, bene ambientati in un romantico mare, che si sciolgono poi nella tenera carezza di una madre. Particolarmente apprezzato il distico iniziale, dal ritmo giambico e la poetica immagine di quella luna “planata sul luna park”.

Renzo Montagnoli –Sogni traditori-: Una malinconica analisi di quel che siamo o siamo stati, nata all’ombra di un protettivo albero, in una sonnolenta siesta che fa nascere ricordi, nei bei versi di Renzo.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Come cantò il dolor Anite-: Anite di Tegea, a me fino ad ora sconosciuta, con i suoi epitaffi funebri, è la protagonista di questo colto racconto poetico dell’ottimo Giuseppe che non finirà mai di stupirci e per stile e per cultura.

Nino Muzzi traduce E. Burkart-: Una poetica rappresentazione di neve e ghiaccio, nella traduzione di Nino.

Francesco Soldini -66. Il tour-: E’ quasi ora di pranzo ed i versi di Francesco mi fanno da a peritivo e mi inducono a programmare un tour gastronomico nella succulenta Emilia.

Jacqueline Miu –Ermione-: I due possibili volti delle donne, ben analizzati dalla nostra Jac. Chissà perché mi sovviene La pioggia nel pineto.

Antonia Scaligine –Verbo amare-: Coniuga il verbo amare, la nostra Antonia e, tempo per tempo, ne coglie i sensi, talvolta contrapposti, e ci regala, in bel poetare, questa interessante lezione.

Carlo Chionne -4 Marzo: par condicio-: Ne prendo atto e: “mutande di latta bisogna approntare/per chi poi di noi vorrà approfittare/ma è bene che anche approntiamo bastoni/per romper le teste a codesti papponi.”. Bravo Carlo, così si fa e così faremo.

Salvatore Cutrupi –Un segno di croce-: Un dolcissimo ricordo che lega l’amato padre alla mistica cerimonia, reso con versi dal commosso tono.

Laura Toffoli –Germoglio d’essere-: Forte similitudine tra quei germogli di grano ed i sentimenti che, come quei germogli, matureranno al sole dell’amore, per dare frutti preziosi. Così leggo la bella poesia della romantica, appassionata Laura.

Grazie di cuore all’amico Bruno per quel che ha voluto dedicarmi nel suo commento di ieri.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, assieme ad un grande grazie a Lorenzo, per tutto quel che ci concede.

Piero Colonna Romano
 

Complimenti Silvio Canapè, che è tornato da poco sulla pagina azzurra, con un poetare più maturo e gradevole, anche nella forma.
Un caro saluto a tutti.
Simone
 

Molto bella Nostalgia di Piero Colonna: la sento molto vicina. "luce brillava là nelle mie stanze
e grande amore donavo con zelo." ... e continui a donare. Penso sia questo il sale della terra, quello che ci fa sentire vivi e da importanza al vivere.
Un caro saluto a Lorenzo e a tutti i poeti del sito
Fausto Beretta
 

27 gennaio 2018

Cari amici, ho il piacere di informarvi che il nostro strepitoso

Bruno Castelletti

in aggiunta ai numerosi brillanti risultati ottenuti in prestigiosi concorsi letterari

ha visto attribuire alla sua poesia “Con passo lieve”

una menzione d’onore nell’importante

I° Premio Letterario Nazionale “Pier Paolo Pasolini”

Bruno riceverà meritati applausi nel corso della premiazione che si terrà oggi, sabato 27 gennaio, in un rinomato locale di Solferino (Mn) applausi ai quali unisco i miei, assieme alle più vive congratulazioni per il suo strepitoso palmares, che non dubito egli saprà ulteriormente arricchire.

Qui di seguito gustiamo la splendida poesia premiata:

“Con passo lieve”
Dei tuoi silenzi e delle tue fatiche
solo mi resta una sembianza vaga.
L’amaro tuo sorriso
mi preme dentro come una ferita.
Con passo lieve mi sei stata accanto
nei giorni fortunati
le lacrime asciugato
con tenere carezze
nei giorni di dolore.
Ora che più s’abbassa il mio orizzonte
assai di rado salgo col pensiero
al piccolo recinto di montagna
dove la terra che t’accoglie sola
sussurra nella notte i suoi misteri.
Eppur talvolta e come in sogno credo
di rivederti ancora e di parlarti
di stringerti la mano
come facevo allora da bambino.
E vinco la paura
del buio che m’attende.
 

Piero Colonna Romano

 

26 Gennaio

Caro Piero, cari lettori,
a proposito di "C'è del marcio nel villaggio", prendo atto della precisazione sul titolo, che sconoscevo per la mia scarsa dimestichezza con il
Willy albionico; ma vorrei aggiungere, senza generalizzare, che a mio avviso c'è del marcio anche nella giustizia. Dopo di che possiamo saltare come acrobati dal mio pessimismo cosmico all'ottimismo comico dei programmi di governo che ci stanno propinando.
Aggiungo un riconoscente ringraziamento per il generosissimo e stimolante commento che hai dedicato alla mia "il tuo nome speranza" e mi associo al festoso saluto al nostro magnifico Lorenzo,
Santi
 

Grazie Piero per il Tuo commento. Apprezzo molto, fra l'altro, la tua conoscenza della metrica.
Un caro saluto Bruno

 

25 Gennaio

24, 25 e 26 gennaio 2018

Marino Giannuzzo –Pazzia-: Visione apocalittica della morale dell’uomo, tradotta in versi dal violento tono da Marino.

Carla Malerba –I sogni sono del lento pomeriggio-: L’affievolirsi del sentimento d’amore e il divenire sempre più forte dell’incomprensione, in questi ottimi, e spesso metaforici, versi di Carla.

Maria Attanasio –Nel sogno-: Nel sogno è più facile realizzare progetti di vita. E questo afferma Maria con questo suo bel racconto poetico.

Arturo Guzzardi –Stessa sorte-: Il mesto racconto di una delusione, per irrealizzati progetti di vita, nonostante un impegno che non si è rivelato adeguato allo scopo.  Questo narra per noi il sensibile Arturo, con i suoi limpidi versi.

Cristiano Berni –“Come un cristallo”-:  Un senso di smarrimento e di paura, per questo vivere in una crudele società, descritto in questi versi, dalle belle immagini, di Cristiano.

Enrico Tartagni –Mistero-: Il mistero che può esserci un rifiuto lascia perplesso il poeta. Ed Enrico lo traduce con questi versi dall’intenso tono.

Gilbert Paraschiva –L’anziana signora-: La perdita della bellezza, per il tempo che impietoso passa, qui raccontata con un pizzico di amaro humor e con un simil sonetto da Gilbert.

Romano –Autunno-: Alcune belle immagini metaforiche (per es. il primo verso che fa riferimento all’estate ed il quinto che prelude all’inverno) in questa significativa poesia di Romano che narra del tempo  della vita che, ahimè, passa fulmineamente (“è ancor l’alba e già tramonta il sole”, afferma il poeta).

Silvio Canapè –Les Amoureux-: L’incontro di due amanti in una fredda mattina d’inverno, in questi bei versi di Silvio.

Rosa Giusti De Ruggiero –Gianninella che donnona!-: Simpatica filastrocca che narra una storia che sarebbe piaciuto narrare a Brancati e a Pirandello. Brava Rosa, ma suggerisco di cambiare il verso “Tuo marito la possesse” in E il marito così l’ebbe” seguito da “e il bambino vostro fu”.

Nino Muzzi traduce E. Burkart-:  Vagamente gotica questa inquietante poesia della Burkart, che Nino ha tradotto per noi.

Laura Toffoli –Lampo di luce-: Le parole possono essere pietre o balsamo e può bastare anche il tono col quale le si pronuncia a cambiarne il senso. Questo ci racconta Laura, con  i suoi puliti versi che ci dicono, tanto per restare nella tradizione della nostra poetessa,  anche d’amore.

Francesco Soldini -65. Partenza-:  In sintesi la poetica riflessione di Francesco ci dice che la vita è viaggio incerto, con vari mezzi, ma con certa meta.

Jacqueline Miu –Medichieri-: Medichieri nella medicheria che può essere considerata la vita, con i suoi cicloni esistenziali e/o reali. E Jac confessa la passione con la quale la vita affronta, con questa poetica prosa, fatta anche di forti aforismi, che lascia senza fiato, affascinando.

Caro Santi, ti ringrazio di cuore per il bel commento che hai dedicato a “C’è del marcio nel villaggio” ed hai ragione quando dici che la composizione (meglio chiamarla così) nasce da una mia pessimistica visione dell’immediato futuro.

Ma una precisazione è necessaria, onde evitare rimostranze da parte degli eredi di Willy: l’idea per questa mini-piece teatrale me l’hanno data le streghe del Macbeth, profetesse di sventure, e così ho usato i loro versi, che alla perfezione raccontano (altrimenti che pizie sarebbero?) quel che sta preparando per noi il trio Renzi/Salvini/Di Maio, con l’attenta supervisione del  Grande Vecchio Berlù.

Soltanto il titolo della mini piece non è profetico: il marcio che c’era in Danimarca (Willy dixit) ormai nel nostro villaggio c’è da tempo e molto raffinati sono gli strumenti che si usano per celarlo ai nostri occhi. E quando accade che, per aver esagerato clamorosamente, i “marci” incappano nelle maglie della giustizia, ecco che questa viene definita, usando le trombe e i tamburi dei media, strumento della bieca politica.

C’è del marcio nel villaggio, caro Santi, c’è del marcio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

24 Gennaio

22 gennaio 2018

Poesie a tema: Speranza per il futuro

Santi Cardella –Il tuo nome: speranza-: WOW WOW WOW questa è pura poesia! Romanticissima dall’inizio (splendida la similitudine d’attacco) alla fine, con quella superlativa metafora della vita (quel ghiaccio sul quale si vorrebbe danzare). Si respira speranza in ogni verso del maestro Santi al quale è necessario inchinarsi, applaudendo.

Poesie a tema libero

Astor Omega –Onde, per l’arso mare, odo-:  Benvenuto nell’azzurro, Astor! E che esordio, con questo concentrato di alta poesia che dice, per metafora, l’inquietudine di un anima. Saffo applaudirebbe. Complimenti.

Nino Muzzi traduce Erika Bukart-: Sempre grazie a Nino per queste sue stimolanti proposte.

Aurelio Zucchi –Solo?-: Suggestive immagini, per narrare di una solitudine che può disciogliersi solo col conforto di una natura, con maestria descritta dai bei versi di Aurelio.

Marino Giannuzzo –Palazzo ducale-: Qualcosa di abietto deve esserci stato nella storia di questo splendido monumento (che fu simbolo della potenza marinara della Repubblica di Genova) e Marino lo narra con questi suoi belli e descrittivi versi.

Carla Malerba –Repentina l’ombra-: Decisamente criptica (un ammonimento a qualcuno, perché cambi modo di intendere la vita, probabilmente) ma piena di bellissime, affascinanti immagini, regalateci dalla bravissima Carla.

Laura Toffoli –Un semplice accenno a te-: Ed ancora una volta l’appassionata Laura riesce a fondere, con i suoi bei versi, natura ed amore. In questo caso entrambi in travolgente vortice. Sempre piacevole è leggerti, cara Laura.

Jacqueline Miu –Cat from the Moon-: Non ho mai scritto, né pensato, che i versi della nostra Jac siano canti di follia, anche se a volte sono di difficile interpretazione.

Ci fu un tempo in cui i cosiddetti futuristi italiani proposero il tipo di stile usato dalla nostra amica che, forse in omaggio alla velocità, ci propone un tourbillon di immagini che sempre sono legate tra loro dal ricorrente tema dell’appassionato guardare alla vita e all’amore. Comunque sia è sempre un piacere leggerla, magari ricordandosi dei quadri di Balla, Boccioni, De Pero.

Carlo Chionne -4 Dicembre – 4 Marzo-: Infatti continueremo ad amarla questa terra, nonostante lo scempio che squallidi politici ne hanno fatto e continueranno a farne.

Un grazie di cuore all’amico Santi per il gradito commento alla mia “Scende Poesia”.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

23 Gennaio

23 gennaio 2018

Nino Muzzi traduce Erika Burkart-: Sempre grazie.

Marino Giannuzzo –Pasqua in trincea-: Intensa poesia contro la guerra, resa con commoventi, tristissime immagini di un inutile strage, voluta da sadici individui in nome di retorici ideali.

Carla Malerba -Ho smarrito dei sensi il più importante-: Decisamente ottima questa poesia di Carla che narra di una crisi esistenziale che fa perdere il senso della realtà e provoca uno straniamento, un sentirsi avulsi dal mondo.

Bruno Castelletti –Fora me ciamo-: L’ottimo Bruno ci regala questa considerazione sull’inevitabile morte. Inevitabile, sì, ma non per lui, ché “se ciama fora”.  Versi eteromorfi, per diverso metro  (talvolta endecasillabi spezzati in due) che comunque mantengono invariato il bel ritmo di una poesia che potrebbe causare un sorriso. Amaro e rassegnato.

Michael Santhers –Nulla invisibile-: Se non è poeta il nostro Michael, che altro è?

Il vento, definito “gregge di respiri”, “vela dei pei pensieri”, ”postino di lacrime” è sua alta ispirazione poetica e il tambureggiante ritmo dei versi rendono gradevolissima la lettura di questa deliziosa poesia. Complimenti.  

Maria Attanasio –Ti porto con me-: Una presenza costante, per profondo sentimento, in ogni accadimento, c’è in questa esplicita dichiarazione d’amore della nostra bravissima ed passionale Maria.

Enrico Galavotti –In città-: Una filastrocca, a rime abbracciate, evocativa di qualcosa di misterioso, è questa del nostro Enrico.

Michele Aulicino –Distanze-: Romantiche, belle immagini che narrano dell’impossibilità di un amore, con i suggestivi e bei versi di Michele che ricorre anche a De Saint Exuperì che, nel Piccolo Principe, ammonisce: “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”

Jacqueline Miu –Melamara-: Una lunga, impietosa analisi di se stessa  cui il titolo della poesia fa da programma, quasi tema da svolgere, come lo sono – o dovrebbero essere- tutti i titoli delle poesie. (Melamara era il nome di una discoteca, ritenuta luogo di perdizione dai due nazifascisti Furlan e Abel che intendevano darla alle fiamme). Sempre affascinante leggere Jac, con queste sue lunghe poesie in stile simbolista.

Carlo Chionne –Proposta-: Proposta per un film horror, insomma. Pensate: “Il risveglio dei vivi morti” potrebbe essere il titolo di un film di Dario Argento.  Ma c’è già chi  (non ne ricordo il nome, ma c’è) ci ha ammonito : siete tutti morti e non ve ne siete ancora accorti. E non lo diceva per la rima…

Tiziana Cocolo –Culla perpetua-: Versi ispirati da un dolce appagamento, resi con grande sentimento dalla nostra amica Tiziana.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Caro Lorenzo,
ti manifesto una breve riflessione su "C'è del marcio nel villaggio", di Piero Colonna Romano, comparsa ieri sulla pagina azzurra
. Nasce da una profonda indignazione per il clima politico che stiamo vivendo in Italia in questi giorni (pre-elettorali) e da una spaurita rassegnazione per quel che ci prospetta il futuro. La bella vena di Piero dà al componimento il ritmo d'una ballata e le scene d'un dramma antico con le streghe in coro; e trasporta l'ironia nel campo stimolante della poesia. Da qui un applauso convinto al sempre verde autore.
Un ringraziamento sentito a Simone per il suo gradito commento alla mia ultima e un riconoscente grazie a te per il tuo infaticabile lavoro,
Santi

 

22 Gennaio

Buongiorno a tutti cari sitani!
Oggi vorrei fare a Santi un plauso per la sua poesia a tema speranza. Poi vorrei dare un caldo benvenuto a Astor Omega, oggi con la sua prima poesia sulla pagina azzurra. Complimenti e grazie a tutti i poeti, ai commentatori e a Lorenzo il Magnifico.
Simone

 

21 Gennaio

Caro Lorenzo, ecco le sensazioni d'un commentatore della domenica:

"La città d'inverno", di Dario Menicucci - Perfetto mix di reale e surreale in questo malinconico quadro di Dario che tocca le corde del cuore, facendole vibrare lungamente.

"Si avvicina lentamente", di Silvio Canapè - Due sensazioni indistinte aprono questa poesia che ci narra la sorpresa provocata dall'amore. Ma sono sensazioni di gioia, che va oltre l'attesa e si dilata nel mistero.

"Ritorno", di Michael Santhers - Uno stile sempre originale caratterizza le ruvide immagini che Michael ci propone per narrarci d'un passato che non dà più gioia; un passato da "Sorrisi pignorati".

"Per te ornavano le rose", di Carla Malerba - Romanticissima poesia d'un'autrice in gran forma; splendido il ritmo costruito con le anafore e con il repentino cambio dei tempi verbali da un generico passato a un vivissimo presente; composizione bella e sensuale.

"Parole al vento", di Claudio Badalotti - Una prepotente sensazione di incomunicabilità tra l'animo del poeta e il tutto che lo circonda. Surreale il quadro di chi parla ad alta voce ma non viene ascoltato; ma anche questa è libertà!

"Scende poesia", di Piero Colonna Romano - Bellissimo sonetto dedicato alla poesia, la passione che tutti ci anima. Immagini suggestive e accattivanti che con delicati versi scendono nel cuore e trasmettono appaganti emozioni. Ma si tratta di poesia d'Autore!

"Il sole che cerco", di Antonio Scalas - Dolce e focosa composizione che narra d'un amore fra terra e cielo, immanente e trascendente, capace di strizzare l'anima e farla sospirare di passione.

"Venezia nel cielo", di Laura Toffoli - La più romantica città italiana compare alla fine d'una canzone che cammina lungo un tunnel e, finalmente, s'apre alla luce e all'amore; questo leggo nel delicato quadretto di Laura.

"Everest smile", di Jacqueline Miu - Una vorticosa ridda di immagini concorrenti a formare il quadro d'un mondo esterno ostile, in netto contrasto con il mondo interiore del poeta"drogato di sogni", illuminato da un amore cosmico, in parte conosciuto ed in parte sognato. Una scalata a un Everest interiore per trovare il sorriso.

E torno a ringraziare tutti i poeti, scrittori, commentatori e il direttore d'orchestra,
Santi
 

17 gennaio 2018

Poesie a tema: Speranza per il futuro

Giuseppe Dabalà –Speranza per il futuro-: Belle e suggestive le immagini scelte da Giuseppe per narrare di un desiderio di serenità, da poter vivere almeno nell’ultima parte della vita. Adatta molto la forma sonetto per esprimere questa speranza.

Poesie a tema libero

Carla Malerba –Nel tuo cuore vulcano-: Bella la descrizione del Vulcano, resa con versi asciutti e ben descrittivi. Poi l’inevitabile (per un poeta) richiamo leopardiano delle ginestre, prende mente e cuore di Carla che riassume, con pregevole sintesi, uno dei temi dell’ultima poesia del grande poeta.

Claudio Badalotti –La mia poesia-: Il messaggio che ci viene dai versi di Claudio dice che la poesia è strumento col quale si possono realizzare sogni, e lo narra con versi a metro variabile, dove prevalente è il nobile settenario.

Nino Muzzi traduce Marc André Brouillette-: Metaforiche immagini per dire della parte terminale della vita, quando le forze ci abbandonano per un buio che diviene sempre più diffuso. E Nino recupera in qualche “Antologia dei poeti ignoti ed ignorati” anche questo Brouillette, traducendolo per noi.

Simone Magli –Non c’è peggiore ignorante di chi cerca la verità nella ragione-: Critica alla ragion pura, insomma, ribadita dal nostro amico Simo.

Rosa Giusti De Ruggiero –E ti racconto-: Il dramma delle donne che lavorano e, contemporaneamente, gestiscono una famiglia è qui molto ben espresso dai versi, dal tono giustamente di rivolta, di Rosa. Poesia che potrebbe essere il manifesto delle donne sfruttate, nonostante l’ipotetica parità con l’uomo. Brava Rosa! Hai (avete) tutta la mia comprensione e stima. Auguri.

Michael Santhers –Sera di gennaio-: Il nostro Michael inizia questa poesia con un suonante ossimoro e la conclude con una terzina intrisa d’alta poesia che, per meglio ricordarla qui riscrivo: “Rumori e respiri/congelati in arabeschi trasparenti/nella foresta di vetro”. E, come sempre ci incanta.

Silvio Canapè –Monologo-: C’è quasi un’implorazione a farsi ascoltare, a farsi capire, in questi forti versi liberi di Silvio. E raccontano, con grande intensità, la storia di molte coppie.

Enrico Tartagni –Fides quaerens intellectum-: Vola alto il nostro Enrico e tira in ballo Anselmo d’Aosta, la scolastica, la prova ontologica dell’esistenza di Dio, che, secondo Anselmo, può essere razionalmente possibile solo se la ragione è sottoposta (deriva dalla) alla fede (credo ut intelligam, era la sua affermazione). Disputa tra fede e ragione, che ha animato da sempre (e tuttora) accesi confronti tra teologi.

Ed il titolo diviene il tema della riflessione successiva sui ricordi e sull’amore, con richiamo (critico) in quel “se una falsa sorte per la fede mi cerca l’intelletto”.

E’ sempre piacevole leggere Enrico, per quel suo personalissimo stile, per quei suoi voli tra scienza e fantascienza ed oggi per questa incursione nella teologia, per dirci di “vertigini d’amore”.

Marianna Poerio –Pulcinella..-: Un confronto tra disoneste intenzioni e puri intendimenti (che ovviamente risultano vincenti e convincenti)  nei sintetici e bei versi di Marianna.

Cara Marianna, ho ricevuto qualche giorno fa una tua mail che non ho aperto perché arrivata come spam. Certamente non l’hai inviata tu ma qualche burlone che si è appropriato del tuo indirizzo e della tua password che ti suggerisco di cambiare, per evitare altre  possibili sgradevoli iniziative. Un caro saluto.

Marino Giannuzzo –Ombre-: Sogni gotici, insomma, ben raccontati con poesia densa di pathos. (suggerirei cene leggere…)

Salvatore Cutrupi –Pensieri-: Attendere è l’inevitabile non-attività di tutti. Tutti siamo in attesa sempre di qualcosa. Samuel Becket, sull’attesa, ha scritto la sua più famosa commedia (Aspettando Godot) per quel teatro che si definì dell’assurdo. Per quel teatro che, in definitiva, è la vita.

E Salvatore  qui narra di vari tipi d’attesa ma chiude la poesia con un ampio respiro romantico.

Carlo Chionne –United colors of…-: Su cinque colori si sviluppa il pensiero poetico del nostro Carlo. E quei colori sono il pretesto per narrarci delle sue gioie e dei suoi timori, con la levità dei suoi bei versi.

Jacqueline Miu –meet me at summer blue tears white flowers-: Una bella serie di descrizioni di se stessa, preceduta da un aforisma e seguita da una considerazione sull’umanità, e su ciò che pare essere a Jac che conclude lo scritto con un’inquietante suggerimento.

Tutte le descrizioni, fatte all’inizio di questo componimento, meriterebbero commento ma, per ragione di tempo, mi limito a riportare quella che mi ha più colpito, e cioè con tutta coscienza adoro le passioni dove io posso dire che ho dato di vena di sonno di gloria”, perché mi pare descriva alla perfezione il temperamento passionale della nostra ottima amica.

Particolarmente apprezzabile è la seconda strofa, per quel suo considerare l’umanità un coacervo di passioni, sottoposti alle intemperie ed alle insidie del tempo che passa. , descritta con l’inimitabile ed apprezzato stile di Jac.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

20 Gennaio

20 e 21 gennaio 2018

Dario Menicucci -La città d’inverno-: L’affresco di una giornata invernale, con la sua malinconica atmosfera, ben disegnato (come sempre, d’altronde) dai versi di Dario.

Silvio Canapè –Si avvicina lentamente-: Un’apparizione improvvisa, con lo sfondo del mare, ed ecco l’illuminazione che può dare un innamoramento improvviso e imprevisto, nei bei versi di Silvio.

Nino Muzzi traduce H. Hartung-: Un a suggestiva, vagamente inquietante, immagine dell’Hartung che Nino ha tradotto per noi.

Micahel Santhers –Ritorno-: Un racconto, denso di mistero, che dice dell’impossibile ritorno ad un amore, restato tale solo nel ricordo. Non conforme allo stile solito di Michael è questa poesia, ma gradevole sempre.

Angelo Michele Cozza –Torrecanne-: Quei miei ricordi di Torre Canne ( e di Egnazia e dintorni)  ormai archiviati nel profondo, ecco riemergono con i versi di Angelo Michele. E rivedo, attraverso loro, tutto e quella stagione incantata di secoli fa. Bella e ben descrittiva poesia di un sempre più bravo e convincente Bibabalula. Grazie.

Cristiano Berni –“Paesaggio di Primavera”-: La descrizione di una giornata di primavera, resa con liberi versi dalle rime baciate. Versi che bene sottolineano la dolce atmosfera primaverile. 

Marino Giannuzzo –Padri e figli-: L’impossibilità di capirsi tra due generazioni ed un pizzico d’amarezza, per questa considerazione, negli intensi versi di Marino.

Carla Malerba –Per te ornavano le rose-: Semplicemente splendida, per lo dolce sensualità che narrano i versi di una Carla che, ispirata dalla musica di Weill, ha saputo, con bella maestria, tradurne il sentimento.  “Per te ornavano le rose i miei capelli”, bellissima immagine che risuona del ritmo del tango, così come quell’alternarsi di vari metri usati per questa poesia. Brava Carla!

Claudio Badalotti –Parole al vento-: Parole che non hanno un destinatario, o che, comunque non sarebbero ascoltate. Un parlare al vento, insomma, e sono metafora dell’incomprensione che può esserci tra individui. Versi che hanno il tono di una rassegnazione e che bene la comunicano, ma che dicono anche di una trovata libertà.

Antonio Scalas –Il sole che cerco-: Sesso a piene mani, come diceva Guccini in una sua canzone, in questi bollenti versi di un appassionato Antonio. Quel sentimento, come ribadisce il poeta, è l’unico che può portare infine ad un tenero ti amo. Piaciuta  molto. Ok Antonio.

Laura Toffoli –Venezia nel cielo-: La natura, onnipresente nelle poesie della nostra Laura, in questa occasione porta dolcissimi ricordi: quelli della salita per la vita da fare assieme. Sullo sfondo l’incanto di un tramonto veneziano. Che si può volere di più?

Jacqueline Miu –Everest smile-: In perfetto stile simbolista o, meglio, in quello stile usato da Joyce, per il lungo flusso di coscienza (monologo) di Molly Bloom, ecco la nostra Jac che dipana pensieri ed emozioni, regalandoci forti e talvolta surreali immagini che si susseguono accavallandosi e spesso sono ricche di grande ispirazione poetica. Un esempio per tutte è il secondo verso con quelle “scarpine calde ai pensieri”.

Ringrazio di cuore Anileda Xeka per ciò che ha voluto dedicarmi, con un suo commento, e ricambio stima  e considerazione per il suo poetare, assieme ad un cordiale saluto.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Grazie. Cara anileda grazie e grazie a te Piero sempre
Un abbraccio a tutti in particolare a Lorenzo e buon anno per tutti voi azzurri
Tinti Baldini
 

19 Gennaio

Fausto Beretta, un tufo nel cuore, perché nonostante non ti abbia ringraziato per il libro, sappi che fa parte della mia quotidianità, un'emozione preziosa. Grazie soprattutto per la tua"padri e figli"

Tinti cara, che bello leggerti, rileggerti e ancora... ti abbraccio con l'anima.

Grazie a te e a Max e a tutti gli amici del Cantiere. grazie, perché mi fate sentire a casa, nonostante la mia assenza.

A Piero Colonna Romano, so che ti senti un po' solo talvolta nella pagina dei commenti, ma se ti può consolare, tra tutti i poeti, L'assiduo lettore di Poetare è senz'ombra di dubbio il più letto. Grazie di cuore, non solo per oggi" per il tempo, la delicatezza, la sensibilità che hai nel commentare tutti noi, mi capita talvolta di leggere prima i tuoi commenti e poi le poesie. GRAZIE!!!

Grazie a prof. LORENZO!

un appello come ai vecchi tempi. ragazzi perdonatemi se dimentico qualcuno, ma vi abbraccio tutti. mi siete mancati

Aurelio, ti ho letto, ma ti cito lo stesso, BR1, Gio Gianni, GLORIA, Cristineeee, Giorgio, Giuseppe S. Massimo, Silvano, Maria A.Sandro, Antonia P.Maristella A., C.Wilma, Gaetano Gulisano, G. Annamaria ,Poggi Lorenzo, e tanti tanti altri.

Leggendo le poesie della pagina di oggi mi sono soffermata sulla pagina di Ricciardelli Frate Lorenzo:
mi ha emozionato tantissimo la tua "TI CANTO"
Anileda

 

19 gennaio 2018

Rosa Giusti De Ruggiero –Perché?-: C’è molta rabbia in questi versi di Rosa, rabbia che non le impedisce la cura della metrica (quasi tutti novenari, con un endecasillabo, tra tronche ed una sdrucciola). Il lettore potrebbe sorridere leggendo questi versi (si ride sempre alle sventure degli altri) Rosa di meno. Piaciuta e…insistere.

Giuseppe Dabalà –Forse è soltanto…-: Poesia densa di romanticismo e di rimpianti, fino al distico finale, che può far muovere al riso,  ma che è rassegnata, amara consapevolezza. Bravo Pino! Complimenti.

Tinti Baldini –Un buco-: Wow! Ecco, quando si incontra un poeta si può solo dire wow. Decisamente splendida e densa di amarezza, resa con grande ispirazione poetica, è quella affascinante similitudine. Complimenti vivissimi, Tinti, chapeau.

Anileda Xeka –A mio padre-: Un omaggio al padre, amorevole ricordo, detto con versi densi di poetica ispirazione.

Marino Giannuzzo –Orgoglio-: La gratitudine ispira  il cuore e muove la mano di Marino, per questo bel ringraziamento a qualcuno, per qualcosa di imprevisto, e gradito, fatto.

Carla Malerba –Oggi è silenzio alto-: Il nostalgico ricordo di un amico (gatto?) ispira Carla che ci regala questi lievi e bei versi.

Frate Lorenzo Ricciardelli –Le canzoni-: Un bellissimo inno all’amore ed alle sue virtù, al suo unire, nella gioia, due esseri. Intensa e bella è questa poesia di Lorenzo che mi ha fatto ricordare l’inno all’amore di S. Paolo, nella sua prima lettera ai Corinti.

Jacqueline Miu - Il grigiore mattutino è ossessionato dal peso di colore azzurro che spinge contro la forza di gravità dalla stratosfera-: ?  Letto e riletto ma resta quel ?

Fosse una musica sarebbe un qualcosa tra il canto gregoriano e la dodecafonia, tra il jazz e il valzer viennese. Ma d’altro si tratta, e bello sarebbe se la nostra apprezzata Jac ci spiegasse questa sua considerazione su quel che circonda la terra.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Il bello del sito è anche questo ritrovarsi, con piacere, sempre in sintonia con poesie di poeti conosciuti che a tratti tornano. Cara Tinti è un piacere leggerti, piaciuta e condivisa la tua “Un buco”.
Ben tornata Anileda bella la tua “A mio padre” .
Già che ci sono piaciuta “Il grigiore mattutino … testa piegata per il troppo peso del cielo sulla nuca” di Jacqueline.
Sempre un caro saluto a Lorenzo e all’amico Piero.
Fausto Beretta

 

18 Gennaio

18 gennaio 2018

Claudio Badalotti  -Proprietà transattiva del poetare-: Venire  a patti con noi stessi, tramite il poetare. Mi piace molto il titolo, tema di questa interessante e, per tanti versi condivisibile, poesia che inizia con un bel sillogismo aristotelico, attribuente alla poesia un potere quasi panteistico.

Claudio svolge il tema che si è proposto con considerazioni, direi, sognanti e fascinose,  e conclude aprendo la fantasia all’infinito.

Nino Muzzi traduce G. Trakl-: Sempre grazie a Nino, per queste sue traduzioni, di poco noti poeti, che sono da stimolo alla loro conoscenza.

Rosa Giusti De Ruggiero –Ridammi l’allegria-: L’ingiustificata gelosia, quasi sempre segnale di grande insicurezza caratteriale, rischia di rovinare, senza soluzione, un rapporto d’amore. E la brava Rosa lo ribadisce con questa poesia, resa con versi dall’amaro, rassegnato sapore.

Marianna Poerio –Mediterraneo-: Un’appassionata ode al Mediterraneo, le cui bellezze la nostra ottima Marianna ritrova in occhi innamorati, in questi appassionati e bei versi della nostra amica.

Dario Menicucci –L’orizzonte-: Splendide, surreali immagini, per dirci della passione con la quale Dario guarda al mare. Godibilissima poesia, resa con grande, magistrale ispirazione dal poeta.

Aurelio Zucchi –Lascia cantare la mia speranza-: Un’appassionata richiesta di rinvio, nel compiere la sua missione, alla Secca Comare. Detta con  i convincenti e puliti versi di Aurelio.

Marino Giannuzzo –Ombre sulla sabbia-: Un inquietante chiusura di giornata sulla sabbia di un spiaggia, dove le ombre divengono fantasmi.  Questo il racconto metaforico del nostro Marino che, probabilmente, ha voluto con quelle immagini, rappresentare uno stato d’animo malinconico, quando si guarda al tramonto della vita.

Carla Malerba –Quelli che camminano-: Bellissima poesia che pare ispirata dai princìpi della new age. Immagini suggestive che indicano il cammino per innalzarsi verso il cielo, avvertendo delle difficoltà che si possono trovare lungo la strada.  Complimenti vivissimi, Carla, per come hai saputo dare una lezione di vita.

Jacqueline Miu –Vascelli-: Wow che bellezza! Pare la prosecuzione della poesia di Carla, questo concentrato di immagini romantiche, nate dal cuore di un ispirata e strepitosa Jac. Anche a te complimenti vivissimi, per questa deliziosa “chicca” che hai voluto regalarci.

Antonio Scalas –I tuoi silenzi-: La dichiarazione di un esigenza d’amore, mentre questo si va spegnendo, resa con bei versi grondanti di passione. Decisamente bella e coinvolgente, ed anche a te complimenti, Antonio.

Laura Toffoli –Sfera di pezza-: Romantica pittrice con versi, Laura ci regala un’altra bella e suggestiva poesia, piena di colori e di sentimenti d’amore. Bella anche la chiusa, che afferma la circolarità perfetta  che deve avere l’amore. Brava, Laura!

A voi tutti il più cordiale dei saluti, assieme ad un grazie per ciò che concede, al nostro Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

16 Gennaio

16 gennaio 2018

Marino Giannuzzo –Oltre la frontiera-:  Il pensiero dell’oltre ispira  Marino per questi versi… dal profetico tono.

Carla Malerba –Mamma mi ricordo-: Un commovente ricordo della madre, reso con intensi e bei versi, pieni di sentimenti d’amore.

Renzo Montagnoli –Nulla si cancella-: Forte è la suggestione che può dare il  residuo muro di un’antica abitazione. E Renzo ne rivive la vita di un tempo,  quasi sentendone ancora le vibrazioni, traducendo le sue emozioni, con filosofica considerazione, in versi densi d’umanità.  

Bruno Castelletti –El Meco-: Il racconto di un personaggio che vivacizzava la piazza del paese, con la sua curiosità e la sua saggezza, reso con un magistrale alternarsi di settenari e quinari, piani e sdruccioli, del nostro prezioso Bruno.

Claudio Badalotti –Il solito libro-: Il libro, metafora della propria vita alla quale si guarda  ricordando progetti  e speranze non realizzati, in questi versi dal malinconico suono..

Nino Muzzi traduce Heine-: Probabilmente è stato il più grande poeta tedesco, tra romanticismo e realismo, a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Qui Nino traduce per noi una delle sue più romantiche composizioni, tra miti e leggende.

Jacqueline Miu - la stupidità grazie al cielo non ha bisogno di una bambinaia per crescere è provato che diventerà adulta e sana e molto sicura di se-: E come non dare ragione a questo aforisma di Jac? Come disse qualcuno, la mamma degli imbecilli è sempre incinta. (NDC: ci aspettano due mesi di propaganda elettorale, che daranno ragione a Jac e a quel qualcuno)

Antonio Scalas –Perché nessuno lo veda-: Il poeta fa ricorso a surreali, suggestive e belle immagini, per dare consolazione ad un pianto. Se questo non è amore, cos’è?

Antonia Scaligine –Il desiderio-: Bellissimi versi che esprimono un grande amore per la sua terra martoriata, assieme al forte desiderio di ridarle i colori di un tempo. Vorrebbe essere Ulisse, la nostra Antonia, forse per cercare una qualche magia da usare per realizzare un sogno. Complimenti anche per questa ottima poesia, assieme alle altre.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

15 Gennaio

15 gennaio 2018

Poesie a tema: Speranze per il futuro

Santi Cardella –Dormi…veglia-: Fantastico Santi che …gozzaneggia in rime abbracciate. Semplicemente delizioso è questo racconto, porto con humor da un grande poeta. Applausi.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Nuvola-: Una pena esistenziale, uno smarrimento, ispirano questi metaforici versi di Marino.

Carla Malerba –Nomen-: Opportuna la precisazione che rende più chiaro il senso dei tuoi bei versi.  C’è, in questa composizione, un dolcissimo richiamo ai sensi, reso con l’eleganza e la levità di bellissime, suggestive immagini. Poesia che, come un bell’acquerello, appaga occhi e mente. Brava Carla!

Michael Santhers –Sabato notte-: E riecco l’inimitabile Michael, con il suo surreale rendere immagini, in questo caso relative ad un sabato notte. Immagini che  talvolta sconfinano nell’astratto, ma che sempre appagano il gusto di chi ha conoscenza di questo poeta (e gli altri…che imparino).

Cristiano Berni –“Il fingitore”-: Interessante ritratto che potrebbe adattarsi ad un bel po’ di uomini politici e di presunti intellettuali da taverna. Ma ha ragione Cristiano ad aggiungere postilla: hai visto mai che tra qualche tempo non si scopra che ebbero ragione?

Gian Luca Sechi –Passanti-: C’è un’amarezza  ben resa in questi versi che narrano di un passato che fu, un tempo, appagante e del quale resta più nulla.

Davide 68 –Vigilia di Natale-: Il bisogno d’estraniarsi da un mondo che infastidisce, narrato con questi puliti versi di Davide che fanno tornare alla mente  lo Scrooge di Canto di Natale.

Laura Toffoli –Io-: Non ha bisogno di andare a Delfi la nostra amica per conoscersi a fondo e far parlare la sua anima. E da questa conoscenza ricava la saggezza dell’aforisma di chiusura di questa poesia.

Jacqueline Miu –la mia consapevole ignoranza rende drammaticamente IRONICA la certezza-: un confronto tra coloro che ignorano (cioè ignoranti) divisi in due squadre: consapevoli vs inconsapevoli. E  con ciò Jac ci dà lezione di vita.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Belli entrambi , con lieve preferenza per il secondo. (non sono un cultore dell’haiku ma, per quel poco che ne posso sapere, nel primo dei due avrei invertito i versi, il primo ed il terzo, facendolo seguire dal trattino - kireji).

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Buonasera a tutti,
una piccola precisazione per la corretta lettura. nel mio frammento di oggi "Altro tempo" è il titolo della sezione
, l'ultima della raccolta.
Seguono poi alcuni versi, introduttivi alla sezione: "Delle piccole cose/ il tempo estremo/si posa sulle dita / e fiorisce di nuovo/il
desiderio". Manca lo spazio tra Altro tempo e ciò che segue. Per una mia svista,,,Grazie a tutti e in particolare a Lorenzo e a Piero.
Carla Malerba

 

14 Gennaio

14 gennaio 2018

Maria Attanasio –Porto una croce al collo e una ruga in fronte-:  I pesi dei quali, a volte, la vita ci opprime, qui ispirano questi versi, dall’amaro tono, di Maria.

Aurelio Zucchi –A te che piangi nella tua ora stramba-: Pare esserci nel poeta l’incapacità a consolare chi è gravata da pene. Ed è pena della quale si viene contagiati, ed allora, come afferma l’ottimo Aurelio, meglio stare a guardare, meglio mettersi in un cantuccio, sperando nel terapeutico effetto di una romantica luna.

Silvio Canapè –Scalare la vita-: Fantastico racconto di un’arrampicata in roccia, che prende il lettore come fosse emozionante thriller. Ma per l’ottimo Silvio questo racconto è metafora d’altro tipo di conquista (conquista che mescola il percorso della vita ad altro tipo di conquista) resa con bella, allusiva eleganza.  Complimenti.

Enrico Tartagni –Fiore di Luna-: Immagini di splendente romanticismo, per descrivere ricordi di chi non c’è più ed ha lasciato deserto nell’anima. Un dolente poeta narra, con maestria, la sua pena.

Marino Giannuzzo –Notturno-: Forse è nella pace  e nella serena atmosfera che dona la luna che il poeta sente stemperare la sua delusione per irrealizzati sogni. E Marino narra di questo stato d’animo con bella, coinvolgente maestria.

Carla Malerba –Vita non è-: Una lezione di vita, velata di pessimismo e resa con versi, dal malinconico, rassegnato tono, della nostra ottima Carla.

Fausto Beretta –La bufera dei figli-: Le differenze tra generazioni, quelle che possono generare incomprensioni ed attriti, ben narrate da Fausto con questi versi dal malinconico tono.

Antonio Scalas –Oltre la nebbia-: “…un brivido caldissimo” ad illuminare un tempo denso di pessimismo, in questi bei versi di Antonio.

Laura Toffoli –Luce in me-: Un salvifico amore, dunque, che scioglie il freddo dell’inverno, narrato con versi che, secondo lo stile della nostra Laura, sono sempre omaggio alla natura. Intenso il sentimento che ha ispirato questa poesia e ben comunicato.

Jacqueline Miu - la mia ignoranza si evolve pari misura al mio invecchiare e questa illimitata sete di conoscenza  prova-: Leggo in questo lungo aforisma della nostra Jac quel socratico “so di non sapere”, con l’aggiunta di una presa d’atto che il tempo che passa rende sempre più difficile apprendere. Ovviamente la nostra amica ha voglia di scherzare.

Carissimi Carlo e Giuseppe, giustamente mi fate rilevare un paio di errori di valutazione da me fatti, commentando le vostre ultime poesie, ed avete ragione a farlo, essendo quelle poesie frutto di un vostro sentire e vostro preciso messaggio, al lettore indirizzato.

Mi spiace averne distorto il senso, interpretandole, ed è accaduto (e continuerà ad accadere) forse perché quando si tenta di interpretare l’opera d’altri non sempre, in quel mondo, in quel pensiero, si riesce ad entrare, prevalendo il mondo, i bisogni, le esigenze dell’esegeta.

Grato per la e vostre precisazioni, vi saluto caramente.

E, a proposito di commenti e di commentatori, avrei bisogno di un po’ di compagnia. Il sito attende voi tutti.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

 

13 Gennaio

Caro Piero, per la TRATTATIVA, accetto volentieri il tuo suggerimento

e ti ringrazio. Quanto a HO SCRITTO UNA CANZONE PER SAN REMO , io mi riferivo all'altro Matteo.
(Carlo Chionne)

 

12 Gennaio

Caro Piero, Leggo i tuoi commenti dove dai più valore alle poesie, e ti ringrazio infinitamente.
Nella poesia “Il progetto” le tue interpretazioni sono giuste, forse le metafore sono un po’ troppo ardite, perciò mi dispiace.
Nelle mie intenzioni il testo rispecchia il ciclo della vita, dove prendono consistenza il timore o la speranza di un’altra vita. Chi ci precede non si volta indietro, diventa complice della morte e non rivela a nessuno il destino che ci aspetta.
Cari saluti Giuseppe
 

12 gennaio 2018

Carla Malerba –In fondo-: Versi che creano una magica atmosfera, partendo dall’allontanarsi di un amore. Una rinuncia che dona serenità e fa fare sogni di luoghi incantati, dove il loro ricordo stempera amarezza. Bella molto questa poesia di un ispirata Carla.

Giuseppe Stracuzzi –Il progetto-: Più ermetica di così non potrebbe essere. Un ricordo? Il pensiero di una vita al capolinea? La speranza di rinascita, come pare dica quel seme che germoglierà? Bello sarebbe che Giuseppe ce ne desse la corretta interpretazione, per gustare meglio i suoi suggestivi versi.

Rosa Giusti De Ruggiero –Sono amica di un uccellino-: Una deliziosa amicizia tra esseri diversi che hanno trovato l’intesa, narrata con versi che paiono raccontare una fiaba.

Fausto Beretta –Il viandante, il temporale e il vento-: Pare dedicata alle traversie di tale Gerosa, questa ben descrittiva, sintetica e bella poesia di Fausto.

Dario Menicucci –Prime luci sul lago d’Iseo-: Non solo il mare incanta il poeta. Oggi Dario ci regala una deliziosa descrizione del bel lago d’Iseo all’alba. Alta poesia c’è in quell’ “acqua incassata/che ora è un giardino/di fiori di luce”.

Aurelio Zucchi –Malinconie-: I malinconici sentimenti che può donare la notte, qui raccontati con bella maestria dal nostro Aurelio                              

Cristiano Berni –“Sangue del mio sangue”-: Un commovente, struggente ricordo dell’amato padre, in questo amorevole omaggio nel ricordo di lui, negli intensi e bei versi di Cristiano.

Maria Attanasio –Se lo posso dire-: La paura della solitudine ed il bisogno di qualcuno che la cancelli, riempiendo il cuore d’amore e la mente di solidarietà, in questi versi dalla forte intensità di Maria.

Silvio Canapè –Malinconia-: Ricordo alcune tue belle poesia in dialetto e sono lieto che la Musa sia tornata ad ispirati. Intensi sono questi versi dedicati alla malinconia e mi dicono che nulla è cambiato da quei tempi.

Marino Giannuzzo –Notte d’agosto-: Strofe che sono quadretti ben disegnati di una notte agostana.

Laura Toffoli –Mattino di brina fumante-: Da un gelido mattino, ben disegnato dai versi di Laura, alla temperatura di fusione della chiusura, passando per quelle magistrale allitterazione di “lungo lingue di lago”. Insomma c’è sempre la nostra ottima poetessa che ci delizia con i suoi versi che paiono pittura.

Jacqueline Miu - l’appetito per il mistero e l’ignoto ci tiene vivi e il porci domande senza ancora risposte ci tiene lontani dall’estinzione-: Condivisibile aforisma della nostra Jac che ci rammenta che la vita ha senso solo se vissuta con la curiosità sul dopo.

Giorgio Valdes –Capodanno-: Feste e botti servono per esorcizzare il vecchio e pure il nuovo anno e Giorgio lo racconta con questa  sua frizzante descrizione.

Carlo Chionne –Trattativa-: Ti suggerisco di fare quel che fece il crociato Antonius Block del “Settimo sigillo”, che sfidò ad una partita a scacchi la secca comare, vincendo. Così anche tu potrai continuare a lungo a vincere e a deliziarci con la tua cultura ed arte. Ne abbiamo bisogno. Un  caro saluto.

PS.: ma c’è un alternativa ed io l’ho narrata nella mia “L’ultimo scherzo”…

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo che tutto ciò consente.

Piero Colonna Romano

 

11 Gennaio

11 gennaio 2018

Poesie a tema: Speranza per il futuro

Nino Silenzi –Il futuro-: Quel guardare fuori dalla finestra è metafora di un'angosciosa ricerca su ciò che ci attende, espressa con magistrali versi. E’ poesia densa di pessimismo, questa del nostro Nino, rischiarato da quella luce lontana che, in definitiva, è la speranza di tempi più sereni. 

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Nostalgia-: Una sorta di catatonia mentale è quella qui descritta da Marino che, ormai privo di nostalgie per i luoghi visitati e privo dello stesso sentimento di appartenenza alla terra natia, non attende altro che il silenzio. Insomma allegria!

Carla Malerba –Non sono altro che attese-: Riflette sulle caratteristiche delle due stagioni fredde dell’anno, la nostra Carla che, con questa poesia, in definitiva esprime il suo desiderio di luce e calore.

Giuseppe Stracuzzi –Illusione-: La poesia, fatta di forti e belle immagini,  è il drammatico racconto della fine di una dittatura, in una qualsiasi parte del mondo. Ma se dopo aver letto i versi se ne cerca il titolo a loro dato, si scopre l’intima, pessimistica convinzione del poeta che nulla cambierà.

Rosa Giusti De Ruggiero –Mal di denti-: Accidenti se lo conosco! Ma non mi è mai venuto in mente di dedicargli una filastrocca in ottonari. Ben tornata Rosa!

Fausto Beretta –Spaccatura-: Decisamente ermetico, l’amico Fausto che forse narra, metaforicamente, una sua delusione subita nell’autunno della vita. La delusione è mitigata, in chiusura, dalla speranza che i propri insegnamenti possano dare frutti in una prossima primavera.

Maria Attanasio –Un angelo-: Una dedica, con tanta gratitudine, a chi ha portato serenità nella mente e nel cuore, resa con versi pieni di sentimento.

Carlo Chionne –Ho scritto una canzone per San Remo-: Canzone che è già vincente tra i lettori. L’indovinello questo mi ispira.

 Matteo 2, novello dux
I clandestini sono un paravento
per annebbiare qualche buio cervello,
di modo che si scordi, e questo è il bello,
in compagnia di chi lui va contento.
 
Da tempo è con le mafie accasamento,
 per il partito ormai sono il battello,
con quelle è meglio togliersi il cappello,
contra migrantes alza il suo lamento.
 
Così  va raccontando, coi compari,
bufale e fiabe, per poi farci affari,
avendo investitura di ritorno,
 
 così a  marzo, in un funesto giorno,
palazzo Chigi  Duce lo vedrà,
così l’Italia, infine, punirà.
 

Ho vinto qualcosa?

Laura Toffoli –Virgole di pelo-: L’attenta Laura osserva gatti che si azzuffano, alzando miagolii  che paiono note stonate, e li racconta con versi che sono pennellate di colori.

Jacqueline Miu –prendi coraggio dal buio-: Ci proveremo. L’aforisma potrebbe essere un incitamento ad imparare a reagire (ed imparare) dai momenti critici.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

10 Gennaio

10 gennaio 2018

Poesie a tema: Speranza per il futuro

Antonia Scaligine –Il futuro è un sarà-: Una pessimistica visione del futuro, che del passato manterrà il peggio, negli intensi versi, dalle malinconiche immagini, della nostra Antonia.

Poesie a tema libero

Maria Attanasio –Madre-: Un commosso omaggio alla madre, per l’amore che ha saputo dare e per la sua saggezza.

Marino Giannuzzo –Noia-: Poesia che mi fa ricordare Califano e la sua “tutto il resto è noia”.

Carla Malerba –Se le strade che piane-: Nulla deve impedire al cuore d’accogliere (sentire) pensieri d’amore. Questo il messaggio che Carla invia, con questi suoi versi ricchi di sentimento.

Samuele Cognolato –Addio 2017-: Un mesto, rancoroso saluto ad un anno infame, assieme alla speranza che tutto cambi nell’anno nuovo. Il guaio è che si attribuisce ad un convenzionale “anno” tutto il male che, invece, deriva dall’animo umano. E quello che non cambierà.

Simone Magli –Talvolta le lame affondano-: E’ la pena esistenziale che spinge il poeta a scrivere, forse per esorcizzarla. Sostanzialmente mi pare questo il messaggio che il poeta Simone ci invia, con questi versi dal rassegnato, amaro tono.

Dario Menicucci –Sulle note del mio cuore-: Una sognante, romantica immagine di un amore che danza alla musica di un cuore innamorato, narrata con poesia dalle appassionate iperbole.

Giuseppe Stracuzzi –Gli occhi del cuore-: Uno strepitoso Giuseppe descrive, con grande originalità, l’andare del tempo dell’uomo ed il suo inevitabile traguardo. E alta poesia c’è in quella bellissima descrizione della natura ed il suo rifiorire. Un poeta in grandissima forma ci ha regalato questa splendida poesia, invito a meditare. Complimenti vivissimi, Giuseppe!

Cristiano Berni –“La creatura dell’artista”-: Le opere d’arte sopravvivono a chi le ha create, questa la tesi svolta, con bravura, dai versi di Cristiano.

Jacqueline Miu –If don’t thrills don’t chills.-: I due termini “thrills” e “chills” hanno simile significato (brividi) quindi l’aforisma si dovrebbe tradurre “se non hai brividi non brividi”, facendo diventare verbo il sostantivo. Il senso quindi è un altro e potrebbe essere “se non ti emozioni non hai brividi” o l’inverso “se non hai brividi non ti emozioni”, forzando il senso di quel “chills”.

Jac mi fa ricordare, con questo aforisma, la famosa frase che si trova nell’ “As you like it” di Shakespeare: “And so, from hour to hourwe ripe and ripe, and then, from hour to hourwe rot and rot. And thereby hangs a tale.” Dove sul senso da dare a quel “ripe” ed a quel “rot” litigarono per anni linguisti inglesi.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

"Ve conto na storia" di Bruno Castelletti
Grazie Piero per l'ottimo e generoso commento. alla poesia indicata in oggetto.Questo a conferma del fatto che di poesia te ne intendi.Ve conto na storia è infatti risultata vincitrice in un Concorso importante
Un abbraccio.Bruno
 

9 Gennaio

9 gennaio 2018

Maria Attanasio –Alessandra-: Appassionato epigramma d’amore, nei bei versi di Maria.

Marino Giannuzzo –Nebbia a primavera-: Una filosofica riflessione su ciò che è stato e resta immutabile e sul passare del tempo che non può essere invertito, negli ispirati versi di Marino.

Carla Malerba –Se la speranza-: E Carla riflette su quelle speranze che, se realizzate, potrebbero aprire luminosi orizzonti all’uomo (…alba nuova al creato…steli teneri di una mattina di marzo, sono intuizioni dense di poesia) e chiude la bella composizione con un appassionata previsione d’amore.

Samuele Cognolato –La musica-: Insomma un inno alla musica ed ai suoi effetti sulla mente e sul cuore, detto con liberissimi versi, in stile simbolista.

Simone Magli –Entrare in un piccolo borgo è come  bussare piano alla stanza di una vergine-: Con una singolare similitudine, Simone narra dell’atmosfera intima, dolcissima e ricca di suggestioni, dei numerosi antichi borghi italiani.

Aurelio Zucchi –A giocare con gli azzurri del cielo-: Struggente ricordo ed omaggio d’amore alla madre, reso con limpidi versi ricchi di poetiche immagini.

Renzo Montagnoli –Io e il silenzio-: Un malinconico, bellissimo esame della propria vita, del passato che torna nel ricordo e commuove, in questi apprezzabili versi di un sensibile Renzo. Poesia che stimola riflessioni e, forse, rimpianti.

Clodine –Villa Celimontana-: Il ricordo di un amore vissuto nella bellissima villa al Celio, che nei bei versi di Clodine si intravede con quello stormir del vento tra pioppi, in una bella e descrittiva poesia, fatta di versi velati di malinconia.

Maurizio Mazzotti –Il vento questa sera non porterà via foglie-: Poetica prosa per un colloquio col vento, al quale il poeta affida speranze, perché porti “il lievito dell’abbondanza”. Bella ed ispirata la similitudine tra foglie e pensieri, da ricordare.

Bruno Castelletti –Ve conto na storia-: Belli e molto ben ritmati i versi alessandrini, per narrarci, col suo bel dialetto, una triste storia di guerra e di duro lavoro. Perfetta l’ambientazione ed il narrarla. Insomma c’è tutta la maestria ed il sentimento del grande poeta Bruno, in questa bellissima poesia. Complimenti.

Nono Muzzi traduce Durs Grubein-: Altra proposta di Nino che traduce questo poco noto poeta tedesco. Proposte che hanno il merito, al di là della traduzione che immagino perfetta, di stimolare la curiosità del lettore  invitandolo a documentarsi.

Laura Toffoli –Vita che guarda una vita passata-: La suggestione che può avere un raggio di luna, stimola la fantasia della nostra Laura che ci regala questa intensa riflessione, resa con surreali, belle immagini.

Carlo Chionne –L’origine della specie-: Dai, Carlo, Eva ne aveva di argomenti! Ed hai ragione, siamo sempre allo stesso punto e nemmeno ci siamo tanto evoluti da allora.  Sei sempre apprezzabile, per questo tuo frizzante spirito d’osservazione e nel raccontare. Complimenti. Un caro saluto

Antonia Scaligine -.La Superluna ha dato il benvenuto al 2018-: Affascinante descrizione, resa con molta maestria, di quella luna al perigeo che ci ha incantati e speriamo sia auspicio per un luminoso anno nuovo.  Brava Antonia! (prossimo appuntamento è per il 31 gennaio 2018 e non mancheremo d’ammirarla)

Jacqueline Miu –de profundis-: Preziosi aforismi vanno a comporre la prima strofa di questa intensa riflessione di Jac che si conclude con un’appassionata ode al poeta.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto ciò che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

8 Gennaio

8 gennaio 2018

Cosimo Greco –Ora che fossi foglia-: Benvenuto nell’azzurro, Cosimo! Bello questo esordio, per quella foglia che è metafora dell’essere, in una stagione di declino. Bella l’ispirazione poetica che ha generato quel “cantare/la voce del vento”.

Maria Attanasio –Di quanto pane spezzato-: L’appassionata Maria oggi ci regala una delle sue più belle poesie. C’è rimpianto per dolci ricordi, c’è amarezza e dolore, in ogni verso che conquista il lettore, in questa composizione, nata dall’anima ed espressa con grande maestria. Complimenti!

Marino Giannuzzo –Morti-: Il ricordo di chi ci ha lasciato, espresso con la struggente sintesi di una bella poesia.

Carla Malerba –Ci saranno giorni-: L’amore per chi abbiamo vicino, espresso con versi pieni di tenerezza e di gioia di vivere. Brava Carla!

Samuele Cognolato –Una bella avventura-: La bella Parma, ricca d’arte e di cultura, ispira questi versi che, per quella città, sono ode,  dichiarazione d’amore e di riconoscenza, per il positivo esito di quei “momenti pieni di terapia”. Auguro, di cuore, di non mollare, Samuele e di ritornarvi per godere di tutto quanto può offrire.

Aurelia Tieghi –Plancton-: La libertà che può dare il mare, espressa con questi metaforici versi dell’ottima Aurelia.

Dario Menicucci –Alla finestra immagino-: Dalla finestra uno sguardo al mare ed al tramonto, ispira questi versi che descrivono, come solo Dario sa fare, un suggestivo panorama ed un sentimento d’amore. Deliziosa la chiusa, con quella nuvola che va a comporre un sorriso ed un ricordo. Complimenti sempre!

Enrico Tartagni –Istantanea virtuosa-: Un sogno, dunque, tra deserto del Sahara ed i suoi limpidi cieli, descritto con grande maestria dal nostro romantico Enrico.

Michael Santhers –Epitaffio Frank il Meccanico-: Spoon River, ok. Ma qui troviamo il Michael, osservatore della vita, che alza questa invettiva contro il progresso che tutto appiattisce e toglie umanità. E’ un triste canto quello che oggi il nostro poeta ci regala, non rinunciando al suo inimitabile ed apprezzato stile.

Corrado Cioci –Sangue di donna-: Un lungo excursus dolente, per il destino sanguinoso di numerose donne rimaste nella storia.

Nino Muzzi traduce Bobrowski-: Scene di pesca e di morte, nei versi di Bobrowski, che Nino traduce per noi.

Jacqueline Miu –Poetare-: Direi che questi versi sono un omaggio alla poesia, oltre che la descrizione di ciò che dovrebbe essere, secondo il sensibile sentire di Jac.

Laura Toffoli –Falò di pensieri-: Rutilanti e belle immagini, scaturite dalla fantasia della nostra Laura che, con bella maestria, oggi a noi le dona. Brava!

Il più cordiale saluto a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Un cordiale benvenuto a Greco Cosimo su questo sito e un saluto a tutti.
Simone


 

6-7 Gennaio

6 e 7 gennaio 2018

Cristiano Berni -“Ballata delle fronde spezzate”-: Benvenuto nell’azzurro, Cristiano. Bella questa intensa invocazione alla musa della poesia, detta, quando l’ispirazione latita, con versi ricchi d’emozione che la stessa donano al lettore. Ottimo esordio, dunque, fatto di liberi versi dal bel ritmo e ben rimati.

Nino Muzzi traduce  F. X. Kroetz-: Altro poeta, praticamente sconosciuto, tradotto per noi da Nino.

Maria Attanasio –Se-: Il desiderio d’essere maggiormente riflessiva, meno schiava delle emozioni, per potere dire pane al pane, in questi versi carichi di rabbia e di desiderio di vendetta.

Marino Giannuzzo –Montanaro-: La solitudine di un vecchio montanaro ed i suoi rimpianti, ben descritti dai versi di Marino.

Carla Malerba –Domani-:  Le riflessioni, dense d’amarezza e di dubbi, che si possono fare nelle ore notturne, il rivedere la propria vita, come fosse un film, ben raccontate dagli intensi versi di Carla.

Samuel Cognolato –Le feste natalizie-: L’atmosfera mistica del Natale porta serenità e gioia, in questi versi, densi di fede ed amore, di Samuel.

Aurelia Tieghi –Moti-: Rompe i versi liberi, Aurelia, creando un effetto di scarto che pur non ne interrompe la cantabilità. E così crea immagini suggestive dalle quali sale il rumore delle onde ed il profumo di salmastro. E la nostra amica non rinuncia nemmeno ad una sottile analisi psicologica di chi legge, interpretandone gli umori, prevedendoli. Singolare per la grafica (ma usata anche da altri grandi della poesia, quale Luzi) e piacevole molto è questa composizione, piacevole a leggersi.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –E nulla cambierà-: Forte invettiva di Giuseppe contro l’ingiustizia ed i gap economici, che sempre più si ampliano, tra ricchi e diseredati. Ma il nostro ottimo amico, con questi versi grondanti sdegno, mette, soprattutto, il dito sulla piaga dell’indifferenza e dell’ipocrisia che queste feste, con quei falsi auguri, continuano a diffondere, anno dopo anno, in un drammatico crescendo.

Santi Cardella -Aylan: la strage degli innocenti-: Un grido di dolore, per la drammatica morte di un bimbo di tre anni (divenuto simbolo di centinaia di miglia d’altri infelici) in fuga dalla guerra ed alla ricerca di pace e di vita decorosa in questa Europa ipocrita ed indifferente. Santi esprime, con grande ed umano sentire, il suo sdegno, la sua pena, la sua rivolta, con questi intensi e bei versi che dovrebbero essere di stimolo a chi legge, per avere altro atteggiamento nei confronti di questi infelici. Ma, come sconsolatamente ha scritto Giuseppe nella precedente poesia, “E nulla cambierà”.

Claudio De Lutio –Foulard-: Ode al foulard, insomma, con simpatiche ambientazioni di questa sorta d’abbigliamento.  Quartine, a mo’ di canzone, con versi che creano un'atmosfera vagamente retrò.

Laura Toffoli –Gentile cliente…la preghiamo di mettersi in fila…-:  Dalla confusione di un negozio di lane alla calma rassicurante del mare. Pare che questi versi di Laura esprimano un bisogno di pace, una voglia di fuggire dalla confusione, per trovare serenità davanti al mare , con la sua calma, il suo profumo. Bella poesia, diversa da quelle cui Laura ci ha abituati, poesia che dice, forse, di un cambiamento, di una diversa maturità dell’artista.

Jacqueline Miu –Je cherche le silence-: Ed ancora uno struggente bisogno d’amore muove la penna della grande Jac che prosegue con questi suoi flussi della mente, che paiono caotici, e sembrano privi di un filo logico, nel loro esprimersi. Ma a ben guardare, come tutte le poesie appassionate della nostra amica, anche in questa c’è un percorso che ci porta, partendo da emozioni, sommessamente espresse, verso dopo verso, ad un esplosione di passione e di desiderio. Qui l’inizio è in quel cercare il silenzio e l’approdo è in quel “se solo tu potessi/se solo tu volessi/…/un inizio.

Roberto Soldà propone in lettura “Sonet” di G. Tesio-: Il ricordo del lavoro nei campi e l’afrore indimenticabile che ti resta dentro anche per anni, in questo bellissimo sonetto del prof. Tesio, proposto dal poeta/contadino ed apprezzato professore di chimica, nonché sensibile ed apprezzato amico, Roberto.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Loreno.

Piero Colonna Romano
 

Nell'augurare buona Epifania a tutti i sitani, colgo l'occasione per dare il benvenuto al nuovo poeta Cristiano Berni. Fra le poesie del giorno mi ha colpito in particolare "Novembre" tradotta da Nino Muzzi.
Simone

 

5 Gennaio

5 gennaio 2018

Claudio De Lutio –Oh calicanto-: Benvenuto nell’azzurro, Claudio. Bella questa canzone dal bel ritmo dell’endecasillabo, a rime alternate. Ottimo esordio dunque e per la tecnica e per il tema trattato. Complimenti.

Nino Muzzi traduce J. Bobrowski-: Un’immersione nella natura in questi versi  di Bobrowski, ben tradotti da Nino.

Maria Attanasio –Vorrei-: Malinconici e bei ricordi, bene espressi dalla nostra Maria.

Simone Magli –Pochi degnano la purezza-: Criptico aforisma. Manca forse un “che” (che della propria brezza) ?                                                                               

Aurelio Zucchi –L’amore lo nascosi-: Amore nascosto, dunque, perché pare che il poeta se ne sia pentito, avendo un qualche rimorso. Il tutto detto con limpidi, puliti versi, secondo il bello stile di Aurelio.

Marino Giannuzzo –Monologo-: Caro Marino, ma parli di qualche amico che conosco, con questa forte, sdegnata invettiva?

Carla Malerba –Mi piacerebbe abitare-: Ottimo e condivisibile desiderio questo tuo. Per maggiore pace toglierei i bambini. Tre sarebbero eccessivi e, comunque , soffrirebbero di solitudine… e di fame. Suggestivo il panorama, ben disegnato da liberi versi.

Samuele Cognolato –Una grande star della TV-: Non so come fa gli scongiuri Raffaella, ma certamente ne sarebbe tentate, leggendo questo epitaffio (nel giornalismo si chiama coccodrillo…). Ma per Samuele questi versi sono un rispettoso omaggio ad un’ottima artista che, credo, continueremo a vedere a lungo sugli schermi Tv.

Michael Santhers –Epitaffio Luana la prostituta-: Era tempo che Michael ci regalasse un epitaffio in perfetto stile Spoon River! E a Masters il nostro poeta aggiunge un pizzico di umorismo (nero) che non guasta,  con quella fulminante similitudine, anzi rende gustosa la lettura di questi versi. Applausi.

Jacqueline Miu –oful meu domnesc de poet-: Non conosco il rumeno ma qualche parola la capisco. E quindi mi pare che in questa poesia, ovviamente in stile Molly Bloom, ci sia qualche richiamo ai Carpazi ed al principe Vlad, con i suoi sanguinari amori, secondo l’affascinante stile della nostra Jac. Un salut cordial (e  qui si esaurisce il mio rumeno).

Salvatore Cutrupi –Oltre il buio-: Un’ottima intuizione poetica muove la mano di Salvatore che, pur di salvare la poesia da chi vorrebbe distruggerla (e ce ne sono di giacche nere in circolazione!) si inventa seminatore di vocali e consonanti, e lo racconta con questi suoi significativi versi.

Laura Toffoli –Basta uno sguardo verso il cielo-: Una rasserenante visione che sgombra la mente da pensieri e problemi, nei belli e  ben descrittivi versi della nostra Laura.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Buonasera.
Un ringraziamento sentito a Poetare per la gioia della lettura e per lo stile con cui si presentano i contributi delle poetesse e dei poeti.
Grazie a Lorenzo, per la sua presenza costante, e a Piero per le parole meravigliose che ci rivolge.
Congratulazioni poi (ma andrebbero messe all'inizio di questo saluto) ad Armando Bettozzi per il suo novello successo.
Con molta stima, Carla Malerba

 

4 Gennaio

4 gennaio 2018

Michael Santhers –Sogni-: Una romantica, poetica descrizione dei sogni, quelli che muoiono all’alba,  secondo la visione e lo stile del nostro Michael.

Nino Muzzi traduce  J. Bobrowski-: e noi lo ringraziamo, anche se è di difficile interpretazione questa poesia che presenta immagini talvolta surreali. Per capire bisognerebbe, forse, conoscere un po’ di più del poeta.

Isabel Gide –Il pianista-: La musica quale metafora di un sensuale sentire, ben descritta dai volutamente sincopati versi di Isabel.

Rosino Maranesi –Immagini fuggenti-: Il godere di gioiosi ricordi, persi nel tempo che fugge, narrato con lievi , ispirati versi che bene rendono un’atmosfera quasi sognante.

Stefano Giannini –Ho visto il sole-: Una preghiera di ringraziamento al Signore, per tutti i doni che ci ha fatto nella splendida natura che ci circonda, recitata con  versi dalle forte intensità emotiva.

Luigi Panzardi –Sospetti-: Il racconto di un incomprensione che porta al distacco ed al tradimento, reso con un sonetto di tipo inglese (perché credo che quel 9° verso sia, in effetti, il primo della terza quartina) zeppo di enjambement, ma di buona intensità emotiva.

Maria Attanasio –Se ho bisogno di te-: La pena di un abbandono e l’analisi della sua causa, ben narrate in questi versi, pieni di un appassionato rimpianto, di Maria.

Simone Magli –Violenza continua-: Un amara considerazione sull’impossibilità dell’uomo di realizzarsi, perché gravato da convenzioni e regole comportamentali, in questi duri versi del nostro ottimo Simo.

Marino Giannuzzo –Mondo giusto-: Prosegue qui l’invettiva di Marino contro il clero, iniziata nella sua “I mistificatori”. E, come l’altra, sono versi pieni di sdegno quelli che compongono questa poesia.

Carla Malerba –Aperta linea d’orizzonte-: Belle immagini che fanno da scenario alla narrazione dell’amore per l’amore, così come il cuore potrebbe desiderare ed il sogno realizzare, in questi bei versi di una sensibile Carla.

Laura Toffoli –Dall’alto della montagna-: Come nel gioco dell’oca il tempo, quasi in percorso circolare, ci fa tornare sempre al punto di partenza, secondo Laura che così filosofa. Ma c’è di più in questi versi, c’è un augurio d’amore ed entusiasmo, assieme ad un omaggio a questa nostra vita. Da ricordare quell’intuizione poetica che è  “l’anno novello che si srotola”.

Jacqueline Miu –L’Amore non fa miracoli ma ci aiuta a pensarli-: E come non concordare con Jac?

Giuseppe Gianpaolo Casarini propone in lettura “Neda”-: Nulla da aggiungere a quanto l’ottimo Giuseppe ha evidenziato all’inizio ed alla fine della sua poesia. tranne continuare sperare che, prima o poi, in questo mondo si realizzi una maggiore giustizia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo per quel che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

3 Gennaio

3 gennaio 2018

Carla Malerba –Oggi un dischiuso miracolo-: Un’attestazione di fede, ispirata e resa con versi di superba poesia. Complimenti vivissimi, Carla!

Michael Santhers –Gennaio-: Deliziosi quadretti che disegnano il freddo gennaio, col bello, inimitabile stile del grande, spassoso e riflessivo Michael.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Il tempo per un poco si fermasse-: Mi associo a questa deliziosa disamina del tempo che (accidentaccio!) passa, passa e passa. E non c’è più in giro un Giasone…

Aurelio Zucchi –Il mare racconta-: Racconto come fiaba, ricco di riferimenti ad Hemingway ed al suo “Il vecchio ed il mare”, detto con limpidi e bei versi che affascinano il lettore.

Marino Giannuzzo –Mistificatori-: Forte invettiva contro i sacerdoti di ogni religione, rei, a dire di Marino, di usare la credulità dei fedeli (di ogni fede) per arricchirsi e mantenere il potere.

Antonio Scalas –Vento-: Un metaforico vento (che rappresenta le difficoltà della vita) al quale solo i sogni porranno rimedio, in questi ispirati versi di Antonio.

Laura Toffoli –Il Dio creatore-: Con intensi e fideistici versi, Laura descrive un panteistico Dio, così come fece Spinoza, consolatore dell’uomo nelle difficoltà, secondo la religiosa visione della nostra ottima amica.

Carlo Chionne –Anno nuovo-: Carpe diem sempre, dunque, per rendere la vita una festa. Questa l’aspirazione del grande Carlo, alla quale mi associo.

Salvatore Cutrupi –Tracce-: I racconti di una vita, regalati ad un distratto ascoltatore, in questi limpidi e bei versi di Salvatore.

Jacqueline Miu –The moun man-: Il male esistenziale di un poeta che non vede scopo nella sua poesia, un fantasma tra fantasmi, lo definisce Jac e ne canta la pena, lo smarrimento. E forse è il confronto con i grandi della poesia a far sentire inadatto quel poeta, quella poetessa, ché di se stessa parla, esaminandosi e che, ancora una volta, ci regala versi sui quali riflettere tutti. Ed ancora una volta merita applausi.

Ad Armando complimenti per questa sua brillante affermazione in quel prestigioso concorso letterario.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Centro Studi Cultura e Società

Premio Letteratura d’Amore

XXV Edizione

 

Oggetto: Conferimento Premio Letteratura d’Amore

Gentile Armando BETTOZZI

Abbiamo il piacere di informarLa che la Giuria della XXV Edizione del Premio Nazionale Letteratura d’Amore, ha terminato i propri lavori, conferendo Segnalazione di Merito per la sezione Poesia, per l’opera La mia folgorazione.
 

Nel congratularci per il brillante risultato, La invitiamo ad intervenire alla cerimonia di premiazione, che avrà luogo
 

Sabato 17 febbraio 2018 alle ore 15,30

c/o il salone della Palazzina ex Venchi Unica

in via De Sanctis 12 Torino

 

1 Gennaio

Auguri di Buon Anno 2018 a tutta la squadra Poetare e a tutti i lettori e muratori del sito – prospero anno nuovo e salute a spirito e corpo.
Jacqueline
 

1 gennaio 2017

Marino Giannuzzo –Mirko-: Un tenero augurio, per una vita priva d’ombre, ad un nuovo nato, nei versi di Marino.

Carla Malerba –Di corsa sono uscita-: Una significativa riflessione sulla vanità e su di una vita che dovrebbe essere priva di quella, per essere vissuta con consapevolezza, nei lievi e bei versi di Carla.

Bruno Castelletti –Al Meo-: Commovente ricordo di un caro amico che fu direttore di un coro alpino. Direzione che continuerà in quell’angolo di paradiso, dove la fantasia ed il tenero ricordo del poeta lo pone.  Poesia struggente per il sentimento che la permea e che solo la grande sensibilità e la maestria di Bruno può rendere e comunicare.

Michael Santhers –Vicoli malati-: Inquietante, gotica rappresentazione di un vicolo, nel più fantasioso stile del nostro Michael.  Fantastica la strofa di chiusura.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Quel Natale-: Malinconico ricordo di antichi giorni di Natale e delle persone che allora ci erano vicine, nei versi dal nostalgico tono del nostro Giuseppe.

Piergino Pedrocco –Notte blu-: Un invito ad ascoltare, per sentire dentro, il canto della natura, detto con versi lievi come lievi pennellate.

Antonio Alvaro –Dove sei Dio?-: La domanda, grondante delusione e dubbi, che credo ogni credente si sia posta in qualche occasione, tradotta in versi che bene esprimono un sentire di Antonio.

Terence –Solo lei-: Pare la prosecuzione, e forse la risposta, alla precedente poesia di Antonio, questa di Terence. Non c’è certezza nel divino e la consolazione agli affanni può arrivare da una (misteriosa) lei, secondo questo tormentato poeta.

Jacqueline Miu –elegia dell’abbraccio-: Pensieri ininterrotti che non abbisognano di punteggiatura, così come possono essere i sogni, sognati senza interruzioni. Di quel 18mo  capitolo dell’Ulisse si disse che era un flusso di coscienza, degno dell’analisi di Freud, di Molly Bloom. La nostra Penelope Jac compie operazione analoga, liberando la sua fantasia, quasi come fosse sfogo e sfida alla realtà. Realtà alla quale ritorna, inevitabilmente, citando Keats, Poe, Whitman ecc., “prostrati all’assenzio” nella loro poetica fuga dalla realtà.  C’è sempre grande fascino negli scritti della nostra impagabile amica, la suggestione del surreale, la fuga nel sogno, narrati spesso con grande forza, con violenza e passione.

Antonia Scaligine –Allora a cosa brindiamo ? Al nuovo anno 2018-: Il riassunto di una notte di capodanno vissuta come tanti (ed io con loro) hanno vissuto, resa con freschi versi, velati da una lieve ironia. Si cambia pagina? Ma nemmeno per sogno: oggi è giorno uguale ad ieri. Domani sarà come oggi e così via, a creare una lunga catena dallo scontato finale.

Ed ancora a voi tutti infiniti auguri, perché il nuovo anno sia ricco di poesia e di serenità.

Piero Colonna Romano
 



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