Poesie di Fabio Arichetta
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Passeggiando al porto pallida luce del meriggio affresca l'ultimo colore sul soffitto nero del vicoletto ormai cieco. Chiusa l'ostaria si canta ancora all'assonnata luna, che squaglia goccie di rugiada sulla fiaschetta vuota. Tremulo il vecchio molo ferito da bombarda, sanguina mare sulla scogliera consunta e lancia lo stridulo verso di un'anima defunta. Corro a guerreggiare col cuor in gola ma vedo solo lo scialle nero di una vecchia signora. Naufragate anime del purgatorio marino che non conoscono ne una grotta ne porto sicuro per loro destino.
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Lapide Stradina di ciottoli lascia segni sotto il passo. Nudo e vigoroso il sole s'affaccia sulla bruna lapide di fosco cemento, ma alla fine lascia nel buio solo l'impronta del mio pianto.
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