Poesie di Cristiano Berni


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"In una notte…..la fantasia"
Nella notte stellata,
sotto il segno del Cancro,
c'è una musa immaginata
che regna nel firmamento.
Chi sia non si sa,
vive e cresce dentro me,
è una piccola verità
che mi fa sentire un Re.
E' la musa "fantasia"
che fa batter forte il cuore,
è una favola che vola via
che brilla come il Sole.
Mentre osservo questo buio
questa "dama" mi seduce,
cado a terra e striscio e muoio,
oh signora della luce.
Sono solo di fronte a te
che sei bella, sei dannata,
sei regina ed io il tuo re.
Oh mia ancella profumata!
Il tuo volto è stupendo,
il tuo corpo longilineo.
Ora ti voglio e ti pretendo,
vorrei esser tuo compagno.
E nel pallore della Luna
esisti e vibri come un fiume.
Oh speranza, oh fortuna,
vola alto con le tue piume.

"La poesia come….."
La poesia come fuga dalla realtà,
astrazione della verità.
Come un fiume senza sponde,
che tracima, che ci confonde.
Come un ramo senza foglie,
scarno, umile ma forte.
La poesia come tenera carezza,
è umana tenerezza.
Come un'alba mattutina
che scioglie la brina.
Come battaglia interiore
che fa batter forte il cuore.
La poesia come un sogno senza tempo
che cavalca lungo il vento.
Come un intreccio di parole
che spaccano il Sole.
Come gli occhi di un bambino
che ingenui, attendono il destino.
La poesia come lacrima d'inverno,
nel suo più breve giorno.
Come il deserto senza acqua.
Calda, arida e immensa.
Come un fiore a primavera
che sboccia tra i silenzi della sera.
Tutto questo ed altro ancora
è la poesia che in alto vola.

"Nulla turba il silenzio delle notti"

Nulla turba il silenzio delle notti.
Quando le muse, eteree bellezze,
son cantate da poeti imploranti carezze.
Quando Eros esplode nella passione
ed i corpi s'avvinghiano senza pudore.
Nulla turba il silenzio delle notti.
Quando stanco e lontano è l'albeggiar
ed il buio sovrano sembra regnar.
Quando il sangue di Cristo è versato
e sul Golgota nella passione è lavato.
Nulla turba il silenzio delle notti.
Quando gracchiano i neri corvi
e gli sguardi diventan torvi.
Quando Morfeo ci dona la pace
e il suo canto è un sonno felice.
Nulla turba il silenzio delle notti.
Quando la fantasia vola nei cieli
sposandosi con languidi pensieri.
Quando il crepuscolo è morto da tempo
e lo Spleen è un soffio nel vento.
Nulla turba il silenzio delle notti.
Quando la Luna porta sgomento
e le Stelle regnano nel firmamento.
Quando i canti son teneri lamenti
e schiere di sogni invadon le menti.
Quando Chopin suona un "Notturno"
e sembra quasi che nasca il giorno.
Nulla turba il silenzio delle notti.
Quando i volti son stanchi e mansueti
e gli occhi nascondon segreti.
Quando i colori d'un quadro sbiadiscono
e nella luce soffusa affogano.
Nulla turba il silenzio delle notti.
Quando il sapore del vino è vicino
e la morte par esser di fumo.
Quando il riposo o la festa rivivono
e i poeti sui fogli ora scrivono.
E' così, nulla turba il silenzio delle notti,
nulla turba il silenzio delle notti…...

"Fantasia"
Unica salvezza mia!
Oh fantasia!
Ristoro dell'anima,
fonte candida.
Lunga e tortuosa via!
Oh fantasia!
Breve come il tempo felice
e unica come amore fugace.
Madre della poesia!
Oh fantasia!
Fuoco rosso di passione,
esisti in ogni stagione.
Simile alla pazzia!
Oh fantasia!
Che m'incontri di notte,
che sei povera, a volte.
Limpida mia utopia!
Oh fantasia!
Crei mondi artificiali,
porti sogni mai banali.
Sublime musa mia!
Oh fantasia!
Riparo e fortezza,
languida carezza.
Spleen e malinconia!
Oh fantasia!
Forte come giunco immortale,
delicata come stella di mare.
Saggezza e follia!
Oh fantasia!
Che vivi nel mio cervello,
che sei il fiore più bello.
Stordisci e voli via!
Oh fantasia!
Oh fantasia......

"Il mio mondo è la notte"
Il mio mondo è la notte,
quando il Corvo vola basso,
quando il silenzio è sovrano.
Il mio vivere è la notte
quando il gemito dell'anima
si fa più forte,
quando le voci del giorno
si son spente.
Notte.
Quando il mondo sembra strano,
quando io sono lontano.
Oh notte!
Quando l'aria si fa fresca,
quando il pensiero si fa esca.
Il mio mondo è la notte;
nel silenzio, nel pensiero,
quando tutto si fa scuro.
Notte ancora,
quando i brusii son nascenti,
quando i bisbiglii son regnanti.
Oh mia regina,
oh mia ancella profumata,
mia Venere conquistata.
Il mio mondo sei tu;
quando scrivo e ti sfioro,
quando la poesia diventa Alloro.
Oh la notte;
e passeggiar dentro me,
svanire e scomparire in te,
in quest'anima lacerata e oscura,
vivente ma ancora immatura.
Oh notte,
fatta di sogni altrui
che colgo negli antri bui.
Taverna e respiro,
meretrice di destino,
fumo di sigaretta e un po' di vino.
Notte,
alcova dei poeti,
detentrice di segreti.
Paziente arrivi
Fra gli Abeti e gli Ulivi.
Oh notte,
che spazza via il crepuscolo,
che adombra amore minuscolo.
Così tutto si fa nero
e mentre il Corvo ancora
vola basso nel cielo,
la notte cala il suo velo
di pizzi e merletti oscuro.

"Immoto Mare"
Immoto Mare,
cullare mi farò da te
perché alla tua vista m'inebrio
e sobrio non son più.
Laggiù sulla linea d'orizzonte,
fulgente arriverò
e sarò un'anima libera,
splendida e danzante,
liberamente sincera,
vera, come candida farfalla
che balla sopra l'azzurro-turchino
nel mattino lucente e adamantino.
Mio cammino sarà verso un bagliore
ed ore, ed ore verso una meta
lontana che anelerò.
Saprò, oh immoto Mare
chiamare il tuo nome
come di una Sirena il canto
e m'ammanto di luce divina,
cristallina, abbagliante e sola.
Mi consola la tua vista,
mi rattrista la tua ira.
Gira, oh immoto Mare,
sentire fammi così il tuo richiamo.
Amo te, amo te, della vita il sale.
Oh immoto Mare!

4/11/2016

"Un cane"
Dimmi chi sei
e quanto amore hai.
Dimmi com'è
e come fai
ad esser ricco
di pietà che mai,
mai uomo ebbe
ma che in te crebbe.
Dimmi se quegli occhi,
così inclini al pianto,
furon mai amati
oppur odiati.
Dimmi, anche se voce non hai,
se in te pulsa un cuore
che conosce il dolore.
Dimmi, amico presente,
se un'anima coltivi
oppure è assente
ma comunque tu vivi.
Dimmi se un giorno
potrò capire
il senso del tuo gioire,
il perché del tuo soffrire.
Dimmi, essere gentile,
qual voce odi ora nel cuore
e perché ami senza condizioni,
senza filtri, con emozione.
Dimmi, caro mio,
cosa ti portò a voler la morte
pur d'amare un umano padrone.
Dimmi chi sei
oh nobile "bestia",
dimmi che fai,
straniero e vagabondo.
Credo tu sia
un esser speciale
caduto in Terra
come un angelo senz'ali.

"A Charles Baudelaire"
Turbano i tuoi scritti
l'anima mia contorta
che ora è risorta
da tumultuosi venti.
Oh infinito poeta,
spargi nel cuore
raggi di Sole,
uomo solo alla meta.
Son io "l'ipocrita lettore"
colui che l'anima denuda,
e il tuo verso culla
verso cieli di furore.
Il buio e il silenzio,
la tetra commedia
della vita che tedia
e il sapor d'assenzio.
L'Albatro vola
verso cieli lontani
con un librar d'ali
che la mente spaura.
Oh tu, che di notte vivesti
e nell'animo tuo
cullasti il buio
e la notte narrasti.
Come turbine impetuoso
i tuoi versi d'oro
scolpiti col fuoco
nell'animo prezioso.
Ma perché tanto furor?
Il giorno disparve
e il crepuscolo nacque
e del vino il sapor.
Le tue vette
mai non raggiungerò
anelando però
di somigliarti un po'.

2/04/2016

"I poeti"
Vilipesi e umiliati,
dalla nostra civiltà cacciati,
offesi e scherniti
da tutto il mondo derisi.
Dell'umanità gli ultimi
e vivono spesso ai margini.
Son come perle brillanti
hanno lo splendore dei diamanti.
Giacciono ai bordi della follia,
e sognano amore e utopia.
Son come gatti in un canile,
son come la pioggia d'Aprile.
Han ghirlande di parole
e, di solito, son anime sole.
Sono l'alba e il tramonto
esistono nel cuore del mondo.
Scrutano l'anima dell'uomo d'oggi e di ieri
ne conoscono gli anfratti, i segreti e i pensieri.
Han gli occhi profondi e lacrimosi,
son come bambini capricciosi.
Vivono in un turbine d'emozioni
e s'elevano nei cieli delle stagioni.
Reietti e bistrattati
son mendicanti affamati,
d'amore e d'elegia,
di sogni e di magia.
Danno tempo al tempo
ma si possono distruggere in un momento.
Schiavi del vizio
e spesso il vivere come un supplizio.
Cantano le loro muse
che son chimere confuse.
Vivono in mondi di fantasia,
ascoltano del mare la poesia.
Son fragili virgulti candidi
mezzi uomini e mezzi angeli.
E quando dalla gente l'ultimo insulto nasce
s'incoronano d'alloro e scompaiono dove tutto tace.

"Del fioco lume e della speranza"
Quando nella notte regina
s'udirà il canto del Cigno,
allora una stella vicina
lenirà il dolore maligno.
Vestirai la veste più bianca,
coprirai di cenere la testa
e parlerai con voce stanca
della tua ultima festa.
Nel tuo Requiem solitario,
un saluto, un addio
e col cuore spaventato,
un ricordo, un oblio.
Il migrar delle Rondini
che salutano il cielo.
Il tuono dei fulmini
che spaccano il suono
e la notte dell'anima
e il tramonto del sogno,
una vita che palpita
in un cuore profondo.
Così il fioco lume dell'esistenza
par fatua cosa
e i sogni e la speranza,
sfioriscono come petali di Rosa.

1/8/2014

"Come un cristallo"
Nella notte adamantina
fulgore di spiriti solitari.
Come un cristallo me ne sto,
delicato e fragile,
prezioso e lucente.
Attendo l'albeggiar
tra lubrichi pensieri
e sogni imbiancati.
Vivo tra le onde
di un mar senza scogli,
alla deriva, senza appiglio.
E coscienza di me stesso,
e limpida e chiara
complice fragilità.
La Luna risplende
d'un bianco avvolgente
ed io, tra mille paure,
puro esisto in questa
quiete apparente,
in questo dolce e atroce
silenzio imponente.
Come un cristallo
luccicante e splendente,
scalfito però
dalla brutalità dell'esistente.

"Paesaggio di Primavera"
Campane suonano a lutto
una morte nel paese confonde tutto,
è arido il giorno solingo e sincero,
sorvola la pianura lo Sparviero;
contesto d'un paesaggio desolato
il Maggio di chimere è già arrivato.
I sogni dell'Inverno son passati
tra la neve e lungo viali alberati.
Poeti han già descritto la natura
selvaggia, chiassosa e matura.
Ora nasce l'universo Primavera,
sorride è vicina la sera.
Salubre è il fruscio di spighe di grano
un suono ancestrale arriva lontano.
Il profilo del monte carezza le nubi
che oscurano i cieli rendendoli cupi,
lungo orizzonti cammina il tramonto
e chiasmi poetici bagnano il mondo.
Si nasconde il crepuscolo solo e vermiglio
tra poco salirà in cima al suo giaciglio
e pace tutt'intorno s'è creata,
atmosfera sognante e beata.
Così l'azzurro d'un cielo largo e sconfinato
si smorza cadendo sul confine d'un prato
e sull'erba imperlata di rugiada leggera
s'appoggia lieve e sincera la sera.

"Il fingitore"
Eccolo!
L'acrobata della parola.
Eccolo!
Il menestrello saccente.
Eccolo!
Il cantastorie in rovina.
Il fingitore
elargisce emozioni alla gente
ma si sa che non sa niente.
Il fingitore
si crede un buon maestro,
orgoglioso saccente e vanesio.
Il fingitore
sproloquia a iosa contento
e butta fiumi d'inchiostro sui fogli.
Eccolo!
Il brigante lupo della steppa
con l'anima a metà disfatta.
Eccolo!
Dal sacro fuoco dell'arte intriso,
dal volto canuto e dal triste viso..
Eccolo!
L'angelo con la spada vivo
che sembra caduto dal Paradiso.
Il fingitore
è solo un guitto danzante
che non ti può insegnar niente.
Il fingitore,
pover'uomo cadente
come salice piangente.
Il fingitore,
poeta e fine dicitore,
per favore, lasciamolo stare.


POST SCRIPTUM
In fondo però è un brav'uomo
e chissà che in un prossimo futuro
noi riusciremo a capirne il messaggio
e forse, chissà, lo definiremo saggio.

8/11/2016

"Sangue del mio sangue"
Sangue del mio sangue.
Ti amo.
Vita nella mia vita,
presenza nella mia assenza.
Oh gigante buono,
ora inciampi nella
fragilità dell'esistenza.
Ora esisti in una
dimensione nuova.
Ti bacio la fronte Padre,
affinchè io possa
trasmetterti il mio amore,
affinchè tu possa
riposare sereno.
Sangue del mio sangue.
T'imploro.
Non lasciarmi nel buio
di questa vita
e donami per sempre
la luce della speranza.
Padre, infinito splendore,
vedetta della sera,
aiutami a capire,
aiutami a sentire di più.
Sangue del mio sangue.
T'abbraccio.
In questa infinita notte
una nuova alba arriverà
e lenirà
il dolore che spacca il cuore.
Padre mio.
Saggezza e pensiero,
forza e orgoglio.
Tanto t'assomiglio
e tanto mi discosto da te.
E così,
sangue del mio sangue
non ci sarà mai un addio
perchè la tua anima
vivrà nel Paradiso
e sarai come un Angelo
vicino a Dio.

13/08/2017

"La creatura dell'artista"
Aleggia nell'aria
la creatura dell'artista.
Ombreggia nella mente,
invisibile alla vista.
Risiede nel cuore
un tremolante furore,
esiste nel grembo
d'un essere saggio
e nasce all'improvviso
la creatura dell'artista.
Con travaglio interiore,
furtiva e malvista.
Vivrà poi di vita propria,
avrà una sua storia.
Diverrà "maggiorenne" nel Sole
a dispetto del suo meraviglioso creatore.

4/10/2016

"Ballata delle fronde spezzate"
Nell'anima una raffica di vento
spezza i fragili rami
del purpureo cuore tormento.
Il Sole che adesso brami
nel cielo brilla lontano
e ascolta i tuoi richiami.
Sarai ancora a fendere
le nuvole con la mano
senza più nulla chiedere?
Oh musa ispiratrice!
Ti chiamo piano
e vorrei esser più felice!
Ma ora è il tempo
delle fronde spezzate,
un lampo in un momento.
Momento di poesia
che vive nel mio cuore
e vivida e rossa fantasia.
Come un salice piangente
son chino su me stesso
e l'anima dolente.
Un richiamo triste
dalle onde del mare,
come nenia celeste.
Azzurra sirena che canta,
vorrei parlarti ora,
ma un demone danza.
Demone tristezza, demone amarezza,
il diurno Spleen
di un rosso fuoco d'ebbrezza.
Ed un richiamo di gioia
e di speme un rivolo
per combatter la noia.
Un balenare di spade
nella battaglia del cuor
e attendo la notte che cade.
Ora son però spezzate
le fronde dell'anima,
di speranza rinate.
Ed il fiume che tracima
potente dal suo argine
e una solitaria rima.
L'essenza del mio essere
ed il volo degli uccelli
e forza di resistere.
L'ombra che onnubila
la gioia ed il piacere
ora vive candida.
Il mio volto ed il sorriso
sono aneliti lontani
che ricerco in Paradiso.
Ma nel calmo cielo
pomeridiano, brilla forte
una speranza ornata da un velo.
E la lotta continuerà,
un colpo al cuore,
finché la notte scenderà.

4/05/2016



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