Poesie di Giampaolo Atzori


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche



Crisis
La crisalide
non sa
di divenire
variegata farfalla.

Sente solo di morire.

Oggi
Se non fosse
per qualche morto accoltellato
per cinque o sei delitti di famiglia
per la minaccia della guerra
per gli operai che rischiano il licenziamento
per l'economia che va a puttane
per i clandestini
che per farci dispetto
annegano
mentre beviamo il caffè della mattina
prima di andare ad inseguire
il sogno del denaro,
con questo sole
oggi sarebbe una bellissima giornata.

Segno
Come parlar d'amore in tempi duri,
dove solo spine danno le rose
e ad una ad una svaniscon le cose?
Percorriamo sentieri stretti e oscuri,
a passi incerti, lenti ed insicuri,
senza poterne mai veder la fine.

E' una pietra scagliata
contro il silenzio, il cuore,
al dolore insensibile, all'amore.

Vorrei negli occhi tuoi vedere il cielo,
un segno che sia vita,
che una strada mi mostri non finita,
un fremito del cuore,
quel sottile, indefinito confine
fra stare accanto e amarsi.

Libera stampa
Frattaglie
di notizie
da consumarsi
rigorosamente
lontano dai pasti.

Bambini
Frugo ogni giorno nell'immondezza.
E' il mio lavoro.
Qualche soldo in più per la famiglia.

Di notte si dorme all'aperto.
Se piove una baracca
è il nostro rifugio.

Spesso mi fermo a guardare
le altre bambine che vanno a scuola
con i libri e le lavagnette sotto braccio.

Mi piacerebbe andare a scuola.
Non so perché,
ma mi piacerebbe andare con loro.

Altro ritratto
Metti una mano in tasca
dimenticando di metterla sulla coscienza,
mentre passan per la questua,
e ne estrai una frusciante banconota
che prima di far cadere nella cesta
metti bene in evidenza,
ricevi i sacramenti,
ora sei in pace con te stesso,
dentro la chiesa il mondo non entra.

Esci felice,
pensando d'aver guadagnato
il paradiso,
e ritorni in questo
inferno di mondo.

Ma nel tuo cuore,
nonostante soffi il vento,
non si è mossa una foglia.

E' come se fossi
ancora nella chiesa.

Pedalò
Pedala pedala
pedala pedalò,
la barca da lontano
da lontano arrivò,
la barca dall'Africa
dall'Africa arrivò,
dall'Asia o dall'Oriente
non cambia proprio niente.

Pedala pedala
pedala pedalò,
la barca sugli scogli
sugli scogli si schiantò,
non eran forse scogli
lo scafo d'una nave
d'una nave li colpì.

Pedala pedala
pedala pedalò,
la barca nel mare
nel mare affondò,
qualcuno lì sotto
giace ancora,
sopra un pedalò
qualcuno ritornò,
senza fiato senza vita
a galla ritornò.

Pedala pedala
pedala pedalò,
non fanno rimostranze
i morti in fondo al mare
a chi fa le vacanze
sulla sua bella nave
piena di musicisti
colma di cantanti.
E' un po' stonato il canto
che parla di miracoli
che dice che c'è tanto
e non c'è nulla più.
Nel corso della festa
qualcuno a fondo andò,
ma son quattro straccioni
quattro soltanto, non di più.

Pedala pedala
pedala pedalò,
la nave lontano
lontano se ne andò,
la voce dei morti
dei morti non sentì...

Ritratto
Indossa
giacca e cravatta
ha le mani curate
le scarpe di marca
sa parlare forbito
ha un sorriso suadente
la sua casa è piena di libri
naviga seduto in poltrona
lo vorresti avere come vicino di casa.

Sta arrivando,
attenti, bambini!

E' l'uomo nero...

Colibrì
Ho soffiato con dolcezza sul tuo cuore.

Ho veduto volar via
la piccola piuma d'un colibrì.

Tanto pesava il tuo amore pulito.


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche