Il mio paese
Quattro case in fila sulla via principale
e, al centro del paese, la chiesa parrocchiale;
le campane, la domenica, suonano festose,
i giardinetti intorno fioriti son di rose.
La sera un poco al bar alcuni se ne vanno,
altri a casa in famiglia se ne stanno.
La periferia di Dorno è gaia e serena,
i giovani s'incontrano se c'è la luna piena.
Le stelle della sera le vediamo tu ed io,
son belle le tue stelle, dolce paese mio.
Son belle e la notte tua rischiarano,
riscaldano i cuori di quelli che si amano.
Ovunque io mi trovi ti penso sempre, o Dorno,
ed immancabilmente sempre da te ritorno.
Case e strade del paese mi sono tanto care,
le conservo in cuore come altre cose rare.
Qualcuno ti abbandona? Ne pagherà le spese
e mai potrà scordare il suo caro e dolce paese.
Soliloquio di un neonato
Toc...toc...posso uscire?
Scusami mamma se t'ho fatto soffrire...
sto molto bene in questa cornice,
che brutta faccia ha la levatrice!
E adesso....il bagno? Neanche per sogno...
del bagno IO non ho bisgono!
Non sono sporco lo vuoi capire?
E su...non farmi innervosire!
Va bene, accetto, non ti scaldare,
il bagno in fondo può anche andare.
ah, ecco il morbido accappatoio...
ma quante sberle, fan male...ohio!!!
Ma la vuoi smettere, mi fanno male,
non sono mica un animale.
Voglio la mamma, ma hai capito?
O ti ho rotto i timpani col mio vagito?
Ecco la mamma, son fortunato,
com'è carina, Dio sia lodato.
Or son sicuro, ...sono persuaso...
ehi perchè mi tiri il naso?
Ma lascia stare i miei piedini
e tira quelli degli altri bambini!
...Cosa dicevo? Non mi ricordo...
...guarda che se mi arrabbio mordo!
E meno male che neonato
ci resto poco, son fortunato!
Ecco due visi vicini al mio
quei genitori li ho scelti io!!!
Or tutti a casa felici e contenti
e senza tanti ripensamenti.
Nonna
Ti vedo, o nonna, sola...ricamare
accanto al caldo crepitio de' fochi
e delle gaie fiamme i lieti giochi
di tanto in tanto stai a rimirare.
Intorno a te, nella tua sera,
un cantico d'uccelli di lontano
accompagna la tua veloce mano
mentre vivi la tua pace vera.
Quel viso tanto dolce e tanto caro
che curvo su quei fini fior di tela,
mentre l'occhio, leggero' ti si vela,
è un ricordo tra tutti raro.
E mentre perdi i lineamenti fini
tra l'ago, i fili ed il telaio,
ascolti sorridente un vociar gaio:
le dolci voci dei tuoi nipotini.
Il mio micetto
Dormi
sulle mir ginocchia,
micetto,
rannicchiato
in un morbido batuffolo
di pelo bianco e grigio;
la coda ti sfiora
il roseo nasino,
gli occhietti
socchiusi,
il continuo fare le fusa
ti rendono così
simpatico e carino,
ed io ti voglio
un bene infinito
Come un cigno
Come un cigno si rispecchia
nelle acque chiare del laghetto...
io rispecchio i miei pensieri
nel limpido della luna...
e mi rivedo piccina
e tra le braccia sincera
...una bambolina...
mia unica amica vera |