Fuga
Vi son volte su questa terra bruna
che l'uom parta per cara nostalgia,
guarda avanti, non ode voce alcuna,
sol una grande e cara melodia
che colma il cuore, ripara ogni cura
ed ogni ferita poi scaccia via.
Sappi che'l mondo è una infida fiera
con con i suoi arti lacera il cuore
recando in petto una triste fattura.
Non v'è alcuna tregua a questo dolore,
solo 'l viaggio e 'l fragor delle onde
sopra un vascello che vaghi per mare.
Carezza la spuma, l'acque feconde
da' moli del porto urtate e cadute;
Ride e piange sulle vecchie sponde.
Il legno crepita, poi si diparte,
scompare presto la costa natale
ecco l'azzurro regnar d'ogni parte.
Con questo color si fonde il mio male
restan il vuoto e un breve sorriso
colmati da un vago sapore di sale.
Il tempo si ferma, ora è sospeso,
solo il nulla e un mare infinito:
merge di colpo un nume sorpreso.
Ora mi parla con tono basito,
donando a me, mortale, questa grazia,
eppur la sua voce è come un ruggito:
"Oh vile, pagherai la tua imperizia
perchè commettesti un azione funesta
portando qui tuo dolor e nequizia.
Ti colpiranno vendetta e tempesta
ché tu vedesti mio volto e mia forma!
Ma nessuno udrà la tua conquista!"
Morte l'aspetta a chi cerca una tregua
da l'etterno dolor che tutto colma
E in preda a follia tenta la fuga,
Pria che 'n bruna terra presto ritorni.Amor Morto Perduto
Perché‘l cor mio uccidi?
son io costretto a errar
verso porti e altri lidi
senza requie mai trovar
In lochi giunsi, dei morti dimore,
Ove ceder la salma, del pianto e ripianto Amore.
Persefone stessa dall’Orco convenne;
Ma divino è il mio dolor! E come corpo morto svenne
Uditemi Muse, questo è ‘l mio canto
Son uomo già morto, senza alcun pianto.
Dunque fuggite, e non prestatemi orecchio,
neppur la mia imago osa rifletter lo specchio.
Una Triste Storia d’Amore.
O alti spiriti d'amore,
aiutatemi a raccontar l'orrore
che l'vostro signor compie
quando con frecce crudeli colpisce.
E uno ama e l'altro fugge
anche se un de’ due al cor si strugge.
Canto di un tempo assai lontano,
perso tra le nebbie di questo vano
mondo di tenebra e terrore,
tanto che a rimembrar mi fa stupore
delle gesta di baroni e cavalieri
al tempo signori, nobili e fieri.
Un cavalier in particolare
per Amor si diede da fare
e tre anni, tre mesi e tre giorni
viaggiò inseguendo la donna amata,
Ma badate, senza che mai a casa torni
Oppur di riposo faccia alcuna fermata.
Da un mese non avea di Lei notizia
ed era in una selva appena entrato,
subito perse ogni traccia di letizia
nel mirar la trappola del fato.
Giunto a una fresca e dolce radura
Trovò parole che furon tutt'altro che cura.
Su tutte le fronde, gli arbusti e le pietre
Vide incise parole assai tetre
attestanti l'amor della donna amata
per un misero e semplice pastore:
Tal novella fu come pozione fatata,
ratto il corpo fu in preda a furore
Gettò, armi, elmo ed usbergo,
correndo via nudo, all'aria pure il tergo,
e girò su, e giù, a levante e a tramonto,
finchè stanco del continuo tormento
si fermò in un antico castello,
ormai ridotto a semplice ostello.
Non chiese cena, ne altro,
solo del suo dolor satollo
andò a riposar, veloce e scaltro.
Mirò in alto, pregò al Solo,
e sul giaciglio rimase pietrificato
chè li il Loro amor era cominciato...
Ed era finito in matrimonio,
forse un inganno del Demonio?
Uscì di corsa, nudo e matto
Veloce quanto mai fu gatto,
e chissà dove andò a finire
senza mai poter il dolore lenire.
Ed oggi forse vaga come ombra
perso tra le nebbie, gli occhi di color d'ambra.
E si mormora che egli ammonisca
chi nella rete d'Amor finisca
e chi intraprenda questo cammino disperato
senza essere oltremodo preparato
Signori e signore, spero che il mio canto vi sia grato:
Da Lady Angelica ad un in particolar fu dedicato,
costui è Orlando, signore beato. |