"Addio sogno inquietante in un' estate breve, tarlo assillante di una notte greve, sorriso dolce ed evanescente, come il tuo volto nella mia mente, che piano svanisce e lascia soltanto il triste ricordo del tuo dolce canto, che lento sparisce e non tornerà, speriamo ritorni la felicità.""Per caso un giorno al mare ho visto i tuoi veri occhi profondi e lucidi, e sentendomi indegno di quello che mi davi, ho abbassato lo sguardo dal tuo perché troppo grande, troppo puro per il mio cuore, ho visto lo specchio della tua anima e imbarazzato dalla mia piccolezza non ho potuto specchiarmi". "Quando il male di vivere ti assale, e ti seppellisci in casa a pensare, riflettere, bruciare il tempo con fantasie senza senso, non vivi non produci bruci solo, piano piano come il fuoco morto che lento arde il ciocco, inesorabilmente fatale, non ti puoi riscaldare con lui, non ti puoi consolare. Osservare te stesso, lo stesso di sempre, il soffitto, la gente, la stessa, fuori da vetri appannati di sempre da sempre bagnati schizzati da pioggia che cambia realtà, la sforma, trasforma in acquarello o forse la svela, rivela, rimani, con le mani legate nelle mani, coi pensieri inchiodati dal ieri che è passato e non torna, non si trasforma, non si rivive, non si vive, non si è vissuto, non si vivrà". La spada di Damocle La pera ti frega ti annienta ti tenta ti calma è la dimenticanza la medicina, l'eroina è rovina riparo rifugio non chiuso pericolante, la spada è l'amante di noi disperati emarginati ghettizzati dimenticati, cadaveri viventi di questa società, la pera non toglie il problema lo copre, la pera non da coraggio è un miraggio una parvenza la roba è sofferenza solitudine malattia l'eroina è miseria bastarda! è polizia, la pera è galera mentale è carcere duro arresto sicuro decesso certo magari in un cesso di un bar, la pera è astinenza calo e sudore freddo e dolore perdita di valore, la droga è una bestiaccia ti guarda in faccia e ti sputa addosso ti mangia all'osso, l'eroina non ti cerca sei tu che te la sei cercata, e quando la morte ti trova e sei impreparato gli dici "un attimo solo, mi sono sbagliato lei non cercavo mi sono confuso, cercavo la vita in un buco. Il sognatore "Amica cara, bella cantante, da quando sei partita vago come un viandante, con la mente s'intende non mi va di passeggiare, mi basta star nel letto coricato per sognare, sogno ad occhi aperti e ad occhi chiusi e me ne vanto, son sensibile, hai ragione ma non è un bel guadagno, preferirei esser contento o se non altro accontentarmi, l'amicizia la carità....... di quello che puoi darmi insomma, vorrei ma non posso non ci sono abituato accontentarmi mi è difficile, sono troppo viziato, anche in questo non ci guadagno ma che ci posso fare migliorarsi è difficile,...... posso solo sognare." Magnolia Basta un dito o anche una sola tua parola, che come un soffio di vento fa crollare il castello di carte che faticosamente mi costruisco intorno per proteggermi da te. Basterebbe una sola tua parola ed abbandonerei immediatamente tutto e correrei da te. Senilità "La vecchiaia è arrivata sei un fantasma, le tue parole un eco che nessuno più ascolta, trascini zoppicando il tuo cadavere malato, rincricchiato da una vita ostile che ti ha spezzato. Solitudine e il tempo ti è scivolato accanto, sprecato a spaccarti la schiena per sopravvivere, sgobbare e poco sorridere eppure questo è il vivere. Attendi la vincitrice,consolatrice forse,e tiri le somme di una vita,in cui gli attimi di piacere si contan sulle dita, e il resto monotonia sudore tristezza e rassegnazione, come il sesso è la vita,molta la fatica e il godimento dura poco. Ma nonostante questo persistiamo in questo assurdo balletto, per istinto di sopravvivenza per condurre un esistenza mediocre, come disse Schopenauer "è un affare che non copre le spese", è un gioco che non val la candela. Magnolia Rinunciare a te è un dolore immenso e senza senso perché, non si perde ciò che non si è mai avuto, quindi mi correggo, rinuncio al mio egoismo alle mie ILLUSIONI con l'illusione di dimenticarti, con la speranza che questo dolore immenso passi. Buongiorno "La sveglia suona,in una frazione di secondo già l'ho zittata con un meccanico gesto, abitudinario e lesto, perché la ODIO! Il suo grido violento mi trafigge il cervello e mi riporta, dal tepore quasi fetale del letto alla realtà, è come rinascere ogni mattina, quell'aggeggio orrendo, che scandisce il tempo frantuma i sogni sul più bello e mi rammenta che la mia realtà è diversa. Ancora mi sveglio, mesto mi vesto, mi lavo ed esco, percorro l'asfalto umido del mattino, il cielo viola da lievi nuvole è velato, qualche goccia sul vetro si spiaccica, e osservo i lampioni ancora accesi, in aria sospesi a sfumare la notte, mentre un'altra giornata arriva. Identica a quelle di prima." |