Poesie di Umberto Calise


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Danzando, tra morte e fato
Nel verde peste
Nel grigio triste
Odo di cose mai vista
Di uomini
A cui la sorte più non assiste
Osservo la fine di chi muore da cervo
Prima la vita cacciatrice
Poi la signora mietitrice
Di bianco nel blu il viso si colora
Perché quella è la tonalità dell' ultima ora
Prima dell' ultimo atto
Sovviene un sospetto
Ingoia amaro il fatto
Di non esser perfetto
L'apice della menzogna trabocca
E il futuro appare solo con i vermi in bocca
Poi un lampo
E credi di poter vedere quel famoso campo
Ma sul dorso dell' infinito
Quando sei nato
La linea che hai tracciato
Ormai la mano hai staccato
Niente più fato
Chiuso è il teatro
Tu sei stato
Per poi abbandonare il creato
Ma ora solo niente
Amico mio non sei più cosciente
Niente più dolore ne gioia
Solo una troia!
La morte
La morte che pasticcia con i colori della tua sorte.

Il signore del silenzio
Una lacrima scende emettendo il suono di una campana
Non un matrimonio
Non un funerale
Solo una campana, solo una nota
Solo una lacrima tra tante
Una nota tra tante che insieme compongono una melodia
Quella musica è la vita
La morte…è solo silenzio

Il mio detto
Solo se hai paura cercherai il coraggio
Solo se sei triste cercherai la gioia
Solo se sei vivo
Troverai la morte

Ipocrisia
Si apre il sipario
La festa comincia
E mentre c'è aria di allegria io sono scontento,
malinconico…perché?
Perché è triste essere spettatore
Quando in fondo sai
Di essere un meraviglioso attore

Sperante nell'attimo
Ero li, impietrito tra i ghiacci
Un bianco e azzurro immenso
Troppo rilassante
Il freddo rallentava il tempo
Mancava il sale per sciogliere il mio sangue ghiacciato nelle vene
Niente si muoveva
Tutto era troppo sonnolente per aver ragione di esistere
Poi un cambiamento
Un flebile vento
Con coraggio gli occhi si aprirono
Vidi una piuma
Che il soffio del destino portava a volteggiare intorno a me
Stupenda era quella visione di leggerezza
Ora era come tutto avesse senso
Il vorticare di quella piuma emanava calore
Scongelato ora potevo muovermi
Riuscivo a ridere e a sognare
Poi
Come un bastardo traditore
Quel flebile vento rinacque tempesta
Portando per sempre quella piuma lontano da me
Le lacrime furono scontate
Come scontato fu il fatto che si ghiacciarono sul mio viso
Tagliando la mia anima
Devastato dentro chiesi a dio:
perché il vento ha portato via da me quella piuma?
Dopo un po dio rispose:
non è stato il vento a volerlo, è stata la piuma a chiederlo al vento.
Ero di nuovo li
Impietrito tra i ghiacci
Ma non era più il freddo che mi impediva di ridere e sognare.

Il tempo del viandante
Come la formica, così avanza la lancetta dei secondi
come un cane dietro il padrone, così avanza la lancetta dei minuti
come un elefante stanco, così avanza la lancetta delle ore
inevitabile il loro cammino
lento il pensiero
veloce l'attesa
infinito sembra il loro roteare
ma di infinito…
…c'è solo l 'infinito.

Genuflesso
Questa mattina mi sono svegliato e
Stranamente ho deciso di pregare
La preghiera recita:
dio…possa avere io pietà di te.

Nessuno giudichi
Pioveva ininterrottamente
Il ridicolo prete allora disse:
è per lavare tutti i nostri peccati
all' improvviso ci fu una risposta all' affermazione del prete
No!è per rinfrescare l'aria dal puzzo delle tue bugie
Quella risposta non la diedi io
Fu dio stesso a farlo

L'attimo d'attesa
Seduti qui dinanzi a te
Come poesia scritta al plenilunio
Aspetto la tua risposta
La tua infinita saggezza
Assume le vestigia della mia coscienza
E mi dice:
se hai perso una pietra, prenditi la montagna
se hai perso una lacrima, fatti un pianto

Prigioniero insonne
Il tuo corpo si rompe
La guerra dei pensieri
Cadaveri di sentimenti
l'amore seppellito con cura
trascini stanca la tua fede bigotta
per raggiungere una falsa salvezza
nascono scarafaggi dalle tue lacrime
vermi dal tuo sorriso
cade la maschera
il mostro viene celato
insicuro ora agli occhi degli altri
come pezzo di carne tra le fauci del destino
cerchi di non essere inghiottito
ma invano sbraiti
invano cerchi di svincolarti
invano menti
non guardare ragazzo
puoi solo accettare
il fato è famelico
solo una cosa non riesce a ingoiare
il tuo cuore marcio
ormai colmo di odio e paura
e a cose fatte
solo questo ti rimarrà
odio e paura.

Una ballata d'argento
Brilla la tua spilla
Solo con oro e argento
Puoi esser contento
Compri il sentimento
Per non sentirti spento
Fai baratti di speranze
Per colpa delle tue mancanze
Il tuo dio non è il mio
Triste sarà la tua sorpresa
Quando il fato avanzerà la sua pretesa
Non brilla più la tua spilla
Con oro e argento
Ora sei scontento
Col sentimento
Hai gia mancato il tuo appuntamento
E per le tue speranze
Non cè rimedio
A parte che tra le mie oscure stanze
Il tuo dio ora è come il mio
E non avrai salvezza perché a decidere sarò io!

Il verbo svelato
Certe parole mai dette
Sono più amare
Di lacrime mai scese
Dolore come utero
Tregua non esiste
Per chi dal rimorso è reso triste
Come cane nero a denti stretti
Falsa è l'accettazione della verità
Vera la delusione di una menzogna

Il presagio
Vola la civetta
Con piume che vibrano silenzio
Becca il corvo
Con occhi così assenti da far baccano
Pace
Pace nel moto perpetuo del carnevale delle ombre
Piove sulle malinconiche piume
Piove sull'asfalto di una tomba
Ogni goccia come una nota di chitarra
Tante gocce come una sinfonia di violini
Granitica e pesante è l'idea della morte

Il mio sacrario
Ogni giorno puoi solo pregare
Ascolti il nero corvo cantare
Conosci la melodia
Conosci le parole
Conosci il significato
È la tua lezione
Devi impararla
Di nuovo
Sempre
Ogni volta
Ogni giorno
Puoi solo pregare
Ascolti il nero corvo cantare…

Vento di parole
Buia la stanza
Come da metafora
Assente è la luce
Tanto quanto assente la speranza
Accasciato
Ferito
Acre e pesante l'odore
Non è il fumo
Non è la sporcizia
Sogni in putrefazione ne sono la causa
Bottiglie di piacere mezze bruciate
Occhi in tempesta
Nere come nuvole le ciglia
Pioggia di lacrime che bagnano la terra del tuo viso
Vivi
Ma non nello spazio e tempo in cui stai giacendo
C'è paura
Paura dello stesso respiro
Acido dietro la nuca
Ricordi pesanti
Troppo pesanti
Premono il petto
Una pellicola avvolge tutto il corpo
Come per isolarti dal mondo stesso
E l'urlo si sente solo dentro

L'arduo motto
Facile la resa
Ardua la contesa
Ma per chi avrà coraggio
Nel deserto otterrà beveraggio
La vittoria non sarà più un utopia
Se dal mio cuore tu non andrai più via
E pace ci sarà
Solo per chi in piedi resterà.

Trafitto, ora
Tre chiodi neri
Per ognuno dei miei dolori
Dritti dritti tra i miei arti
Tra le urla di dolore
Ne gusto il sapore
Perché così facendo
E dio permettendo
Potrò fare un po di spazio tra gli astri
Dove rinchiudere i miei mostri
E scacciando il mio demone
Potrò venire da te per darti tutto il mio bene

Il giro del destino
Questo mondo
È solo un immenso girotondo
Di anime dannate
Che vogliono esser solo coccolate
I sentimenti sono la ragione della guerra
Qui non si gioca a tutti giù per terra
Di buoni amici vogliamo essere circondati
Proprio come un manipolo di soldati
Alcuni di essi man mano vedrai cadere
Come lacrime che si sciolgono in un bicchiere
Ma tu in avanti devi procedere
Perché anche se non vuoi questo è il tuo dovere
La lotta fino in fondo sosterrai
Fino a quando anche tu morirai
E ancor più triste sarai
Perché una medaglia non avrai

Il passato inverno...
Il passato bussò alla porta del futuro
Il futuro aprì
Fuori dalla porta al freddo e al gelo c'era il passato:
fratello perché mi tieni fuori?
Il futuro rispose:
non posso
il passato ribatté: perché fratello?perché!?
e il futuro rispose:
se ti faccio entrare e il mio padrone (il presente) ti vede penserà che io non esisto.
Non crederà più in me e non mi vedrà più.
Capisci? Ora vattene fratello Passato e porta
Via con te tutto il tuo dolore!

Goliardico
Il ranocchio
Sulla foglia voleva andare
Ma haimè
Non sapeva nuotare
Ormai solo era rimasto
In un posto troppo vasto
La sua gola più non gracchiava
Perché la tristezza lo dominava
Scontata fu la decisione
Ormai assente era la ragione
Un tuffo impreciso ma deciso
Il ranocchio
Sulla voglia voleva andare
Ma haimè
Sul nero fondo stava per affogare

La vita infranta
Rotto!
Cosciente che la colla della vita è cosa rara
Un taglio netto nel braccio
Ma anche il sangue è codardo.

Costretto io
A pregare per qualcosa che non mi si addice
Il riposo è solo per i morti
Per i vivi solo dolore
E quindi mi sento immortale.

Immemore
Quando il cuore muore per amore
Sii felice
Perché sei divenuto immortale
Perché non può più morire
Chi è già morto!

Il volo dell'anima
Arriva la notte
Il corpo brucia di calma
Per la mente solo torpore.

Nel sonno liberi i tuoi sogni
E al mattino non capirai mai che liberandoli
Son volati via per non tornare più indietro

La scelta
Vuoi stringere quella rosa piena di spine?
Il dolore è tanto
Ma ancor più grande è la consapevolezza di essere vivi
Scegli…

Lo sguardo del tempo
Sotto un cielo gravido di nuvole
Malinconiche gocce cadono
Per affogare piccole verità.

Tutto è grigio
Il respiro diventa libero
Sorridere sarebbe patetico
Ma gioire dentro sarebbe divino

Raccapricciante, il mio sentore
Un verme striscia su di me
Chiude i miei pori col terriccio
appiccicato sulla sua meschina pelle.

Poi sempre di più
Da per tutto osservo vermi
Come budella che si contorcono attorno a me.

In una sinfonia di movimenti nauseabonda
Poi capisco, Sono solo
Solo in una stanza piena di specchi.

Da mio padre
Ragazzo
Diventerai sordo
A furia di ascoltare il silenzio

Muore il tempo
Le lacrime fuggono dai miei occhi
Il sorriso non ha più respiro
Triste sono
Perché più non piove
Al funerale del mio cuore

Echi notturni
Silenzio!
Arriva la notte
Portatele rispetto
Ma certi silenzi sono assordanti

Era il momento
A tragedia compiuta odio dio
Poi comprendo
Odio me stesso

Lacero
Straziato dentro credi di soffrire
Ma è solo apatia
Non sei degno di portare il dolore

Vocalista
La musica è la voce di dio
Il brivido che provi mentre l'ascolti
È il senso del suo discorso divino

Assenza
Riportami in vita
Prima che io renda vivo
il momento della mia morte

Momento
Sto scrivendo
Un momento quindi è passato
Senza un preciso pensiero
Scialbe sono le parole
Inutili sono allora i miei momenti.

Il tratto di una vita
Sul foglio della vita scrivo
Scrivo, scrivo, disegno e scarabocchio
Termina la matita.

Non c'era grafite
Dentro c'era la mia anima
E sul foglio della vita rimane ancora spazio.

Ombra tra le ombre
Solo
Come un proiettile in una roulette russa
Ormai ombra, tra le ombre
Abbandonato dal senso del tatto.

Procedo stanco sulle macerie della mia vita
Lavo il pavimento freddo
Con lacrime ancor più agghiacciate.

Una nota di suicidio
Un'altra di rivalsa
E la musica cresce
Nella mia mente si completa.

Tu non comprendi ma è acida la lama
Un gatto bianco mi sorride e all' improvviso mi rallegro
Come lui quatto dal buio balzerò
In un trasparente percettibile
vedendo danzare tutti i colori sotto un nero maestro.


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