Poesie di Laura Bartolucci


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Ecco. Le luci
esplodono… Tutti i veli si
squarciano e questi vivissimi aculei
penetrano tutti gli strati della mia coscienza.
Non ci sono più tenebre in questo cuore,
non c’è più uno spazio di silenzio
nell’universo, non esiste più lo spazio,
solo questa frenesia
solo queste parole a fare da impalpabile scudo
al mio amore.

Eppure fortissima barriera.

Eppure incredibile miracolo,
si il miracolo sterile della vita che cresce
e nasce
e rinasce.

Tu sei la vera ragione della vita
che cresce in me,
tu sei il frutto più prezioso.
Io ti ho creato come volevo che fossi,
sei figlio nostro,
sei tu che nutri te stesso,
e non posso spiegarlo…

Stupefatta sento la luce sfiorarmi le labbra,
stupefatta attendo le tue carezze,
attendo la morte o la vita,
che importa ormai se tu sei dentro di me?

Niente e nessuno può mettere
fine
a questa storia. Cerchio perfetto,
unica
ragione di tutte le cose.

Splendidi arazzi, e farfalle ti avvolgono.
Sei al centro esatto delle galassie,
sei il perno che fa muovere le cose.

Sei farmaco per la mia anima.
Il dolore e la gioia, tutto, tutto viene da te,
e in te torna.

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Rugiada stillano i tuoi occhi,
Euridice,
sei ormai morta.

(Pallida Euridice,
che sussurrava il vento, quel mattino
umido di pioggia,
in cui giunse Orfeo a condurti via da la?)

Non più Orfeo sfiorerà i tuoi seni
con tiepide carezze,
non più il dolcissimo suono della voce riempirà
le tue mortali orecchie di nobili canzoni.

(- Diceva che ero triste -)

All'ombra incerta del Tartaro riposi,
Proserpina ti veglia,
tu, malinconica ancella, sei perduta.

(Dolce Euridice, con quali parole Orfeo
ti ha ricacciata indietro?)

Disillusa Euridice,
anche Amore ti ha tradita!

(- Perdonami, ti canterò
finche avrò vita -)

Il tuo fiato e la tua tenebra, il tuo
velo di innocenza, cosa, cosa ti è rimasto
da riportare al mondo?

(Euridice, hai pianto quel mattino?)

I tuoi occhi vuoti del dolore,
quei tuoi occhi tristi…

(- Nessuna dolce frase, nessun gesto,
solo scuse -)

Orfeo fu tua ancora e sciagura,
tua rocca e tua rovina.

(Disillusa Euridice, qual è stata
infine, la ragione del suo gesto?)

Piangi, piangi e tremi, piangi e pensi…

(- Non la conosco -)

Sei ancora capace, tu, di amare?

(L'ami ancora?)

Sei ancora capace di gioire?

(- L'amo -)

Sei ancora capace di soffrire?

(Ma ti ha tradita!)

Sei ancora capace del perdono?

(- L'amo sempre -)


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