Crepuscolo dell'essere.
I mostri dell'inquietudine
mi rincorrono nel
palco dell'esistenza.
Ansia, rabbia, sconforto
mi assillano.
Il respiro
si fà affannoso,
mi mancano le forze per sconfiggerli.
Sono ormai
diventato preda
delle peggiori paure.
Voglio gettarmi fuori da questo
palco
o trovare una fune che mi aiuti a fuggire.
Forse nutro ancora
una
flebile speranza.Stanza dell'anima
nella stanza del prorio io
mi trovo a combattere
con i miei incubi.
Nel buio più nero
non riconosco più le pareti
non
trovo l'accesso alla via di fuga.
Una sola finestra mi lascia
intravedere
l'ombra sinuosa di un'angelo.
Una figura dai contorni
offuscati,
non è nitida neppure la sua forma,
luce, brillantezza, e al
contempo
dubbio e incertezza.
Sforzo tutto me stesso
per trasmettere
un'impulso verso colei
sembrare la figura liberatoria.
Ancora mi trovo
a roteare
tra le quattro buie pareti.
Il Punto di equilibrio.
Nulla disorienta di più
della solitudine
nella moltitudine.
Molteplici sguardi si incrociano sfuggenti
senza
accorgersi dell'anima
ma soltanto della materia.
Pensieri racchiusi
in innumerevoli contenitori.
Energia di emozioni stipata
come
elettricità in batterie
e non liberata.
Parvenza di felicità
e di
fusione dell'anima
con ciò che ci circonda.
Non c'è equilibrio
dell'essere in quanto uomo
ma una forzatura del punto d'incontro.
Raccolto nel proprio io,
lontano dalla moltitudine,
colgo gli elementi
per fondermi
con l'universo della non materia
cercando di trovare il
reale punto di equilibrio.
Parentesi di vita
...che questo attimo
possa essere una scheggia del
tempo
in grado di far emozionare
o di far sanguinare...
L'istante.
Un lampo di felicità
si scaglia in una palude di tristezza
dando l'effimera parvenza
di armonia raggiunta.
Sorrido, giogioso
trotterello
come un bambino
nell'immenso pase dei desideri.
Da lontano
una densa nebbia
avvolge il perimetro della mia esisenza.
Cerco di
fuggire
dando sfogo ad ogni emozione
che invece viene lentamente
soffocata.
Nulla mi aiuta a dissolvere la cappa
che nuovamente mi fà
precipitare
nel malinconico pozzo
della solitudine.
Sospeso nel limbo
nulla ha più un significato.
I sensi si espandono
verso l'ignoto
verso l'impalpabile essenza
della sfera emotiva.
Il
tatto si affina
riconoscendo le più minuscole fessure della materia.
I
profumi nascosti mi proiettano
violentemente nell'estasi delle
emozioni.
Una forte eccitazione dei sensi
fà si che io riesca a
scoprire e convivere
con una dimensione sconosciuta
ma al contempo
affascinante.
La solitudine.
L'oceano dei ricordi mi travolge
con l'impeto di un'onda onomala
facendomi inabissare nelle
profonde acque dell'incertezza.
Il mondo
impalpabile delle sensazioni
sino ad ora sconosciuto mi spaventa.
Sempre più flebile è la luce,
mi spengo,
per un istante mi stacco,
il
buio è ormai intorno a me,
è dentro di me.
Una nuova consapevolezza sta
crescendo
un uomo nuovo stà nascendo.
Sono pronto a vivere! |