Poesie di Clemente Campano
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| Sconfinate distese disseminate di
corpi liderati dal dominio del dolore si ergono raccapriccianti tra colonne di serpi che hanno avvelenato il rosso candore. Solenni, lisciandosi le viscide scaglie, scrutano da quella robusta roccaforte il vorticoso mulinare di milioni di foglie decidendo della loro effimera sorte. Dietro multicolori paramenti si nascondono, giustificando i loro feroci delitti con folli parole di uomini giusti innalzati alla gloria da un gioco assassino. Col sangue scrivono la nostra storia, assurdità accettate come indelebili verità che oscurano l'orizzonte dell'umanità già grigio per la morte che vi aleggia. Ingenui, rubano le anime immacolate con la speranza di allungare le proprie vite, corrotte, senza possibilità di salvezza, precluse eternamente alla purezza. Con l'amaro frutto del loro lavoro giungeremo alla fine del sentiero e non sarà volontà divina, ma una ghignante follia disumana. L'illusione di un amore immacolato |