Fanciullezza Ho smesso d’esser bambino il giorno di San Filippo, i miei occhi non davano più forme alle nuvole. Ho smesso d’esser bambino la notte di San Lorenzo, le stelle non mi facevano più sognare. Ho smesso d’esser bambino quando stasera non sono riuscito a dirti t’amo.Preludio Il suo volto è scomparso dal mio sguardo, non però i suoi occhi che a dimenticar tardo. E il cuore batte di strani rintocchi che dicono il fuoco per cui ardo. Ormai non vedo più altri sbocchi, solo posso osservare silente le due lampare scolpite nella mente. Anche la voce suona continuamente vecchie melodie ingannatrici, ma le cancello furtivamente ché già in passato ci hanno reso infelici. Basta coltivare tristemente aride storie che ci vedono nemici. Ora solo il ricordo del sorriso scrive versi che disegnano il suo viso.Dicembre a Milano Neppure la neve consola la giornata dei vecchi cittadini annaspati attorno alla fontana della piazza. E quelle guglie che rischiavano di fondersi coll’aria gelida di Milano svettano ancora dirigendo lo sguardo verso il grigio cielo dicembrino. Ognuno percorre il proprio viale rischiando d’inciampare in vuoti piattini di mendicanti. Dalle scale del metrò si ode musica di un cantore accompagnato da uno stridulo suono di chitarra invecchiata. Immagini di santi e icone religiose sono proiettate sulla bianca facciata, e chiunque rimane ammutolito dalla bellezza celestiale del marmo improvvisamente affrescato. Milano è una donna innamorata, affascina col suo calore, circonda della sua bellezza, irradia nei giorni di nebbia, mi obbliga a scrivere versi. | XV novembre Oggi i passeri non volano, strano per un giorno piovoso d’autunno. I nidi son coperti di polveri ed il cinguettio è roco. Neppure il vento ha più voglia di giocare con le foglie e i rami immobili rabbrividiscono. È il XV novembre ma solo un poeta se ne accorge.Storia di una farfalla E nasce da seta fiorita, e schiude le sue fulve ali tese a incontrare la vita ora e nei giorni invernali. Inizia il primo suo volo, e un canto sui prati si posa, danzando pel cuore mio solo e sveglia dal sonno una rosa Folli evoluzioni dipinge nel vento, il sole ammira il pittore impazzito; rimango stupito in questo momento sta consolando un fiore impaurito. Ma giunge un fanciullo incosciente già intimidito dal mondo assassino; e piango appassito nella mia mente: mai più volerà così scrive il destino. Ora è accasciata su gelida terra. Trema, piange, stride, muore. E il bimbo rincorre la prossima guerra perché la noia ha ucciso le sue ore.Improvviso Forse mai più saprò vivere l’amore, e di fronte a un fiore rimarrò indifferente, così pure osservando una stella solcar il cielo volterò lo sguardo al mio passato e la tua dolcezza sarà vana. |