Poesie di Carlo De Luca


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Ricordi
Gli occhi incanto all’improvviso
nel guardar il tuo bel viso,
un sorriso sul mio labbro affiora
quando il sol ti color d’aurora.

Ricordo sempre il tuo venir
quando la sera, all’imbrunir,
dolcemente sussurravo
ciò che di te più bel amavo.

Le emozioni più preziose
avean il profumo delle rose
e, dalle lagrime sulle tue gote,
io capivo la tua grande dote.

No…no…! Parlar non più tu devi
ormai nient’altro tu potevi.
Ti ricordo come sei,
un dolce fior dei più bei giorni miei.

Tommy, un piccolo angelo salito al cielo
Strappato in tenera culla,
tu,
briciola di pargolo,
piccolo petalo di un dolce fiore,
spinto con angheria,
t’incamminasti nel buio dell’immane
ove la ratio dell’uomo era all’incontrario.

Quasi ad intuir
il crudel fato,
il gemito tuo s’acuì
e pria che l’onda sonora
giungesse in stanza,
con ferocia mano
fosti colpito in mortal misura.

Giacesti in algida terra
nudo del tuo altro.
Del vento il soffio t’accarezzava
e lo scrosciar dell’acqua,
d’una madre intendea il pianto.

Or che sei lassù
non biasimar
quest’oscuro granello d’universo!
Entro lui
qualcun veste di bianco.

O tu
che di man crudele
sanguini ancora,
calcar l’gnobil vita
a te non nuoce,
perché nel viscido verme
l’immagine tua si specchia.

O Immenso!
Tu che dell’onnisciente il simbol sei,
se dell’uomo
ne presagivi già il volger,
perché allor
gli donasti il Tuo soffio ?

Goccia
O goccia
che nel tuo scivolar
solchi il mio viso
e percepir tristezza
o gioia mi fai,
a te, darò il nome ‘lacrima’.

O goccia
che in perpendicolar caduta
solchi prati e monti
e rifletter fai
la luna e le stelle,
a te, darò il nome ‘pioggia’.

O goccia
che cadendo da un lucido tubo,
ostinatamente
rintocchi sul bianco lavabo,
quasi a richiamar
l’umana attenzione,
a te, darò il nome ‘spreco’.

O goccia
che cadendo dall’inclinata fronte,
nobiliti l’uomo
e del domani lo rendi consapevole,
a te, darò il nome ‘sudore’.

O goccia
che cadendo sull’aperta fronte
di un bimbo appena nato,
purifichi il suo cuore,
a te, darò il nome ‘vita’.

Risposta A “Se questo è un uomo”
Caro Levi,
leggendo lo scritto
della tua tremante penna,
ho pensato, ho capito... ho pianto!
Allor,
tu calcasti l'orrendo suol
che scalfì,
logorò e distrusse
la dignità che in te vivea.
Oh! Come grigio
sarà stato il dì
e ancor più buia la notte!
Immagino lo strazio
del cuor tuo
nel veder spezzarsi
la vita altrui
che di lì a poco
avea diviso con te il verbo,
il sorriso e, forse,
la timida speranza...
Sappi che la sofferenza tua
che dal verso traspare
è servita (forse!)
ad illuminar oggi
il cuor del tuo altro
per far sì che mai più
ciò accada.
E a Lui,
che dell'Onnisciente
il simbol è, io grido:
'Se dell'uomo,
ne presagivi già il volger,
perchè allor
gli donasti il Tuo soffio?  

Giovanni paolo II: un uomo vestito di bianco
T’ho visto,
vestito di bianco
mentre porgevi il sorriso
e carezzavi le piangenti gote
dei figli tuoi diletti,
pur s’erano bianchi, neri,
gialli, rossi,…
Seguivo le gesta tue
e, seppur lontano,
mi mergea in spirito
nella miriade umana
che il verbo tuo acclamava.
Da nord a sud
da est a ovest,
al tuo passar
vestivi di candor
l’anima dell’uomo
e con i giovani
intonavi gl’inni
dei loro valori.
Ai detentor di potere poi,
tendevi a cerchio le mani
e, nell’abbraccio, imprimevi loro
le basi della tua identità
dalle quali filtravano libertà,
universalismo, diritti umani,
solidarietà, giustizia, amore.

Oggi sei tornato a Lui,
Luce senza tramonto,
e salendo le scale del Cielo,
ti sei voltato, hai sorriso,
e segnando l’ultimo affettuoso sguardo
hai lasciato inteso
che la nostra vita
è solo un piccolo momento
della nostra ‘vera’ esistenza.

Festa
Festa è il contrario
di giorno feriale.
Festa significa
libertà dalla schiavitù,
da un lavoro forzato, non amato, penoso.
Festa significa
essere innalzati
dalla noia e dalla nullità
verso valori più alti.
Festa significa
gioia dopo le lacrime e la tristezza ;
significa canto dopo il silenzio
e il lamento ;
significa stare insieme
dopo la solitudine.

Amore
L’amore è una
quintiade alfabetica
che,
nell’Essere,
vivifica un comune profumo.
Come la Primavera
veste l’albero,
così l’amore veste il cuore
e,
l’attimo fuggente
del suo respiro
copre due mondi
di variopinte sensazioni.

Donna
La beltà
che accende l’amore,
il travaglio
che nobilita l’Essere,
la leggiadria
che manifesta i suoi genuini contorni :
tutto ciò
è
DONNA.


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