Poesie di Giuseppe Alizzi
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| Giuseppe Alizzi nasce a Messina il 1 febbraio 1971; si
laurea in Lingue e letterature straniere nel 1997, e lo stesso anno, il
giorno dopo la laurea precisamente, si trasferisce a Londra dove tutt'ora
vive, e dove da qualche anno lavora alla British Library. |
| Al museo di John Soane Filosofia antica Ci ricevettero tre civette sul comò dicendoci di entrare rasoterra e di prendedere ciò che vediamo per quello che è, quello che dissero per quello che fu, quasi che non fu piú, che senza quasi toccare il pavimento aprendosi in una forma interrotta, dopo la lettura dei tarocchi, cadde la carta capovolta. Logos e logica Di cose e di non cose fu forte l'attesa come quella di farci sbattere fuori immaginando come ragione l'aver capito tutto del bel posto. Fuori! Qualcuno ci avrebbe detto, e fuori posto sicuro lo eravamo trovandoci guardando un quadro nel posto esatto, quello giusto: la cara sindrome del posto opposto. Conservazione dei testi Il collezionista ci sorprese a spasmi avendo raccolto di tutto e tutto in fretta che ci fruttò in testa l'ultra-marxismo del capitalismo nell'idea prefetta di fumarci tutt'e due una bella non-sigaretta, e la smettemmo di dire che questa è solo la negazione di quella, e viceversa di cose diverse. La storia In tante stanze rimase l'arte all'erta, interi pezzi restarono intatti a fare la parte di essere sempre stati precisamente cosí, dall'urto della caduta del tutto: sarà che fummo presi dal contrattempo come se non fossimo entrati ci trovammo alla porta d'entrata. Religione La sporcizia e la pulizia nascono con la natura e l'uomo, non con Cristo; il sacro ed il profano sono opere del cielo e della terra, dell'estate e del cuore buttato nel bosco. La storia ha solo preso le redini di tutte le bestie predisposte, tutte già in ginocchio, e piegate a toccare con gli occhi la terra. Il pensiero 'Bussate e la porta vi sarà aperta' ce lo disse incerta la porta stessa e ci ritrovammo tutti dentro davanti a certe parti dov'entrare non era permesso; non era detto poi che tutte le altre stanze non fossero chiuse ai prossimi come a noi stessi, come un libro preciso chiuso a tale pagina di tutti i libri. La letteratura Tutti i libri letti e tutti quanti scritti perché per ripeterci nel ripetuto durante la ricca colazione attraversando le porte aperte e quelle chiuse, di stanza in stanza, all'inizio e alla fine del secolo, tutto torna quando ci fermiamo perché fin qui non ci siamo. Linguistica Si schiuse in un bacio dato su misura tutto il segreto dell'architettura; quell'ironia nella pittura rimetteva il nero al suo posto e lo scuro nostro al posto opposto. Su ogni pezzo di pietra viveva sola, appena sull'acqua la pietra-parola concentricamente aprendosi infinitamente in parentesi. Hegel Se una stanza diceva A e l'altra B l'interruzione bruta della lettura ci dava quel senso d'avventura tra la frutta e la verdura. Cosí la pace tutta dei sensi si sentiva nel contraddirci a vicenda, potendo dire ridendo quale cosa tacque e quale faccenda pose tra sé e sé, prima al posto di dopo, un silenzio senza rima o scopo. Psicosofia Se tutto è psicologia e filosofia facciamo i logici e andiamo via perché dopo le guerre mondiali tutti siamo un mondo di individui, tutti siamo una massa d'ibridi e tutti sputiamo sul piatto nazionale e a tutti ci manca il vicinato, perché tutto ciò che ci sta vicino ci ha in effetti allontanato. Prepost In Mesopotamia e anche in Egitto tutto è stato fatto e tutto scritto e siamo soltanto all'inizio che iniziò col chiedersi 'quando fu che iniziò? Quando fu che la sfera uguale a se stessa volle aggiungere organi su organi, corpi su corpi? Quand'è che leggere Empedocle sarà come leggere le favole facendoci gli occhi di fragole? Libritudine Se scrittura deve essere che scrittura sia ma non lo appunterei sul mio pensiero che uscito da questo santuario voluttuario si replica la vita del mio diario tutto orale ed immaginario. Se la vita tua è la stessa della mia non c'incontreremo nell'etereo mondo parlato, né dall'altro lato |