Poesie di David Antonelli


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"Addio sogno inquietante in un' estate breve, tarlo assillante di una notte greve,
sorriso dolce ed evanescente, come il tuo volto nella mia mente, che piano svanisce
e lascia soltanto il triste ricordo del tuo dolce canto, che lento sparisce e non tornerà,
speriamo ritorni la felicità."

"Per caso un giorno al mare ho visto i tuoi veri occhi profondi e lucidi,
e sentendomi indegno di quello che mi davi, ho abbassato lo sguardo
dal tuo perché troppo grande, troppo puro per il mio cuore,
ho visto lo specchio della tua anima e imbarazzato dalla mia piccolezza
non ho potuto specchiarmi".

"Quando il male di vivere ti assale, e ti seppellisci in casa a pensare,
riflettere, bruciare il tempo con fantasie senza senso, non vivi non produci
bruci solo, piano piano come il fuoco morto che lento arde il ciocco, inesorabilmente
fatale, non ti puoi riscaldare con lui, non ti puoi consolare.
Osservare te stesso, lo stesso di sempre, il soffitto, la gente, la stessa, fuori da vetri
appannati di sempre da sempre bagnati schizzati da pioggia che cambia realtà,
la sforma, trasforma in acquarello o forse la svela, rivela, rimani, con le mani legate
nelle mani, coi pensieri inchiodati dal ieri che è passato e non torna, non si trasforma,
non si rivive, non si vive, non si è vissuto, non si vivrà".

La spada di Damocle
La pera ti frega ti annienta ti tenta ti calma
è la dimenticanza la medicina, l'eroina è rovina
riparo rifugio non chiuso pericolante, la spada è
l'amante di noi disperati emarginati ghettizzati
dimenticati, cadaveri viventi di questa società,
la pera non toglie il problema lo copre, la
pera non da coraggio è un miraggio una parvenza
la roba è sofferenza solitudine malattia l'eroina
è miseria bastarda! è polizia, la pera è galera mentale
è carcere duro arresto sicuro decesso certo magari in
un cesso di un bar, la pera è astinenza calo e sudore
freddo e dolore perdita di valore, la droga è una bestiaccia
ti guarda in faccia e ti sputa addosso ti mangia all'osso,
l'eroina non ti cerca sei tu che te la sei cercata, e quando la
morte ti trova e sei impreparato gli dici "un attimo solo, mi sono
sbagliato lei non cercavo mi sono confuso, cercavo la vita in un buco.

Il sognatore
"Amica cara, bella cantante, da quando sei partita vago come un viandante,
con la mente s'intende non mi va di passeggiare, mi basta star nel letto coricato
per sognare, sogno ad occhi aperti e ad occhi chiusi e me ne vanto, son sensibile, hai
ragione ma non è un bel guadagno, preferirei esser contento o se non altro accontentarmi,
l'amicizia la carità....... di quello che puoi darmi insomma, vorrei ma non posso non ci sono
abituato accontentarmi mi è difficile, sono troppo viziato, anche in questo non ci guadagno ma
che ci posso fare migliorarsi è difficile,...... posso solo sognare."

Magnolia
Basta un dito o anche una sola tua parola,
che come un soffio di vento fa crollare il castello di
carte che faticosamente mi costruisco intorno per
proteggermi da te.
Basterebbe una sola tua parola ed abbandonerei
immediatamente tutto e correrei da te.

Senilità
"La vecchiaia è arrivata sei un fantasma,
le tue parole un eco che nessuno più ascolta,
trascini zoppicando il tuo cadavere malato,
rincricchiato da una vita ostile che ti ha spezzato.
Solitudine e il tempo ti è scivolato accanto,
sprecato a spaccarti la schiena per sopravvivere,
sgobbare e poco sorridere eppure questo è il vivere.
Attendi la vincitrice,consolatrice forse,e tiri le somme
di una vita,in cui gli attimi di piacere si contan sulle dita,
e il resto monotonia sudore tristezza e rassegnazione,
come il sesso è la vita,molta la fatica e il godimento dura poco.
Ma nonostante questo persistiamo in questo assurdo balletto,
per istinto di sopravvivenza per condurre un esistenza mediocre,
come disse Schopenauer "è un affare che non copre le spese",
è un gioco che non val la candela.

Magnolia
Rinunciare a te è un dolore immenso e senza senso perché,
non si perde ciò che non si è mai avuto, quindi mi correggo,
rinuncio al mio egoismo alle mie ILLUSIONI con l'illusione di dimenticarti,
con la speranza che questo dolore immenso passi.

Buongiorno
"La sveglia suona,in una frazione di secondo già l'ho zittata
con un meccanico gesto, abitudinario e lesto, perché la ODIO!
Il suo grido violento mi trafigge il cervello e mi riporta, dal tepore
quasi fetale del letto alla realtà, è come rinascere ogni mattina,
quell'aggeggio orrendo, che scandisce il tempo frantuma i sogni
sul più bello e mi rammenta che la mia realtà è diversa.
Ancora mi sveglio, mesto mi vesto, mi lavo ed esco, percorro
l'asfalto umido del mattino, il cielo viola da lievi nuvole è velato,
qualche goccia sul vetro si spiaccica, e osservo i lampioni ancora
accesi, in aria sospesi a sfumare la notte, mentre un'altra giornata
arriva. Identica a quelle di prima."


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