Poesie di Teresa Armenti


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Teresa Armenti, pensionata, vive ed opera da sempre a Castelsaraceno in provincia di Potenza.
Ha insegnato lettere nella locale scuola media fino al 2004. Si interessa di storia, poesia, saggistica, letteratura e dialetto; ha ricevuto vari riconoscimenti in ambito nazionale.
Componente di giuria ai concorsi di poesia a Solofra, Senise, Lauria, Trecchina, Lucaniart, "Pubblica con noi" Fara di Rimini.
Collabora con riviste locali, come "Il Sirino".
Ha fatto parte della redazione "Il Paese", periodico di Castelsaraceno ed č stata nominata nel 2011 Cavaliere della Repubblica.
Ha pubblicato:
"Quotidianamente", Porfidio Editore, Moliterno, 1993;
"La danza di attimi vaganti", Gabrieli, Roma, Ed. 1996 e 2001;
"Da Castelsaraceno - Terra di magia lucana", settembre 2004;
"Mio padre racconta il Novecento", Ed. Gruppo Culturale "F. Guarini", Solofra (Av), luglio 2006;
"Aliti d'Amore - Vent'anni di appuntamenti con Gesų", Ed. Gruppo Culturale "F. Guarini", Solofra (Av), 2007;
"Le donne e il brigantaggio - La rivolta delle contadine", in Rassegna Storica Lucana, n.47/48, Osanna Venosa, 2010;
"Fedro e la giustizia - 12 favole rivisitate in dialetto lucano", Associazione culturale LucaniArt, 2012;
"Girovaghi, Musicanti e musicisti della Valle dell'Agri", con G. Accinni e A. De Stefano, Grafiche Zaccara, Lagonegro, 2013;
"Il matrimonio di una volta", Tipolitografia Printer, Solofra, maggio 2014.
Ha curato: "Diario di guerra" di Vincenzo De Mare, Associazione culturale LucaniArt, 2012;
"Stralci di vita" del centenario Nicola Antonio Fulco, Tipografia digitale EbPrint, San Chirico Raparo, 2020; "Racconti di vita" con Pasquale Gallo dell'ultracentenaria Maria Giuseppina Iannella, Tipografia digitale EbPrint, San Chirico Raparo, 2020.
Insieme all'amica Ida Iannella ha pubblicato i seguenti lavori:
"Castelsaraceno nella storia della viabilitā lucana", in Bollettino Storico della Basilicata, n. 11, dic. 1995, Osanna Venosa;
"Nella magia della fede - La festa del Santo Patrono a Castelsaraceno", EdiSud Salerno, 1996;
"S. Angelo al monte Raparo e il culto micaelico", Ermes Potenza, 1998;
"Castelsaraceno - La Chiesa Madre: Santo Spirito", Ed. Gruppo Culturale "F. Guarini", Solofra (Av), ottobre 2004;
"Intorno a Planula", in Rassegna Storica Lucana, n. 37/38, a. 2003, Osanna Venosa;
"Storia di un'amicizia con l'archeologo Dinu Adamesteanu" Ed. Ermes, Potenza, 2021.
Le Schede di lavoro con spunti di riflessione del romanzo "Un anarchico al governo" di Angelica Pezzullo, Editrice Ermes, Potenza, 1998.
Nell'ambito della XVI Edizione del Premio Nazionale Biennale di Poesia "Cittā di Solofra", ha ricevuto il 25 marzo 2006 la Medaglia del Presidente della Repubblica, per la costante opera di divulgazione storico-archeologica della Basilicata.


 

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e il pensiero in letargo va.
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siamo sempre connessi con gli amici virtuali,
ma disconnessi con gli affetti pių cari.
Con un semplice clic annulliamo le distanze,
ma siamo distanti dagli astanti.
Siamo veloci a cliccare
ma troppo lenti a pensare.
Non sappiamo pių ragionare,
ma solo imitare
e viviamo on-line di mere illusioni.
E mentre navighiamo
davanti al freddo schermo,
naufraghiamo tra i marosi della solitudine.

(inedito)
 

A mio padre
Nč carezze
nč baci
nč abbracci
nč tenerezze
neppure in questi lunghi anni
di solitaria compagnia
Ma quando al mattino arrivi
col caffellatte tremolante
che mi cade sul lenzuolo
il mio cuore palpita d'amore
e sa dirti solo: grazie.
E quando la sera a letto te ne vai
con la tua stanchezza sulle spalle
il mio sguardo tenero ti accompagna
 

Atterraggi di fortuna
Ogni tanto tocco terra.

Quando batto la testa,
vedo le stelle
e tutto il mondo mi gira attorno.

Quando vado a faccia in gių,
bacio la terra,
che mi fa respirar la sua freschezza.

Se, per caso, abbraccio il pavimento,
una coltre bianca subito mi accoglie
e mi fa tremare di vergogna.

Se mi sbilancio in avanti,
le mie mani sono tese a trovar l’appoggio,
ma l’aiuto costa caro e porta i tendini allo sfascio.

Quando casco a sediolina,
il mio coccige fa un tonfo
e prende botte a tutto tondo.

Posso anche dondolare lungo le scale,
piroettando
appesa alla ringhiera.

Se scivolo di lato
vedo tutto di traverso
e la mia protesi incomincia a far capricci.

Sui cubetti della piazza
accenno a passi di danza
per centrare in pieno le gambe di un passante.

Un bernoccolo in testa.
Un dolorino a destra.
Un graffietto a sinistra.
Un livido sul ginocchio
E una seghettata al polso.

Anche io, a modo mio,
partecipo alla danza della vita,
guardata a vista dal mio caro angioletto,
che mi afferra a volo nelle acrobazie.

(maggio 2008)
 

Il ballo a tre gambe
Parapapapā - Parapapapā -
Piripipippō Piripipippō
Arriva lemme lemme
il mio papā,
in punta di tacco
col carico sfiorante.
In casa mia
si balla a tre gambe
lui con il bastone
e io con la stampella.
Lui davanti
e io dietro
Uno dondola a destra
e l'altro a sinistra.
Segue un tonfo
leggero
e poi uno pių cupo.
Niente paura:
č il tango con la spaccata.
Si toccano i mattoni
che gongolano di felicitā.
É un ballo speciale
che si fa a tutte le ore,
ma solo di giorno.
La notte c'č il riposo.

(Dall'Antologia Insanamente, Fara Editore 2011)  
Il giudizio della giuria alla silloge "Atterraggi di fortuna": "Con la leggerezza e l'ironia di Palazzeschi (l'Autrice) descrive una condizione di disabilitā. Le sue poesie sono una lezione di vita e di danza. Insegna "la danza della vita" a tanti normodotati che nella vita si muovono con impaccio e pesantezza". (Claudio Roncarati).

 



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