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Volgo lo sguardo
Volgo lo sguardo
sull’onda delle mie emozioni,
negli snodi delle mie lotte.
Volgo lo sguardo
verso alcuni sentimenti di venerazione
con profonda e solida disistima umana.
Volgo lo sguardo
verso l’origine di desideri innominabili,
in silenzio cerco le parole pronunciate dalle labbra di Dio.
Volgo lo sguardo
sulla croce, nel dolore di una madre
e mi perdo nell’infinito della sua lacrima.
Scarabocchiate
Scarabocchiate
Fiori, stelline e spirali
parole ripetute,
numeri e occhielli anneriti.
La penna imbratta dove capita
senza significato,
senza organizzazione.
Il caos prende il sopravvento sul metodo.
Ascolto qualcuno che parla,
penso a cosa rispondere.
Guardo i geroglifici che raccontano me stessa.
Scarabocchiate travestite da passioni,
incertezze,
affetti,
ma ogni giorno muore un giorno.
19 Ottobre
Papà
anche se vivo senza te,
come vorresti tu,
ma questa è la mia vita,
e la vivrò come un ramo spezzato.
Oggi però vorrei tanto averti qui,
in questa mia malinconia.
Sento la musica del sax
che piange al tocco delle tue dita,
note addolorate,
qui, vicino a me,
anzi dentro l’anima.
Ti ascolto papà,
sì, ti sto ascoltando,
ma sono senza parole,
perché fanno ancora troppo male le parole,
la musica no papà,
la musica mi nutre il cuore
e tu oggi stai suonando per me. |