Racconti di Alberto Carli
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Love Avrei, lì per lì, immediatamente, accennato un motivetto; sarei andato al piano e mi sarei lasciato trasportare, girovagare, affinché quella canzone mi venisse a cercare. Non sono musicista. Foto, immagini di una generosità inaudita, di un profumo dolce, ma non speziato. Colonna sonora, e una ragazza scorre sul video. Ride, sorride, allarga le braccia, si mette in posa. (Mio Dio, la ragazza conosce il senso del gusto, dell'estetica e dell'estasi). Come altre volte, non molte per la verità, in presenza di tanta estatica sorpresa, Alberto H. Carli doveva fare. E, infatti, lui, con un velluto speziato, ha pensato di digitare tasti: in mancanza d'altro lasciamo una traccia, una foto. Sconcertato! Palpitante per la freschezza, il senso di liberazione, non taciuta, non nascosta nelle pose. E quell'apparire è l'essere: esistente e essenza. Sono molte le parole da scrivere, da dire; ma finiamo sempre per limitarci a quelle con le quali abbiamo più confidenza: un approccio migliore. Quella rappresentazione del reale è, per me, una netta differenza, una linea di demarcazione, verso coloro che tendono ad offrire un'immagine falsa e falsata di sé. Fatto sgradevolissimo e che porta alla mente individui - a prescindere - sfigati in quanto ipocriti. Invece il cuore batte, involontariamente, per la corrispondenza in affetti, verità, paure, realtà, piacere. E se sbalza i suoi ritmi, li velocizza, li rende tachicardici per l'emozione, ebbene Lui, il cuore, è ragione - la ragione - o una buona ragione per vivere. Pour vivre la vie.
Solo per un po' |