Se il
mio cuore è il sole
La mia fede trascende
qualsiasi religione,
il cuore è un universo
in cui volteggiano comete.
Mio nutrimento un prato
di cicale e sangue d'asfodeli.
impossibile dipingere
estasi e preghiera.
Mio solo tempio
un fenicottero di fuoco.
Se il mio colore è il sole
perchè volete impormi
una tonalità pastello?
Tratta dal volume: "Se il mio cuore è il sole" Edizioni VidaSciarpe
Parole come scialli
o tulipani gialli
rivestono il presente.
Sciarpe come pietre pescate
in acque scure premono alle tempie.
Ci sono sciarpe appese ai rami
come talismani,
come le rosse foglie
e le cortecce d'albero
sono richiami.
Sogni andati in fumo
sono le sciarpe che l'aria non trattiene.
Una talpa sta scavando
il plenilunio e il futuro
a poco a poco non c'é più.
Di spade invisibili
Dietro le tende si può morire
arsi vivi di sofferenza
di occultato pianto
di estremo silenzio.
Carnefice è il mondo
che non ti guarda negli occhi
che non aspetta
non fa promesse.
Si può morire per non vedere
per non sentire
crescere intorno muri
d'insofferenza
d'indifferenza.
Di spade invisibili
si può morire.
Gradini di colchico
Come il veleno mi sei entrato dentro:
di questo dovrai chiedere perdono,
della luce che si spense,
dell'inganno capace di spingere
i sogni dentro il fiume,
la fede nel più profondo pozzo.
Alla sorgente andavo a respirare
lo scintillio dell'infinito.
Cento gradini d'erba ogni giorno salivo
ignara del serpente:
bastò un morso e fu cenere il respiro,
l'arcobaleno vomitò i colori,
la montagna spruzzò sangue verso il cielo
che in un grido s'infranse.
Tanto tempo è trascorso
senza un tuo cenno di rimorso.
I colori non sono più tornati,
la cascata è radioattiva
e ogni gradino è un gradino di colchico.
Quel che ho piantato
I miei cassetti sono come stanze segrete:
insieme ai bottoni vi troverete
i sogni, lo spettro di una chiave
di chissà quale porta.
I cassetti sono la memoria estrema
del vissuto: odorano di libri,
talismani, bacche d'eucalipto,
ricordi che ancora
non se ne vogliono andare.
Il cassetto del futuro è qualcosa
che temo di sondare,
come la morte che all'improvviso
chiude labbra di gerani,
spegne tutte le torce
per non farmi vedere
quel che davvero ho piantato. |